Gerarchia degli angeli

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Le Gerarchie angeliche nei mosaici del battistero di Firenze (XIII secolo)

Secondo la tradizione ebraica e successivamente cristiana, gli angeli sono organizzati in una gerarchia di differenti ordini, detti nel medioevo cori angelici.

Queste gerarchie consistono in figure intermedie tra Dio e gli uomini, che collegano e descrivono il rapporto esistente fra l'assoluta trascendenza divina e la sua attività nel mondo.[1]

Lo Pseudo-Dionigi l'Areopagita, nel libro De coelesti hierarchia, indica alcuni passaggi del Nuovo Testamento, nello specifico la Lettera agli Efesini[2] e la Lettera ai Colossesi,[3] sulla cui base costruire uno schema di tre gerarchie, sfere o triadi di angeli, ognuna delle quali contiene tre ordini o cori. In decrescente ordine di potenza esse sono:

Origini e fortuna della gerarchie angeliche[modifica | modifica wikitesto]

I 9 cori angelici, miniatura dal breviario di Ildegarda di Bingen (1098-1179)

Una prima menzione degli angeli si ha nell'Antico Testamento, dove appaiono all'inizio come semplici controfigure di Jahvè, e solo in seguito acquistano i connotati di entità distinte.[4] Essi compaiono inoltre negli scritti ebraici diffusi fra il III secolo a.C. e il V secolo successivo, quali Hekhalot, ed il Libro di Enoch,[5] dove l'ascesa al cielo dell'omonimo patriarca è descritta come l'attraversamento di successive schiere angeliche fino alla visione beatifica del Nome.

La figura degli angeli, tuttavia, potrebbe avere anche un'origine pre-biblica, nutrendosi di antiche conoscenze sapienziali, astrologiche, ed esoteriche riguardanti esseri divini e soprannaturali, appartenenti alle culture persiana, assiro-babilonese, egiziana,[6] spogliandosi in seguito delle diverse connotazioni politeistiche.[7]

All'inizio dell'era cristiana l'angelologia veniva coltivata soprattutto dagli gnostici. Paolo di Tarso, pur polemizzando contro costoro,[8] rappresentò la fonte principale del Nuovo Testamento da cui attingerà la futura angelologia cristiana utilizzando i suoi stessi accenni (Rom 8,38-40, 1 Cor 15,24, Col 1,16, Ef 1,21). Il testo di riferimento più famoso su questo tema sarà appunto il De coelesti hierarchia. Occorre considerare inoltre i contributi della filosofia classica e neoplatonica, tra cui il concetto di dynamis della metafisica di Proclo, negli influssi sull'angelologia cristiana.[9]

La Chiesa cattolica temette a lungo il culto degli angeli, condannando come eresia ogni riferimento a nomi diversi dai tre soli citati nella Bibbia,[10] e costringendo la pietà dei fedeli verso il solo angelo custode.[11] Si deve in ogni caso a Papa Gregorio la diffusione in Occidente delle gerarchie angeliche descritte dallo Pesudo-Dionigi l'Areopagita, anche se collocate in un'ordine diverso da quello indicato da quest'ultimo.

Nel Medioevo altri schemi furono proposti, spesso collegati a considerazioni di natura astrologica e cosmologica. Riallaciandosi ancora a Dionigi, Tommaso d'Aquino scriveva nel XIII secolo:

« Vediamo dunque, da prima, il criterio della determinazione fatta da Dionigi. In proposito va ricordato che, secondo lui, la prima gerarchia apprende le ragioni delle cose in Dio stesso; la seconda, nelle loro cause universali; la terza nell'applicazione di esse agli effetti particolari. E poiché Dio è il fine non solamente dei ministeri angelici, ma di tutto il creato, alla prima gerarchia spetta considerare il fine; alla gerarchia di mezzo, disporre universalmente le cose da fare; all'ultima, invece, applicare le disposizioni agli effetti, e cioè eseguire l'opera. È evidente infatti che queste tre fasi si riscontrano nel processo di ogni operazione. Perciò Dionigi, che dai nomi degli ordini deriva le loro proprietà, nella prima gerarchia pose quegli ordini i cui nomi indicano un rapporto con Dio: cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Nella gerarchia intermedia pose invece quegli ordini i cui nomi significano un certo universale governamento ovvero ordinamento: cioè le Dominazioni, le Virtù e le Potestà. Nella terza gerarchia infine pose quegli ordini i cui nomi designano l'esecuzione dell'opera: cioè i Principati, gli Arcangeli e gli Angeli. »
(Tommaso d'Aquino, Somma teologica, I, 108, 6)

