Anno bisestile

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Calendario del febbraio 2016, anno bisestile.

Un anno bisestile è un anno solare in cui avviene la periodica intercalazione di un giorno aggiuntivo nell'anno stesso, un accorgimento utilizzato in quasi tutti i calendari solari (quali quelli giuliano e gregoriano) per evitare lo slittamento delle stagioni: ogni 4 anni accumulerebbero un giorno in più di ritardo. Per correggere questo slittamento, agli anni "normali" di 365 giorni (ogni 4 anni) si intercalano gli anni "bisestili" di 366: il giorno in più viene inserito nel mese di febbraio, il più corto dell'anno, che negli anni bisestili arriva a contare 29 giorni anziché 28. In questo modo si può ottenere una durata media dell'anno pari a un numero non intero di giorni.

Nella tradizione popolare l'anno bisestile sarebbe foriero di sventure, secondo il detto anno bisesto, anno funesto[1].

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel calendario giuliano è bisestile un anno ogni 4 (quelli la cui numerazione è divisibile per 4): la durata media dell'anno diventa così di 365,25 giorni (365 giorni e 6 ore[2]) e la differenza rispetto all'anno tropico si riduce da 5,8128 ore in difetto ad appena 11 minuti e 14 secondi in eccesso. Il calendario gregoriano riduce ulteriormente questa approssimazione eliminando 3 anni bisestili, quelli che delimitano l'inizio di un nuovo secolo, ogni 400 anni di calendario. In questo modo la durata media dell'anno diventa di 365,2425 giorni (365 + 97/400), con riduzione della differenza a soli 26 secondi di eccesso.

La regola del calendario gregoriano è la seguente:

« Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l'eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non siano divisibili per 400. »

Una regola semplice per sapere se un anno non secolare è bisestile è quella di prendere solo le ultime due cifre e controllare se sono divisibili per quattro (04, 08, 12... fino a 96); gli anni secolari invece sono bisestili se e solo se sono divisibili per 400, per esempio sono stati bisestili il 1600 (16) e il 2000 (20), e lo sarà il 2400 (24), e così via. Per verificarlo è sufficiente osservare se le 2 cifre precedenti lo 00 formano un numero divisibile per 4. Quindi, per fare qualche esempio, il 1896 e il 1996 sono stati entrambi bisestili (divisibili per 4), il 1800 e il 1900 non lo sono stati (non divisibili per 400), mentre il 1600 e il 2000 lo sono stati (divisibili per 400)[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il calendario gregoriano si applica dal 1582, anno della sua introduzione. Benché, in via teorica, sia possibile estenderlo anche agli anni precedenti, per questi, di norma, si usa il calendario giuliano. Perciò sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4, compresi quelli secolari, dal 4 al 1580 dell'era volgare. Per gli anni precedenti l'era volgare, invece, non si applicano gli anni bisestili, visto che Ottaviano Augusto regolò definitivamente l'applicazione degli anni bisestili nell'8 a.C..

I Romani aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio, che essi chiamavano ante diem bis sextum Kalendas Martias (sesto giorno prima delle Calende di marzo); il giorno aggiuntivo si chiamava bis sexto die (sesto giorno ripetuto) da cui l'aggettivo "bisestile". Oggi i giorni di febbraio vengono semplicemente numerati a partire da 1, per cui normalmente si considera che il giorno aggiunto sia il 29.[1] Solo in Svezia il 1712 fu un anno "doppiamente bisestile", cioè con il 29 e il 30 febbraio (diverso è invece il caso del 30 febbraio nel calendario rivoluzionario sovietico).

Mentre negli anni comuni ogni data cade un giorno della settimana più avanti rispetto all'anno precedente, negli anni bisestili si salta un giorno e le date dopo il 29 febbraio sono spostate di due giorni della settimana più avanti anziché uno solo, e lo stesso accade alle date fino al 28 febbraio dell'anno successivo: per questo motivo in inglese l'anno bisestile è chiamato leap year (anno del salto), in riferimento appunto al fatto di saltare un giorno in più rispetto all'anno precedente, e ciò avviene anche per le date dei mesi di gennaio e febbraio dell'anno successivo. Risulta inoltre caratteristico che in presenza di un anno bisestile si creano 2 "triplette" di mesi distanti fra loro 3 mesi, che presentano gli stessi giorni della settimana. Esse sono:

  • settembre e dicembre (dell'anno precedente) e marzo (dell'anno bisestile)
  • gennaio, aprile e luglio dell'anno bisestile

Inoltre, per ritrovare un mese con gli stessi giorni della settimana di luglio, e quindi anche di gennaio e aprile dell'anno bisestile, bisogna attendere il settembre dell'anno successivo.

Accorgimenti analoghi all'intercalazione bisestile dei calendari solari sono usati anche nei calendari lunari (come quello islamico), ma con la funzione di mantenere l'allineamento dell'inizio di ogni mese con le fasi lunari. I calendari lunisolari (come quello ebraico) applicano entrambi questi accorgimenti e, inoltre, inseriscono periodicamente un mese intercalare per mantenere fissa la stagionalità dei mesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Cosa significa anno bisestile, ilsussidiario.net, 29 febbraio 2012. URL consultato il 12 novembre 2015.
  2. ^ Perché esiste l'anno bisestile?, su La Stampa. URL consultato il February 29, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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