Piemonte

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Piemonte
regione
Regione Piemonte
Piemonte – Stemma Piemonte – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte[1][2]
La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte[1][2]
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Turin coat of arms.svg Torino
Presidente Sergio Chiamparino (PD) dal 9-6-2014
Data di istituzione 1948[3]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°04′N 7°42′E / 45.066667°N 7.7°E45.066667; 7.7 (Piemonte)Coordinate: 45°04′N 7°42′E / 45.066667°N 7.7°E45.066667; 7.7 (Piemonte)
Altitudine 421[4] m s.l.m.
Superficie 25 402 km²
Abitanti 4 457 335[5] (30-4-2016)
Densità 175,47 ab./km²
Province 7 + 1 città metropolitana
Comuni 1207
Regioni confinanti Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Provenza-Alpi-Costa Azzurra (FR-PACA), Rodano-Alpi (FR), Ticino (CH-TI), Valle d'Aosta, Canton Vallese (CH-VS)
Altre informazioni
Lingue Italiano, Piemontese, Occitano, Francoprovenzale, Francese, Walser
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-21
Codice ISTAT 01
Nome abitanti piemontesi
Patrono san Francesco di Sales, sant'Eusebio di Vercelli
PIL (PPA) 143.169 mln [6]
PIL procapite (PPA) 30.700 [7]
Cartografia

Piemonte – Localizzazione

Il Piemonte e le sue province
Il Piemonte e le sue province
Sito istituzionale
Piemonte

Piemonte Bandiera.png
La bandiera ufficiale della Regione




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Categorie: Politica, Diritto e Stato
Portale Piemonte
Progetto Piemonte

« Su le dentate scintillanti vette, / salta il camoscio, tuona la valanga / da' ghiacci immani
rotolando per le / selve scroscianti; / ma da i silenzi de l'effuso azzurro / esce nel sole l'aquila,
e distende / in tarde ruote digradanti il nero / volo solenne. / Salve, Piemonte! »
(Giosuè Carducci, Piemonte)

Il Piemonte, pronuncia /pje'monte/[8] (Piemont [pje'munt] in piemontese, in occitano e in francoprovenzale), è una regione a statuto ordinario dell'Italia nord-occidentale di 4 399 448 abitanti[5] con capoluogo Torino. Confina ad ovest con la Francia (regioni Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (cantoni Vallese e Ticino), ad est con la Lombardia, a sud-est con l'Emilia-Romagna (per poco meno di 8 km) e a sud con la Liguria.

Il Piemonte è la seconda regione italiana per superficie dopo la Sicilia, la sesta per numero di abitanti, la seconda per maggior numero di comuni (1 207 dopo la Lombardia), la più occidentale d'Italia e fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo. È inoltre la quarta regione italiana per esportazioni, con una quota del 10% sul totale nazionale[9], e quinta per valore del Prodotto interno lordo, con circa 143 miliardi di euro totali, dopo Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Il PIL pro capite è superiore alla media nazionale.[6][10]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente il termine "Piemonte", che a partire dalla fine del XII secolo apparve scritto nelle cartine topografiche nella versione latina Pedemontium o Pedemontis (che significa "al piede del monte"), identificava i possedimenti dei Savoia, limitati ai tratti compresi in prossimità del Sangone, della Dora Riparia e del Po. Successivamente il termine si estese ad indicare una parte sempre più ampia della pianura al di qua delle Alpi, in concomitanza alle conquiste sabaude. Il legame con il paesaggio alpino è evidente nella storia. In Valle di Susa nella zona di Novalesa, posta alla base del Colle del Moncenisio, che presenta un ripido dislivello tra passo e fondovalle circondato da alte cime, un edificio ecclesiastico posto lungo la frequentata Via Francigena veniva già indicato tra XII e XIII secolo come S. Maria ad Pedem Montis Cenisii, o S. Maria de Pedemontio[11].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Altimetria del Piemonte
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Piemonte e Zone Altimetriche d'Italia.

Il territorio della regione è suddivisibile in tre fasce concentriche, di cui la prevalente e più esterna è quella alpina ed appenninica (ben il 43% del territorio regionale). Al suo interno vi è la zona collinare (30% del territorio), la quale racchiude la zona pianeggiante (27% del territorio).
Nella regione scorrono moltissimi fiumi e torrenti, tutti affluenti del fiume Po che nasce al Pian del Re ai piedi del Monviso.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali catene montuose sono le Alpi Occidentali, che circondano la regione ad ovest e nord, e gli Appennini liguri, situati al confine con Liguria ed Emilia-Romagna, costituendo così un confine naturale su tre lati.

La montagna piemontese ha un aspetto imponente ed aspro: le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura, caratterizzando la zona occidentale della regione che, a differenza di tutte le altre regioni alpine, è priva delle Prealpi. Questo fenomeno è particolarmente evidente in Valle di Susa, dove ad esempio a Susa il fondovalle ai trova a una quota di soli 503 metri s.l.m., mentre le cime circostanti l'abitato superano i 3000 metri e raggiungono i 3538 metri s.l.m. con il Rocciamelone. Al di sotto delle rocce e dei pascoli ci sono ampie estensioni di boschi di conifere, tra le quali gli abeti sono meno diffusi che in altre sezioni delle Alpi; scendendo di quota esse lasciano presto il posto a faggeti e castagneti. In questa fascia sono presenti le più alte cime della regione, che superano i 4000 m: la Punta Nordend (4.609 m), massima elevazione regionale nonché seconda cima più alta del massiccio del Monte Rosa, ed il Gran Paradiso (4.061 m); vi sono poi numerose cime che superano i 3000 m, tra cui il Monviso, l'Uia di Ciamarella, il Rocciamelone e l'Argentera.

Nelle valli sono evidenti le impronte dell'umana che costituiscono importanti vie di comunicazione internazionali stradali e ferroviarie. Nelle valli minori si trovano dighe, impianti idroelettrici e centri turistici.

Le principali zone collinari sono il Canavese a nord-ovest, le Langhe e il Roero a sud, il Monferrato al centro ed i colli Tortonesi a sud-est. Le colline meridionali delle Langhe e del Monferrato sono formate da antichi sedimenti marini e sono poco resistenti all'acqua, che vi scava un labirinto di solchi e di valli. I versanti bene esposti sono coltivati a vite, cereali e foraggi ma anche a frutteti e noccioleti, mentre l'allevamento, un tempo molto diffuso, è ora concentrato nelle pianure meridionali. Tra queste colline e le Alpi, un altopiano ricco di acqua arriva fino a Cuneo, ad oltre cinquecento metri di altezza: qui i campi sono coltivati soprattutto a foraggi e cereali. Proprio nella regione ha inizio la Pianura Padana, che, soprattutto nella province di Vercelli e Novara, è ampiamente coltivata a risaie, grazie anche alla grande quantità d'acqua disponibile, sia per le risorgive che, soprattutto, per i canali artificiali, il più importante dei quali è sicuramente il Canale Cavour.