Secondo ulteriori concezioni astrologiche ed esoteriche, riprese anche da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, ogni gerarchia angelica dominava su una delle nove sfere celesti ruotanti al di sopra della Terra, da intendere come le orbite planetarie di luoghi celesti di cui i diversi pianeti non sarebbero che una manifestazione riduttiva a livello fisico. È questa una delle rappresentazioni più recenti dell'angelologia sviluppatasi a partire dall'antroposofia creata dall'esoterista Rudolf Steiner.[12]

Prima sfera[modifica | modifica wikitesto]

Cristo circondato dai Serafini, dal Giudizio universale di Giotto (1306)

«[...] I cerchi primi
t'hanno mostrato Serafi e Cherubi.
Così veloci seguono i suoi vimi,
per somigliarsi al punto quanto ponno;
e posson quanto a veder son soblimi.
Quelli altri amori che 'ntorno li vonno,
si chiaman Troni del divino aspetto,
per che 'l primo ternaro terminonno.»
(Divina Commedia, Paradiso, XXVIII, 98-108)

Serafini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Serafino.

I serafini (nome ebraico Seraphim) appartengono al più alto ordine di Angeli, quello situato nel cielo Empireo, o cristallino, il più prossimo a Dio, da cui ricevono in forma immediata le idee e le direttive con cui far evolvere un complesso cosmico.[13]

La Bibbia li raffigura come angeli dotati di sei ali: due per volare, due per coprirsi il volto e due per coprirsi i piedi. Cantano continuamente le lodi di Dio: «Santo, Santo, Santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della Sua gloria» [14].

È anche detto che cantano la musica delle sfere, regolando il movimento del cielo, così come loro comandato, e che ardendo di amore e zelo per Dio, emanano una luce così potente e brillante che nessuno, se non occhi divini, può guardarli.

Francesco d'Assisi viene anche appellato "Serafico" perché, al momento di ricevere le stigmate, il Signore gli apparve in una visione in cui si mostrava Crocefisso e velato da sei ali come un Serafino; e dalle Sue mani, piedi e costato, partirono i raggi che segnarono il corpo di Francesco rendendolo simile a Lui. Sarebbe così stata esaudita la preghiera di Francesco: "Fa' o Signore che io possa soffrire per te tanto quanto lo può una creatura umana e amarti quanto lo può un cuore umano".

I serafini vengono più volte menzionati nella Bibbia.[15] Secondo San Tommaso d'Aquino, i serafini presiedevano alla carità e i cherubini alla scienza.

Cherubini[modifica | modifica wikitesto]

Due cherubini in un celebre dipinto di Raffaello
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cherubino.

I cherubini (nome ebraico Cherubim) risiedono oltre il trono di Dio, nelle profondità del firmamento, o cielo stellato dello zodiaco; sono perciò i guardiani della luce e delle stelle. Essi rielaborano le intuizioni immediate dei Serafini traducendole in riflessioni e pensieri di saggezza riguardanti l'evoluzione dei sistemi planetari.[13]

La Bibbia li raffigura come esseri con quattro ali e quattro facce, ovvero una umana, una di bue, una di leone ed infine una di aquila. I Cherubini vengono inoltre descritti come angeli dediti alla protezione, posti a guardia dell'Eden e del trono di Dio. Ad essi è attribuita una perfetta conoscenza di Dio, superata soltanto dall'amore di Dio dei serafini.

