Picchiaduro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
OpenMortal, esempio di picchiaduro a incontri

I picchiaduro (in inglese fighting game o, nel caso di molti nemici insieme, beat 'em up - dal verbo battere, picchiare) sono i videogiochi dove lo scopo principale è quello di affrontare i nemici in incontri di lotta di vario genere, sia a mani nude che attraverso l'utilizzo di armi da mischia.

Esistono diversi tipi di picchiaduro che si differenziano per il tipo di grafica utilizzata (2D o 3D), per le forme di combattimento utilizzate (arti marziali, boxe, ecc.) e per il tipo di svolgimento dell'azione (picchiaduro a scorrimento o a incontri).

Nel caso di abbondante uso di armi bianche da mischia, spesso in ambientazioni fantasy, si usa anche il termine hack and slash[1].

Picchiaduro a scorrimento[modifica | modifica wikitesto]

Nei picchiaduro a scorrimento (in inglese side-scrolling beat 'em up) si controlla un personaggio (scelto fra un numero limitato di protagonisti) dotato di un numero generalmente limitato di mosse; ci si muove solitamente sempre verso destra, "scorrendo" appunto i livelli (anche se a volte la direzione può cambiare), senza poter tornare indietro. In certi giochi il personaggio può muoversi solo avanti ed indietro o saltare, ma in molti casi è possibile muoversi anche in profondità. In aiuto del giocatore si trova generalmente del cibo nascosto all'interno di casse e si ha a disposizione una mossa speciale o una magia che colpisce più avversari contemporaneamente.

Solitamente questi giochi (che erano molto diffusi nei cabinati da sala giochi "coin-op") prevedono la cooperazione di due giocatori. Si deve affrontare un gran numero di nemici dalla scarsa rilevanza se presi singolarmente, ma letali in gruppo, ed ogni tanto si incontrano tremendi boss, avversari molto potenti e difficili da battere. La tipica trama di questi giochi è rappresentata dal dover salvare una ragazza rapita da una banda di teppisti, dall'eliminazione di organizzazioni criminali oppure dal dover affrontare eserciti di mostri per liberare un regno medievale da un usurpatore.

Molti di questi giochi hanno grafica 2D e visuale laterale o isometrica, si possono ricordare Double Dragon, Altered Beast, Final Fight, Golden Axe, The King of Dragons e Streets of Rage. Un numero inferiore, invece, è stato creato successivamente con grafica 3D (solitamente con visuale alle spalle, con lo scorrimento dei livelli in avanti), come ad esempio Fighting Force. Tekken, famosa serie di picchiaduro a incontri 3D, in alcuni giochi ha inserito come modalità di gioco aggiuntive (sottogiochi) picchiaduro a scorrimento con visuale laterale (modalità Tekken Force in Tekken 3), con visuale alle spalle (Tekken Devil Within dentro Tekken 5) o ibrida (Tekken Force in Tekken 4).

Picchiaduro a incontri[modifica | modifica wikitesto]

Spesso con il termine "picchiaduro" ci si riferisce a questo tipo di giochi. Il cliché generale prevede la selezione di un personaggio fra una nutrita schiera di protagonisti e il susseguirsi di una serie di incontri di arti marziali uno contro uno. Generalmente per vincere un incontro è necessario sconfiggere l'avversario in 2 round su 3. L'ultimo combattimento in genere è contro un boss particolarmente forte. Ogni personaggio ha sue caratteristiche di forza e agilità, e soprattutto una lunga serie di mosse diverse che permettono numerose varianti di attacco.

Le "combo" sono rapide serie di colpi concatenati: se eseguite bene, una volta messo a segno il primo colpo è difficile che l'avversario riesca a parare i successivi. In alcuni giochi i protagonisti sono dotati anche di tecniche speciali, realizzate con armi o arti magiche, che permettono colpi a distanza (come l'Hadoken di Street Fighter) o "Super attacchi" eseguibili quando si riempie una barra di energia dedicata. La telecamera è generalmente posta lateralmente, anche se nei titoli 3D può spostarsi, ad esempio durante le prese di proiezione o atterramento. Molto utilizzata è la possibilità di giocare in due, uno contro l'altro.

