Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Filosofia islamica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
La nuova preferita in harem, di Francesco Hayez (Milano, 1866)

Il termine filosofia islamica (in arabo: الفلسفة الإسلامية‎, al-falsafa al-islāmiyya) indica l'insieme delle questioni filosofiche sollevate dai pensatori musulmani.

Il "filosofo", nel mondo musulmano, è detto faylasúf (pl. falásifa) e la filosofia è chiamata fálsafa, termine derivato dal greco antico.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado i filosofi musulmani fossero sempre guardati con sospetto dalla comunità islamica e spesso anche perseguitati, essi furono credenti come tutti gli altri nel mondo musulmano, solo che nella ricerca della verità si avvalsero degli strumenti loro forniti dalla filosofia greca, che cercarono di mettere in sintonia con la propria religione.

Durante il Medioevo, in particolare, si deve agli arabi il mantenimento di una tradizione filosofica facente capo ad Aristotele, che fu commentato e tradotto generando interessi verso le scienze naturali. Si trattava di un aristotelismo penetrato in Medio Oriente attraverso l'interpretazione che ne aveva dato in epoca ellenistica Alessandro di Afrodisia, mescolato con motivi giudaici, cristiani, e soprattutto neoplatonici. In questo sincretismo di culture, favorito dall'espansione araba verso l'Occidente, erano fioriti nuovi centri come Bagdad, Granada, Cordova, e Palermo.

Tra le figure più importanti dell'ambito islamico, che cercarono di conciliare l'adesione al Corano con le esigenze della ragione, vi furono Al-Kindi, Al-Farabi, Ibn Bajjah, Avicenna, e Averroè.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La filosofia islamica prese vari orientamenti, tutti improntati più verso un eclettismo, dovuto forse alla mancanza di strumenti critici quando contributi esterni all'Islam venivano accettati, che verso una direzione propria, e tutti segnati dalla necessità di adattare questi contributi ai principi religiosi dell'Islam.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Herbert A. Davidson, Alfarabi, Avicenna, and Averroes, on Intellect: Their Cosmologies, Theories of the Active Intellect, and Theories of Human Intellect, New York, Oxford University Press, 1992 ISBN 9780195074239.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Corbin, Henry (1991), Storia della filosofia islamica, Adelphi, Milano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]