Sempre secondo la Bibbia, le sculture di due cherubini contrapposti erano rappresentate sul coperchio dell'Arca dell'Alleanza. Essi vengono menzionati di solito al plurale,[16] ma anche al singolare.[17]

Troni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Troni.
Schiere angeliche nel Giudizio universale di Giotto: Virtù, Dominazioni, Troni e Cherubini, ciascuno guidato dal rispettivo vessillifero, siedono alla destra di Cristo

I troni (in ebraico ophanim, in greco Thronoi) sono esseri angelici dalla forma mutevole e dagli infiniti colori. Il loro luogo spirituale è il settimo cielo, che corrisponde all'orbita di Saturno.[18] Il loro compito è quello di tradurre in opera la sapienza e il pensiero elaborato dai Cherubini.[13]

Vengono descritti dalla Bibbia come ruote intersecate ad altre ruote, delle quali se una si muove avanti e indietro, l'altra si muove da un lato all'altro. Si tratta di ruote dotate di innumerevoli occhi, secondo l'immagine presente nel libro di Ezechiele, dove il profeta Ezechiele descrive la visione dei cieli; il profeta non descrive esplicitamente queste ruote come angeli, ma come oggetti o "creature viventi" che possiedono uno spirito.

L'apostolo Paolo usa il termine "troni" nella lettera ai Colossesi.[19] Secondo Steiner, si deve ai Troni il fatto che l'universo esista in forma fisica così come lo conosciamo, grazie all'emanazione della loro stessa sostanza di calore, sviluppatasi in densità.[13]

Seconda sfera[modifica | modifica wikitesto]

«In essa gerarcia son l'altre dee:
prima Dominazioni, e poi Virtudi;
l'ordine terzo di Podestadi èe.»
(Divina Commedia, Paradiso, XXVIII, 121-123)

Dominazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dominazioni (angeli).

Le dominazioni (in ebraico hashmallim, in greco Kyriotetes) esercitano la loro influenza a partire dalla sfera orbitante di Giove.[18] Essi hanno il compito di regolare i compiti degli angeli inferiori. Ricevono i loro ordini dai serafini, cherubini o direttamente da Dio e devono assicurarsi che il cosmo sia sempre in ordine. È estremamente raro che le dominazioni assumano forma fisica per mostrarsi ai mortali. Invece, si interessano tranquillamente dei particolari dell'esistenza.

Sono gli angeli ai quali Dio affida la forza del dominare. Si suppone essi compongano l'esercito dell'Apocalisse e da loro dipendono l'ordine universale e la disciplina ferrea alla quale gli angeli si rivolgono per mantenerlo.

Il termine "dominazioni" è usato da Paolo di Tarso nella lettera ai Colossesi[19].

Virtù[modifica | modifica wikitesto]

Le virtù, anche chiamate "fortezze" (in greco Dynameis) risiedono nella sfera orbitale di Marte.[18] Il loro dovere è quello di osservare i gruppi di persone. La loro forma è simile a lampi di luce, che ispirano nell'umanità molte cose, come l'arte o la scienza.

Schiere angeliche nel Giudizio universale di Giotto: Angeli, Arcangeli, Principati e Potestà siedono alla sinistra di Cristo

Potestà[modifica | modifica wikitesto]

Le potestà (in ebraico Elohim, in greco Exusiai) estendono il loro dominio sul Sole.[18] Descritti dalla Bibbia come esseri angelici dai molti colori, simili a vapori nebbiosi, sono gli elementi portanti della coscienza e i custodi della storia. Gli angeli della nascita e della morte sono potestà. Sono accademicamente guidati e interessati all'ideologia, filosofia, teologia, religione e ai documenti che appartengono a questi studi. Le potenze sono le menti: sono un gruppo di esperti, che servono da consiglieri e pianificatori della politica. Il loro compito è quello di sorvegliare la distribuzione di poteri all'umanità, in loro nome. Nella credenza popolare essi sono gli Angeli che accompagnano le decisioni dei padri e li consigliano nella cura della famiglia.

Paolo di Tarso usa il termine potestà nella lettera ai Colossesi[19] e nella lettera agli Efesini[20].

Egli tuttavia usa sia il termine potenza che autorità nella lettera agli Efesini, per riferisi a questo tipo di angeli:[20] le potenze svilupperebbero le ideologie, laddove le autorità scrivono i documenti e le dottrine.

Entrambe sono comunque coinvolte nella formulazione delle ideologie. Mentre però le potenze comprendono tutto, le autorità si focalizzano su particolari linee di conoscenza, specializzandosi nel codificare quelle idee, e nella produzione di documenti concettuali a quelle inerenti.

