Viaggio nel tempo

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Ingranaggi di un vecchio orologio.

Il viaggio nel tempo è il concetto del viaggio tra diverse epoche temporali, inteso in una maniera analoga al viaggio tra diversi punti dello spazio. Il viaggio nel tempo può essere effettuato verso il passato o verso il futuro, e, in genere, il "viaggiatore" non deve in esso fare esperienza di tutto l'intervallo temporale presente tra l'epoca di partenza e quella di arrivo.

Alcune speculazioni scientifiche ammettono la possibilità del viaggio nel tempo, ma solamente attraverso condizioni estreme impossibili da realizzare con le tecnologie disponibili.

La teoria della relatività ristretta prende in esame il fenomeno della dilatazione del tempo, registrabile soprattutto da osservatori che si spostino a velocità prossime a quella della luce (299 792,458 km/s), fenomeno verificato da numerosi esperimenti e che sembrerebbe lasciare la porta aperta all'ipotesi dello spostamento nel futuro. Tale spostamento, tuttavia, è vincolato dal principio di causa effetto e ha poco in comune con l'idea dei viaggi nel tempo usata nella fantascienza.

Il viaggio nel tempo nella narrativa e nell'immaginario collettivo viene utilizzato come espediente narrativo sia verso il futuro sia indietro fino ad un'epoca precedente. Il concetto di viaggio nel tempo è un'idea che affascina da tempi immemorabili l'umanità ed è presente in molti miti, come quello di mago Merlino, che sperimenta delle regressioni temporali.

La "macchina del tempo"[modifica | modifica wikitesto]

Una "macchina del tempo" nell'allestimento del Museo di storia di Valencia.

La macchina del tempo "classica", a cui il cinema e le storie di fantascienza hanno abituato, è solitamente rappresentata come un qualche veicolo o apparecchio nel quale si entra, si configurano i parametri di viaggio e si aziona un comando di partenza: dopo pochi secondi si può uscire e ci si ritrova nel momento impostato.

Qualora ciò fosse possibile, dovrebbe implicare anche lunghi viaggi spaziali oltre che temporali. Il pianeta Terra infatti occupa, secondo per secondo, una posizione diversa lungo l'orbita intorno al Sole. A sua volta, il Sole orbita intorno al centro galattico e così via. In conclusione, un viaggio nel tempo così concepito dovrebbe necessariamente essere anche un viaggio nello spazio, altrimenti il crononauta si ritroverebbe sperduto nel vuoto spaziale al momento dell'arrivo.

Il viaggio nel tempo secondo la fisica attuale[modifica | modifica wikitesto]

Nel campo della fisica, l'esperimento ideale del viaggio nel tempo è talvolta usato per esaminare le conseguenze di teorie scientifiche come, ad esempio, la relatività ristretta, la relatività generale e la meccanica quantistica.

È stato ampiamente comprovato con prove sperimentali che lo scorrere del tempo non è universale: esso infatti, come previsto dalla relatività ristretta, varia per osservatori in differente stato di moto l'uno rispetto all'altro.

La più nota struttura teorica che permette l'esistenza di situazioni fisiche che consentano il viaggio nel tempo è data dal complesso delle teorie della relatività einsteiniane. Uno dei principi fondatori di tali teorie è la costanza della velocità della luce nel vuoto; tale principio permette già di identificare (dal punto di vista matematico e fisico) tre condizioni possibili legate al "viaggio nel tempo":

  • Alle velocità infraluminali, al di sotto della soglia della velocità della luce nel vuoto, esistono corpi dotati di massa, sia a riposo che accelerata, superiore a zero; per tali corpi non è possibile muoversi indietro nel tempo come conseguenza unicamente dello stato di moto relativo.
  • Per corpi che si muovano alla velocità della luce, il tempo non scorre. Il fotone può muoversi a questa velocità solamente in quanto virtualmente privo di inerzia, ovvero dotato di massa a riposo nulla. Infatti, un corpo dotato di massa superiore a quella del fotone non può raggiungere la velocità della luce, in quanto, come compendio della legge einsteiniana dell'equivalenza tra materia ed energia (), tutta l'energia fornita per accelerare il corpo massivo a velocità prossime a quelle luminali viene convertita automaticamente in materia andando, in ultima analisi, a massificare ulteriormente il corpo stesso, accrescendone l'inerzia, il che richiede ulteriore energia per accelerarlo (in pratica si crea un circolo vizioso in cui l'energia non accelera più il corpo ma al contrario ostacola l'accelerazione del corpo stesso incrementandone la massa, in quanto convertita in materia).
  • Per corpi che si muovano a velocità superluminali, lo scorrere del tempo risulta negativo: il loro futuro sarebbe il passato di tutti gli altri corpi. Un corpo con velocità sopraluminale potrebbe possedere soltanto una massa immaginaria, sia a riposo che accelerata. All'ipotetica particella sopraluminale è stato attribuito il nome di "tachione". Nel "mondo sopraluminale" le conseguenze precederebbero la causa generante; l'effetto precederebbe la causa. Dal punto di vista del tachione anche il secondo principio della termodinamica viene quindi ad esser invalidato: per esempio, i cocci di vetro si ricomporrebbero per generare un bicchiere infranto; oppure un cadavere potrebbe riprendere vita e ringiovanire fino al momento del concepimento.

