Zodiaco

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Mentre la Terra percorre la sua orbita attorno al Sole (circonferenza rossa piccola), l'immagine del Sole, proiettata sulla volta celeste (linea gialla), cade sull'eclittica (circonferenza rossa grande) in posizione diametralmente opposta. L'eclittica, che è la proiezione sulla volta celeste dell'orbita terrestre, è inclinata di 22° e 30' rispetto all'equatore celeste (linea bianco-azzurra), che è la proiezione dell'equatore della Terra.

Lo zodiaco è una fascia della volta celeste che si estende per 9° da entrambi i lati dell'eclittica (il percorso apparente del Sole nel suo moto annuo) e comprendente anche i percorsi apparenti della luna e dei pianeti.[1]

Le stelle dello zodiaco sono state raggruppate in costellazioni, alle quali da tempo immemorabile sono stati assegnati nomi di esseri viventi, reali o fantastici. Ciò spiega l'etimologia del nome, derivato dal greco ζῳδιακός, "zōdiakòs", parola a sua volta composta da ζῷον, zòon, "animale, essere vivente" e ὁδός, hodòs, "strada, percorso". A causa del moto di rivoluzione della Terra, infatti, il Sole sembra percorrere lo zodiaco.

Le costellazioni dello zodiaco[modifica | modifica wikitesto]

La costellazione del Sagittario, visibile in Italia nelle notti d'estate

Lo zodiaco è una fascia della volta celeste utile da individuare per le sue implicazioni pratiche: tutti i pianeti e la maggior parte degli altri corpi celesti del sistema solare sono visibili solo nella regione dello zodiaco. Un osservatore che vedesse un oggetto molto luminoso al di fuori della regione zodiacale sa che non può trattarsi di un pianeta. Gli osservatori vicini ai poli terrestri non possono osservare facilmente i pianeti perché lo zodiaco è troppo vicino all'orizzonte.

L'astronomia moderna continua per comodità a suddividere la volta celeste in una serie di costellazioni, ossia in diversi raggruppamenti di stelle che però non sono vicine fra loro nello spazio tridimensionale, ma anzi in alcuni casi risultano separate da enormi distanze, nonostante appaiano vicine nella nostra percezione bidimensionale dello spazio come volta celeste.[2]

Le costellazioni introdotte dagli antichi astronomi/astrologi (tutte, non solo quelle dello zodiaco) sono state definite con precisione nel 1930 dall'Unione Astronomica Internazionale in modo che ogni punto della volta celeste appartenga ad una e una sola costellazione. I confini sono disegnati con segmenti rettilinei, seguendo linee di ascensione retta e declinazione valide per l'epoca B1875,0, cioè secondo la posizione della volta celeste nel 1875 (tale posizione varia a causa della precessione degli equinozi). L'estensione angolare effettiva delle costellazioni astronomiche lungo l'eclittica varia notevolmente. Le costellazioni più ampie, come il Leone o il Toro, furono probabilmente le prime ad essere stabilite e corrispondono alla direzione dei punti solstiziali ed equinoziali nell'antichità più remota.

L'Ofiuco, costellazione effettivamente presente nella fascia zodiacale, ma trascurata in passato per ridurre a dodici il numero dei segni zodiacali, non viene normalmente compresa nello zodiaco.[3][4][5] L'eclittica passa molto vicina all'estremità nordoccidentale della Balena, perciò alcuni pianeti e la Luna possono transitarvi brevemente. Anche la Balena quindi, non è considerata una costellazione zodiacale.