Nell'area attorno alle grandi città, in particolare a Torino e Novara, il paesaggio tipico è quello dello sviluppo antropico seppure meno accentuato rispetto al resto della pianura padana, mentre nel resto della pianura il riso si avvicenda ad altri cereali e foraggi e le piantagioni di pioppi si intercalano ai campi.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti tributari del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est. Da citare, oltre allo stesso Po, sono:

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

LagoMaggiore panoramica.jpg
Ingrandisci
Panorama del Lago Maggiore, il secondo lago per superficie in Italia, visto dalla sponda lombarda.
Il Po a Torino

Numerosi sono i laghi alpini di origine glaciale e morenica presenti nella regione. Il lago Maggiore, che segna il confine a est con la Lombardia, insieme al suo emissario, il fiume Ticino, è uno dei laghi più grandi d'Italia, mentre altri, naturali o artificiali, non superano i 2 km². Tra tutti i laghi presenti si ricordano in particolare:

Tra i laghi naturali di dimensioni decisamente più ridotte si citano il Lago di Mergozzo (1,85 km²), il Lago Sirio (0,3 km²), il Lago di Candia (1,52 km²) ed i Laghi di Avigliana (0,9 e 0,61 km²).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il Piemonte ha un clima tipicamente temperato a carattere sub-continentale, che sulle Alpi diventa progressivamente temperato-freddo e freddo salendo in quota. Nelle zone situate a bassa quota gli inverni sono relativamente freddi ma poco piovosi e spesso soleggiati. Le estati invece sono calde ed afose con locali possibilità di forti temporali, specialmente nelle zone a nord del Po, mentre nelle zone a sud del Po le precipitazioni estive rappresentano il minimo pluviometrico assieme a quello invernale (le precipitazioni minori in estate sono dovute al fatto che sono meno esposte alle perturbazioni atlantiche, portatrici di piogge e temporali). Le piogge cadono prevalentemente in primavera ed autunno sulla maggior parte del territorio, in estate nelle zone alpine più elevate ed interne: le quantità annue sono notevoli sui versanti montani e pedemontani del nord della regione, mentre sono più scarse sulle pianure a sud del Po, specialmente in provincia di Alessandria.

Sulla piovosità ha molta influenza la direzione di provenienza delle masse d'aria. Se esse sono umide e provengono da sud, sud-est o est, la catena alpina sbarra loro la strada (si tratta del fenomeno detto stau): in tal caso le precipitazioni possono anche essere molto abbondanti, specialmente sui primi versanti montani, talvolta provocando alluvioni. Nel caso invece le correnti d'aria provengano da nord, nord-ovest oppure ovest, l'umidità si scarica sul versante occidentale delle Alpi e pertanto l'aria che raggiunge la regione è asciutta, potendo provocare l'assenza di precipitazioni anche per settimane. Inoltre, sulle zone montane e pedemontane, specialmente in provincia di Torino, diventano frequenti i fenomeni di foehn (vedi Ondata di caldo del gennaio 2007). La neve d'inverno è una meteora relativamente frequente, stante l'effetto catino delle Alpi e dell'Appennino, maggiore a sud-ovest, che rende difficile il ricambio d'aria e d'inverno favorisce l'accumulo di un cuscinetto di aria fredda al suolo.[12]

Sulle rive del Lago Maggiore è presente un microclima particolare, con inverni più miti che nel resto della regione ed estati più fresche e temporalesche.Anche nelle valli e sulle colline esposte a sud si riscontrano climi più miti e soleggiati.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geologia del Piemonte.
il Monviso, la montagna più alta delle Alpi Cozie

Dal punto di vista Geologico il Piemonte è una regione in cui sono presenti importanti catene montuose, estese aree collinari e un'ampia pianura. Nel Triassico (256 milioni di anni fa), mentre ad occidente dell'Europa attuale si andava formando l'oceano Atlantico, alla latitudine dell'Italia era presente un grande golfo: era ciò che rimaneva dell'antico oceano, denominato Tetide: La Tetide nel tempo cominciò a prosciugarsi e la sua superficie cominciò ad inarcarsi e risalire a causa di un fenomeno di subduzione, la superficie si riscaldò anche a causa del calore prodotto dalla risalita del magma proveniente dal centro della terra ed estese coltri rocciose che costituivano parte del mantello, della crosta oceanica e di quella continentale vennero spinte in superficie accavallandosi le une sulle altre.

il Monte Rosa, il massiccio più esteso delle Alpi

20 milioni di anni fa la catena alpina era oramai costituita; nell'area mediterranea si produsse una nuova risalita di calore dal mantello terrestre che determinò l'inarcamento e la rottura della crosta europea dalla quale si distaccò il blocco sardo - corso. Questa micro-zolla fece perno sul golfo ligure eseguendo una rotazione antioraria di 50° e formando il mar ligure. Il mare ricopriva la Collina di Torino, le Langhe, il Roero, il Monferrato e la Pianura Padana.

Scorcio di Ceresole Reale, Parco nazionale del Gran Paradiso.

L'aumento della temperatura delle acque trasformò il mar Mediterraneo in un basso lago salato con molte zone prosciugate, condizione che durò diverse centinaia di migliaia di anni e fece depositare sedimenti di tipo salino: le evaporiti. Successivamente il Mediterraneo ritornò in comunicazione con le acque oceaniche e l'acqua riprese a circolare, formando un golfo triangolare tra la catena alpina e quella appenninica; a seguito dei continui sollevamenti della catena alpina ed appenninica il mare si ritirò dal golfo e l'accumulo di sedimenti portati dai fiumi diede origine ad una pianura alluvionale che corrisponde all'attuale pianura Padana. I depositi marini di questo periodo sono visibili nell'attuale area astigiana del Piemonte, ma sono presenti anche nel Biellese ed allo sbocco della Valsesia e Valsessera a testimoniare che il mare arrivava fin quasi sotto alla catena alpina. Alcune isole emergevano dal mare che ricopriva il Piemonte, l'attuale Collina torinese e del Basso Monferrato. Dai resti fossili sappiamo che il clima di quel periodo era di tipo sub-tropicale, e quindi più caldo ed umido di quello attuale. I corsi d'acqua portavano i loro detriti formando dei delta[non chiaro] sui quali pascolavano branchi di rinoceronti, elefanti, cervi e cavalli. I corsi d'acqua con la loro forza erosiva asportarono i sedimenti del periodo precedente, spessi anche centinaia di metri, ricoprendo il bacino con depositi fluviali megaconoidi. Un milione di anni fa il clima subì un ulteriore cambiamento: aumentarono le piogge e le temperature si fecero più fredde. Questo portò alla nascita dei ghiacciai alpini. Le lingue glaciali correvano lungo le valli, approfondendole ed allargandole talvolta arrivando fino alla pianura. Il materiale dendritico che proveniva dai monti costruì imponenti anfiteatri morenici, ben evidenti allo sbocco delle valli della Dora Riparia e della Dora Baltea e nelle zone intorno ai Laghi Maggiore e d'Orta.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Siti di interesse comunitario del Piemonte e Aree naturali protette del Piemonte.

Nella regione ci sono numerose aree protette, estese per più di 193.000 ettari, pari a circa il 10% della superficie regionale ; tra queste troviamo due parchi nazionali, il Gran Paradiso e la Val Grande, 56 tra parchi e riserve regionali e numerose aree protette provinciali.

In base ai risultati scaturiti dalla XXI edizione di Ecosistema urbano di Legambiente (2014) e (2015), il Piemonte riesce a piazzare al primo posto della graduatoria virtuosa in campo ambientale e dell'ecosistema la città di Verbania. In buona posizione sono anche Novara (18º posto), Cuneo (13°), Asti (40º), Biella (17º). Più distanti Vercelli (64º), Alessandria (77º) e Torino (84º).[13]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Piemonte.
Mappa del Regno di Sardegna del 1839

Abitato fin dal paleolitico[14], dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato da popolazioni celtiche e liguri, tra cui i Taurini e i Salassi, successivamente sottomesse dai Romani, che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero la regione divenne sede di incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte unificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi II, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di unificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti, Alessandria e Savigliano (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva unificazione, ultimato nel 1748 con il trattato di Aquisgrana.

Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1798-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo Stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello Stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-1945), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-1861), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri soprattutto territoriali tra l'area del Torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della Patria Cita (così come l'autore torinese Armando Mottura definì il Piemonte nella celebre e omonima poesia del 1959)[15]. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto preponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio dal Veneto a dal meridione, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone
Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.[16]»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art. 5, comma 5, del D. P. C. M. 19 dicembre 2008.
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Le comunità dell'attuale Regione Piemonte, nella loro profonda fede in un'Italia libera e democratica, sconvolte dalle feroci rappresaglie dell'oppressione nazi-fascista, con indomito spirito patriottico contribuirono, offrendo numerosi esempi di generoso spirito di solidarietà umana, alle vicende che, in particolare dopo l'8 settembre 1943, portarono alla liberazione e alla ricostruzione di quel territorio. Fulgido esempio di lotta comune, orientata alla conquista della libertà e della democrazia. 1943 - 1945 Regione Piemonte[17]»
— 19 agosto 2016

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma e simboli della regione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Simboli del Piemonte.
Lo stemma
Il tradizionale drapò (privo della frangia oro)

Lo Stemma della Regione Piemonte ha una forma quadrata, con una croce d'argento in campo rosso spezzata da lambello azzurro a tre gocce. Di fatto è stato ripreso l'antico stemma subalpino, risalente al 1424.

Il Gonfalone si presenta interzato in palo: nel primo di rosso, nel secondo di blu, nel terzo d'arancio, colori della Repubblica di Alba, proclamata il 25 aprile 1796, su tutto lo stemma del Piemonte.

Il Drapò ("bandiera" in piemontese, coniato dal francese drapeau e dell'italiano drappo) è la bandiera ufficiale della Regione Piemonte. È simile allo Stemma, però si distingue per la forma rettangolare e per la presenza della frangia oro e della bordura azzurra.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º gennaio 1948, secondo l'art. 131 della Costituzione, il Piemonte è una regione ad autonomia ordinaria della Repubblica Italiana, ma solo con la legge 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni. Attualmente è suddivisa nelle sotto indicate province e città metropolitana elencate:

Abitanti ed estensione territoriale delle province del Piemonte e della città metropolitana di Torino (30/04/2012)
Stemma Sigla Provincia o città metropolitana Mappa Comuni (numero) Superficie (km²) Popolazione (ab.) Densità (ab./km²) Sito istituzionale
Provincia di Alessandria-Stemma.png AL Provincia di Alessandria Alessandria map.png 190 3.559 440.481 123 Alessandria
Provincia di Asti-Stemma.png AT Provincia di Asti Asti mappa.png 118 1.515 221.871 146 Asti
Provincia di Biella-Stemma.png BI Provincia di Biella Biella mappa.png 82 914 185.701 203 Biella
Provincia di Cuneo-Stemma.png CN Provincia di Cuneo Cuneo map.png 250 6.902 592.782 85 Cuneo
Provincia di Novara-Stemma.png NO Provincia di Novara Novara map.png 88 1.339 372.109 277 Novara
Città metropolitana di Torino - Stemma.png TO Città metropolitana di Torino Torino mappa.png 316 6.829 2.306.881 337 Torino Metropoli
Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png VB Provincia del Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola map.png 77 2.256 163.123 72 VCO
Provincia di Vercelli-Stemma.png VC Provincia di Vercelli Vercelli map.png 85 2.088 179.484 86 Vercelli

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La Giunta regionale[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale sede sede della Giunta Regionale, in Piazza Castello a Torino.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti del Piemonte.

L'organo esecutivo della Regione è la Giunta regionale, composta dal Presidente e dagli assessori. Il Presidente della Giunta, ex art. 121 della Costituzione, rappresenta la Regione, dirige la politica della Giunta e ne è responsabile. L'attuale Presidente è l'esponente del Partito Democratico Sergio Chiamparino.[18] Il Palazzo della Regione Piemonte, sede della Giunta, è sito in piazza Castello a Torino; in zona Nizza Millefonti è attualmente in costruzione un grattacielo di 41 piani che, a lavori ultimati, sarà adibito a sede unica degli uffici regionali.[19]

Il Consiglio regionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Consiglio regionale del Piemonte.

Il Consiglio regionale è l'assemblea legislativa del Piemonte. Approva le leggi regionali e i regolamenti di competenza dell'organo. Ha il compito di adottare e modificare lo Statuto regionale, votare il bilancio della Regione e proporre iniziative di legge statale al Parlamento. Ha sede a Torino presso il Palazzo Lascaris di via Alfieri, tra piazza San Carlo e piazza Solferino[20]; l'attuale presidente è Mario Laus.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il Piemonte ha registrato dagli anni settanta una perdita di popolazione dovuta ad un calo della natalità non più compensato, come negli anni cinquanta-sessanta, da immigrazioni dal resto d'Italia ed in particolare dal Sud e dal Veneto. Tuttavia negli ultimi anni si è registrata una ripresa demografica, dovuta soprattutto alla nuova immigrazione dall'Europa centro-orientale. Le densità di insediamento più elevate si registrano nelle aree urbane industrializzate dell'alta pianura, specialmente nella provincia di Torino (52% della popolazione regionale, con una densità doppia rispetto a quella media). Nel 2008 i nati sono stati 39.551, i morti 49.310, con un incremento naturale di -9.759 unità rispetto al 2007[21]. Al 31 dicembre 2010, su una popolazione di 4.401.266 abitanti, si contavano circa 450.543 stranieri. Le famiglie contano in media 2,2 componenti[22].

Comuni principali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i primi dieci comuni piemontesi ordinati per numero di abitanti (in grassetto i capoluoghi di provincia o città metropolitana):

Posizione Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia o
Città metropolitana
Torino-Stemma.png Torino 895.377 130,17 6.878 239 TO
Novara-Stemma.png Novara 104.411 103,05 1.013 162 NO
Alessandria-Stemma.png Alessandria 93.884 203,97 460 95 AL
Asti-Stemma.png Asti 76.424 151,82 504 123 AT
Moncalieri-Stemma.png Moncalieri 57.060 47,63 1.197 260 TO
Cuneo-Stemma.png Cuneo 56.116 119,88 468 534 CN
Collegno-Stemma.png Collegno 49.940 18,12 2.756 302 TO
Rivoli-Stemma.png Rivoli 48.819 29,52 1.653 390 TO
Nichelino-Stemma.png Nichelino 48.182 20,64 2.334 229 TO
10º Settimo Torinese-Stemma.png Settimo Torinese 47.704 32,37 1.473 207 TO

Altri comuni del Piemonte con più di 20.000 abitanti ordinati per popolazione:

Posizione Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia o
Città metropolitana
11º Vercelli-Stemma.png Vercelli 46.808 79,85 586 130 VC
12º Biella-Stemma.png Biella 44.860 46,68 961 417 BI
13º Grugliasco-Stemma.png Grugliasco 37.906 13,12 2.889 293 TO
14º Chieri-Stemma.png Chieri 36.778 54,30 677 305 TO
15º Pinerolo-Stemma.png Pinerolo 35.778 50,28 711 376 TO
16º Casale Monferrato-Stemma.png Casale Monferrato 34.565 86,32 400 116 AL
17º Venaria Reale-Stemma.png Venaria Reale 34.248 20,29 1.687 262 TO
18º Alba (Italia)-Stemma.png Alba 31.419 54,01 581 172 CN
19º Verbania-Stemma.png Verbania 30.933 36,62 844 197 VB
20º Bra-Stemma.png Bra 29.705 59,61 498 285 CN
21º Carmagnola-Stemma.png Carmagnola 29.052 96,38 301 240 TO
22º Novi Ligure-Stemma.png Novi Ligure 28.257 54,22 521 199 AL
23º Tortona-Stemma.png Tortona 27.575 99,29 278 122 AL
24º Chivasso-Stemma.png Chivasso 26.704 51,31 520 183 TO
25º Fossano-Stemma.png Fossano 24.743 130,72 189 375 CN
26º Ivrea-Stemma.png Ivrea 23.598 30,19 781 253 TO
27º Orbassano-Stemma.png Orbassano 23.240 22,05 1.053 273 TO
28º Mondovì-Stemma.png Mondovì 22.592 87,25 258 395 CN
29º Borgomanero-Stemma.png Borgomanero 21.709 32,36 670 307 NO
30º Savigliano-Stemma.png Savigliano 21.306 110,73 192 321 CN
31º Trecate-Stemma.png Trecate 20.329 38,38 529 136 NO
32° Acqui Terme-Stemma.png Acqui Terme 20.054 33,30 602 156 AL

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2011 i cittadini stranieri regolarmente residenti nella regione erano 398.910 con un incremento di oltre 22.000 unità rispetto all'anno precedente[23].