A proposito dei tachioni bisogna notare che, a rigore, la teoria einsteiniana non vieta velocità superiori a quella della luce: il raggiungimento di tali velocità è infatti vietato solamente ai corpi aventi massa reale e positiva. Potrebbero esistere quindi nell'universo oggetti per cui tale divieto non è valido.

Inoltre, tutte le formule della teoria della relatività contengono un termine temporale elevato alla seconda potenza, per cui la definizione di un tempo negativo non crea particolari problemi al modello fisico-matematico.

Per quanto riguarda il "mondo infraluminale", già la relatività speciale prevede che un osservatore (A) fermo rispetto ad un corpo in movimento, misuri per quest'ultimo corpo degli intervalli di tempo "dilatati". In altri termini, sostituendo il corpo in movimento con un altro osservatore (B), e fissando due eventi 1 e 2 di riferimento, risulta che più B si muove velocemente rispetto ad A, più grande è il tempo trascorso tra 1 e 2 per A rispetto a quello trascorso tra i medesimi due eventi secondo B. Ancora in altri termini, trascorso l'evento 2, B risulterà più giovane di A in misura tanto maggiore quanto maggiore è la velocità relativa di B rispetto ad A.

Nella pratica, ponendo un orologio di precisione su di un mezzo ad alta velocità, tipicamente un velivolo, è normale riscontrare una discrepanza tra di esso e l'orologio di riferimento con cui è stato precedentemente sincronizzato, posto in un sistema in quiete rispetto al velivolo (per esempio sulla pista), dimostrando che l'orologio del velivolo, spostandosi ad alta velocità dal suo riferimento, ha viaggiato qualche frazione di secondo indietro rispetto all'orologio posto a terra.

A tale proposito dobbiamo pensare che la "velocità" con cui scorre localmente il tempo in un sistema in quiete (cioè la rapidità con cui si muovono le lancette di un orologio in tale sistema di riferimento) sia di un secondo al secondo, prendendo come sistema di riferimento lo stesso sistema (in quiete) in cui ci si trova. Nel precedente esempio, sul velivolo il tempo scorre a meno di un secondo (tempo locale, sistema del velivolo) al secondo (tempo del sistema di riferimento, in quiete, sulla pista). Nella pratica il ritardo dell'orologio sul velivolo è lievissimo, in quanto la velocità del velivolo è significativamente minore della velocità della luce nel vuoto, sicché gli effetti della relatività speciale non sono facilmente percepibili.

Per quanto riguarda i viaggi temporali riscontrabili dall'esperienza umana, sempre le teorie einsteiniane della relatività ci dicono che per i corpi dotati di massa essi sono possibili solo per corpi che si spostino a velocità commensurabili con quella della luce nel vuoto oppure per corpi immersi in campi gravitazionali significativi (come in prossimità di un buco nero o di una stella di neutroni); il tempo viene in questi casi enormemente influenzato nel suo scorrere, tendendo addirittura a fermarsi in taluni casi estremi, come in prossimità dell'orizzonte degli eventi.

Non a caso, i buchi neri, che sono gli oggetti fisici dove sono massime densità di materia e campo gravitazionale, sono associati alla possibilità di creare ponti spazio-temporali (ponti di Einstein-Rosen).

Per capire un po' meglio il concetto di "tempo influenzato dalla gravità" dobbiamo raffigurarci lo spaziotempo (o "cronotopo", mutuando il termine dalla geometria) come un telo perfettamente elastico, ben tirato, increspato in qualche punto da alcuni gravi (un'increspatura è detta "curvatura spaziotemporale").

La gravità è rappresentata dalla deformazione di questo telo (per l'appunto, dalla curvatura spaziotemporale) che si flette, ad esempio, nei dintorni della massa di una stella, proprio come farebbe una palla da biliardo su un telo elastico. Il tempo può essere visto invece come l'inclinazione di questo tessuto, che in prossimità delle infossature si accentua (si dilata e si allunga).