Inclinazione e punto iniziale dello Zodiaco[modifica | modifica wikitesto]

Equatore celeste ed eclittica, che si intersecano nel punto omega e punto gamma

A causa dell'inclinazione dell'asse terrestre, la stessa che determina l'alternanza delle stagioni, la cintura dello Zodiaco non coincide con l'equatore celeste, ma risulta inclinata rispetto ad esso, intersecandolo in due punti. Assumendo come riferimento il modello geocentrico, il cerchio zodiacale appare dunque obliquo, come viene ad esempio descritto da Dante, che su di esso vedeva transitare i pianeti, che per i loro supposti influssi astrali sarebbero richiamati dagli uomini:

«Vedi come da indi si dirama
l'oblico cerchio che i pianeti porta,
per sodisfare al mondo che li chiama.»
(Divina Commedia, Paradiso, X, 13-15)

Le due intersezioni dello zodiaco col piano equatoriale cosmico, dette "punto gamma" e "punto omega", sono i punti in cui si trova apparentemente il Sole in corrispondenza agli equinozi e le loro date furono spesso utilizzate come capodanno sin dall'antichità.[6]

Il punto gamma è considerato il punto iniziale dello zodiaco ed è tuttora chiamato anche "primo punto d'Ariete", perché questo nome fu stabilito quando l'equinozio di primavera coincideva con l'ingresso del Sole nella costellazione dell'Ariete. La posizione, infatti, del punto gamma si sposta lentamente lungo l'eclittica a causa della precessione degli equinozi e lo spostamento angolare accumulatosi negli ultimi 2300 anni è di 32° circa verso occidente. Per questo motivo all'equinozio di primavera ("primo punto d'ariete") il Sole si trova invece nella precedente costellazione dei Pesci ed è ormai prossima all'Aquario.

Equipartizioni dello zodiaco[modifica | modifica wikitesto]

La cintura zodiacale, divisa in dodici settori corrispondenti alle costellazioni zodiacali, è una fascia della sfera celeste disposta lungo l'eclittica, ovvero il percorso annuale compiuto dal Sole intorno alla Terra. Su di essa transitano anche i pianeti. Nella figura è rappresentato inoltre il reticolo delle coordinate celesti equatoriali.[7]

Lo zodiaco babilonese[modifica | modifica wikitesto]

Le stelle della fascia zodiacale erano utilizzate dagli astronomi mesopotamici come punti di riferimento per registrare la posizione del Sole, della Luna e dei pianeti[8]. A questo scopo nel MUL.APIN, una coppia di tavolette risalenti al 700 a.C. ma di contenuto molto più antico,[9] vengono elencate diciassette stelle/costellazioni poste nel "sentiero della Luna".

Nel V secolo (o poco prima) col perfezionarsi degli strumenti di osservazione i babilonesi preferirono dividere lo zodiaco in dodici segmenti di 30° ciascuno, assegnando convenzionalmente ad ognuno il nome di una costellazione. Le coordinate angolari dei punti di inizio e di termine delle costellazioni babilonesi dipendono solo dall'identificazione del punto iniziale dello zodiaco da loro scelto e rimasto identico, almeno nelle tavolette di età ellenistica.

Le coordinate celesti longitudinali oggi utilizzate sono legate ai punti equinoziali, la cui posizione zodiacale varia nel tempo a causa della precessione degli equinozi. Quelle babilonesi, invece, erano ancorate alle costellazioni dello zodiaco.[10] Secondo Huber la longitudine celeste siderale utilizzata nei testi babilonesi si ottiene da quella tropica oggi in uso con la formula:

λ (B) = λ (T) + 3.08 + 0.013825 y

in cui y è l'anno in coordinate astronomiche (cioè con valori negativi per le date antecedenti l'anno zero).[11] In pratica i due sistemi coincidevano circa nel 223 a.C.

I dodecatemoria[modifica | modifica wikitesto]

In epoca seleucide, infine, ogni segmento venne suddiviso in dodicesimi di 2,5° ognuno, che successivamente i greci chiamarono dodecatemoria (cioè appunto dodici parti), nome tuttora utilizzato. Ogni dodicesimo, detto "dodecatemorion", poi era diviso in cinque parti di mezzo grado, attribuite ai cinque pianeti. Di queste suddivisioni parla ad esempio il poeta-astrologo romano Marco Manilio nel suo libro "Astronomica".[12][13]

I babilonesi denominarono ancora convenzionalmente questi dodicesimi secondo le dodici costellazioni, creando dodici "microzodiaci". Il primo dodicesimo era indicato con lo stesso nome del segno zodiacale di cui faceva parte, seguivano gli altri dodicesimi contrassegnati con i segni zodiacali successivi. Ad esempio il primo dodicesimo del segno del Leone era contrassegnato ancora con il Leone. Ad esso faceva seguito la Vergine del Leone e così via. La suddivisione in dodicesimi rispecchia approssimativamente il fatto che mentre il Sole attraversa un intero segno zodiacale la Luna nel suo percorso mensile attorno alla Terra li attraversa tutti e dodici.