I gruppi etnici più numerosi (oltre 5.000 unità) sono:

Paese Abitanti 2010 Abitanti 2009 Abitanti 2008[24]
Romania Romania 137 077 130 272 121 150
Marocco Marocco 64 219 62 366 58 811
Albania Albania 45 758 44 292 42 321
Cina Cina 14 131 12 542 11 422
Perù Perù 13 285 12 199 10 443
Moldavia Moldavia 9 969 8 415 7 112
Ucraina Ucraina 9 010 7 705 6 795
Macedonia Macedonia 7 722 7 715 7 169
Senegal Senegal 5 925 5 410 5 071
Tunisia Tunisia 5 674 5 600 5 435

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte della popolazione vive in pianura in particolare a Torino e nei paesi limitrofi, dove si concentra l'attività industriale.

Nelle province di Vercelli e di Novara, l'economia è basata sulla coltivazione del riso di cui la regione è il primo produttore italiano[25]. Altri prodotti dell'agricoltura praticata con tecniche macchinari moderni sono: cereali, patate, ortaggi, frutta e foraggio. Sulle colline sono diffusi i vigneti che producono numerosi vini a DOC e a DOCG. Nelle zone meno fertili si allevano i bovini. L'abbondante presenza di acqua permette la produzione di energia elettrica. È sede di molte industrie: la principale è la FIAT che fabbrica autoveicoli e aerei e ha permesso lo sviluppo di alcune tra le maggiori industrie tessili e meccaniche.[25]

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL pro capite[26] prodotto nel Piemonte dal 2000 al 2010:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
98.634,4 102.179,7 105.206,1 108.715,1 113.270,7 114.993,2 118.753,5 125.022 126.856 119.879 125.070
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
23.360,9 24.233,9 24.916,8 25.575,2 26.340,8 26.520,6 27.316,6 28.209,6 28.619,1 26.894,8 28.600

Di seguito la tabella che riporta il PIL[26], prodotto in Piemonte ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.608,0 1,35% 1,84%
Industria in senso stretto € 25.921,7 21,83% 18,30%
Costruzioni € 5.405,1 4,55% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 24.084,8 20,28% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 29.735,6 25,04% 24,17%
Altre attività di servizi € 19.355,6 16,30% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 12.642,7 10,65% 10,76%
PIL Piemonte ai prezzi di mercato € 118.753,57

I prodotti agricoli coltivati sono cereali, patate, ortaggi, barbabietole da zucchero, frutta, pioppi e foraggio; nelle zone collinari è molto accentuata la viticoltura. L'allevamento è concentrato su bovini e suini.

Molto sviluppate sono anche le industrie, soprattutto quella automobilistica con il gruppo FIAT e le aziende collegate. Di rilievo sono anche i settori chimico, alimentare (la regione è la prima d'Italia per produzione di cioccolato), tessile e dell'abbigliamento. Tra le regioni italiane, il Piemonte è quella che più investe nell'industria elettronica, storicamente legata alla Olivetti di Ivrea. Nel settore terziario, assumono importanza le attività bancarie ed assicurative, il commercio, l'editoria e il turismo alpino e lacustre.

FIAT - Vista aerea del Lingotto nel 1928

In Piemonte più della metà della popolazione vive nella provincia di Torino, città che sorge alla confluenza nel Po della Dora Riparia. È stata proprio la disponibilità di acqua a favorire la nascita in passato delle prime industrie: infatti i mulini, le ferriere e le piccole officine artigiane funzionavano grazie all'acqua.

Lo sviluppo di Torino è stato molto rapido dal 1945 in poi grazie alla presenza della FIAT che, nata sul finire dell'Ottocento, ha compiuto i maggiori progressi durante gli anni cinquanta quando entrarono in commercio le prime utilitarie. Torino non è famosa solo per il settore automobilistico e le altre attività collegate all'automobile (stabilimenti di pneumatici, industrie chimiche di vernici e di materie plastiche) ma anche per l'industria alimentare (sono molto conosciuti i Gianduiotti).

La concentrazione di tante attività industriali ha determinato il verificarsi di una notevole congestione urbana, considerato anche il fatto che le colline arrivano fino ai margini della città e le aziende sono quindi concentrate in uno spazio ristretto.

La Fiat 500 nella versione del 1957 e del 2007

A partire dal 1974 (anno in cui Torino toccò l'apice della sua ascesa demografica con 1.199.197 abitanti) l'area torinese è andata via via decongestionandosi anche grazie al decentramento industriale. La decongestione del comune di Torino, ha favorito i comuni dell'area urbana, la cui popolazione raggiunge oggi 2 milioni di abitanti circa.

Da allora, però, l'intero Piemonte è andato incontro ad una crisi economica, in parte contenuta grazie al rilancio ottenuto dai XX Giochi olimpici invernali, che hanno dato a Torino uno slancio internazionale ed hanno aumentato i flussi turistici in città. L'immagine di Torino in Italia e nel mondo, in precedenza legata allo sviluppo industriale e in particolare al settore automotive, è ora maggiormente connotata dal settore terziario con investimenti anche per cultura e turismo[27].

Negli ultimi anni sono stati in crescita il livello di internazionalizzazione dell'economia e della società piemontese. Il Piemonte ha indici superiori alla media italiana per quanto riguarda il commercio internazionale, l'attrattività degli IDE, il numero di impiegati stranieri, la popolazione straniera e la formazione su tematiche internazionali; solo il turismo internazionale si colloca per ora poco sotto la media italiana, mentre appare in forte crescita il numero di studenti stranieri negli atenei piemontesi.[28] Dal 2007 la Regione Piemonte, in accordo con Unioncamere Piemonte e con le rappresentanze delle categorie economiche, ha unificato gli organismi che si occupano di internazionalizzazione dell'economia piemontese nel Centro Estero per l'Internazionalizzazione.[29]

A confermare il rilancio dell'economia piemontese vi è anche l'andamento del PIL regionale.

La popolazione attiva è il 64,3% della popolazione totale.[senza fonte]

Zone economiche[modifica | modifica wikitesto]

Panorama sul Po e le risaie vercellesi dal Monferrato

L'economia a nord del Po è più prospera di quella del Piemonte meridionale: Biella è il più importante centro italiano dell'industria laniera; Ivrea con l'Olivetti è stata una città importantissima per il settore tecnologico con la produzione di macchine da scrivere prima e personal computer poi; Vercelli è un grande mercato europeo del riso insieme a Novara, città che con le sue industrie alimentari, tessili, meccaniche e grafiche risente molto della vicinanza di Milano, da cui dista meno di 50 chilometri.

Altre città importanti sono Chivasso, situata fra le colline di Torino e quelle del Monferrato, che viene considerata la "pompa" delle risaie di Vercelli, di Novara e della Lomellina poiché un impianto devia continuamente acqua dal Po nel canale Cavour; Stresa, celebre centro turistico sulle rive piemontesi del Lago Maggiore; Pinerolo, città della cavalleria e sede della prima Società di Mutuo Soccorso d'Italia.