Se le teorie einsteiniane pongono un limite teorico alle velocità, che non possono superare quella della luce nel vuoto, non vi sono limiti teorici all'intensità di un campo gravitazionale e, quindi, alla deformazione dello spazio-tempo. Le speculazioni teoriche sulla creazione di "macchine per il viaggio nel tempo" sono quindi incentrate sull'ipotesi di deformazioni spazio-temporali di varia natura (oltre che su alcune soluzioni particolari delle equazioni presenti nelle teorie di Einstein, come ad esempio la Curva spaziotemporale chiusa di tipo tempo). La realizzazione di tali deformazioni, sempre estreme, necessita però di quantità immense di energia, che eccedono di gran lunga persino quelle prodotte nel Sole.

Un esempio di costruzione spazio-temporale in grado di produrre viaggi nel tempo anche "all'indietro" è il Ponte di Einstein-Rosen.

Speculazioni teoriche[modifica | modifica wikitesto]

I fisici Paul Davies, Kurt Gödel, Frank Tipler e John Richard Gott III (vedi Bibliografia) hanno proposto delle metodologie necessariamente ideali (ossia non realizzabili nella pratica - si veda in proposito la sezione Il viaggio nel tempo secondo la fisica attuale) per costruire una macchina del tempo.

Descriveremo brevemente le macchine del tempo di Gödel, di Tipler e di Gott.

La prima è basata sull'ipotesi di un universo chiuso in rotazione, dove muovendosi a velocità prossime a quella della luce si potrebbe raggiungere ogni istante di tempo dell'universo semplicemente viaggiando continuamente sempre in una stessa direzione.

Quella di Tipler è una variante di questa che però si basa sull'esistenza di un corpo materiale e non utilizza dunque l'intero universo come nel precedente esempio: un ipotetico cilindro rotante di massa esorbitante (si parla di miliardi di masse solari), ma di densità inferiore a quella necessaria perché si trasformi in un buco nero, creerebbe un'attrazione gravitazionale tale da far sì che un corpo che si muova intorno ad esso a velocità elevatissime anche se non necessariamente prossime a quella della luce si sposti nel passato o nel futuro, a seconda che si muova nel verso opposto o uguale a quello della rotazione del cilindro[1].

Questo modello pone però due importanti limitazioni: non si può andare in un passato precedente la creazione del cilindro, e non si può andare in futuro successivo la sua distruzione.

Il modello matematico, inoltre, presuppone un cilindro infinitamente lungo, e non è ancora chiaro se questa condizione sia necessaria per il viaggio nel tempo.

Un altro modello di macchina del tempo è stato proposto da Gott, e si basa sul fatto che la forza di gravità dei corpi massivi influenza lo scorrere del tempo. In breve, il modello prevede di usare un corpo di massa paragonabile a quella di Giove per creare una sfera cava, all'interno della quale porre il "crononauta". Da calcoli fatti, il campo gravitazionale della sfera cava (generata dalla massa del corpo fortemente compressa) rallenterebbe il tempo di un numero variabile di volte (massimo quattro) a seconda della densità della sfera, che deve essere sempre inferiore a quella necessaria per la contrazione in un buco nero.[2]

Mezzi di realizzazione delle speculazioni[modifica | modifica wikitesto]

Riassumendo, i principali mezzi ipotetici capaci di realizzare un viaggio nel tempo sono:

Sperimentazioni[modifica | modifica wikitesto]

Vari esperimenti realizzati nel corso degli ultimi dieci anni danno l'impressione di un effetto retrogrado, ossia di un viaggio nel tempo verso il passato, ma sono interpretati in modo diverso dalla comunità scientifica. Ecco alcuni esempi: l'esperimento di Marlan Scully (che è ispirato al paradosso EPR e richiede l'utilizzo di fessure di Young) lascia supporre che su scala quantica una particella nel futuro determini il suo passato. Secondo alcuni, questo mette semplicemente in evidenza le difficoltà di qualificare la nozione di tempo all'interno della scala quantica; in ogni caso, quest'esperimento non costituisce una violazione della causalità.