Terza sfera[modifica | modifica wikitesto]

«Poscia ne' due penultimi tripudi
Principati e Arcangeli si girano;
l'ultimo è tutto d'Angelici ludi.»
(Divina Commedia, Paradiso, XXVIII, 124-126)

Alla terza sfera appartengono quegli angeli che assolvono la funzione di messaggeri del Cielo.

Principati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Principati (angeli).

I principati (in greco Archai) esercitano i loro influssi dall'orbita di Venere.[18] Esseri angelici dalla forma simile a raggi di luce, si trovano oltre il gruppo degli arcangeli. Sono gli spiriti della storia e del tempo, guardiani delle nazioni e delle contee, e di tutto quello che concerne i loro problemi ed eventi, inclusa la politica, i problemi militari, il commercio e lo scambio. Uno dei loro compiti è quello di scegliere chi tra l'umanità può assumerne il ruolo di guida in un determinato periodo.

Paolo usa il termine "principati" nelle lettere ai Colossesi[19] e agli Efesini[21].

Arcangeli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arcangelo e Sette arcangeli.

Gli arcangeli, il cui influsso giunge fino a Mercurio,[18] appartengono al secondo ordine (più basso) della terza sfera; questi angeli tendono ad essere i più grandi consiglieri e amministratori inviati dal Cielo. Un arcangelo ha normalmente un ruolo di grande importanza nei riguardi dell'uomo. Secondo l'angelologia dello Pseudo-Dionigi, tuttavia, gli arcangeli stanno appena sopra l'ordine angelico, quello degli angeli comuni.

La parola "arcangelo" è usata solamente due volte nelle scritture (ma diverse volte nel Septuaginta)[22] Alcuni[senza fonte] insistono sul punto che gli arcangeli non sono divisi in separati ordini, ma nella tradizione cattolica gli arcangeli (Michele, Raffaele, Gabriele, e in alcuni casi Uriel), sono cherubini o serafini, oltre che essere arcangeli. Come è scritto nella Bibbia[23], Lucifero era un serafino; in seguito alla sua ribellione a Dio, fu affrontato, sconfitto e gettato (per l'eternità) nel pozzo infernale da parte dell'arcangelo Michele.

Angeli[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo marmoreo con angeli al cimitero monumentale di Staglieno
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Angelo.

Gli angeli appartengono all'ordine più basso della gerarchia degli angeli e sono i più familiari agli uomini, poiché sovraintendono a tutte le loro occupazioni. Risiedono infatti nello spazio cosmico più prossimo alla Terra, quello della Luna.[18] All'interno della categoria degli angeli, ci sono differenze di molti tipi. Gli angeli vengono sovente inviati come messaggeri agli uomini. La parola "angelo" proviene dal greco "anghelos", cioè "messaggero".

Tutte le gerarchie angeliche sono lodate dall'umanità grazie alla corona angelica[24], una corona simile ad un rosario, con la quale si pregano gli angeli di, appunto, ogni gerarchia e si chiede loro di intercedere presso Dio per l'ottenimento di grazie. Essa è in grado, poi, di ottenere in particolari giorni anche delle indulgenze, se opportunamente benedetta da un Sacerdote.

Gerarchia angelica ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Angelo § Nella letteratura ebraica, Avraham, Giacobbe, Isacco, Merkavah e Shekhinah.

Maimonide, nel suo Mishneh Torah: Yesodei ha-Torah, conta dieci ranghi di angeli nella gerarchia angelica ebraica, iniziando dal più alto:

Rango Angelo Note
1 Chayot Ha Kodesh
2 Ophanim
3 Erelim Vedi Libro di Isaia 33:7
4 Hashmallim Vedi Libro di Ezechiele 1:4
5 Seraphim Vedi Libro di Isaia 6
6 Malakhim Messaggeri, angeli
7 Elohim "Esseri divini"
8 Bene Elohim "Figli di esseri divini"
9 Cherubini Vedi Talmud Hagigah 13b
10 Ishim "esseri antropomorfi", vedi Libro di Daniele 10:5

Gerarchia angelica cabalistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cabala, Sephirot, Shemhamphorasch ed Ein Sof.

