Concezione del tempo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La clessidra, simbolo dello scorrere del tempo

Il tempo è una categoria, come anche lo spazio, della storia, della filosofia, della scienza e di tutto ciò che in esse è contenuto e contenibile (dalla fisica alla metafisica, dalla psicologia alla religione, alla meccanica, alla medicina).
Nel momento in cui pensiamo, agiamo o pensiamo di agire, dobbiamo assumere delle categorie che ci permettano di scegliere quali eventi o pensieri prendere in considerazione e quali tralasciare. Nell'ambito della storia e della filosofia, ad esempio, la categoria dello spazio si riferisce all'area spaziale come nucleo rispetto al quale si polarizzano le indagini, mentre la categoria del tempo è sia l'orizzonte soggettivo del raccoglitore di dati (lo storico, appunto), narratore di vicende e interprete di eventi, sia il tempo oggettivo di una narrazione storica che appare concretamente determinata e delimitata in uno specifico periodo particolare.
Il tempo può, quindi, essere concepito secondo tre modelli: ciclico, lineare, a spirale.

La concezione del tempo ciclico[modifica | modifica sorgente]

Il tempo ciclico o concezione circolare vede l'universo come un continuo prodursi e disfarsi, in sequenza eterna ed infinita. Nella civiltà greca (come in quella romana), il tempo è vissuto come ordine misurabile del movimento, ossia come misura del perdurare delle cose mutevoli e come ritmica successione delle fasi in cui si svolge il divenire della natura. In questa cultura, troviamo una visione antropomorfica della mitologia classica e una visione naturalistica della religiosità orfico-misterica. Ne deriva un'elaborazione di teologia della storia su un duplice piano:

Una rappresentazione dell'Uroboro, il serpente che si morde la coda, simbolo esoterico del tempo ciclio
  • l'uno riguardante la struttura della narrazione
  • l'altro concernente la ripetitività degli eventi

Dalla visione antropomorfica della mitologia classica deriva la continuità degli eventi tra la storia degli dèi e quella degli uomini. Tale continuità viene garantita dalla figura dell'eroe prodotta dal connubio tra perfezione e immortalità divina e imperfezione e mortalità umana. La storia degli dèi rispecchia, anticipa e spiega la storia degli uomini, ma viene costruita a partire da quest'ultima.
Dalla visione naturalistica della religiosità orfico-misterica si evince l'idea del ciclo come perenne ritorno in senso naturalistico, dove si stabilisce un'alternanza tra vita e morte, progresso e decadenza, fortuna e disgrazia.
Il tempo, quindi, sempre si ripete e sempre è succube del fato, elemento essenziale di questa concezione temporale. Il tempo non può essere altro che la ruota in cui tutti gli esseri eternamente rinascono, muoiono e si ricompongono allo stato originale, come descrivono le mitologie orientali.

Il tempo ciclico è un concetto cardine della filosofia indiana e della filosofia buddhista, con i concetti di samsara, che solo il nirvana può spezzare, quello di kalachakra e quello dei kalpa o eoni, periodi di miliardi di miliardi di anni, divisi in yuga, equivalenti pressappoco alle quattro età (età dell'oro, dell'argento, del bronzo e del ferro) della mitologia greca.

Il tempo ciclico e la storia dell'uomo[modifica | modifica sorgente]

Il tempo ciclico nella storia umana, con involuzioni ed evoluzioni venne, con riferimento ai regimi politici, descritto da Polibio, sulla scia di Platone. Il concetto dei "corsi e ricorsi" (e quindi di tempo ciclico) venne espresso da Giambattista Vico. Esempio di ciclicità vichiana della storia può essere l'alternanza di periodi parlamentari (democrazia greca, repubblica romana, comuni, regni costituzionali, democrazie) e imperiali (i re di Roma, l'Impero romano, le signorie, il fascismo). Altro esempio, in campo economico, è l'alternanza di periodi di espansione economica e periodi di crisi. Ogni attimo è allo stesso tempo unico, ma non irripetibile in senso assoluto.

