Calendario lunisolare

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Un calendario lunisolare è un calendario lunare, in cui la durata media dell'anno lunare è uguale a un anno solare.

Per ottenere questa sincronizzazione ogni due o tre anni viene aggiunto all'anno lunare ordinario di 354 giorni un mese, detto mese embolismico. Nei calendari lunisolari, quindi, l'anno ordinario è costituito da 12 lunazioni, mentre quello embolismico da 13.

Moltissimi calendari antichi sono lunisolari. Fra questi quello dei babilonesi, degli ebrei, dei galli, dei greci e in estremo oriente quello dei cinesi, degli hindu, dei giapponesi e molti altri.

Un calendario lunisolare è associato anche ai calendari solari giuliano e gregoriano. Viene utilizzato per il calcolo della Pasqua ed è detto calendario ecclesiastico.

L'inserimento del mese embolismico[modifica | modifica wikitesto]

Il mese embolismico deve essere inserito in media ogni 2,68 anni circa (poco più 2 anni e 8 mesi ossia 32 mesi solari). Dato, infatti, che ogni anno il calendario lunare accumula un ritardo di 365 - 354 = 11 giorni sul calendario solare, ma un mese lunare dura circa 29,5 giorni, si verifica la proporzione: 1 anno/11 giorni = 2,68 anni/29,5 giorni.

La data in cui inserire un mese embolismico fu spesso stabilita in base all'osservazione di fenomeni naturali o astronomici. Per esempio l'anno ebraico doveva aver inizio con la primavera e anticamente gli ebrei (e tuttora gli ebrei caraiti) utilizzavano come indicatore del suo arrivo il raggiungimento di uno specifico livello di maturazione dell'orzo, detto "avìv" o "abìb".[1]) Se al termine dell'anno lunare l'orzo non era ancora maturo, veniva aggiunto il mese embolismico, che perciò risultava sempre essere il tredicesimo mese di un anno.

Anche per altri calendari, come quello babilonese o quello ecclesiastico (giuliano o gregoriano) il mese embolismico è sempre in tredicesimo e perciò in questi calendari due mesi embolismici consecutivi sono sempre separati da 24 o da 36 mesi ordinari. Vi sono, però calendari in cui il mese embolismico viene inserito con criteri astronomici e, quindi, il calendario è influenzato dal fatto che la velocità angolare apparente del sole non è costante, ma è massima al perielio, cioè al 3 di gennaio circa. Per esempio nei calendari cinesi e hindu il numero di mesi ordinari fra due mesi embolismici varia solitamente solo fra 29 e 34.

Con il progresso dell'astronomia è divenuto possibile lo svincolarsi dall'osservazione di fenomeni naturali e sono stati sviluppati calendari lunisolari aritmetici, in cui le fasi lunari possono essere calcolate in anticipo e quindi risulta possibile determinare ad esempio se la tredicesima luna piena cadrà o no prima del solstizio di primavera, evento adottato ora come discrimine per l'inizio della stagione primaverile al posto della maturazione "avìv" dell'orzo.

Nei calendari aritmetici si può calcolare quali anni sono embolismici e conoscere in anticipo anche le date delle feste religiose, che dipendono dal moto lunare. A causa delle irregolarità del moto lunare le fasi lunari calcolate corrispondono a quelle vere solo in media e di volta in volta presentano piccoli scostamenti.

Il calendario ecclesiastico e quello ebraico moderno sono calendari lunisolari aritmetici. Essi sono il frutto di un ripensamento avvenuto a partire dal IV secolo (per i Cristiani durante il concilio di Nicea; per gli Ebrei alcuni decenni dopo sotto lo stimolo dal patriarca Hillel II.[2] Senza un calendario aritmetico ebrei o cristiani abitanti in località distanti finivano col celebrare la Pasqua in date diverse. Spesso, poi, le condizioni meteorologiche favorevoli facevano maturare l'orzo in anticipo e la Pasqua finiva con l'essere celebrata prima dell'equinozio di primavera (cfr. Tabella delle date di Pasqua di Sardica). Questa situazione è all'origine delle controversie sulla data della Pasqua che hanno creato disaccordi fra gli ebrei e fra i cristiani da allora a oggi.