Si è potuto registrare che nell'esperimento del fisico Lijun Wang, l'invio di pacchetti di onde attraverso una lampada al cesio a cX310 ha avuto come conseguenza l'uscita dei pacchetti di onde stessi 62 nanosecondi prima della loro entrata. Alcuni scienziati ritengono però che questo sia semplicemente dovuto ad un effetto d'ultra-rifrazione, e avanzano l'obiezione che questi pacchetti di onde, non essendo oggetti costituiti da particelle ben definite, non possono trasportare né energia né informazione dei futuri eventi, per cui non è possibile confermare in modo esaustivo che arrivino dal futuro.

Infine, il programma "Effetto STL" effettuato dal fisico Ronald Mallett ha lo scopo ufficiale di osservare una violazione della causalità mediante il passaggio di un neutrone attraverso un cristallo fotonico che rallenta la luce. Si è potuto constatare che il neutrone riappare nel dispositivo prima di essere disintegrato. La relazione è uscita nel novembre 2006 e beneficia del sostegno di molte università degli Stati Uniti.

Il teletrasporto e il viaggio temporale sono temi collegati, che presuppongono la copertura di enormi distanze nello spazio o nel tempo. Le tematiche del viaggio nel tempo e nello spazio vengono a essere in stretta relazione, per almeno due ragioni:

  • secondo la relatività generale, spazio e tempo sono parte di un continuo a quattro dimensioni;
  • il paradosso dei gemelli ammette la possibilità teorica di un viaggio nel futuro;
  • i ponti di Einstein-Rosen sono una costruzione fisica e matematica che ammette la possibilità teorica di un viaggio nel passato e nel futuro. I ponti di Einstein-Rosen descrivono sia un collegamento fra due punti arbitrariamente distanti nello stesso universo, oppure che possono distare arbitrariamente nel tempo. I punti possono appartenere allo stesso universo o a due universi paralleli.

La massa che è oggetto del teletrasporto può comparire nel punto di arrivo in un tempo superiore a quello che impiegherebbe muovendosi alla velocità della luce, rispettando il limite teorico imposto dalla relatività generale. Esiste però una variante del teletrasporto che presuppone di collegare due punti a velocità inferiori a quella della luce, riproducendo l'informazione della massa nel punto di arrivo.

La realizzazione di un viaggio nel passato o nel futuro, oltre ai problemi teorici, presenterebbe notevoli difficoltà tecniche. Secondo le teorie che ammettono la possibilità di un viaggio nel tempo, come quella dei ponti di Einstein-Rosen, sarebbe necessaria una quantità enorme di energia, pari alla potenza elettrica mondiale.

Alla difficoltà di produrre enormi quantità di energia, si aggiungono quella di produrla in tempi brevi di pochi minuti, in un solo sito (il luogo dell'esperimento), e di non disperderla su grandi distanze.

L'alternativa alla produzione in un solo sito è quella di convogliare nel luogo dell'esperimento l'energia prodotta altrove da una moltitudine di centrali, tramite un numero opportuno di accumulatori ad alta capacità collegati in serie. L'energia sarebbe sottratta alla rete di distribuzione, con un apparente blackout elettrico.

Le potenze in gioco sono simili a quelle che un'esplosione nucleare produce in pochi minuti. Onda d'urto e radiazioni di una bomba atomica, tuttavia, si disperdono a distanza di migliaia di chilometri e di anni. In base alla formula E=mc^2, 600 grammi di massa d'uranio possono infatti produrre un'energia pari a Joule, per un tempo di 10 minuti (assumendo una velocità della luce pari a 300.000 km/s).

Un ulteriore modalità di viaggio nel tempo è l'attraversamento di dimensioni esterne allo spazio-tempo. La teoria delle stringhe ipotizza l'esistenza di dieci dimensioni. Le dimensioni aumentano a seconda della lente, della scala di misura con la quale si osserva l'universo. Sei di queste dimensioni sono in più rispetto a quelle note dello spazio tempo, "arrotolate" e compresse in un piccolissimo raggio di materia, per cui punti diversi dello spazio-tempo potrebbero essere collegati da una di queste dimensioni. Viaggiando attraverso di esse, si otterrebbe una "scorciatoia" per collegare due punti, nello spazio e/o nel tempo, senza superare il limite teorico della velocità della luce.