Il tempo ciclico tra scienza e filosofia[modifica | modifica sorgente]

Fisica classica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Meccanica classica e Entropia.

Da un punto di vista prettamente scientifico, nella logica e nella fisica newtoniana classica, appare privo di fondamento, anche se è da considerare che non sia completamente impossibile a livello teorico, per la legge di Lavoisier che rende eterna la materia e la massa; comunque si fanno delle obiezioni alla teoria, per cui sarebbe:

  • logicamente ascientifico, ovvero si basa su un'induzione che procede dal particolare all'universale: "la maggior parte dei fenomeni naturali procede esclusivamente in maniera ciclica (es. le stagioni, la nascita e morte degli uomini etc.), la storia dell'umanità è un fenomeno naturale, dunque la storia dell'umanità progredisce esclusivamente in maniera ciclica", ed è praticamente lo stesso modo col quale ragiona il tacchino induttivista di Bertrand Russell;
  • fisicamente ascientifico, in quanto la meccanica statistica di Ludwig Boltzmann dimostra l'irreversibilità dei processi termodinamici, sostenendo che l'entropia nell'universo aumenta progressivamente per quanto riguarda la materia inorganica, mentre nella vita l'entropia progredisce negativamente (negentropia), e da ciò ne consegue che la materia vivente e/o il suo dominio intellettuale (la tecnologia) è predisposta ad avere uno sviluppo progressivo (per quanto complesso e non privo di contraddizioni e riflussi).

Fisica moderna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Meccanica quantistica, Gravità quantistica e Teoria della relatività.

La fisica quantistica e quella della relatività di Einstein, invece, non escludono completamente una tale ipotesi, pur formulandola a volte come "concezione a spirale", anche se molti scienziati la contestano. Esempio è la concezione del multiverso o la teoria del Big Bounce prevede invece che tutto possa ripartire. Tuttavia, molti pensano che l'universo conosciuto non sia affatto infinito ed eterno, ma che il tempo, almeno dal punto di vista teorico, possa esserlo, essendo una costante fisica, e ripetendosi in istanti "congelati", come è osservabile nel tempo "fermo" dei buchi neri. Il passato e il futuro sarebbero quindi solo mere esperienze sensibili ma non assolute.

Ipotesi contrarie[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Big Rip, Big Crunch, Big Freeze e Inflazione eterna.

La teoria del Big Rip e del Big Freeze, a causa dell'accelerazione provocata dall'energia oscura che potrebbe vincere la forza di gravità, esaurendosi pochissimo, e provocando l'entropia, negano che il tempo possa ripartire, ma affermano che possa fermarsi, come prima del Big Bang. Come ribadito anche da Stephen Hawking, i buchi neri potrebbero assorbire la materia e poi evaporare, e sull'orizzonte degli eventi persino il tempo si fermerà. Non è dato sapere se, anche in questo caso di un universo infinito, rarefatto e freddissimo, da uno dei buchi neri possa partire un nuovo universo grazie all'immensa densità o per l'effetto della materia "evaporata", come al momento della nascita (cfr. più avanti, il Big Bounce) e se il tempo riparta dall'inizio.

Ipotesi a favore[modifica | modifica sorgente]
Multiverso[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Multiverso, Dimensione parallela, Falso vuoto e Interpretazione a molti mondi.

La teoria del multiverso, nella teoria delle bolle e in quella della teoria delle stringhe, ammettono che in centinaia di migliaia di universi, teoricamente infiniti, con leggi fisiche forse diverse, in cui il tempo possa ripartire.

Teoria delle bolle quantiche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teoria delle bolle e Inflazione (cosmologia).

