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Nachman di Breslov

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« Ricorda: anche se la situazione fosse estremamente "negativa", potrebbe/può trasformarsi in una situazione rosea...in un "batter d'occhio".[1] »
(Nachman di Brazlav)
« Se tu valuti che qualcosa possa rovinarsi, sappi comunque che alcune cose possono essere rettificate[2] »
(Nachman di Brazlav)
Tomba del Rebbe Nachman di Breslov

Rebbe Nachman di Breslov (in ebraico: נחמן מברסלב), noto anche come Nachman di Brazlav o di Breslav, Nachman Breslover (in yiddish: רב נחמן ברעסלאווער) o Nachman di Uman (Medžybiž, 4 aprile 1772Uman', 16 ottobre 1810) è stato un teologo e rabbino ucraino, fondatore della dinastia rabbinica chassidica e/o della Chassidut di Breslov.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nachman, pronipote del Baʿal Shem Ṭov, rivitalizzò il movimento chassidico combinando i segreti esoterici dell'ebraismo (la Cabala) con uno studio approfondito della Torah. In vita, attrasse migliaia di seguaci e la sua influenza continua tutt'oggi.[3] La filosofia religiosa di Rebbe Nachman si basò sulla vicinanza a Dio e nel parlare a Dio in conversazioni normali "come si farebbe con il miglior amico". Il concetto di hitbodedut è centrale nel suo pensiero.[3]

Elementi o middot fondanti dei suoi insegnamenti sono:

  • Qedushah;
  • timore ed amore per Dio;
  • Hitbodedut e preghiera;
  • semplicità della fede ("tenerezza religiosa") e fervore spirituale;
  • [anche] studio religioso ebraico;
  • gioia, speranza e "sorridere";
  • entusiasmo, anche nelle buone e giuste azioni;
  • felicità ed equilibrio;
  • redenzione nell'ebraismo senza lasciarsi troppo "abbattere" neanche dalla "sofferenza interiore";
  • danza ed esultanza;
  • modestia, umiltà e vigore, saggezza e "compassione";
  • canto, in molte condizioni, come espressione spirituale interiore nell'"attaccamento" a Dio;
  • amore lieto per il prossimo, fierezza per il "proprio posto" e contemplazione del Creato;
  • essere impegnati anche in "cose materiali";
  • essere consapevoli della presenza divina;
  • salvaguardia di sé e del prossimo nelle relazioni sociali.

Sono presenti poi alcune parabole, appunto simili ad alcuni Midrashim esoterici, anche in forma pedagogica: ne è un esempio quella della "Principessa smarrita".
Nell'ermeneutica ebraica infatti la figura di un re, per esempio, è spesso paragonata al ruolo di Dio quindi, seppur con le relative differenze, la narrazione conseguente risulta sempre allettante per sillogismi ed aforismi.

Nachman di Breslov non manca di descrivere eventi esistenziali passati, del suo tempo e successivi del popolo ebraico: egli infatti ricorda che, pur non negando le difficoltà economiche presenti, dovute anche alle persecuzioni, ai massacri ed alle barbarie precedenti, ciò che colpì maggiormente i profeti successivi a Mosè nonché gli stessi Patriarchi fu quanto di orribile vivrà il popolo ebraico in esilio per mancanza spirituale prima del sorgere dell'era messianica.[4]

Teoria dello Tzimtzum[modifica | modifica wikitesto]

Nachman di Breslov correla l'occultamento di Dio - e, in alcuni momenti, della verità - alla possibilità di scegliere, in tal caso pur se in difficoltà, la consapevolezza di sé e quindi indirizzare la propria vita nel bene, riconoscendone la fonte della bontà, oppure disconoscere l'"esistenza" del creato e delle creature o, peggio, rinunciare alla fede in Dio e, conseguentemente, essere immersi nell'oscurità e nella negazione: quindi, quando non "apertamente visibile", la luce divina può essere scorta anche in angoli apparentemente oscuri ma talvolta comunque favorevoli per la rivelazione.