Varianti al gameplay base prevedono modalità aggiuntive come il survival (affrontare una lunga serie di incontri consecutivi con la propria energia che si ripristina solo in parte); il team battle (i due giocatori scelgono più personaggi, che si affrontano in una serie di sfide 1 contro 1 che vedono poi come vincitore chi rimane con almeno un personaggio); modalità che richiedono di vincere in determinate condizioni (come creando danni solo colpendo il nemico quando è in aria oppure solo buttandolo fuori dal ring); modalità che permettono di "sbloccare" (rendere disponibili) oggetti aggiuntivi (solitamente armi, capacità speciali e vestiti alternativi); modalità che fondono picchiaduro e altri giochi, come gli scacchi o gli RPG. In alcuni giochi è implementata una modalità tag che permette scontri 2 contro 2 (di ogni squadra combatte un giocatore alla volta, che però può "darsi il cambio" con il compagno); il sistema Mugen consente anche incontri 2 contro 2 contemporaneamente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi titoli con alcuni elementi che possono rientrare in questo genere si possono citare gli arcade Heavyweight Champ (1976) e Warrior (1979). I primi titoli di successo che definirono le caratteristiche tipiche fondamentali dei picchiaduro a incontri furono Karate Champ (1984) e Yie Ar Kung-Fu (1985). Karate Champ introdusse il tipico modello del picchiaduro bidimensionale con molte mosse non immediate da imparare, possibilità di sfidare il computer o un altro giocatore, livelli bonus; Yie Ar Kung-Fu introdusse la variabilità dei personaggi, le barre dell'energia, il bonus perfect che si ottiene quando non si perde alcuna energia.[2][3]

Nell'ambito della grafica 2D sono apparsi sia singoli giochi senza seguiti, come Raging Fighter, sia titoli che hanno dato origine a intere serie famosissime, quali Street Fighter, Fatal Fury, Mortal Kombat; anche con "fusioni" come X-Men Vs. Street Fighter e Marvel Vs. Capcom. Il sistema Mugen permette di creare picchiaduro amatoriali.

Nell'ambito della grafica 3D si devono ricordare le serie Virtua Fighter, Tekken e Dead or Alive; inoltre in Soul Blade e Soul Calibur i personaggi si affrontano in duelli all'arma bianca. Il mondo di Street Fighter è entrato nel 3D -mantenendo meccaniche di gioco principalmente 2D- prima con la serie Street Fighter EX e poi con Street Fighter IV. Mortal Kombat è passato alle tre dimensioni a partire da Mortal Kombat 4. Per quanto riguarda i videogiochi di Dragon Ball ha avuto molto successo la serie Budokai, realizzata da Bandai con la tecnica del cel-shading (che consente una grafica simile a quella dei cartoni animati) a partire da Dragon Ball Z Budokai 2. Sempre in ambito di personaggi volanti con spettacolari poteri "magici", si ricorda la serie di Psychic Force. Nel genere manga, sempre in 3D, vi è anche Evil Zone, che ha un approccio semplice dato che non presenta complicate sequenze di pulsanti per effettuare le mosse.

Questo genere di videogiochi si è sviluppato inizialmente nelle sale giochi e in seguito è approdato sulle console casalinghe, mentre su PC i titoli sviluppati sono generalmente di minore rilevanza. È comunque possibile ricordare Savage Warriors, con fondali 2D e personaggi 3D; One Must Fall 2097, picchiaduro 2D; mentre il suo seguito One Must Fall Battlegrounds, in 3D, si discosta dal classico gameplay dei picchiaduro a incontri, avendo movimento libero, visuale alle spalle e più di due combattenti contemporaneamente in una arena. Degni di nota anche alcuni titoli sviluppati dall'italiana Light Shock Software, come Fightin' Spirit (per Amiga) e Pray for Death (per PC), nonché alcuni titoli sviluppati da Naps come Shadow Fighter (per Amiga) e Gekido (per la prima Playstation).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) David Thomas, Kyle Orland e Scott Steinberg, The videogame style guide and reference manual (PDF), Power Play Publishing, 2007, p. 75, ISBN 978-1-4303-1305-2.
  2. ^ (EN) Tony Mott, Karate Champ, in 1001 Video Games You Must Play Before You Die, Hachette UK, 5 dicembre 2011.
  3. ^ (EN) Matt Fox, Karate Champ, in The Video Games Guide: 1,000+ Arcade, Console and Computer Games, 1962-2012, 2ª ed., McFarland, 3 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi Portale Videogiochi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di videogiochi