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Giacobbe

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San Giacobbe
Lorch St.Laurenz - Fenster 1 Jakob.jpg
Giacobbe effige in una vetrata della chiesa di St.Laurenz a Lorch

Patriarca

Nascita Hebron, ?
Morte Egitto, ?
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 24 dicembre

Giacobbe (ebraico יַעֲקֹב: Yaʿaqov o Ya'ãqōb, greco antico ᾿Ιακώβ, latino Iacob, arabo يعقوب Yaʿqūb)[1][2] significa "il soppiantatore".[3] Il nome deriva da ageb ossia "tallone", "calcagno" e più specificamente "afferrare per il calcagno o soppiantare"; fu chiamato così poiché, «al momento del parto, teneva con la mano il calcagno del fratello gemello [Genesi 25, 26], nato per primo e quindi destinatario del diritto di primogenitura»[4].

È uno dei Padri dell'Ebraismo nonché eroe eponimo del popolo di Israele: infatti venne soprannominato da JHWH stesso "Israele" in quanto "lottò col Signore e vinse", dalla radice shr, lottare, ed El, Signore. Le sue vicende sono narrate nel libro della Genesi (25, 24 - 49, 33).

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Tiepolo: Rachele e gli idoli rubati (dettaglio di Giacobbe), Palazzo Patriarcale, Udine (1726-1728)

Secondo gli storici, Israele significa «uomo» (ish) «di Rachele» (Rahel), poiché egli era marito di Rachele. In questa concezione quindi è Rachele ad essere matriarca eponima di Israele; tuttavia la grafia in questo caso è diversa, in quanto si dovrebbe scrivere ish-rach-el invece di Ish-ra-el.

Giacobbe era figlio di Isacco e di Rebecca, che non riuscì ad avere figli per molti anni; era inoltre fratello gemello di Esaù, che nacque però per primo. Esaù era il favorito di Isacco, mentre Giacobbe della madre Rebecca. Mentre Esaù divenne un cacciatore, Giacobbe mostrava un temperamento tranquillo.

Con l'inganno Giacobbe riuscì ad acquistare da Esaù, affamato, la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie (Genesi 25, 29-34);[5] in seguito, quando Isacco era in punto di morte, approfittando della momentanea assenza del gemello, carpì la benedizione prevista per Esaù indossando una pelliccia di animale, così da poter passare per il fratello, che era molto peloso. Per sottrarsi all'ira di Esaù fuggì presso suo zio Labano.

Giacobbe lavorò, quindi, presso lo zio Labano - costudendone il bestiame - e si arricchì oltre misura truffando lo stesso zio con un espediente. Giacobbe, infatti, chiese a Labano - come compenso per il proprio lavoro - di ricevere le bestie striate, punteggiate e chiazzate, precisando: "«In futuro la mia stessa onestà risponderà per me»"[6]. Quindi, Giacobbe si arricchì facendo nascere gli animali striati, punteggiati e chiazzati, che avrebbe ricevuto in pagamento, solo da coppie di bestie robuste - esponendo alla loro vista durante l'accoppiamento rami intagliati a strisce, secondo una credenza dell'epoca - lasciando a Labano solo quelli nati da coppie deboli (durante il cui accoppiamento, sempre secondo la credenza citata, non esponeva i rami intagliati a strisce)[7].
Sposò, in seguito, prima Lia e poi Rachele, figlie di Labano e sue cugine, dalle quali ebbe otto figli; altri quattro figli li ebbe da due schiave, Zilpa e Bila[8]. Dai dodici figli maschi di Giacobbe ebbero origine le dodici tribù di Israele.[9]

Il sogno della scala di Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

Una notte, durante il viaggio che lo portò a nascondersi dallo zio Labano per sfuggire al fratello Esaù, Giacobbe fece un sogno (Genesi 28:10-22): una scala da terra si protendeva sino in cielo, con angeli che salivano e scendevano. Nel sogno Dio gli parlava, promettendogli la terra sulla quale stava dormendo ed un'immensa discendenza e tutte le famiglie della terra saranno benedette in lui e nella sua discendenza.

La lotta con l'angelo (teomachia)[modifica | modifica wikitesto]

La notte prima dell'incontro ebbe una misteriosa lotta (teomachia)[10][11] con un uomo fino all'alba (Genesi 32, 24-34). Vedendo che non riusciva a vincerlo, l'uomo lo colpì al nervo sciatico rendendolo claudicante, ma Giacobbe continuò a lottare, finché l'uomo gli chiese di lasciarlo andare. A quel punto Giacobbe gli chiese la benedizione, e l'uomo gli diede il nome Israele (che in ebraico significa uomo che vide Dio o uomo che lotta con Dio).[12][13][14] Da questo episodio nasce il divieto, previsto dalle norme di casherut, di cibarsi di carne (ovviamente di animali permessi) attraversata da tagli al nervo sciatico.

