Cosmologia (antropologia)

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Nelle scienze etno-antropologiche con il termine cosmologia si definiscono i sistemi di pensiero, le visioni del mondo complesse e coerenti (a parte alcune zone d'ombra) che hanno vari ambiti di riflessione.

In questo senso è stata spesso proposta un'interpretazione secondo la quale le persone tendono a non abbandonare le cosmologie perché danno loro sicurezza. Analogamente anche lo scienziato, in quanto persona, ha una fede sia pur essa verso la scienza, che va oltre la logica e può quindi portarlo ad errori. Non si può inoltre pensare che la scienza, nel suo sviluppo non sia stata avulsa da influenze culturali. Per questo motivo anch'essa può essere considerata una cosmologia.[senza fonte]

Le funzioni delle cosmologie sono molteplici:

  • Oltrepassare il senso comune per giungere e la diversità dei fenomeni
  • Cercare l'unità di principi e cause
  • Ridurre la complessità dei fenomeni
  • Superare il disordine e trovare il principio d'ordine
  • Cogliere la regolarità al di là dell'anomalia e della causalità

Le cosmologie si basano su 'analogie esplicative' che possono essere di due tipi diversi:

  • modelli scientifici con analogie e riferimenti empirici, legati a cose (es. mente come un elaboratore)
  • modelli tradizionali con riferimenti personali e relazioni sociali, analogie esplicative personalizzate, similitudini con il mondo della natura.

Le cosmologie si differenziano soprattutto per la comunicazione. Nelle società orali, in cui l'innovazione è ridotta le cosmologie non saranno aperte a cambiamenti, mentre nelle società in cui è maggiormente diffusa la scrittura le cosmologie possono essere modificate.