Nell'ebraismo, inoltre, l'angelologia cercò indizi di supporto nella Bibbia e trovò la sua piena fioritura nella cabala. Nella scuola cabalistica di Girona, ambiente catalano del XII secolo, l'assegnazione di un angelo a 72 segmenti dello zodiaco, ognuno di 5°, consentì la formulazione di oroscopi inculturando le tradizioni astrologiche pagane, diffuse dal Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, e aggirando così il divieto per i pii ebrei di prestar fede alle stelle dello zodiaco. Il numero 72 o il suo multiplo 216 era associato al nome di Dio Shemhamphorasch, creato prendendo una o tre lettere dai nomi dei 72 angeli.

Secondo la Cabala, come descritta dall'Ordine ermetico dell'alba dorata, associazione esoterica del XIX secolo, ogni coro di angeli della gerarchia ebraica è comandato da un arcangelo ed è in corrispondenza con uno dei sephirot.

Rango Coro di Angeli Traduzione Arcangelo Sephirah
1 Hayot Ha Kodesh Animali Santi Metatron Keter
2 Ophanim Ruote Raziel Chokmah
3 Erelim Troni Tzaphkiel Binah
4 Hashmallim Gli Elettrici Tzadkiel Chesed
5 Seraphim Gli Ardenti Khamael Gevurah
6 Malakhim Messaggeri, angeli Raffaele Tipheret
7 Elohim Dei Haniel Netzach
8 Bene Elohim Figli divini Michele Hod
9 Cherubini I Forti Gabriele Yesod
10 Ishim Persone Sandalphon Malkuth