Nella teoria delle bolle, l'universo consuma comunque l'energia termica e si spegne in un enorme spazio freddo, in mancanza di una spinta che lo faccia conflagrare e ricominciare; ma essendo uno dei tanti universi, ci sono infiniti universi paralleli con, forse, diverse leggi fisiche, che possono anche ripetere la storia del nostro, o ridare vita allo stesso, costituendo un identico universo.[1] D'altronde, anche la fisica classica, ammette la possibilità della ripetizione certa e casuale di un fenomeno, in quanto il tempo è infinito (ma secondo la relatività, esso non è assoluto e non ha una sola dimensione di andata, come anche lo spazio-tempo stesso), ma l'universo e i materiali che lo compongono (materia ed energia) non lo sono, e non avranno mai fine, secondo la legge di conservazione della massa per cui cambia la forma ma non la sostanza, e nulla impedisce la riaggregazione di cioè che è scomparso. Secondo la teoria dell'inflazione eterna, è la stessa bolla dell'universo che muore, che ne genera un'altra, che ne ripercorre in parte o in tutto i passi e l'evoluzione, quale copia quantistica, derivata dalla stessa "schiuma quantica".[2] Per cui la legge della termodinamica e quella dell'entropia potrebbero valere solo per l'interno della bolla, ma non per l'intera schiuma. Tali bolle possono essere collegate tramite strutture previste da Einstein, i wormhole.

Teoria delle stringhe

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teoria delle stringhe e Teoria M.

Alla teoria delle bolle si affianca anche quella delle stringhe, sempre nell'ambito degli universi paralleli ed infiniti, e la teoria collegata dell'universo che rimbalza o "pulsa" (grazie all'energia derivata dalla collisione delle brane e delle stringhe), tra Big Bang e Big Crunch, come nella cosmologia teorica e filosofica degli antichi stoici.

Teoria dell'universo che rimbalza[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Big Bounce e Universo oscillante.

La teoria del Big Bounce, o "grande rimbalzo", espressa sistematicamente e scientificamente nel 2007, sebbene già proposta in passato nella diversa variante dell'"universo oscillante" (un tempo accettata dalla maggior parte dei fisici), dal fisico teorico esperto in gravità quantistica Martin Bojowald[3] è coerente con il citato principio di conservazione della materia e dell'energia fisico e chimico, per il quale in natura "nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma". Nella teoria dell'Universo che rimbalza, può venire implicata sia la concezione di multiverso che quella di universo singolo: sarebbe presente comunque un grande Big Bang alla nascita di tutto quello che esiste, e/o una nascita di un singolo universo, e prima di esso non esisteva il tempo, né materia/energia, spazio o altre componenti, comparsi dal vuoto come un protone può fare a livello quantistico. Il Big Bounce, e in generale la teoria dell'Universo oscillante o pulsante (come sequenza infinita di esplosioni e di successivi collassi gravitazionali), implica l'ipotesi che l'Universo sia del tutto autosufficiente: un eterno divenire della realtà fisica (energia-materia) che non ha mai avuto origine (in nessuna "creazione") e non avrà mai fine (in una delle cosiddette "fini dei tempi"), fornendo una possibile conferma, almeno in teoria, della concezione circolare del tempo.[4]