Viaggi nel tempo e relativi paradossi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Paradosso temporale, freccia del tempo e orizzonte degli eventi.
Diagramma del paradosso dei gemelli

Esistono numerose speculazioni teoriche sui paradossi fisici e filosofici che potrebbero insorgere quando si ha a che fare con i viaggi nel tempo. E' infatti intuitivo il fatto che, un viaggio nel passato sia molto più improbabile rispetto a un viaggio nel futuro, in quanto il tempo passato, per come è macroscopicamente concepito nella nostra mente, è strettamente legato alla freccia entropica del tempo e al relativo concetto filosofico degli eventi causali (il principio causa -> effetto); è altamente improbabile ricomporre i gas generati dall'esplosione di un petardo o da una candela che brucia, oppure ricomporre i cocci di un vaso rotto, così come è altamente improbabile riordinare un sistema all'indietro, ad esempio, rispetto a un incidente o un evento nefasto di un proprio caro. Un viaggio nel futuro è invece teoricamente più possibile, perché si basa su degli eventi non ancora accaduti rispetto a un ipotetico viaggiatore che, per esempio, parte verso sistemi supergravitazionali, in cui il tempo rallenta rispetto al riferimento rimasto a terra, come succede nel paradosso dei gemelli. I principi di causa-effetto globali rimarrebbero pressoché inalterati, se non per l'assenza del viaggiatore stesso durante il viaggio, appunto (e questo potrebbe generare un "paradosso" filosofico sulla causalità generata dall'assenza del viaggiatore. L'unico ostacolo di un viaggio nel futuro è - e rimane - più di tipo "tecnico" che di tipo filosofico: un viaggio verso questi sistemi necessita di velocità prossime a quelle della luce, sia per l'andata che per il ritorno, più la sopravvivenza a sistemi di supergravità, ad esempio vicino a un buco nero, condizioni per ora impossibili per la stessa esistenza del viaggiatore stesso.

Il paradosso di "coerenza"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Paradosso del nonno.

E' utilizzato nella tematiche relative al continuum spaziotempo, ed è più comunemente noto come paradosso del nonno. L'esempio più classico è viaggiare nel passato per tornare a far visita a vostro nonno. Il viaggio riesce, e vi trovate finalmente a tu per tu con lui, che però è giovane e non si è ancora sposato con quella che diventerà, in seguito, la vostra nonna. Se uccidete vostro nonno, oppure lo distraete dalla sua vita normale, egli potrebbe non presentarsi mai all'appuntamento con la ragazza che diventerà la vostra futura nonna. Di conseguenza, sia i vostri genitori che voi stessi non nascereste; ma se non foste mai nati, come avreste potuto impedire ai nonni di incontrarsi?
Un esempio di questo problema è altresì rappresentato nel film-trilogia di fantascienza Ritorno al futuro: il viaggiatore nel tempo, impedendo ai suoi genitori d'incontrarsi, sarebbe dovuto scomparire dalla realtà in quanto mai nato. Questo tipo di paradosso è detto di "coerenza". Il paradosso fu ripreso anche in una puntata del cartone animato Futurama, creato da Matt Groening, quando il protagonista, Fry, viaggiando indietro nel tempo, uccide involontariamente suo nonno, ma continua a vivere in quanto ha messo incinta sua nonna, scoprendo così di essere sempre stato il nonno di se stesso.
Una situazione d'incoerenza analoga a questo paradosso si verificherebbe qualora l'ipotetico viaggiatore nel tempo incontrasse sé stesso in un momento in cui aveva un'età minore, così come viene citato anche nela trilogia di Ritorno al futuro.

Il paradosso di "conoscenza"[modifica | modifica wikitesto]

Una variante del paradosso di coerenza è quella proposta dal filosofo Michael Dummett; un critico d'arte torna nel passato al fine di conoscere quel che diventerà il più famoso pittore del futuro. Il viaggio riesce, il critico incontra il pittore che però è molto giovane e dipinge quadri in verità molto mediocri, ben lontani dai capolavori che realizzerà nel futuro. Il critico allora gli mostra le stampe, portate con sé nel viaggio, dei suoi futuri capolavori. Il pittore ne è talmente entusiasta che glieli sottrae, e li va a ricopiare. Nel frattempo, il critico d'arte si deve reimbarcare nella macchina del tempo, per tornare alla sua epoca e lascia quindi le copie nel passato. La domanda è questa: considerando l'intera vicenda globalmente, da dove arriva, in definitiva, la conoscenza necessaria a creare i capolavori? Non può venire dal pittore perché la conoscenza non è stata elaborata dal pittore stesso, ma appresa dal critico d'arte piovuto dal futuro. Ma non può venire neppure dal critico d'arte perché egli a sua volta l'aveva semplicemente appresa dalle opere che il pittore avrebbe esternato nel futuro, ma come conseguenza di quanto appreso dal critico. La profondità del paradosso è che a tutti gli effetti questa conoscenza sembra nascere dal nulla e senza una reale causa.
Nella fantascienza questo problema viene ad esempio ripreso nel film Terminator, con i suoi seguiti: il microchip che sta alla base tecnica degli androidi che vengono sviluppati è copiato da un androide che ha viaggiato nel tempo. Anche qui stesso problema del pittore: la conoscenza complessa e sofisticate presente nel chip innovativo e con soluzioni assolutamente rivoluzionarie sembra nascere dal nulla e non essere prodotta da niente e nessuno. Il medesimo problema viene riproposto nel racconto La scoperta di Morniel Mathaway di William Tenn.
Questo tipo di paradosso viene affrontato marginalmente nella trilogia di Ritorno al futuro: quando Marty (Michael J. Fox) alla fine del primo film suona la canzone Johnny B. Goode, un membro della band che assiste alla sua esibizione fa sentire al telefono la canzone al suo parente Chuck Berry, che diventerà l'autore del futuro brano.
Lo stesso tipo di paradosso appare nel film Rotta verso la Terra della saga di Star Trek: l'equipaggio dell'Enterprise viaggia indietro nel tempo, fino alla San Francisco del 1986, e Scotty fornisce la formula dell'alluminio trasparente alla ditta che ne risulterà l'inventrice, creando così un paradosso di conoscenza. Un altro esempio di paradosso di conoscenza presente in Star Trek lo si trova infine nel film omonimo del 2009: Spock, tornato indietro nel tempo, rivelerà la formula per trasportare oggetti su navi che viaggiano in curvatura.