Nel Piemonte meridionale troviamo Cuneo, sul fiume Stura che si trova al centro di importanti valli alpine; Asti, sul fiume Tanaro, è favorita dalla sua posizione poiché si trova sulla strada che collega Genova a Torino. La città è conosciuta in tutto il mondo per la produzione di rinomati vini (basti pensare all'eterno vino DOCG 'Asti spumante' conosciuto in tutto il mondo, essendo il vino italiano più esportato o al 'Moscato d'Asti') e per essere al centro della regione geografica del Monferrato, per l'appunto uno dei più importanti distretti vitivinicoli ed enogastronomici del mondo. Mentre la parte occidentale della provincia di Cuneo ha un'economia che gravita molto attorno alla vicina Francia, la parte sud-orientale della stessa provincia ha strette relazioni economiche con l'area ligure, dove esporta soprattutto prodotti zootecnici, e con quella savonese in particolare, avendo la stessa la forte attrattiva del porto turistico e mercantile.

A 27 km da Asti, sorge per gran parte sulla riva destra del fiume Tanaro, la città di Alba, sita al centro delle Langhe, rinomata per i suoi tartufi ma anche per l'industria alberghiera e per essere un importante centro enogastronomico piemontese. Alba si distingue inoltre per essere la sede dell'importante industria dolciaria Ferrero, conosciuta in tutto il mondo per i suoi prodotti dolciari, in particolare la Nutella.

Mentre Asti sente molto l'attrazione di Torino, considerata la modesta distanza che la separa dal capoluogo regionale, Alessandria invece gravita maggiormente verso l'area genovese e milanese; anche qui prevale il commercio agricolo ma vi sono inoltre delle industrie, alcune delle quali molto caratteristiche come quelle di profumi e di cappelli.

Un altro capitolo importante per l'economia piemontese è il cioccolato. Nella regione sono prodotte 80.000 tonnellate per un valore di 800 milioni di euro impiegando 5.000 addetti. L'area più significativa per la produzione di cioccolato, è quella di Novi Ligure dove hanno sede la Novi e la Pernigotti.

Le centrali idroelettriche sono presenti nei pressi di Saluzzo, Borgo San Dalmazzo, Susa e Cuorgnè. L'energia termoelettrica viene invece prodotta vicino a Moncalieri, Orbassano, Alessandria, Trino e Chivasso. A Trecate si estrae petrolio e gas naturale infatti nel comune si sono insediate raffinerie e impianti petrolchimici.

L'industria siderurgica e metallurgica prevale a Novi Ligure, Fossano e Torino, quella meccanica a Villadossola, Omegna, Gozzano, Biella, Ivrea, Novara, Verrone, Vercelli, Casale Monferrato, Chivasso, Torino, Pinerolo, Asti, Savigliano, Fossano, Mondovì, Cuneo e nei pressi del Rocciamelone.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti del Piemonte.

Il sistema infrastrutturale dei trasporti del Piemonte consiste in linee ferroviarie, aeroportuali, autostradali, stradali e lacustri.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua piemontese, lingua occitana e lingua francoprovenzale.
Mappa linguistica approssimativa del Piemonte

Il Piemonte vanta una ricchezza linguistica invidiabile ma spesso non conosciuta. A parte l'italiano, che è la lingua ufficiale oltre che la più diffusa tra la popolazione dalla seconda metà del Novecento, nel territorio sono riconosciute dalla regione con la legge regionale del 9 aprile 1990 ben cinque lingue storiche del Piemonte: il piemontese, costituito da una varietà occidentale e una orientale molto simili tra loro, l'occitano parlato nelle vallate occitane di Cuneo, Val Pellice, Val Chisone e Germanasca e Alta Val Susa, il francoprovenzale parlato a Coazze, intorno alla città di Susa, nelle valli di Lanzo, nella valle del Piantonetto, nell'alta valle Orco e in tutta la valle Soana; il francese, che non è una lingua autoctona, ma ha un valore storico presso la comunità valdese, e in ultimo il walser, che resiste nei comuni di Macugnaga, Rimella, Alagna Valsesia e Formazza, ed era la lingua germanica dei coloni alemanni provenienti dal Canton Vallese.

Secondo i linguisti mancano all'appello delle lingue riconosciute dalla Regione Piemonte altre due lingue: il genovese parlato nell'estremo sud-est del Piemonte, in Val Borbera e nei dintorni di Novi Ligure e Ovada, oltre che il ligure alpino dell'Alta Val-Tanaro (da Pievetta di Priola compresa[30]) e di Briga Alta, e il lombardo occidentale, al cui tipo linguistico appartengono quasi tutte le varietà gallo-italiche della Provincia di Novara (eccetto alcuni comuni sulla riva della Sesia) e tutte le varietà romanze del VCO. Il tortonese è un dialetto di transizione che a metà Ottocento è stato assegnato dallo studioso Bernardino Biondelli[31] all'emiliano, di cui costituirebbe l'estremità più occidentale; in anni più recenti è stata oggetto di dibattito la posizione di questo dialetto rispetto al lombardo, con il quale condivide pure molti tratti; in ogni caso non è considerato parte della lingua piemontese, nonostante la sua collocazione nel Piemonte amministrativo.

Queste lingue, dopo anni di scarso interesse (se non di ostacolamento) proveniente dal mondo politico e culturale (a cui ha corrisposto un simmetrico ed ulteriore rafforzamento dell'italiano), sono dagli anni novanta destinatarie di alcuni progetti di valorizzazione su iniziativa di enti pubblici, associazioni e gruppi folcloristici.[32]

Occitano, francoprovenzale, francese e walser sono riconosciute come lingue minoritarie dalla Regione e dalla Repubblica e, in quanto tali, tutelate dalla legge statale n. 482/1999 e dalla legge regionale n. 11/2009.

Il piemontese, così come parte del ligure e del lombardo, sono stati esclusi da ogni forma di tutela da parte della legge 482/99, in quanto considerate lingue non alloglotte rispetto alla lingua italiana, e quindi assimilabili da quest'ultima. La legge 482/99. escludendo alcune lingue da ogni forma di protezione e servendosi delle auto-dichiarazioni delle giunte comunali per identificare le minoranze linguistiche, ha fatto sì che molti comuni piemontofoni delle basse valli cuneesi e pinerolesi si siano dichiarati occitani senza esserlo (nessuna prova precedente alla legge del 1999). Analogamente alcuni comuni della Valsusa, della Val Sangone, del Canavese e perfino il comune di pianura di Castagnole Piemonte si sono dichiarati parte delle Valli arpitane piemontesi, di lingua franco-provenzale, e un caso analogo vale per molti comuni dichiaratisi walser nelle province di Vercelli e VCO. Numerosi linguisti hanno sollevato il caso, tra tutti Tullio Telmon, Fiorenzo Toso e Riccardo Regis. Fiorenzo Toso in particolare ha sottolineato che se non ci fossero state esclusioni clamorose dalle misure di tutela, e se fosse stato scelto un procedimento diverso per l'individuazione delle minoranze, basato sui numerosi studi compiuti già prima della legge, non si sarebbe creata tale controversia[33].

A causa dell'insediamento di coloni piemontesi in epoca medievale, è stato determinante il ruolo della lingua piemontese nella nascita dei dialetti gallo-italici di Basilicata (ancora oggi parlati a Potenza, Picerno, Tito, ecc.), e dei dialetti gallo-italici della Sicilia (parlati ad Aidone, Piazza Armerina, Nicosia, San Fratello e altri piccoli centri della Sicilia centro-orientale).[34]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio del libro La cuciniera piemontese, edito nel 1771, a Vercelli
Albese
Vitello tonnato
Agnolotti
Risotto con tartufo bianco d'Alba
Panissa vercellese
Fritto misto
Castelmagno
Grissini
Bonèt
Panna cotta
Giandujotti
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi.

