Palazzo Farnese (Caprarola)

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Palazzo Farnese
Palazzo Farnese (Caprarola).jpg
Palazzo Farnese (Caprarola)
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàCaprarola
Coordinate42°19′44″N 12°14′12″E / 42.328889°N 12.236667°E42.328889; 12.236667Coordinate: 42°19′44″N 12°14′12″E / 42.328889°N 12.236667°E42.328889; 12.236667
Informazioni
CondizioniIn uso
Costruzione1559 - 1575
Stilerinascimentale
Realizzazione
ArchitettoJacopo Barozzi da Vignola Antonio da Sangallo il Giovane Baldassarre Peruzzi
ProprietarioStato italiano
Proprietario storicoFarnese
Pianta del palazzo

Il Palazzo Farnese (o Villa Farnese) si trova a Caprarola in provincia di Viterbo nel Lazio. È uno dei migliori esempi di dimora di epoca Manierista. Fu costruito per la famiglia Farnese. Di proprietà della Repubblica Italiana, dal 2014 è gestito dal Polo museale del Lazio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo fu una delle molte dimore signorili costruite dai Farnese nei propri domini. Inizialmente doveva avere caratteristiche difensive come era comune nelle dimore signorili del territorio laziale tra XV e XVI secolo. Il progetto per una residenza fortificata venne inizialmente affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane dal cardinale Alessandro Farnese il Vecchio. I lavori iniziarono nel 1530, ma furono sospesi nel 1546 a causa della morte del Sangallo. Il cardinale Alessandro il Giovane, insediatosi a sua volta a Caprarola, volle riprendere il progetto del nonno, così, nel 1547, affidò il cantiere al Vignola, ma i lavori ripresero solo nel 1559. Il Vignola modificò radicalmente il progetto originale: la costruzione, pur mantenendo la pianta pentagonale dell'originaria fortificazione, venne trasformata in un imponente palazzo rinascimentale, che divenne poi la residenza estiva del cardinale e della sua corte. Al posto dei bastioni d'angolo l'architetto inserì delle ampie terrazze aperte sulla campagna circostante, mentre al centro della residenza fu realizzato un cortile circolare a due piani, con il superiore leggermente arretrato. Vignola fece tagliare la collina con scalinate in modo da isolare il palazzo e, allo stesso tempo, integrarlo armoniosamente col territorio circostante; inoltre fu aperta una strada rettilinea nel centro del paesino sottostante, così da collegare visivamente il palazzo alla cittadina ed esaltarne la posizione dominante su tutto l'abitato.

All'interno della sontuosa dimora lavorarono i migliori pittori e architetti dell'epoca. I temi degli affreschi furono ispirati dal letterato Annibal Caro e realizzati da Taddeo Zuccari, poi sostituito, alla sua morte (1566), dal fratello Federico Zuccari, da Onofrio Panvinio e da Fulvio Orsini.

Alla villa sono annessi gli "Orti farnesiani" (con lo stesso nome dei giardini della famiglia sul colle Palatino a Roma), uno splendido esempio di giardino tardo-rinascimentale, realizzato attraverso un sistema di terrazzamenti alle spalle della villa, arroccati sul colle dal quale s'erge la costruzione e collegati dal Vignola con la residenza attraverso dei ponti. I lavori per il giardino furono iniziati nel 1565 da Giacomo Del Duca, utilizzando per i terrazzamenti la terra di scarico delle fondazioni della chiesa del Gesù a Roma, e si conclusero solo nel 1630, sotto la direzione di Girolamo Rainaldi. La piccola costruzione che si trova all'interno dei giardini è stata scelta da Luigi Einaudi come residenza estiva nel settennio della sua Presidenza della Repubblica (1948-1955)[1].

Il palazzo invece fu terminato due anni dopo la morte del Vignola.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Scala di palazzo in un dipinto di Hubert Robert
La scala regia con gli affreschi del Tempesta
Sala dei Fasti Farnesiani

L'esterno[modifica | modifica wikitesto]

Dall'alto si può ammirare la sua forma a pentagono con cortile circolare al centro. Questo cortile era in pendenza verso il centro, dove all'interno di esso era situata una "bocca della verità" che raccoglieva tutta l'acqua piovana che veniva usata per ogni bene di uso quotidiano (lavarsi, cucinare ecc..) Il palazzo viene inquadrato dalla strada che si allarga nella piazza antistante la facciata principale (dove è posto l'ingresso). Originariamente tutt'intorno era circondato da un fossato.

L'interno[modifica | modifica wikitesto]

I vari ambienti sono suddivisi secondo uno schema ben preciso e moderno:

  • la zona estiva a nord-est situata dove non batteva il sole
  • la zona invernale a sud-ovest situata dove batteva il sole

Le zone della servitù erano separate dalla zona del cardinale e vennero addirittura ricavate dallo spessore dei muri. Annesse alle stanze della servitù erano le cucine ed i magazzini. In questa zona era alloggiata la scala del cartoccio, una rampa di forma elicoidale che permetteva di far scendere, mediante una guida scolpita nel corrimano, un cartoccio di carta, con all'interno sabbia o sassolini, in modo da far giungere velocemente ai piani inferiori messaggi riservati.

Il piano rialzato viene chiamato Piano dei Prelati. Vi si accede sia dalla scalinata esterna che dall'interna. In questo piano vi sono le stanze affrescate da Taddeo Zuccari, le stanze delle stagioni del Vignola e la stanza delle guardie.

