La donna e il drago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Donna dell'Apocalisse)

La donna e il drago è il titolo attribuito all'episodio che costituisce il capitolo 12 del libro biblico dell'Apocalisse.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

La donna[modifica | modifica wikitesto]

Così Giovanni presenta la donna:

«  Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. »   (Apocalisse 12,1-2)

Subito dopo aver presentato la donna, Giovanni introduce un enorme Drago rosso che cerca di divorare il figlio della donna appena nato, colui che sarà il Messia. Il figlio viene portato in cielo ed alla donna viene preparato un rifugio nel deserto contro il drago. Infine l'arcangelo Michele combatte contro il drago e lo vince.

È tuttora incerto se si tratti della Chiesa, come sostennero moltissimi antichi commentatori, o della Madre di Dio, come si sostiene fin dal Medioevo. La seconda tesi è avvalorata dal fatto che la citavano come "in travaglio per il parto". Essa era aiutata dai suoi angeli, guidati da Michele arcangelo

Il drago[modifica | modifica wikitesto]

La figura del grosso drago rosso (che può rimandare al drago ucciso da Daniele) rappresenta Satana, il Male. Lo stesso San Giovanni ci presenta il drago in questo modo, dicendo anche che egli è il Serpente Antico, quello che nel Racconto di Genesi spinse Eva a compiere il peccato originale. Anch'egli era aiutato da Angeli, e alla fine precipita a terra.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Riassunto[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni racconta che in cielo apparvero questa donna circondata da segni miracolosi e questo drago, aiutati entrambi da angeli. Ci fu una grande battaglia, che si concluse con la vittoria della donna e la cacciata del drago. Quindi, una voce mistica innalza una preghiera, annunciando che in ciò si è compiuta la salvezza di Cristo. Dopo la preghiera, il drago tenta ancora invano di uccidere la donna, che nel frattempo aveva partorito, ma, non riuscendosi, si ripromette di tentare di uccidere tutta la sua discendenza.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo». Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. E si fermò sulla spiaggia del mare.

Interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione cattolica, è assodato che la donna sia Maria. Sia l'iconografia che le preghiere hanno adottato le caratteristiche con cui San Giovanni descrive la donna per raffigurare Maria. Ad avvalorare questa ipotesi, la voglia del drago di guerreggiare con la discendenza di Maria, che può considerarsi tutto il popolo cristiano. Il brano è infatti proposto nella liturgia dell'Assunzione. L'episodio costituisce la prima lettura di grandissima parte delle messe dedicate a Maria (in particolar modo, quella di Maria Assunta) La maggior parte degli esegeti interpreta inoltre la donna come una figura rappresentativa del "popolo di Dio", in accordo con la sua immagine biblica come sposa e madre (cfr. ad esempio Isaia 66, 7-9). Del resto secondo molti esegeti Maria è figura della Chiesa e anche i brani del vangelo di Giovanni in cui compare esplicitamente Maria devono essere interpretati come riferiti anche alla Chiesa[senza fonte]. Mentre è chiaro che il figlio è il Messia, il simbolismo della madre si presta, forse deliberatamente, a numerosi significati: prima Israele, che genera il Messia, e poi la Chiesa, dopo che Cristo è asceso al Padre (versetto 12, 5). Più in generale può rappresentare tutta l'umanità, la stirpe di Eva (Genesi 3,15-16).

Simbolismo e allusioni alla Genesi[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione di questo personaggio allude al cielo (o secondo molte interpretazioni alla Madonna), infatti la donna è illuminata dal sole, è ornata da dodici stelle e poggia sulla luna: è quindi una figura celeste. I simboli celesti sono esattamente quelli di Genesi 37, 9-10, in cui indicano Giacobbe, la moglie e i loro dodici figli, che daranno origine alle dodici tribù di Israele. Al contrario il drago è figura terrestre, avversa alla donna celeste e perseguita lei e la sua discendenza. Infatti in Apocalisse 12, 9 il drago è chiamato il "serpente antico", una allusione a Genesi 3 e in particolare a Genesi 3, 15, in cui compare per la prima volta il conflitto fra il serpente e la donna. Il drago, quindi è da identificarsi con Satana.

Nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Nell'arte religiosa molto sovente Maria è rappresentata con le caratteristiche descritte nell'Apocalisse: la corona di dodici stelle e la luna sotto i piedi.

La corona di stelle dell'Unione Europea[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera europea venne scelta nel 1955 dopo un lungo e laborioso processo. Il bozzetto prescelto era uno dei molti proposti dal designer alsaziano, Arsène Heitz, un devoto cattolico che in questa proposta era stato ispirato dalla propria devozione[1]. Il colore blu della bandiera, infatti, è quello tradizionale del manto della Vergine e le dodici stelle ricordano la corona della donna dell'Apocalisse. Questa teoria però è rifiutata dalle autorità Europee[2]; l'interpretazione ufficiale del Consiglio d'Europa è «Sur le fond bleu du ciel, les étoiles forment un cercle en signe d'union. Elles sont au nombre invariable de douze, symbole de la perfection et de la plénitude, qui évoque aussi bien les apôtres que les fils de Jacob, les travaux d'Hercule, les mois de l'année».[3] Curiosamente, la scelta di questa bandiera venne firmata l'8 dicembre 1955, giorno dell'Immacolata Concezione[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Real politics, at last?, The Economist, 28 ottobre 2004. URL consultato il 26 gennaio 2015.
  2. ^ (EN) Ivan Sache, European Union: Myths on the flag, su crwflags.com, 4 febbraio 2007. URL consultato il 26 gennaio 2015.
  3. ^ Consiglio d'Europa, 7-9 dicembre 1955.
  4. ^ 9 décembre 1955 - Adoption du drapeau européen

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]