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Piemonte, ha riconosciuto 341 prodotti piemontesi come "tradizionali". Il Piemonte è quinta regione d'Italia per numero di prodotti dietro a Toscana, Campania, Lazio ed Emilia-Romagna.[35]

Tra le varie specialità, il Piemonte è conosciuto per molti piatti e formaggi tipici, tra cui:

Antipasti:

Primi:

Secondi:

Piatti unici:

Formaggi:

Dolci:

Pane:

Vini tipici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vini del Piemonte.

Barolo, Barbaresco, Barbera, Asti spumante, Grignolino, Dolcetto, Erbaluce, Gattinara sono tra i più noti, ormai presenti nelle maggiori aste internazionali. Nella regione si contano 45 marchi DOC e 9 DOCG. Accanto a questa produzione di fama mondiale, la Regione presenta inoltre una quantità di vitigni particolari legati alle specificità geoclimatiche del territorio come, a solo titolo di esempio i vini di montagna prodotti nell'Eporediese e in Val di Susa.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Piemonte - unica località della penisola - è stato incluso da Lonely Planet tra le dieci migliori destinazioni europee del 2015.[36][37]

A partire dal 2000, l'andamento del turismo in Piemonte ha fatto registrare incrementi positivi costanti, con un'accelerazione maggiore a partire dal 2005, anno pre-olimpico[38]. L'offerta ricettiva è aumentata di ben l'89,07% in 11 anni (2000-2011) e del 3,14% soltanto nell'ultimo anno (2011 vs 2010); ciò si traduce in 5.292 esercizi ricettivi e in 185.754 posti letto complessivi. Gli arrivi totali in Piemonte - italiani e stranieri - superano nel 2011 quota 4 milioni e 200 mila (+67,7% sul 2000, +3,92 sul 2010), mentre le presenze (pernottamenti) sfiorano i 13 milioni (+58,7% sul 2000, +3,88% sul 2010). Arrivi e presenze confermano quindi il 'prodotto Piemonte', che registra incrementi per quasi tutti i mesi dell'anno, ma in particolare in giugno e settembre, segnale di una crescente destagionalizzazione dei flussi[39]. La ripartizione delle presenze fra mercato Italia ed Estero nel 2011 rimane invariata: 66% mercato domestico (soprattutto da Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna), 34% mercato estero (al primo posto la Germania, seguita da BeNeLux, Francia e Svizzera)[nota3].[40]

Paesaggi e patrimonio artistico-culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il Piemonte offre svariate possibilità di intrattenimenti, essendo le sue terre ricche di risorse naturali e paesaggistiche. Un posto di rilievo è occupato dal patrimonio artistico-culturale condiviso da città e paesi ricchi di testimonianze di differenti periodi storici: dal romanico, al gotico, al neoclassico fino al barocco e all'arte contemporanea. Un paesaggio che si caratterizza per i palazzi barocchi, le Residenze Reali, le chiese, i castelli, le città termali (Vinadio, Acqui Terme, Lurisia o Agliano Terme per citarne alcune) e mete del turismo religioso (tra cui spicca il Santuario di Oropa) che sono parte di una molteplicità di itinerari di carattere storico e ambientale, tra paesaggi collinari, montani e di pianura. Di particolare interesse il paesaggio coltivato a vigneto di Langhe, Roero e Monferrato. Il Piemonte è considerato la regione alpina per eccellenza, del resto il suo stesso nome, "ai piedi del monte", richiama immagini suggestive di cime perennemente innevate e massicci tra i più alti d'Europa come il Monte Rosa, già citato da Leonardo da Vinci, ed il Monviso da cui sgorgano le acque del fiume Po.

Folklore Piemontese - Sbandieratori dell'Asta

Agriturismi, enoteche, carni e formaggi[modifica | modifica wikitesto]

In merito all'offerta turistica relativa al settore agroalimentare, il Piemonte si distingue tra le regioni italiane in quanto diffusissimi sono gli agriturismo e le strutture che offrono specialità casalinghe della tradizione piemontese, nonché rinomati vini caratterizzati dai marchi DOC (45) e DOCG (9), che presentano un forte legame con le terre di produzione. I vini piemontesi si possono degustare direttamente dai produttori (nelle 13 Enoteche Regionali, nelle oltre 30 Botteghe e Cantine del Vino), nelle cantine o nelle vinerie e “wine bar” disseminati su tutto il territorio. Di particolare rilevanza sono inoltre le Cattedrali sotterranee, veri e propri esempi di ingegneria enologica. Nell'offerta turistica sono inoltre compresi i prodotti PAT, DOP e IGP delle campagne: dalle verdure alla frutta, passando attraverso alcune fra le carni più ricercate e pregiate al mondo, come la razza bovina piemontese, autoctona e di antica formazione, contribuendo a scrivere la storia della società contadina in Piemonte.[41] Di notevole interesse sono anche i formaggi, che si fregiano di ben 9 DOP (tra cui Robiola di Roccaverano, Castelmagno e Raschera, per citarne alcuni tra i più conosciuti), i salumi, gli insaccati ed i risi. Immancabile nel menù turistico, il famoso Tartufo d'Alba, oggetto dell'annuale Fiera e Asta Mondiale tra ottobre e novembre.

Castello di Gabiano

Scuola di Cucina e Università del Gusto[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre la regione vanta due tra le più conosciute istituzioni italiane in campo alimentare, la Scuola di Cucina ICIF[42] - Istituto Culinario Italiano per Stranieri che nel 1997 ha inaugurato la propria sede nel Castello medievale di Costigliole d'Asti, e L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche meglio nota come "Università del Gusto" a Pollenzo, fondata da Slow Food, la cui filosofia è basata sulla tutela e sulla diffusione dei prodotti di alta qualità. È frequentata da studenti di diverse nazionalità che ambiscono a divenire chef e attrae turisti da tutto il mondo. La fama di questo istituto si è accresciuta a livello internazionale[43] negli ultimi anni grazie anche alla promozione e al successo ottenuto in iniziative come il Salone internazionale del gusto di Torino o la rassegna internazionale dei formaggi “Cheese” a Bra.

Uno dei quattro spadonari di Venaus in Valle di Susa durante la danza delle spade

Manifestazioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Il Piemonte ha un'importante tradizione per quanto riguarda il folklore popolare: feste paesane, sagre, palii, manifestazioni enogastronomiche e rievocazioni storiche, le danze occitane, vari tipi di danza popolare come gli Spadonari di Venaus e Giaglione in Val di Susa o il Bal do sabre di Bagnasco e Fenestrelle sono solo alcuni aspetti della variegata gamma di eventi nelle province piemontesi.

Talvolta trattasi di veri intrecci enogastronomici e culturali, come, per citarne alcuni, il Carnevale di Ivrea, il Palio di Asti, il Festival delle sagre astigiane, la Sagra dell'Uva di Caluso, l'Assedio di Canelli e tanti altri della medesima rilevanza a livello nazionale ed internazionale.

Sci e turismo alpino[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista del turismo alpino, la Regione Piemonte si distingue per grandi numeri: 53 stazioni sciistiche, 14 snowpark, 300 impianti di risalita, per un totale di oltre 1.300 km di piste, conosciute a livello internazionale, dove è possibile praticare non solo sci alpino, ma anche sci di fondo, tavola e slittino. Tra le località rese celebri dai XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006, spiccano la Valle di Susa con Sestriere (dove dal 1967 si svolgono le gare di Coppa del Mondo di sci alpino e che nel 1997 è stata sede dei mondiali di sci alpino), Sauze d'Oulx e Bardonecchia, prediletta dagli amanti dello snowboard. Accanto ad esse, Limone Piemonte e, sempre nel cuneese, il comprensorio Mondolè Ski (Artesina, Prato Nevoso, Frabosa Soprana). Tra i laghi del nord Piemonte si scia a Macugnaga, sui pendii del Monte Rosa e del Mottarone, caratterizzati da piste panoramiche sui grandi laghi prealpini (Lago Maggiore, Lago d'Orta), in Valsesia ad Alagna e sull'Alpe di Mera. Ultimamente la tendenza è quella di unire alla vacanza sciistica il benessere e la rigenerazione di corpo e mente, in strutture d'atmosfera collocate in zone ad elevata valenza naturalistica e paesaggistica.