Bojowald ha dimostrato a livello teorico tramite i calcoli e la simulazione matematica virtuale, in contrasto con i sostenitori del Big Rip, che tale Big Bounce è già avvenuto prima del Big Bang dell'attuale universo e potrebbe, anche se non si ha ancora nessuna certezza, verificarsi fisiologicamente come nel vecchio modello oscillante, dove il tempo riparte. Difatti la gravità, in questo modello, viene inizialmente vinta dalla c.d. energia oscura (proprietà intrinseca e misteriosa, da taluni identificata con la costante cosmologica) e l'universo accelera invece che rallentare come sarebbe previsto dalle leggi di base della fisica. Però anche l'energia oscura, contrastata dalla materia oscura, andrebbe prima o poi esaurendo la spinta, e alla fine, la gravità - insita nelle particelle più piccole -, avrebbe la meglio attuando la contrazione e la successiva ri-esplosione. Bojowald nega infatti che l'energia oscura possa accelerare all'infinito e che alla fine faccia rimanere l'universo piatto in un perfetto ed immobile equilibrio per sempre, ma afferma che esso dovrà tornare a riunirsi come all'inizio, non per finire in un Big Crunch, ma per riesplodere, sebbene non sia chiaro quale forza lo farà espandere nuovamente (un'ipotesi è la collisione con un universo parallelo o un sovraccarico di energia troppo compressa in uno spazio troppo piccolo. Questo modello è ricavato dalla teoria della gravità quantistica a loop (critica anche verso alcune interpretazioni della legge di espansione di Hubble e che spiega l'universo senza avvalersi della teoria dell'energia oscura) ideata nel 1990 da Carlo Rovelli e Lee Smolin, e implica una sorta di "amnesia cosmica", per cui non è rimasta traccia fisica, se non nell'esistenza della materia e dell'energia, del precendente universo. Assieme alla teoria delle stringhe, questa particolare teoria è l'unica che riesce a far coesistere coerentemente le leggi della relatività con la meccanica quantistica, eliminando i paradossi matematici che emergono applicando le regole della singolarità gravitazionale al momento immediatamente precedente al Big Bang e ai buchi neri. Il team di Bojowald, per evitare il paradosso della singolarità iniziale e nel tentativo di conciliare la relatività generale di Einstein con la meccanica quantistica (che a sua volta si fonda sul principio di indeterminazione di Heisenberg), ha elaborato una nuova teoria quantistica-gravitazionale a cicli (Loop Quantum Gravity – LQG). Secondo questa teoria l'Universo sarebbe costituito da anelli di dimensioni infinitesime, di 10−35 metri, ossia dieci miliardesimi di miliardesimi di miliardesimi di nanometri. Questi anelli infinitamente piccoli possono contenere una certa quantità di energia, che, pur aumentando durante il collasso gravitazionale, non può mai diventare infinita. Mandando a ritroso nel tempo le equazioni della LQG è risultato che l'Universo si contrae su se stesso ma non fino ad arrivare alla singolarità iniziale puntiforme. Ad un certo punto della contrazione, a causa del costante aumento dei valori della massa-energia (densità e temperatura), il tessuto spazio-temporale si lacera e la gravità da attrattiva diventerebbe repulsiva, facendo rimbalzare l'Universo in un nuovo Big Bang. Tale processo si ripete in un ciclo perpetuo. Ma il nuovo Universo perde ogni ricordo visto che subisce fluttuazioni diverse da quello successivo e quindi questi dettagli di memoria storica non sopravvivono ed il nuovo è sempre diverso rispetto al precedente (amnesia cosmica). Questo concetto si scontra con la termodinamica classica che prevede che il disordine tenda ad aumentare ad ogni riproposizione dell'universo, fino a renderlo completamente caotico; secondo il gruppo di Bojowald, la smemoratezza cosmica potrebbe sopperire a questa grave incongruenza. Tutto questo renderebbe il tempo e l'universo ciclici.[5][6]

Varianti dell'universo e del tempo ciclico e dell'universo che rimbalza[modifica | modifica sorgente]

Teorie simili sono sostenute anche da Roger Penrose (che sostiene che un universo enorme e freddo fermerebbe il tempo e annullerebbe la differenza tra grande e piccolo, generando un nuovo Big Bang e un nuovo universo), Neil Turok (tramite la teoria delle brane, collegata a quella delle stringhe), Param Singh (che sostiene apertamente che l'universo sia ciclico come le stagioni e la maggior parte degli eventi naturali) e lo stesso Andrej Linde.[7]

Collegamenti filosofici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apocatastasi, Ecpirosi, Eterno ritorno e Palingenesi.

Tali concetti fisico-cosmologici e matematici, sono paralleli a quelli che, in anticipo alla loro formulazione moderna, filosoficamente furono ripresi anche da Friedrich Nietzsche nell'esposizione della teoria dell'eterno ritorno[8], che prende avvio dall'antica concezione temporale, in particolare da quella di Eraclito, ripresa da molti pensatori successivi (sull'eternità della materia e del tempo si pronunciarono a favore i citati stoici e gli atomisti come Democrito ed Epicuro, oltre a molti illuministi e materialisti).