Il cortile, raggiungibile da questi ambienti, è di forma circolare e realizzato dallo stesso Vignola. Esso è composto da due porticati sovrapposti, con volte affrescate da Antonio Tempesta.

Il Vignola fu pure autore degli affreschi della scala interna (la Scala Regia). Questa ruota intorno a 30 colonne di peperino, attraverso le quali, secondo la leggenda, il cardinale vi passava a cavallo per raggiungere il piano nobile.

Sopra il piano rialzato si trova il piano nobile, la cui zona estiva fu affrescata da Taddeo Zuccari, mentre l'invernale fu dipinta da Jacopo Zanguidi (detto il Bertoja), da Raffaellino da Reggio e Giovanni de Vecchi. Qui sono collocate la camera da letto del cardinale, detta Camera dell'Aurora, e la camera delle celebrità, detta Stanza dei Fasti Farnesiani, con gli affreschi che riassumono la vita dei Farnese. Oltre è posta l'Anticamera del Concilio, che prende il nome dall'affresco del Concilio di Trento; nella stessa stanza vi è un affresco di Paolo III. Successivamente si apre la Sala di Ercole, che prende anch'essa il nome dagli affreschi presenti.

Una delle stanze più rappresentative del palazzo è la Stanza delle Geografiche o del Mappamondo, la quale prende il nome dagli affreschi di Giovanni Antonio da Varese. Il quarto e quinto piano erano assegnati agli staffieri ed ai cavalieri.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Vi sono state girate diverse scene della serie tv I Medici Masters of Florence[2]

Vari fil vi sono stati girati

L'eredità Ferramonti (1976) "Il Tribunale dove verrà letta la sentenza risolutiva" 

State buoni se potete (1983) "La residenza del Duca di Caprarola (Crippa) presso la quale si reca Filippo Neri" 

Amore all'italiana (1966) "La Villa di Castel Rodolfo dove vive e finge di morire Don Pantaleone (ep. Sangue blu)" 

L'anticristo (1974) "Il palazzo del Vaticano dove monsignor Oderisi (Kennedy) incontra Massimo Oderisi (Ferrer)" 

Pontormo - Un amore eretico (2004) "Il palazzo in cui abita il rappresentante dell'imperatore Carlo V (Sbragia)" 

Le voci bianche (1964) "Il palazzo di Don Ascanio Savello (Leroy) dove Meo conoscerà i “musici” castrati (giardini e interni" 

Cadaveri eccellenti (1976) "Il palazzo dove risiedono il presidente del CSM e l’armatore (l'appartamento dell'armatore)" 

Il leone del deserto (1981) "Palazzo Venezia, sede del governo fascista (studio di Mussolini)" 

Cenerentola 80 (1984) "Palazzo Gherardeschi, residenza del principe Goncalvo Gherardeschi (Celi) (interni "privati")" 

L'uomo venuto dal Kremlino (1968) "Lo studio del cardinal Rinaldi (De Sica) (interni)" 

Preferisco il Paradiso (2 puntate) (2010) "il palazzo in cui Papa Clemente VII (Fiorentini) riceve in udienza Filippo Neri (Proietti)" 

Fracchia contro Dracula (1985) "I sotterranei del castello del conte Vlad (Purdom)" 

Il commissario Lo Gatto (1986) "Il salone del Vaticano dove Lo Gatto (Banfi) interroga il Papa chiedendogli l'alibi" 

Il padrino - parte III (1990) "I sacri palazzi del Vaticano, sede di vari intrighi di potere" 

L'avaro (1990) "Il palazzo del Vaticano dove Sordi va a incontrare Christopher Lee (uscita)" 

Hudson Hawk - Il mago del furto (1991) "I Musei Vaticani nei quali Hudson Hawk (Willis) si introduce per trafugare il Codice Atlantico" 

Colpi di fulmine (2012) "Il Palazzo Apostolico Vaticano (interni) frequentato da Greg (ep. Corpo de furmine)" 

Il generale dell'armata morta (1984) "La villa della baronessa Betsy Mirafiore (Aimée), la vedova del colonnello Salvatore Di Brenni" 

La maschera (1988) "La villa patrizia nei dintorni di Venezia (set principale) dove Leonardo (Maloney) vive" 

Monsignore (1982) "Il palazzo del Vaticano dove, dopo la guerra, Padre Flaherty (Reeve) viene convocato" 

Commediasexi (2006) "Il giardino dove Bonolis parla coll vescovo della legge sulla famiglia a cui lavora in Parlamento" 

Mondo Candido (1975) "Il castello tedesco nel quale vive Candido (interni e cortile)" 

Giordano Bruno (1973) "Interni della residenza del patriarca, della Santa Sede, delle carceri veneziane" 

Don Bosco (1988) "Il palazzo del Vaticano dove Don Bosco (Gazzara) viene ricevuto in udienza dai papi" 

Così come sei (1978) "La villa fiorentina del conte Archi per la quale Giulio (Mastroianni) ristruttura il giardino" 

Femina ridens (1969) "Il palazzo sede dell'Istituto filantropico diretto dal dottor Sayer (Leroy)" 

2061 - Un anno eccezionale (2007) "La sede del Tribunale dove Placido condanna la banda di Abatantuono" 

Stanza 17-17 Palazzo delle tasse ufficio imposte (1971) "La residenza del principe decaduto Gondrano (Franco Fabrizi) (interni)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]