Turismo sui laghi[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo, ma non meno diffuso, è il turismo incentrato sulla valorizzazione dei laghi piemontesi, primo fra tutti il Lago Maggiore, destinazione ambita per la ricca vegetazione dei giardini botanici, per i tesori artistici e naturali delle montagne circostanti e per un vero gioiello naturale costituito dalle Isole Borromee, visitate annualmente da migliaia di turisti. Da non dimenticare anche il lago d'Orta con l'isola di San Giulio, il lago di Mergozzo e i laghi di Avigliana, per chi è in cerca di luoghi insoliti e affascinanti.

Luoghi di interesse storico e culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il Piemonte offre uno straordinario patrimonio di storia, cultura, arte, leggenda e tradizioni, diffuso in città, paesi, abbazie, castelli, ricetti e fortificazioni secolari. Gli innumerevoli beni architettonici, testimoni dell'epoca romana, romanica, barocca, liberty, art nouveau e contemporanea, si alternano a oltre 150 musei di rilevanza spesso internazionale.

Torino[modifica | modifica wikitesto]

Torino presenta un'offerta culturale in continua crescita e basata su musei di rilevanza internazionale: Museo Egizio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, Museo nazionale dell'automobile, il Polo Reale (comprendente Palazzo Reale di Torino, Armeria Reale, Biblioteca Reale, Galleria Sabauda, Museo di antichità), Museo civico d'arte antica, Museo delle arti decorative - Fondazione Pietro Accorsi, Museo nazionale del Risorgimento italiano e molti altri.[44]. Se Torino è riconosciuta come la capitale del Liberty[45], molto apprezzata dai turisti è anche la sua veste architettonica barocca, punto di congiunzione tra l'architettura italiana e quella francese.

Siti dell'UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Residenze sabaude in Piemonte, Sacri Monti, Langhe, Roero e Monferrato.

In Piemonte si trovano tre siti iscritti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità. Si tratta delle Residenze Sabaude, inserite nel 1997, dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, inseriti nel 2003, e delle zone vitivinicole di Langhe-Roero e Monferrato, iscritte il 22 giugno 2014.

La "Corona di Delizie" delle Residenze Reali e i Borghi storici[modifica | modifica wikitesto]

Meritevoli di nota gli itinerari delle quindici Residenze Sabaude del Piemonte, denominati "Corona di Delizie", con Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Castello del Valentino, Villa della Regina, Reggia di Venaria Reale, Borgo Castello nel parco de La Mandria, Castello di Rivoli, Palazzina di caccia di Stupinigi, Castello di Moncalieri, Castello Reale di Racconigi, Castello di Pollenzo, Castello ducale di Agliè, Castello di Govone, Reggia di Valcasotto. Altri itinerari caratteristici sono i tredici Borghi Storici del Piemonte (Bergolo, Candelo, Chianale, Cortemilia, Garessio, Levice, Macugnaga, Mombaldone, Neive, Orta San Giulio, Ostana, Saluzzo, Usseaux).

Luoghi della Spiritualità: Via Francigena, Sacri Monti e romanico[modifica | modifica wikitesto]

Di grande fascino i Luoghi della Spiritualità, come l'Abbazia di Vezzolano o la Via Francigena che percorre la Val di Susa (lungo la quale si collocano numerosi castelli e monumenti di arte sacra come la Sacra di San Michele - monumento simbolo della Regione Piemonte-, le Abbazie della Novalesa, di San Giusto di Susa, di Sant'Antonio di Ranverso, le antiche certose come Montebenedetto e un patrimonio diffuso di cappelle affrescate) o ancora i sette Sacri Monti piemontesi, patrimonio dell'umanità UNESCO: Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa con il suo maestoso santuario, Orta e Varallo). L'esteso territorio collinare dell'alto e basso Monferrato è punteggiato da castelli medievali che si ergono tra i vigneti, mentre le Langhe, tra vini pregiati e specialità eno-gastronomiche, richiamano i grandi scrittori del Novecento (Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, Beppe Fenoglio tra Alba, Murazzano e Bossolasco, Giovanni Arpino a Bra). Un itinerario romanico non può prescindere da una visita alle abbazie di Staffarda, di Santa Giustina, dei Santi Nazario e Celso e alla basilica di Sant'Andrea[46].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sport in Piemonte.

Lo sport in Piemonte, fatta eccezione per il calcio, si è sviluppato a un certo livello solo dal secondo dopoguerra in poi. A livello sportivo le società piemontesi si sono distinte in tempi recenti nel calcio, soprattutto con la Juventus e il Torino, nonché con altre squadre minori come il Novara, l'Alessandria, il Casale, la Pro Vercelli e il Cuneo; nella pallavolo con la squadra di Cuneo (maschile) e di Novara (femminile); nella pallacanestro con la Pallacanestro Biella, la Junior Casale e la PMS Torino; nell'hockey su ghiaccio con l'Hockey Club Torino Bulls 2011 e l'Valpe; nel rugby con l'Alessandria Rugby.

Nel 2003 la selezione calcistica piemontese vinse la UEFA Regions' Cup.

Diffuso è lo sci alpino su tutte le Alpi Piemontesi, dalle Alpi Marittime, alle Alpi Cozie, alle Alpi Pennine con importanti stazioni sciistiche come Limone Piemonte, Prato Nevoso, Argentera, Crissolo, Sestriere, Bardonecchia, Alagna Valsesia, Macugnaga, Alpe Devero, Val Formazza. Sestiere e Torino sono state sedi dei XX Giochi olimpici invernali nel 2006.

Tra gli atleti di successo si ricordano i ciclisti Fausto Coppi e Costante Girardengo, la fondista Stefania Belmondo, lo sciatore Piero Gros, i calciatori Gianni Rivera e Sandro Mazzola, ecc..

Festa del Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia dell'Assietta.

Ormai dal lontano 1967, ogni terza domenica di luglio, si celebra la Festa del Piemonte, facendola coincidere con la commemorazione della storica Battaglia dell'Assietta. In questo giorno, migliaia di persone, oltre ai sindaci di Val di Susa e Val Chisone, salgono fino ai 2566 metri del colle dell'Assietta, dandosi appuntamento per celebrare la "Festa dël Piemont".

La Festa solitamente si svolge con due giorni di rievocazione storica, della quale sono parte essenziale i figuranti del Gruppo storico Pietro Micca di Torino[47] con le loro divise di soldati sabaudi del XVIII secolo.

La rievocazione inizia il sabato sera con la distribuzione del rancio serale e la fiaccolata successiva, accompagnata da musiche, danze e canti popolari. Alla domenica mattina, la giornata inizia con l'alzabandiera e la Messa al campo (celebrata in piemontese).[48] Successivamente, verso le undici del mattino, avviene la rappresentazione della battaglia, con il rullare di tamburi, il tiro dei cannoni, e gli ordini secchi impartiti per entrambi gli eserciti in francese. I figuranti, con le divise militari sia francesi che piemontesi dell'epoca, avanzano in due schiere contrapposte, rievocando il momento in cui, alle 10 del mattino del 19 luglio 1747, con un impeto imprevisto, i francesi iniziarono l'avanzata.[49]

A presidiare la zona Carlo Emanuele III aveva disposto 13 battaglioni formati da truppe sabaude e austriache al comando del generale Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio e le trincee erano state costruite in modo da permettere una difesa a 360 gradi.[50] In appoggio all'esercito piemontese vi erano anche gruppi organizzati di combattenti valdesi, abituati già a compiere con successo atti di guerriglia nelle valli che conoscevano molto bene. I piemontesi lasciarono avvicinare il nemico e appena gli avversari furono a tiro, aprirono contro di loro un violento fuoco di sbarramento. In quei quattrocento metri di distanza da percorrere per raggiungere la vetta, sul campo morirono quasi cinquemila soldati francesi e duecento austro-piemontesi.[51] Finita la rappresentazione della battaglia, vi è la distribuzione della polenta per tutti, cotta nelle cucine da campo degli Alpini. La festa prosegue sino al tramonto, con nuove musiche, danze e canti, sia piemontesi che occitani.