I decani[modifica | modifica wikitesto]

In Egitto, invece, ogni segmento era diviso in tre parti, dette decani, perché hanno un'ampiezza di dieci gradi.

Le suddivisioni secondo l'astrologia[modifica | modifica wikitesto]

Le suddivisioni dello zodiaco sono dette costellazioni in astronomia e segni zodiacali in astrologia. I segni dello zodiaco utilizzati in occidente sono quelli descritti dall'astronomo e astrologo alessandrino Tolomeo nel II secolo d.C. Oltre ai segni dell'astrologia occidentale ce ne sono altri, definiti nell'astrologia vedica e nell'astrologia cinese, in cui lo zodiaco viene suddiviso in 27/28 case.

Astrologia[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

«Sunt Aries, Taurus, Gemini, Cancer, Leo, Virgo,
Libraque, Scorpius, Arcitenens, Caper, Amphora, Pisces

(IT)

«Essi sono: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine;
e Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Aquario, Pesci.»

(Versi in esametri dal Computus manualis magistri Aniani, del monaco benedettino Aniano)

Nell'astrologia occidentale, lo zodiaco è suddiviso in dodici parti uguali, di 30° di ampiezza ciascuna, dette segni zodiacali. I segni zodiacali ricevono il nome da dodici costellazioni situate lungo l'eclittica, ma per il resto queste ultime sono del tutto ignorate dall'astrologia occidentale tradizionale. Infatti:[14]

  • l'astrologia occidentale prende in considerazione solo le componenti mobili del cielo, ossia Sole, Luna e pianeti.
  • l'Ariete è il primo segno dello zodiaco perché anticamente iniziava proprio quando il Sole transitava per il punto in cui il piano dell'eclittica interseca il piano equatoriale terrestre, al momento cioè dell'equinozio di primavera. Tale punto è detto vernale o anche primo punto d'Ariete o punto gamma, e vede l'eclittica entrare nell'emisfero boreale della Terra.
  • Anche oggi il periodo del primo segno zodiacale, l'Ariete, inizia il giorno dell'equinozio di primavera, il 21 marzo, ma il Sole è ancora nella costellazione dei Pesci, dove rimane fino a metà aprile. A causa, infatti, della precessione degli equinozi, le costellazioni sono sempre meno sovrapposte alle omonime suddivisioni dello zodiaco, e si discostano da queste di circa un grado ogni 72 anni. Perciò ogni 2150 anni circa i segni zodiacali si spostano di 30° e si vengono a trovare in una costellazione diversa. Dopo dodici volte (2150x12 = 25.800 anni) si ristabilisce la corrispondenza iniziale. Questo ciclo si dice Anno platonico, mentre i periodi di 2150 anni, molto comuni in astrologia e soprattutto testi New Age, sono detti ere zodiacali e prendono il nome dal segno; per esempio "era del Toro" o "era dell'Aquario".
Illustrazione tratta da: Daniel Ricco, Ristretto anotomico; o sia, Aleanza de gl'astri, con l'huomo, e vegetabili, Venezia 1690

Nell'astrologia occidentale tradizionale, detta "tropica", si fa riferimento alla posizione del punto gamma valida circa all'inizio dell'era cristiana, ma ancora utilizzata all'epoca del primo ampio manuale astrologico, il Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, in modo che le previsioni restino ancorate al ciclo delle stagioni.[15] In altre tradizioni astrologiche, come quella indiana, detta "siderale", si fa invece riferimento alla posizione attuale del punto vernale: le previsioni, in questo caso, sono ancorate alla posizione reale delle costellazioni zodiacali.[16]