Critiche filosofico-religiose alla teoria del tempo ciclico[modifica | modifica sorgente]

Secondo i critici di tale concezione, sostenitori della teoria dell'universo lineare e creato dal nulla (spesso aderenti di religioni monoteistiche, in particolar modo cattolici[9]), ritenendo ogni evento cosmico reversibile per opera del "fato", la concezione ciclica del tempo nega ogni utilità all'agire dell'uomo per produrre un cambiamento nel futuro, deresponsabilizzandolo nei confronti del mondo. L'uomo, essendo per definizione creatore, viene spogliato di ogni sua dignità e ridotto alla stregua di un animale in balia degli eventi naturali, dei bisogni fisici e della gerarchia (chiamata in maniera poetica da Nietzsche Volontà di potenza).

La concezione del tempo lineare[modifica | modifica sorgente]

Nel contesto biblico e coranico è introdotta la concezione del tempo procedente a senso unico, dove lo svolgimento storico dell'umanità è irreversibile, senza possibilità di ritorno e con una serie di istanze nelle quali le libere decisioni dell'uomo, con il loro apporto di male o di bene, sono destinate a rimanere tali per tutta l'eternità.
Si hanno, dunque, due significati del tempo storico:

  • il primo concernente la relatività e la contingenza degli eventi umani che si svolgono nel flusso apparentemente casuale del divenire storico;
  • il secondo evidenzia, nell'intero processo temporale, delle scansioni che in realtà, in quella forma e in quella caratteristica, sono destinati a prodursi una sola volta nell'intero corso del divenire storico. Ne deriva, evidentemente una visione provvidenziale del tempo in cui Dio agisce a favore dell'uomo.

Dato che nulla viene dal nulla (anche se è una possibilità della fisica quantistica), e dato che per molti scienziati Dio non è necessario a spiegare il mondo ed è materia di sola fede e non di ragione, la teoria del tempo lineare, con un inizio e una fine definitiva, è considerata non scientifica.

La concezione del tempo a spirale[modifica | modifica sorgente]

Alternativa alla concezione del tempo come ripetizione, ma anche a quella che vede il tempo come progresso, troviamo la concezione secondo cui il tempo segue determinate fasi per una legge eterna che lo governa e lo governerà necessariamente, ma, tali ripetizioni si differenziano dall'essere cicliche dal momento che si conducono comunque verso un progredire (come dire che il tempo segue dei semicicli progressivi). In questo si ritrova lo schema tesi-antitesi-sintesi di Hegel (quindi anche dell'Hegelismo) e di Marx (quindi anche del Marxismo e del Comunismo). Questa concezione tenta di coniugare il tempo ciclico e il tempo lineare.

La concezione del tempo in senso morale[modifica | modifica sorgente]

In senso morale il tempo si può considerare come un costante miglioramento (le "meravigliose sorti e progressive" del pensiero socialista), come un costante peggioramento (fino al giudizio universale, vedi Cristianesimo e Islam), oppure come un'alternanza di periodi in miglioramento e periodi in peggioramento (vedi tempo ciclico).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Andrej Linde, Un universo inflazionario che si autoriproduce, in "Cosmologia"-Le Scienze quaderni n.117.
  2. ^ Alex Vilenkin, Many Worlds in One.The Search for Other Universes.La necessità concettuale e matematica di considerare la storia d'ogni singolo universo osservabile come avente un inizio temporale è specificatamente trattata nel cap.16° della parte quarta del testo medesimo (edito in Italia da: Raffaele Cortina Editore -collana "Scienza e Idee" diretta dal prof.Giulio Giorello, nel 2007, col titolo: "Un solo mondo o infiniti?").
  3. ^ "L'universo che rimbalza", di Martin Bojowald pubbl. su "Le Scienze (Scientific American)", num.484, dic.2008, pag.57
  4. ^ sulla plausibilità scientifica del Big Bounce, cfr. Stephen Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri, pagg. 160 e 165
  5. ^ Cosa c'era prima del big bang
  6. ^ Universo senza fine. Oltre il big bang Di Paul J. Steinhardt,Neil Turok
  7. ^ What Happened Before the Big Bang
  8. ^ L'universo che rimbalza
  9. ^ Emilio Biagini, La barzelletta dell'universo eterno