I cicli calendariali[modifica | modifica wikitesto]

Gli astronomi cercarono di identificare dei periodi di tempo che fossero esattamente multipli sia dell'anno solare sia del mese sinodico in modo che il calendario si ripetesse identico entro ogni ciclo. I più importanti cicli calendariali, che verificano approssimativamente questo obiettivo, furono:

  • La octaeteride, cioè il ciclo ottennale, utilizzato ad esempio nel calendario attico. Otto anni solari corrispondono approssimativamente a 99 lunazioni, cioè a 5 anni lunari ordinari e a tre embolismici, che erano il 3°, il 6° e l'8° anno. L'uso di un ciclo ottennale per il calendario e quindi per la data della Pasqua fu proposto, ad esempio, dal grande patriarca Dionisio di Alessandria a metà del terzo secolo. [3]
  • Il ciclo metonico di 19 anni solari e 235 lunazioni, cioè 12 anni lunari ordinari e 7 embolismici. Nel ciclo metonico gli anni ordinari (o) e quelli embolismici (E) si succedono come segue: ooEooEoE ooE ooEooEoE.La durata di un ciclo metonico calendariale può variare di un giorno perché un ciclo può contenere 4 o 5 anni bisestili.
  • Il ciclo callippico di 76 anni, corrispondente a quattro cicli metonici (76 = 19x4). Un ciclo callippico contiene sempre 19 anni bisestili e perciò la sua durata è costante e corrisponde quasi esattamente a 940 lunazioni.

Per motivi liturgici un vero ciclo calendariale dovrebbe riprodurre anche la stessa sequenza di giorni della settimana, cioè il primo giorno del primo anno di ogni ciclo dovrebbe cadere nello stesso giorno della settimana. Ciò garantirebbe che anche le feste religiose, e in particolare nella tradizione giudeo-cristiana il giorno della Pasqua, cadano nella stessa data. Dato che nel calendario giuliano i giorni della settimana seguono il ciclo solare di 28 anni, furono utilizzati cicli multipli di 28:

  • Il ciclo di 84 anni o latercus (84 = 28x3 e 84 = 76 +8). Esso ha forse origini ebraiche sinagogali, ma fu adottato dalla chiesa di Roma a partire dalla fine del III secolo. Il concilio di Arles ne ribadì l'importanza e lo diffuse anche in Inghilterra e Irlanda.[4][5]
  • Il ciclo di 112 anni proposto da Ippolito di Roma (112 = 28x4 e 112 = 76 + 8x4), ma meno accurato del ciclo di 84 anni.
  • Il ciclo "corretto" di 532 anni proposto da Vittorio d'Aquitania e poi da Dionigi il piccolo (532 = 28x19).

Calendari tropici e siderei[modifica | modifica wikitesto]

Nella maggior parte dei calendari lunisolari la durata media dell'anno approssima quella dell'anno tropico. Alcuni, però, come quello hindu e quello buddhista, approssimano l'anno sidereo. I primi, cioè, regolano l'anno lunare sul ciclo stagionale, mentre i secondi sulle costellazioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. il sito caraita "The karaite korner". Nella Bibbia "abìb" è anche il nome del primo mese (per esempio in Es 13,4) e solo dopo l'esilio entrò in uso il nome "Nisan", coniato sul babilonese "nisanu".
  2. ^ Secondo uno scritto ebraico del XII secolo Hillel II avrebbe adottato il ciclo metonico nel settembre del 358. Il calendario ebraico, tuttavia, continuò a svilupparsi per alcuni secoli sino almeno all'VIII e trovò la sua codifica definitiva solo nel XII secolo con Maimonide.
  3. ^ Cfr. Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, VII, 20.
  4. ^ Cfr.Charles Denis, Augustin Bonnetty, R. P. Laberthonnière, Annales de philosophie chrétienne, Volume 6, Parigi 1862, pp. 132-134.
  5. ^ Cfr. Daniel McCarthy,Easter Principles and a Fifth-Century Lunar Cycle Used in the British Isles, Journal for the History of Astronomy, 1993, pp. 204-226

Esempi di calendari lunisolari[modifica | modifica wikitesto]