L'associazione dei segni zodiacali con gli organi del corpo umano[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente ogni parte del corpo umano fu associata astrologicamente e esotericamente a una costellazione/segno zodiacale. Nell'Ariete vi era la testa; nel Toro la laringe; nei Gemelli, ciò che meglio esprime la simmetria, ossia le due braccia; il torace al posto del Cancro; il cuore al posto del Leone; fino alla parte bassa delle gambe al posto dell'Aquario; ed ai i piedi al posto dei Pesci. Queste teorie astrologiche sono state adottate anche dall'antroposofia di Rudolf Steiner[17]

Differenza di date del percorso del Sole tra zodiaco astronomico e astrologico[modifica | modifica wikitesto]

La tabella mostra le differenze del percorso del sole sull'eclittica, visto dalla Terra, nello zodiaco astronomico coincidente con la mappa delle costellazioni, e nello zodiaco astrologico, esclusivamente basato su calcoli matematici.

Le date riportate sono calcolate sul meridiano di Greenwich e sono solo indicative, in quanto il passaggio da un segno all'altro non solo non cade alla mezzanotte, ma di anno in anno varia di circa 6 ore (18 ore nei 12 mesi successivi al 29 febbraio negli anni bisestili). Per un'analisi più precisa vanno consultate le effemeridi.[18]

Segno Simbolo Date astrologiche Date astronomiche
(J2000)
Tropicale Siderale
Ariete ariete
Ariete
21 marzo – 20 aprile 14 aprile – 14 maggio 19 aprile – 13 maggio
Toro toro
Toro
21 aprile – 20 maggio 15 maggio – 14 giugno 14 maggio – 19 giugno
Gemelli gemelli
Gemelli
21 maggio – 21 giugno 15 giugno – 16 luglio 20 giugno – 20 luglio
Cancro granchio
Cancro
22 giugno – 22 luglio 17 luglio – 16 agosto 21 luglio – 9 agosto
Leone leone
Leone
23 luglio – 23 agosto 17 agosto – 16 settembre 10 agosto – 15 settembre
Vergine giovane donna
Vergine
24 agosto – 22 settembre 17 settembre – 17 ottobre 16 settembre – 30 ottobre
Bilancia bilancia
Bilancia
23 settembre – 22 ottobre 18 ottobre – 16 novembre 31 ottobre – 22 novembre
Scorpione scorpione
Scorpione
23 ottobre – 22 novembre 17 novembre – 15 dicembre 23 novembre – 29 novembre
Ofiuco serpentario
Ofiuco
    30 novembre – 17 dicembre
Sagittario centauro
Sagittario
23 novembre – 21 dicembre 16 dicembre – 14 gennaio 18 dicembre – 18 gennaio
Capricorno mostro marino
Capricorno
22 dicembre – 20 gennaio 15 gennaio – 12 febbraio 19 gennaio – 15 febbraio
Aquario portatore d'acqua
Aquario
21 gennaio – 19 febbraio 13 febbraio – 14 marzo 16 febbraio – 11 marzo
Pesci pesci
Pesci
20 febbraio – 20 marzo 15 marzo – 13 aprile 12 marzo – 18 aprile

Le date "tropicali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'equinozio di primavera) sono usate nell'astrologia occidentale; le date "siderali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'allineamento del sole con il punto della sfera celeste detto d'Ariete o gamma, e non risentono direttamente della precessione degli equinozi citata prima) sono usate in altre tradizioni astrologiche.

Origine simbolica ed iconologia dei segni zodiacali[modifica | modifica wikitesto]

I segni dello zodiaco e il calendario stagionale[modifica | modifica wikitesto]

Lo zodiaco rappresentato in un mosaico del VI secolo nella sinagoga di Beit Alfa, oggi in Israele
Raffigurazione della Bilancia nello zodiaco in Santa Maria degli Angeli

Molti simboli (animali) attribuiti alle costellazioni zodiacali, ancora oggi in uso, sono di origine sumerica[19].