Il paradosso di "co-esistenza"[modifica | modifica wikitesto]

Supponiamo, di nuovo, che il viaggio nel tempo sia possibile, e che un oggetto qualsiasi torni indietro nel tempo. Limitiamo l'infinita gamma di momenti passati in cui si potrebbe tornare soltanto a quelli in cui l'oggetto già esisteva. Dal punto di vista dell'universo, al momento di arrivo nel passato, la massa costituente l'oggetto comparirebbe praticamente dal nulla; in altre parole, la sua "copia ridondante" sarebbe dunque priva di passato. Ciò sembra inconcepibile, in quanto violerebbe molte delle leggi fisiche (oltre che logiche) esistenti. Bisogna tuttavia osservare che, se un corpo viaggia nel tempo, viene meno una quantità di massa e energia nel punto di partenza che, però, ricompare nel punto di arrivo. La massa non viene creata, c'è una trasformazione nello spaziotempo in cui si trova, ovvero un "semplice" cambio di coordinate. In questo caso, le leggi di conservazione di massa e la conservazione dell'energia sono rispettate, purché siano estese a quattro dimensioni, includendo quella temporale: non sono rispettate nelle tre dimensioni dello spazio di arrivo dove una massa, sembra comparire dal nulla, mentre lo sono se si prendono lo spaziotempo di partenza e di arrivo.
Un esempio di questo problema è rappresentato sempre nel film di fantascienza Ritorno al futuro Parte II: il 12 novembre 1955 si trovano contemporaneamente ben quattro macchine del tempo:

Questo paradosso si fa ancora più intricato se coinvolge persone viventi. Ad esempio, in Ritorno al Futuro, Marty, nel tentativo di salvare Doc, anticipa il momento del suo rientro nel futuro. Riesce quindi a vedere sé stesso salire sulla DeLorean, e dare quindi inizio al ciclo di eventi che egli conclude col suo ritorno. Se, per assurdo, il Marty ritornato al futuro avesse impedito la partenza del Marty del presente, l'intera linea temporale non sarebbe mai esistita.
Un altro paradosso di co-esistenza è relativo al viaggio nel futuro: supponiamo che un uomo voglia vedere se stesso nel futuro, e parte per il viaggio. La linea temporale di tutti gli eventi quindi continua senza di lui, e quindi lui non incontrerà mai se stesso, perché partito nel passato, questo a meno che non riesca perfettamente un viaggio di ritorno eseguito sulla stessa linea del tempo. Questo tema viene espresso nel film L'uomo che visse nel futuro (The Time Machine, 1960) di George Pal quando George, il viaggiatore del tempo, tornato per un breve momento nella sua vecchia casa, alcune decine di anni dopo la sua partenza. Qui incontra James, il figlio del suo vecchio amico Filby, che racconta con un velo di tristezza, dell'amico del padre, partito tanti anni prima e mai più tornato. Anche qui, la linea degli eventi è continuata senza il viaggiatore del tempo, del quale se ne ha solo il ricordo.

Risoluzioni possibili dei paradossi[modifica | modifica wikitesto]

La "Censura cosmica"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Congettura di protezione cronologica.

