Moto di rivoluzione

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Moto di rivoluzione di due generici corpi celesti attorno al loro centro di massa

Il moto di rivoluzione (in genere con traiettoria ellittica) è il movimento che un pianeta o un altro corpo celeste compie attorno a un centro di massa.

Il termine si può dunque riferire al moto della Terra attorno al Sole, ma anche al moto di un satellite attorno a un pianeta o a quello di una stella attorno al centro galattico.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Primo moto (Raffaello, Stanza della Segnatura a Roma) che illustra in forma simbolica l'origine del movimento cosmico di rivoluzione: la Musa Urania fa muovere la volta celeste dell'universo, al cui centro è rappresentata la Terra.[2]

Nell'antichità, in cui prevaleva un modello geocentrico dell'universo, ai corpi celesti era attributo un moto di rivoluzione che aveva come centro la Terra. I vari pianeti erano collocati, come fossero incastonati, su nove sfere concentriche immateriali, simili ad orbite, le quali ruotando li facevano muovere con sè. La sfera più esterna di tutte era quella che conteneva le stelle fisse, la cui rotazione era dovuta direttamente a una causa spirituale, cioè Dio, o a seguire le schiere angeliche, ognuna delle quali si occupava di muovere una delle nove sfere inferiori. Parlando ad esempio del cielo di Venere, Dante si rivolge così ai Principati:

« Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete,

udite il ragionar ch'è nel mio core. »

(Dante Alighieri, Convivio, trattato II, canzone prima [3])

Nel commento in prosa egli specifica che nella sua canzone «s'inducono a udire ciò che dire intendo certe Intelligenze, o vero per più usato modo volemo dire Angeli, le quali sono a revoluzione del cielo di Venere, sì come movitori di quello».[4]

Con l'adozione del modello eliocentrico, la fenomenologia dei moti di rivoluzione fu descritta da Keplero attraverso la teoria delle orbite ellittiche dei pianeti, di cui ora il Sole occupava uno dei due fuochi; successivamente Isaac Newton fornì un supporto teorico a queste osservazioni empiriche, attribuendo i moti planetari alla presenza di un campo gravitazionale generato dal Sole. Questa teoria però non spiegava alcuni moti di rivoluzione, come quello di mercurio, come invece avrebbe fatto la relatività generale di Einstein.

La rivoluzione terrestre[modifica | modifica wikitesto]

La Terra percorre, come gli altri pianeti del sistema solare, un'orbita ellittica avente un'eccentricità di appena 0,017 attorno al Sole (che occupa uno dei due fuochi) in senso antiorario (se osservato dal polo nord celeste). La Terra raggiunge il perielio (il punto di massima vicinanza) all'inizio di gennaio, e l'afelio (il punto di massima distanza) ad inizio luglio (si osservi che l'alternarsi delle stagioni non è dovuto al variare della distanza dal Sole, poiché nell'emisfero nord del pianeta la stagione calda coincide con il periodo di massima distanza dal Sole).

Si possono considerare due definizioni diverse di anno:

  • l'anno solare, cioè il tempo che deve passare perché il sole ritorni sullo zenit di uno stesso tropico, questo dura 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi;
  • l'anno siderale, cioè il tempo che deve passare perché il sole ritorni nella stessa posizione rispetto alle stelle, questo dura 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi.[1]

La circonferenza orbitale, nel suo complesso, misura circa 940 milioni di km. La sua velocità media è pari a circa 30 km/s.

Il moto di rivoluzione e le stagioni.

In verità sia la Terra sia il Sole si muovono attorno ad un baricentro comune ai due corpi; poiché la massa del Sole è pari a circa 334 000 volte quella della Terra, il centro di massa del sistema è a soli 450 km circa spostato verso la Terra rispetto al centro del Sole nella congiungente i centri della Terra e del Sole. Questo significa che il centro di massa è situato all'interno della nostra stella quasi coincidente con il centro del Sole. Possiamo quindi concludere, senza commettere errori apprezzabili, dicendo come comunemente si dice, che la Terra ruota attorno al Sole di moto circolare uniforme.

Durante il moto di rivoluzione, un pianeta attraversa due "fasi", la massima distanza dal sole è chiamata afelio mentre la minima distanza dal sole è definita perielio, infatti come diceva Keplero un pianeta va più veloce al perielio piuttosto che all'afelio perché un pianeta ha una forza gravitazionale direttamente proporzionale alla sua massa e inversamente proporzionale alla sua distanza con un altro pianeta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Elvidio Lupia Palmieri, Maurizio Parotto, #Terra edizione azzurra, Zanichelli, 2014, p. 62, ISBN 9788808735447.
  2. ^ Il dipinto contiene soprattutto un significato astrologico, cfr. Stefano Zuffi, Alessandra Novellone, Arte e Zodiaco, pag. 42, Sassi, 2009 ISBN 9788896045046.
  3. ^ Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete.
  4. ^ Dante, Convivio, trattato secondo, II, 7 (testo).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]