I simboli più antichi come Toro, Scorpione, Leone e Aquario indicavano i quadranti del cielo corrispondenti agli equinozi e ai solstizi, com'erano localizzati nell'Era del Toro (IV-III millennio a.C.). Con la precessione degli equinozi la funzione passò alle costellazioni successive, cioè rispettivamente ad Ariete, Bilancia, Cancro e Capricorno.

Toro e Ariete corrispondono all'equinozio di primavera, quando le greggi ricominciano a figliare. La Bilancia corrisponde all'equilibrio tra notte e giorno nell'equinozio d'autunno; il declino del potere del sole è ricordato dallo Scorpione, simbolo di oscurità. Il Leone, simbolo del fuoco, rappresenta il caldo estivo, mentre il Cancro (=gambero), che procede indietreggiando, rappresenta la ritirata del sole dal suo punto più settentrionale nel solstizio d'estate. L'Aquario, infine, portatore d'acqua corrisponde alla stagione piovosa; i Pesci simboleggiano il ritorno della vita e il nuovo inizio dell'agricoltura.

Per le loro caratteristiche stagionali i segni dello zodiaco compaiono spesso in contesti non astrologici in cui si intende sottolineare lo scorrere del tempo. Per esempio molti orologi astronomici storici, in Italia ed in Europa, riportano i segni zodiacali. In molte iconografie, in particolare, i segni zodiacali sono associati con i mesi dell'anno, spesso abbinandoli a rappresentazioni dei lavori agricoli caratteristici di ogni mese.

Iconologia dello zodiaco[modifica | modifica wikitesto]

Madonna dello Zodiaco, dove risultano ancora in parte visibili i segni dell'Aquario e dei Pesci.[20]

Il mondo giudeo-cristiano ereditò dalla tradizione antica anche l'uso della simbologia zodiacale. Pur essendo ideologicamente contrari all'astrologia, l'ebraismo e il cristianesimo si appropriarono del repertorio di immagini fornito dallo zodiaco, conservandone e replicandone le rappresentazioni soprattutto in funzione calendariale, e, in tal caso, associandole alla sequenza stagionale dei lavori agricoli.

In questo modo la rappresentazione dello zodiaco non uscì mai completamente né dal sistema di segni ebraico né da quello cristiano, e anzi compare in sinagoghe, cattedrali, chiese e monasteri tardo-antiche, medievali[21] e moderne[22].