Alcuni scienziati, come i celebri Stephen Hawking e Roger Penrose, ritengono che, qualora tentassimo in qualche modo di fare qualcosa in grado di mutare significativamente il passato, ad impedirlo interverrebbe una sorta di censura cosmica; è un'ipotesi strettamente correlata alla congettura di protezione cronologica le leggi della fisica siano tali da impedire la nascita di curve temporali chiuse, almeno su scale non sub-microscopiche.

Ad esempio, nel "paradosso del nonno", potrebbe intervenire qualche meccanismo fisico ancora ignoto che, a protezione della catena degli eventi, impedirebbe l'intervento del nipote nel negare l'incontro con la nonna. Un'altra tesi è che se, ammeso che il nipote riesca a uccidere suo nonno, il nipote non esisterebbe, quindi non potrebbe tornare indietro nel tempo per uccidere suo nonno, creando così un paradosso nel paradosso.

Un esempio di questo problema è rappresentato dal film di fantascienza L'esercito delle 12 scimmie: nonostante fossero possibili i viaggi indietro nel tempo, non era possibile modificare il presente, in quanto tutto ciò che faceva il viaggiatore era già accaduto e documentato nella storia. Egli poteva soltanto raccogliere informazioni nel passato come un mero spettatore, e modificare il futuro agendo soltanto dal presente da cui proveniva. Tuttavia, le doomande che sorgono partendo dalla censura cosmica sono: che ne sarebbe del libero arbitrio? E poi in che modo questa censura agirebbe? Come farebbe l'universo ad "accorgersi" che qualcosa non va, e che c'è il rischio che un piccolo crono-vandalo provochi seri guai alla storia futura? Funzionerebbe con azioni drastiche, come l'assassinio del nonno prima del suo matrimonio, o in maniera ancora più surreale, uccidendo sé stessi prima della partenza nel tempo?
L'argomento è ulteriormente trattato nella serie televisiva Lost. In essa, i personaggi riescono a tornare indietro nel tempo, e Jack, uno di essi, cerca di cambiare il futuro facendo esplodere una bomba a idrogeno. Non ci è dato di sapere se egli riesce a cambiare lo scorrere degli eventi. È assumibile però, che lui sia già parte integrante del passato, considerato che altri personaggi hanno tentato di cambiare il passato, ma hanno constatato che il fatto di tornare nel passato era già contemplato nel passato stesso. Questo, comunque, comporta un gravoso paradosso che è riassumibile nella domanda: "qual è stato il primo Jack che ha deciso di tornare nel passato?" Infatti, dato che nel suo passato il suo io-futuro è già presente, non si riesce a discriminare il primo Jack che decide di cambiare lo scorrere degli eventi.

Un ulteriore esempio lo si ha nel videogioco picchiaduro Tekken 5. Nel suo video conclusivo, la protagonista Ling Xiaoyu utilizza una macchina del tempo con l'intento di impedire a Heihachi Mishima di gettare il figlio Kazuya nel cratere di un vulcano; l'unico risultato che ottiene è, tuttavia, quello di restare nel suo tempo, mentre la macchina del tempo "parte" senza di lei e colpisce Heihachi, facendogli cadere di mano Kazuya proprio nel vulcano.

Generazione di dimensioni parallele[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dimensione parallela.

Relativamente opposta all'ipotesi della censura cosmica, fu avanzata la teoria quantistica nota come "teoria a molti mondi", proposta nel 1956 da Hugh Everett III.

La teoria ipotizza tante copie del nostro mondo quante sono le possibili variazioni quantistiche delle particelle che lo compongono. Ne risulterebbe dunque un numero altissimo di mondi (o dimensioni) paralleli. Per chiarirci le idee, pensiamo ad un elettrone che ruota intorno ad un protone nell'atomo di idrogeno. Tale elettrone - secondo la meccanica quantistica - non ha un valore dell'energia ben determinato, ma si può solo dire che quella energia sarà contenuta in un certo range di valori con una certa distribuzione di probabilità: l'impredicibilità della natura a livello quantistico è una caratteristica intrinseca. Secondo la teoria a molti mondi, per ogni livello di energia dell'elettrone esiste un differente universo, e lo stesso, via via, per tutte le altre particelle. Tornando sempre all'ipotetico paradosso del nonno, ci saranno mondi in cui il nonno si sposa con la nonna, e mondi in cui questo fatto non avviene più. Quindi, in un ipotetico viaggio nel passato, se si impedisse a nostro nonno di incontrare la nonna, si approderebbe semplicemente in un mondo parallelo nel quale non siamo mai nati.
Limitazioni a questa teoria è che, in questo caso, ci si sposterà soltanto tra dimensioni parallele, e non nel tempo come lo si concepisce. Inoltre, rimane da spiegare quale sia il principio di carattere generale che ci permetta di scegliere "questo universo"; in questo caso, però, sia il libero arbitrio che il principio di causalità sono salvi, anche se le varianti possibili sarebbero potenzialmente infinite.