Nachman di Breslov spiegò quindi che, consapevoli della propria fede, si può così raggiungere l'obiettivo della propria missione nella Creazione, questo mondo; con ciò viene sottolineata la differenza tra chi ambisce ad un completamento spirituale e chi immagina in modo illusorio che il mondo fisico sia la sola realtà.

Esiste poi un esplicito riferimento ai quattro esili per il popolo ebraico: quello "persiano", quello "greco", quello "romano" e quello "arabo".

La Creazione è quindi disposta in modo che chi la osserva e ne apprezza l'esistenza possa migliorare sé stesso, questa stessa e raggiungere la verità.[5]
La preghiera ebraica è la sintesi della speranza e del desiderio che, quando troppo intensi sino alla sofferenza, possono per esempio essere mitigati con lo studio della Torah dove vengono trovati e un miglior legame con Dio e la stessa sapienza; il paragone nel confronto col giardino dell'Eden da cui si dipartono quattro fiumi: come le anime degli ebrei sono connaturate alla bellezza di questo nel legame con Dio, così il potenziale, ovvero la fonte, può essere concretizzato nella fede, ovvero la realizzazione della preghiera medesima.

Il bene ed il male[modifica | modifica wikitesto]

Nachman di Breslov riconosce l'esistenza del bene e del male e, persino ritrovandosi in un deserto quando lontano, suggerisce di cercare il punto del bene in sé e negli altri; anche "nel più profondo degli abissi" è possibile cercare e trovare Dio.

Bisogna "fuggire il male" anche consapevoli della misericordia divina equilibrando la bontà e la giustizia senza esagerare né con rigore né con indulgenza estremi.
Nachman di Breslov, conoscitore delle figure etiche individuali poi indicate nella filosofia ebraica Musar, cita esempi presenti nell'umanità: oltre a quelli negativi, suscita notevole interesse sulla figura dello Tzaddiq o degli Tzaddiqim della generazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La sedia vuota. Come trovare la speranza e la gioia. Saggezza senza tempo da un maestro chassidico, Gribaudi, Milano, 2012 ISBN 978-88-7152-570-9 (pag. 107)
  2. ^ Likutey Moharan II, 112 "Già i profeti ebraici ed i Chakhamim ammonirono con riferimento al Tempio di Gerusalemme"
  3. ^ a b Nadav Shragai, Singing a different tune, in Haaretz, 3 novembre 2008. URL consultato il 27/02/2013.
  4. ^ Rabì Najman de Breslov. Cuatro Lecciones, Breslov Research Institute, Jerusalem/New York, 2015 ISBN 978-1507542194 (pp. 92-93)
  5. ^ Rabí Najman de Breslov, Cuatro Lecciones. Breslov Research Institute, Jerusalem/New York, 2015 ISBN 978-1507542194 (pp. 242-244)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Green, Arthur (1992). Tormented Master: The Life and Spiritual Quest of Rabbi Nahman of Bratslav. Jewish Lights Publishing. ISBN 1-879045-11-7
  • Greenbaum, Avraham (1987). Tzaddik: A Portrait of Rabbi Nachman. Gerusalemme: Breslov Research Institute. ISBN 0-930213-17-3
  • Kaplan, Aryeh (1973). Rabbi Nachman's Wisdom. Gerusalemme: Breslov Research Institute.
  • Kaplan, Aryeh (1985). Until the Mashiach: The Life of Rabbi Nachman. Gerusalemme: Breslov Research Institute.
  • Kramer, Chaim (1989). Crossing the Narrow Bridge. Gerusalemme: Breslov Research Institute. ISBN 0-930213-40-8
  • Kramer, Chaim (1992). Through Fire and Water: The Life of Reb Noson of Breslov. Gerusalemme: Breslov Research Institute. ISBN 0-930213-44-0.
  • Sears, Dovid (2010). Breslov Pirkey Avot. Gerusalemme: Breslov Research Institute. ISBN 978-1-928822-16-5.
  • Rabi Najman de Breslov. Likutey Moharan. Volumen 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, (9,) 10. Gerusalemme: Breslov Research Institute.

Altri testi tradotti in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Opere di Rebbe Nachman in ebraico ed inglese su Wikisource

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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