Giacobbe e il figlio Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Giacobbe si intreccia con quella del figlio prediletto Giuseppe. Quando quest'ultimo, dopo essere stato venduto dai fratelli, divenne ministro del faraone, fece trasferire le Tribù di Israele, e Giacobbe stesso, in Egitto per salvarli dalla lunga carestia, apparsa in sogno al faraone, sotto forma di 7 vacche magre - sogno che Giuseppe interpretò. Giacobbe prima di morire rivolse a ciascuno dei suoi figli diverse benedizioni e fu seppellito accanto agli altri patriarchi, Abramo e Isacco, nel campo di Macpela.

Come tutti i patriarchi veterotestamentari, Giacobbe è venerato come santo dalla Chiesa cattolica il giorno 24 dicembre.

La discendenza di Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni passi biblici divergono in merito al numero di famigliari che entrarono in Egitto con Giacobbe:

  • Genesi 46, 26-27: Tutte le persone che entrarono con Giacobbe in Egitto, uscite dai suoi fianchi, senza le mogli dei figli di Giacobbe, sono sessantasei. I figli che nacquero a Giuseppe in Egitto sono due persone. Tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che entrarono in Egitto, sono settanta.
  • Esodo 1, 5: Tutte le persone nate da Giacobbe erano settanta, Giuseppe si trovava già in Egitto.
  • Atti 7, 14: Giuseppe allora mandò a chiamare Giacobbe suo padre e tutta la sua parentela, settantacinque persone in tutto.

Sepoltura di Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

Simili divergenze si trovano in merito al luogo della sepoltura di Giacobbe:

  • Genesi 50, 13: I suoi figli lo portarono nel paese di Canaan e lo seppellirono nella caverna del campo di Macpela, quel campo che Abramo aveva acquistato, come proprietà sepolcrale, da Efron l'Hittita, e che si trova di fronte a Mamre.
  • Atti 7, 15-16: E Giacobbe si recò in Egitto, e qui egli morì come anche i nostri padri; essi furono poi trasportati in Sichem e posti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato e pagato in denaro dai figli di Emor, a Sichem.

Esegesi ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Messia, Parashah, Popolo d'Israele, Redenzione (ebraismo), Shekhinah, Yosef e Zaddiq.
« Una corda tripla non si taglia con facilità »   (Qoelet 4:9-12)
La Qabbalah afferma che rappresenta la Sefirah Tiferet e portò redenzione ad Avraham ed Isacco.[15]
  • Giacobbe ebbe anche nome Israel (cfr Angelo) e Yeshurun (cfr Urim e Tummim), quest'ultimo "nome" correlato alla "gioia provata" da Dio per lui, terzo Patriarca ebreo.
  • Esiste uno tra i Nomi di Dio nella Bibbia così definito: "Rocca" di Giacobbe.
  • A Giacobbe viene attribuito il merito della Tefillah di Arvit (cfr Preghiera ebraica).
  • Viene insegnato dai Profeti ebrei e dai Rabbanim che nell'era messianica si dice: "Giacobbe, [è] nostro padre"[16].
  • Giacobbe ebbe 50 anni quando Sem morì.
  • A Giacobbe viene anche attribuita la Mitzvah della Kippah da quando, sul monte Moryah in Sion (cfr Gerusalemme), mise sotto la sua testa delle pietre che per miracolo [ne] divennero una sola; in quel momento egli vide in sogno angeli che salivano e scendevano da una "scala" quando poi Dio gli "parlò" cosicché esclamò: "Questa è proprio la Porta del Cielo... ed io non lo sapevo" (secondo diverse opinioni dell'Ebraismo rabbinico, quegl'angeli furono gli stessi delle 70 Nazioni).
  • Egli aveva in segreto con la sposa Rachele una "parola" che lei stessa poi rivelò alla sorella Leah (cfr Matrimonio (religione)).
  • Giacobbe perse Ruach haQodesh e quindi parte di Profezia, sconfortato per l'episodio di Yosef, di cui non seppe sino a molti anni dopo: i due infatti si rincontrarono con molti onori, anche grazie ai fratelli ormai perdonati (Parashah e Provvidenza).
  • Giacobbe, come già gli altri Patriarchi ebrei consapevole di questo, voleva rivelare ai propri figli quanto per Profezia celato per l'era messianica.