Questo problema nella fantascienza è trattato nel libro La fine dell'eternità di Isaac Asimov; nelle serie televisive I viaggiatori (Sliders) e Star Trek; nella serie di Matt Groening Futurama; nei manga La malinconia di Haruhi Suzumiya e Dragon Ball Z e nell'anime Steins;Gate e nell'anime Mirai Nikki. Solo per fare qualche esempio: il viaggiatore visita mondi possibili, anche coevi del presente, ma sempre con variabili parallele rispetto alla realtà, e spesso il malcapitato non riesce a ritornare al suo universo di partenza tra tutte le infinite possibilità. Particolarmente inerente all'episodio 11, Universi paralleli (Parallels), della settima stagione di Star Trek - The Next Generation, dove Worf passa di continuo da una linea temporale all'altra, finché lo spazio non si riempie di Enterprise appartenenti alle molteplici varianti quantiche temporali.

Il viaggio nel tempo nelle opere di fantasia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Viaggio nel tempo nella fantascienza.

Il viaggio nel tempo è un tema tipico della fantascienza, tanto che alcuni lo considerano un vero e proprio sottogenere, ma è presente anche nel fantasy e nei racconti fantastici.

Un meccanismo narrativo spesso utilizzato nella fantascienza e in molti film o serie televisive è quello di portare un personaggio in un particolare tempo a cui non appartiene, ed esplorare le possibili ramificazioni dell'interazione del personaggio con le persone e la tecnologia dell'epoca (una derivazione del campagnolo che va nella grande città, o viceversa). Questo espediente narrativo si è evoluto per esplorare le idee di cambiamento e le reazioni a esso, e anche per esplorare le idee di universi paralleli o ucronia dove alcuni piccoli eventi avvengono, o non avvengono, ma causano massicci cambiamenti nel futuro (a causa tipicamente dell'effetto farfalla).

Il concetto di viaggio nel tempo applicato alla letteratura e alla sceneggiatura consente di sviluppare trame particolarmente elaborate e avvincenti, con elementi ricorsivi, possibilità di analizzare evoluzioni parallele di un evento e colpi di scena estremi, come la riapparizione di personaggi scomparsi.

Il tema, benché presente già in precedenza in varie opere fantastiche, venne reso popolare dal romanzo La macchina del tempo di H. G. Wells del 1895, riconosciuto come un classico della fantascienza, in cui il protagonista viaggia nel remoto futuro alla scoperta del destino dell'umanità.

Tra le altre macchine del tempo più famose vi sono l'auto sportiva DeLorean della trilogia cinematografica di Ritorno al futuro e il TARDIS della longeva serie televisiva britannica Doctor Who.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Pesa-Nervi. Ipotesi sulla manipolazione dello spazio-tempo
  2. ^ John Richard Gott III, Viaggiare nel tempo: la possibilità fisica di spostarsi nel passato e nel futuro, Mondadori, Milano 2002, traduzione di Tullio Cannillo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia scientifica
  • Paul Davies, Come costruire una macchina del tempo (How to Build a Time Machine), Mondadori, Milano, 2003.
  • Paul Davies, About Time
  • David Deutsch, Franck Lockwood, La fisica quantistica del viaggio nel tempo, in Le Scienze n. 309, maggio 1994.
  • Ronald Mallett, Time Traveler: A Scientist's Personal Mission to Make Time Travel a Reality, Thunder's Mouth Press, 2006.
  • Marcus Chown, The Universe Next Door, Review, London, 2003.
  • J. Richard Gott, Time Travel in Einstein's Universe: The Physical Possibilities of Travel Through Time (Viaggiare nel tempo: La possibilità fisica di spostarsi nel passato e nel futuro, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002).
  • Paul J. Nahin, Time Machines: Time Travel in Physics, Metaphysics, and Science Fiction
  • Clifford A. Pickover, Time: A Traveler's Guide
  • Frank J. Tipler, Rotating Cylinders and the Possibility of Global Causality Violation, Physical Review D 9 (1974), 2003.
Bibliografia letteraria
  • Renato Giovannoli, La scienza della fantascienza, Bompiani, 1991, cap. VI-VII.

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