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia, PIEMME, 1997, I, 56.
  2. ^ 6,12.
  3. ^ 1,16
  4. ^ Nella Bibbia la parola stessa "Dio" è spesso sostituita da "angelo del Signore", letteralmente: "messaggero del Signore".
  5. ^ Testo non canonico per la Chiesa Cattolica, ma canonico per quella Cristiana Copta.
  6. ^ A. Bausani, Persia religiosa, Milano 1959; G. Dumézil, Naissance d'archange, Parigi 1945.
  7. ^ J. Quinlan, Angeli e diavoli, in "Giornale di teologia", Brescia 1972, pp. 61-92.
  8. ^ Egli raccomandava di non perdersi in discorsi e culti vani ed oziosi (Col 2,18).
  9. ^ E. Corsini, Il trattato "De divinis nominibus" dello Pseudo-Dionigi e i commenti neoplatonici al Parmenide, Torino 1962, p. 58 e segg.
  10. ^ Cioè Michele, Gabriele e Raffaele (Concilio di Roma del 745).
  11. ^ Ancora recentemente nel decreto Litteris Diei del 6 giugno 1992, il magistero pontificio ha chiarito che "è illecito insegnare e utilizzare nozioni sugli angeli e sugli arcangeli, sui loro nomi personali e sulle loro funzioni particolari, al di fuori di ciò che trova diretto riscontro nella Sacra Scrittura [cioè quasi nulla]; conseguentemente è proibita ogni forma di consacrazione agli angeli ed ogni altra pratica diversa dalle consuetudini del culto ufficiale." (Angelo Geretti, Missus est angelus in Angeli. Volti dell'Invisibile, catalogo a cura di Serenella Castri, Umberto Allemandi&C, Torino 2010, p. 24).
  12. ^ Angeli e antroposofia.
  13. ^ a b c d Peter Tompkins, La vita segreta della natura, pp. 139-153, Mediterranee, 2009.
  14. ^ (Isaia 6,3) La Sacra Bibbia - IntraText
  15. ^ Isaia6:2 e Isaia6:6
  16. ^ Genesi3,24, Esodo25,18-22, Esodo26,1, Esodo26,31, Esodo36,8, Esodo36,35, Esodo37,7-9, Numeri7,89, 1Samuele4,4, 1Re6,23-35, 1Re7,29, 1Re7,36, 1Re8,6-7, 2Re19,15, 1Cronache13,6, 1Cronache28,18, 2Cronache3,7-14, 2Cronache5,7-8, Salmi80,1, Salmi99,1, Isaia37,16, Ezechiele10,1-22, Ezechiele11,22, Ezechiele41,18-25, Ebrei9,5
  17. ^ Esodo25,19, Esodo37,8, 2Samuele22,11, 1Re6,25-26, 2Cronache3,11-12, Salmi18,10, Ezechiele9,3, Ezechiele10,9-14, Ezechiele28,14-16, Ezechiele41,18-19
  18. ^ a b c d e f g Maria Grazia Lopardi, La Divina Commedia e il simbolo nascosto, Youcanprint, 2014.
  19. ^ a b c d 1:16
  20. ^ a b 1:21
  21. ^ 1:21;3:10
  22. ^ Una volta riferendosi a Michele l'arcangelo e nell'altro caso riferendosi a Gabriele.
  23. ^ Ezechiele 28:14-16
  24. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Xavier Leon-Dufour, Dizionario di teologia biblica, Ed. Marietti 1965 ISBN 88-211-7302-X
  • Paola Giovetti, Angeli, Edizioni Mediterranee, Roma 2005 ISBN 88-2721-7568
  • Terry Lynn Taylor, Messaggeri di luce, Ed. Amrita, Torino 1993 ISBN 88-853-8528-1
  • Geoffrey Hodson, Fratellanza degli uomini e degli angeli, Ed. L'Età dell'Acquario, Grignasco (Novara) 1994 ISBN 88-7136-0931
  • ... Ma gli Angeli esistono davvero?, Ed. Medjugorje, Torino 1994
  • Giulietta Bandiera, Angeli intorno a noi, Gruppo Editoriale Sirio, Milano 1995
  • Giulietta Bandiera, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende, alle curiosità e ai luoghi dell'Italia degli angeli, Newton & Compton edizioni - Roma 2002
  • Marco Bussagli, Storia degli Angeli. Racconto di immagini e di idee, Milano 2003
  • Rudolf Steiner, Gerarchie spirituali, Editrice Antroposofica, Milano 2007 ISBN 88-7787-3930
  • Aurelio Penna, Gli angeli, De Vecchi Editore, Milano 1996 ISBN 88-4129-3314
  • Zecharia Sitchin, Dio, angeli, extraterrestri ed esseri multidimensionali, Gruppo Editoriale Futura, 1997
  • Nica Fiori, inserto, bimestrale I Misteri, n. 23, Edizioni Cioè, Roma 1997
  • Haziel, Angeli e Arcangeli, Mondadori, Milano 1998
  • Silvano Zucal, Ali dell'invisibile, Ed. Morcelliana, Brescia 1998
  • P.M. Virio, La Gnosi, C.S.A.M. Edizioni, Roma 1998
  • Fernando Pessoa, Pagine esoteriche, Adelphi Edizioni, Milano 1997 ISBN 88-4591-2817
  • Vicente Beltran Anglada, Il Linguaggio degli Angeli, Edizioni Synthesis, Torino 1998 ISBN 88-8664-020X
  • Giordano Berti, I Mondi Ultraterreni, Mondadori Libri Illustrati, Milano 1998 ISBN 88-04-44769-9
  • Giuditta Dembech, Gli Angeli fra noi, L'Ariete, Settimo Torinese 1994 ISBN 88-8649-2006
  • Haziel, I Poteri dell’Angelo Custode, Mondadori, Milano 1999
  • Daniel C. Matt, L'essenza della Cabala, Newton&Compton editori, Roma 1999
  • Massimo Centini, Gli Angeli esistono, De Vecchi Editore, Milano 1999
  • Philippe Olivier, Gli Angeli, gli Arcangeli, i Serafini e i Cherubini, 3 volumi, DVE Italia SpA, Milano 2000
  • Giordano Berti, Enoch l'entronauta, Gruppo Editoriale Armenia SpA, Milano 2000 ISBN 88-344-1226-5
  • Haziel, Il grande libro dei sogni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2000
  • Vicente Beltran Anglada, Gli Angeli nella vita sociale umana, Edizioni Synthesis, Torino 2000
  • Pier Luca Pierini R., Invocazioni e Preghiere agli Angeli, Edizioni Rebis, Viareggio (LU), 2009.
  • (EN) Copeland, Mark. Ministering Spirits: Angels In The Old Testament. Executable Outlines. 2004.
  • (EN) Copeland, Mark. Terms And Descriptions Of Angels. Executable Outlines. 2004.
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  • (EN) Tatum, Johnny. The Hierarchy of Angels: Hierarchical Chart of Angels. Worldnet Grace Ministries.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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