Il Dio di Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

I biblisti e gli ebraisti riportano almeno un paio di specifici motivi per pensare alla figura di Giacobbe e al suo rapporto col divino come emblema d'una tipologia spirituale del tutto particolare, all'interno d'una tripartizione che chiama in causa anche i primi due patriarchi ebrei.

« Un allievo chiese al Maestro: "Perché è detto Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe (Esodo 3, 6)[17] e non il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe?" E il Maestro rispose: "Perché Isacco e Giacobbe non si appoggiarono sulla ricerca e il servizio di Abramo, ma ricercarono da sé l'unità del Creatore e servirono Dio in modo diverso da Abramo". Ecco la via dell'individuazione. »

(Roberto Della Rocca[18])

« Nella tradizione ebraica, le tre preghiere [quotidiane] vengono assegnate ciascuna ad uno dei tre Patriarchi. La preghiera della sera ('aravît) si considera istituita da Giacobbe, [...] perché si dice: Si incontrò con il Luogo e vi passò la notte, poiché il sole era tramontato (Genesi 28, 11). »

(Alberto Mello[19])

Giacobbe nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacobbe. Reg. Peter Hall. Con Matthew Modine, Lara Flynn Boyle, Sean Bean, Giancarlo Giannini, Irene Papas, Joss Ackland. Beta/Turner/Lux/Rai/Quinta. 1994. DVD[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cf. Giacobbe in Treccani.it.
  2. ^ Cf. Jacob in Enciclopedia Britannica online.
  3. ^ Cf. Giacobbe in Sapere.it.
  4. ^ Cf. Antonio Borrelli, san Giacobbe Patriarca in santiebeati.it.
  5. ^ Cf. Treccani Vocabolario online.
  6. ^ Gen30,31-36
  7. ^ Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo a nudo il bianco dei rami. Poi egli mise i rami così scortecciati nei truogoli agli abbeveratoi dell'acqua, dove veniva a bere il bestiame, proprio in vista delle bestie, le quali si accoppiavano quando venivano a bere. Così le bestie si accoppiarono di fronte ai rami e le capre figliarono capretti striati, punteggiati e chiazzati. [...] Ogni qualvolta si accoppiavano bestie robuste, Giacobbe metteva i rami nei truogoli in vista delle bestie, per farle concepire davanti ai rami. Quando invece le bestie erano deboli, non li metteva. Così i capi di bestiame deboli erano per Làbano e quelli robusti per Giacobbe. Egli si arricchì oltre misura (Gen30,37-43).
  8. ^ Gen35,23-26
  9. ^ AAVV, Personaggi della Bibbia, Touring Club Italiano, 2014, pp. 78-97, ISBN: 9788836564972; Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, p. 37-38, ISBN: 88-88592-05-9.
  10. ^ Rivista di storia e letteratura religiosa, Volume 41, Edizioni 1-3, Firenze, S. Olschki, 2005. Anteprima parziale su books.google.it.
  11. ^ Cf. Andrea Barretta, Il guado di Iabbok. Scritti di antropologia trascendentale e filosofia della religione, Roma, Gruppo Albatros Il Filo, 2009. ISBN 88-567-0867-1; ISBN 978-88-567-0867-7. Estratto del testo disponibile online. URL consultato l'11-04-2011.
  12. ^ Cf. commentario a Genesi 32, 24 in laparola.net.
  13. ^ Cf. Lisa Cremaschi, Giacobbe in Sapere.it.
  14. ^ Tale evento è stato scelto come simbolo del dissidio tra pensiero filosofico e teismo da Claudio Ciancio et al., In lotta con l'angelo. La filosofia degli ultimi due secoli di fronte al cristianesimo, Torino, SEI, 2ª ed. 1991. ISBN 88-05-05086-5; ISBN 978-88-05-05086-4.
  15. ^ Questo è Giacobbe che unifica i due sentieri (Nachman di Breslov)
  16. ^ La tradizione ebraica della Qabbalah, sebbene con interpretazione contestuale differente, insegna infatti: una "stella" "sorgerà" da Giacobbe
  17. ^ Cf. anche: vs.
  18. ^ R. Della Rocca, Identità e alterità nel pensiero ebraico, in In principio Dio creò, Humanitas 53 (4/1998), p. 653.
  19. ^ A. Mello, Abramo, l'uomo del mattino, in il tempo, PSV-parole spirito e vita 36 (2/1997), p. 37.
  20. ^ Giacobbe, su holyart.it.

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