Galleria dei capoluoghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge regionale n. 68 del 21 dicembre 1994
  2. ^ Recentemente il complesso monumentale è stato individuato «quale monumento simbolo del Piemonte, per la sua storia secolare, per le testimonianze di spiritualità, di ardimento, d'arte, di cultura e l'ammirevole sintesi delle più peculiari caratteristiche che può offrire il Piemonte, nonché per la sua eccezionale collocazione e visibilità», da Itinerari religiosi della Regione Piemonte
  3. ^ Operativa dal 1970.
  4. ^ db-city.com
  5. ^ a b Dato Istat
  6. ^ a b Dettaglio scheda
  7. ^ Confcommercio 2011
  8. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Piemonte", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  9. ^ Export per regioni - Commercio internazionale e Conti regionali ISTAT 2008
  10. ^ ESTAT-2002-05354-00-00-EN-TRA-00 (FR)
  11. ^ Patria Luca, All'insegna della Croce Bianca: il borgo medievale di Novalesa e il suo valico in Ruffino Michele (a cura di), Le Alpi ospitali. Viaggio nella cultura storica ed artistica di Novalesa medievale, Clut, Torino 2014, pagg. 7-10 e Giuseppe Sergi, L'aristocrazia della preghiera, Roma, Donzelli, 1994, pag. 146
  12. ^ Diego Rosa, DIDATTICA - La neve (PDF), su Rivista Ligure di Meteorologia, Società Meteorologica Italiana - Sezione Ligura, aprile 2005, pp. 3. URL consultato il 3 settembre 2009.
  13. ^ Legambiente: XXI Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia
  14. ^ Sito web del Parco naturale del Monte Fenera www.parks.it/parco.monte.fenera (consultato nel dicembre 2010)
  15. ^ Armand Motura. «La Patria Cita»
  16. ^ Oltre che nell'ipotesi di cui al comma 4, la I classe di eccellenza si può conseguire, per atti di eccezionale rilevanza compiuti nel corso interventi di protezione civile, in seguito a segnalazione del Capo del Dipartimento della protezione civile, equivalente a 25 eventi.
  17. ^ Medaglia d’oro al gonfalone regionale
  18. ^ Sito ufficiale della Regione Piemonte
  19. ^ Regione Piemonte - Sede Unica
  20. ^ Palazzo Lascaris
  21. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  22. ^ http://www.piemonteimmigrazione.it/PDF/dimonaco2008/Scheda%201.1.pdf
  23. ^ Cittadini Stranieri in Piemonte
  24. ^ Dati demografici ISTAT, demo.istat.it. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  25. ^ a b senza fonte
  26. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  27. ^ Gisela Williams, New York Times, 19/10/2008
  28. ^ E-periscope, numero 7, anno 2009, ottobre-dicembre
  29. ^ La legge costitutiva di Ceipiemonte
  30. ^ Nicola Duberti, Alta Val Tanaro
  31. ^ "Saggio sui dialetti Gallo-italici" di B. Biondelli
  32. ^ Sito ufficiale della regione Piemonte: [...] Dopo anni di dibattiti, questo vuoto legislativo è stato colmato con la Legge 15 dicembre 1999, n. 482“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” che ha riconosciuto, per la nostra Regione, l'occitano, il francese, il francoprovenzale e il walser (escludendo il piemontese), rappresentando un forte segnale del rinnovato interesse per le lingue minoritarie, sia a livello nazionale che europeo.
  33. ^ http://www.intemelion.it/toso-bri.pdf
  34. ^ Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Il Mulino, Bologna 2008, p. 137.
  35. ^ Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali - Quattordicesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali
  36. ^ Lonely Planet's best places in Europe 2015
  37. ^ Best in Europe 2015: le migliori destinazioni
  38. ^ Osservatorio Turistico Regione Piemonte - Sviluppo Piemonte Turismo in 'Impatto economico, ricadute e redditività del turismo in Piemonte', Conti ed., 2012, pag. 33
  39. ^ Elaborazione Sviluppo Piemonte Turismo su base dati TURF della Regione Piemonte
  40. ^ La conferenza stampa di Sviluppo Piemonte Turismo con la presentazione dei dati relativi al 2011
  41. ^ - La razza Piemontese
  42. ^ - ICIF
  43. ^ Corriere - Slow food diventa "enogastronomica"
  44. ^ http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/UfficioStudi/documents/1257860017100_Piemonte_-_pp._1-44.pdf
  45. ^ Rossana Bossaglia, Il Liberty in Italia, ed. Charta, Milano, 1997, p. 14.
  46. ^ Sito turistico ufficiale della Regione Piemonte
  47. ^ Il Gruppo Storico Pietro Micca , è stato costituito nel 1974, sotto l'egida dello storico generale Guido Amoretti, con la finalità di ricostruire storicamente ed in modo dinamico la realtà di alcuni Corpi militari del Ducato di Savoia. Esso si contraddistingue per la ricostruzione minuta, particolareggiata e fedele delle uniformi, delle armi, dell'equipaggiamento degli antichi Reggimenti sabaudi, e per gli esercizi militari con comandi in antica lingua francese, il caricamento dei fucili a pietra focaia e la scarica di fucileria, il passo di carica, il lancio delle granate a mano ed il fuoco di artiglieria. Ogni manovra o movimento rispetta rigorosamente quelli riportati sugli antichi manuali d'addestramento del secolo XVIII.
  48. ^ Dal 1967 e per una quarantina d'anni, la Messa al campo in piemontese venne officiata da don Rinaldo Trappo (1907 – 2010), leggendaria figura di cappellano militare degli Alpini della Seconda Guerra Mondiale. Partecipò alla guerra in Albania nel 1940 col battaglione “Ceva” del I Reggimento Alpini, seguendolo poi in Russia: e qui, nella tragica ritirata, si trovò nel gennaio 1943 a comandare il battaglione, essendo il più elevato in grado tra gli ufficiali superstiti. Tornò in patria nel maggio 1943, col battaglione ridotto a 47 uomini e all'armistizio dell'8 settembre 1943 fu catturato e deportato in Germania, passando per 7 diversi campi di prigionia. Dopo la guerra, fu colpito da tumore e ne guarì, attribuendo il fatto alla miracolosa protezione di un artigliere alpino di Russia, suo compagno d'arme, diventato poi infermiere del Cottolengo: fratel Luigi Bordino, di cui è in corso la causa di beatificazione.
  49. ^ Dario Gariglio, Battaglie alpine del Piemonte sabaudo. Tre secoli di guerre sulle Alpi occidentali, Roberto Chiaramonte Editore, Collegno 1999.
  50. ^ I trinceramenti del Colle dell'Assietta, dopo oltre due secoli e mezzo, sono tuttora visibili, e costituiscono un unicum nel grande quadro dell'architettura militare dei secoli XVII e XVIII, anche per l'estrema povertà del materiale utilizzato, oltreché per l'artigianalità tipica della struttura. Il trinceramento in pietra e terra era l'unico possibile a quelle quote, ma si dimostrò altrettanto efficiente rispetto alle ben più costose fortificazioni a valle.
  51. ^ Michele Ruggiero, Storia della Valle di Susa, Alzani Editore, Pinerolo, 1996.

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