Alla fine del Medioevo l'intreccio tra le conoscenze provenienti dal mondo islamico e il risorgere della cultura antica consentì all'astrologia di rifiorire vigorosamente, e al repertorio delle immagini zodiacali di recuperare complessità e raffinatezza, e di uscire dai limiti dell'uso in edifici religiosi per entrare anche nella decorazione degli edifici civili, sia pubblici che signorili[23]. Tra le molte rappresentazioni si ricordano le sculture del Portale dello Zodiaco nella Sacra di San Michele in Piemonte e i numerosi cicli di affreschi tra cui quelli del Salone dei Mesi nel Palazzo Schifanoia a Ferrara, della Sala di Opi nel Palazzo Vecchio a Firenze, del Palazzo della Ragione a Padova, della Cappella dei Pianeti nel Tempio Malatestiano a Rimini, del Palazzo D'Arco, del Palazzo Ducale e del Palazzo Te (Sala dei Venti) a Mantova. Raffaello Sanzio rappresentò lo zodiaco nella Stanza della Segnatura in Vaticano, mentre Pinturicchio decorò con i segni zodiacali la Sala delle Sibille negli appartamenti vaticani.[24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce Zodiaco nella Treccani.
  2. ^ Mario Rigutti, Astronomia, pag. 18, Giunti Editore, 2001.
  3. ^ Zodiaco, Sapere.it.
  4. ^ Zodiac, in Enciclopedia Britannica.
  5. ^ Zodiaco, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  6. ^ Nella cultura mesopotamica il capodanno corrispondeva approssimativamente all'equinozio autunnale e costituiva la data con cui terminava il vecchio ciclo agricolo ed iniziava il nuovo. Nella Bibbia (Esodo 12,1), tuttavia, si prescrive la celebrazione del capodanno religioso in occasione del plenilunio del settimo mese (detto "Nisan"), cioè approssimativamente all'equinozio di primavera.
  7. ^ Illustrazione di Andreas Cellarius in Harmonia macrocosmica seu atlas universalis et novus, totius universi creati cosmographiam generalem, et novam exhibens, 1661.
  8. ^ "The ancient zodiac, however, began as a mathematical standard for calculating positions of celestial bodies", Francesca Rochberg, Babylonian Astral Science in the Hellenistic World: Reception and Transmission, Center for Advanced Study, Ludwig Maximilians Universität, München, Report 4/2010, p. 6. qui Archiviato il 13 agosto 2016 in Internet Archive.
  9. ^ Igor Altieri, Cosmogonie antiche, pag. 5, Youcanprint, 2013.
  10. ^ Normalmente si utilizza l'ascensione retta, ma nella formula di Huber si utilizza la longitudine celeste che si misura in gradi a partire dal punto d'ariete (P. J. Huber, “Ueber den Nullpunkt der babylonischen Ekliptik”, Centaurus, v (1958), 192–208.).
  11. ^ J.M. Steele and J.M.K. Gray, A STUDY OF BABYLONIAN OBSERVATIONS INVOLVING THE ZODIAC, JHA, xxxviii (2007).
  12. ^ GP Goold (trans.), Marcus Manilius: Astronomica, Harvard University Press, 1977, p. 141.
  13. ^ (LA) Marco Manilio, Astronomica, su filosofico.net. URL consultato il 9 febbraio 2009.
  14. ^ Swami Kriyananda, Il segno zodiacale come guida spirituale, cap. III, Ananda Edizioni, 2014.
  15. ^ Rosanna Zerilli, Astrologia di Horus, Edizioni Mediterranee, 1997, pp. 27-28, ISBN 88-272-0483-0.
  16. ^ Rosanna Zerilli, Astrologia di Horus, Edizioni Mediterranee, 1997, p. 28, ISBN 88-272-0483-0.
  17. ^ Rudolf Steiner, Gerarchie spirituali e loro riflesso nel mondo fisico Zodiaco. Pianeti Cosmo, Milano, Editrice Antroposofica, 2010, p. 139, ISBN 978-88-7787-393-4.
  18. ^ Effemeridi di Astrodienst
  19. ^ Rene Labat, Florence Malbran-Labat, Manuel d'epigraphie akkadienne. Signes, Syllabaire, ideogrammes, VI edizione.
  20. ^ L'opera allude al ruolo di Cristo come signore del Tempo.
  21. ^ Si pensi al mosaico della Cattedrale di Otranto, agli affreschi dell'aula gotica del monastero dei Santi Quattro coronati a Roma, a san Miniato al Monte a Firenze.
  22. ^ A Roma, per esempio, nel Settecento sono i segni zodiacali a segnare il passaggio mensile del sole lungo la linea della meridiana di Santa Maria degli Angeli, e nella novecentesca chiesa di Santa Maria Liberatrice, a Testaccio, sono mosaici raffiguranti la sequenza dei segni dello zodiaco a guidare i passi di chi entra, dal portale all'altare. La sequenza comincia con l'Aquario (simbolo del battesimo necessario per accedere alla mensa eucaristica) e termina col Capricorno, mese di nascita di Cristo.
  23. ^ Si veda in Italica, la scheda Rinascimento - Arte e astrologia Archiviato il 2 febbraio 2011 in Internet Archive..
  24. ^ Altri importanti cicli affrescati con i segni zodiacali si trovano sulla volta della Sala del Mappamondo nel Palazzo Farnese a Caprarola nel Lazio (opera di Giovanni Antonio da Varese) e sul soffitto della Sala dell'Olimpo nella Villa Barbaro (opera di Paolo Veronese) a Maser, in provincia di Treviso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Verderame, The Primeval Zodiac: Its Social, Religious, and Mythological Background", in J.A. Rubiño-Martín et al., Cosmology Across Cultures, ASP Conference Series 409, San Francisco, 2009, pp. 151-156.

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