Civiltà babilonese

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Impero babilonese
Dati amministrativi
Lingue parlate
Capitale Babilonia
Politica
Forma di Stato Monarchia assoluta e teocratica
Forma di governo
Nascita II millennio a.C.
Causa gli Amorrei conquistano Babilonia
Fine
Territorio e popolazione

La civiltà babilonese designa uno stato e un'area culturale accadica-semitica venutasi a costituire in Mesopotamia tra il III e il II millennio a.C. Lo stato babilonese, governato da Amorrei, nacque nel 1894 a.C., contenendo al suo interno la città, al tempo minore, di Babilonia. I domini della città si estesero di molto durante il regno di Hammurabi nella prima metà del diciottesimo secolo avanti Cristo, rendendola una grande capitale. Durante e dopo il regno di Hammurabi, Babilonia venne chiamata Mât Akkadî ovvero il paese di Akkad in lingua accadica.

L'espansione babilonese coincise con lo stato accadico dell'Assiria nel nord della Mesopotamia. L'Impero babilonese divenne per breve tempo una potenza maggiore nella regione a seguito del regno di Hammurabi (collocabile tra il 1792-1752 secondo la cronologia media e il 1696-1654 secondo la cronologia breve). L'effimero impero, che soppiantava il precedente impero di Akkad, l'impero neo-sumerico e dell'antico impero assiro, si sgretolò comunque poco dopo la morte di Hammurabi.

Lo stato babilonese, come quello assiro a nord, continuò ad utilizzare come lingua scritta, l'accadico, per uso ufficiale, in quanto era la lingua originaria della sua popolazione, sebbene i fondatori dell'impero, gli Amorrei e poi i successivi Cassiti non fossero accadici, ma parlassero i primi una lingua cananaica, i secondi una lingua isolata. Inoltre, allo stesso modo dell'Assiria, all'interno della civiltà babilonese si continuò ad usare la lingua sumera come lingua religiosa che, al tempo della fondazione di Babilonia, non era più una lingua parlata, essendo stata del tutto soppiantata dall'accadico. Le precedenti tradizioni accadica e sumera giocarono un ruolo importante sia nella cultura babilonese che in quella assira e la regione rimase un importante centro culturale anche nei periodi di dominio straniero.

Sumuabun diede inizio alla prima dinastia babilonese che governò il nuovo stato, con capitale Babilonia. Per secoli fu solo una città di provincia, poi divenne la capitale dell'impero di Hammurabi (XVIII secolo a.C.), che sottomise tutta la Mesopotamia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mesopotamia pre-babilonese[modifica | modifica wikitesto]

La Mesopotamia aveva già una lunga storia prima dell'emergere di Babilonia. La civiltà sumera era sorta nella regione all'incirca verso il 3500 a.C. mentre gli accadi apparvero nel trentesimo secolo avanti Cristo.

Durante il terzo millennio a.C., le culture sumerica e accadica si mescolarono profondamente tra loro dando il via a un diffuso bilinguismo: a livello linguistico la mescolanza tra sumeri e accadi è evidente sia per gli ampi prestiti lessicali sia per convergenze sul piano sintattico, morfologico e fonologico tanto che alcuni prominenti studiosi si riferiscono a questo periodo della storia dei due popoli come a un sprachbund.

L'accadico soppianterà il sumerico come lingua parlata in Mesopotamia tra il terzo e il secondo millennio a.C. sebbene il periodo preciso sia oggetto di dibattito, ma il sumerico continuerà ad essere utilizzato come lingua della cultura, della religione, della letteratura e come linguaggio formale in Mesopotamia fino al primo secolo dopo Cristo. Dal 3500 fino al 24esimo secolo a.C., che segna l'ascesa dell'impero accadico, la Mesopotamia è rimasta sotto il dominio di città-stato sumeriche come Ur, Lagash, Uruk, Kish, Isin, Larsa, Adab, Eridu, Gasur, Awan, Hamazi, Akshak e Umma. Ciononostante nelle liste di re di alcuni di questi stati (come ad esempio Eshnunna e l'Assiria) cominciarono a comparire nomi di re accadici già tra il ventinovesimo e il venticinquesimo secolo avanti Cristo. Il centro religioso di tutta la Mesopotamia era la città di Nippur che rimarrà tale fino ad essere sostituita da Babilonia durante il regno di Hammurabi.

L'impero accadico (2334-2154) vide gli accadi e i sumeri riuniti sotto un'unica entità politica, con gli accadi che presero definitivamente il potere sui sumeri, giungendo a dominare molto del vicino oriente. L'impero si disintegrerà a seguito degli attacchi dei Guti, del declino economico, del cambiamento climatico e di guerre civili interne. A seguito di ciò i Sumeri riprenderanno il potere dando vita all'impero neo-sumerico nel tardo 22esimo secolo, scacciando i Guti dal sud della Mesopotamia.


Fu all'inizio del II millennio a.C. che l'impero babilonese raggiunse il massimo del suo splendore con il re Hammurabi. Questi espanse enormemente il suo dominio su tutta la bassa Mesopotamia e fece di Babilonia il centro di una rete di alleanze con tutte le città più importanti della regione.

Il re distrusse inoltre la città di Mari, situata sull'Eufrate, nella Mesopotamia centrale, costruita da popolazioni semite provenienti dal Deserto Arabico.

Nel Palazzo di Mari sono state ritrovate numerose tavolette di scrittura, ma l'innovazione più importante dell'epoca fu il grande codice legislativo, il Codice di Hammurabi, il cui ritrovamento, oltre a chiarire i vari aspetti della politica e della giustizia babilonese, ha anche permesso di ricostruire la gerarchia sociale dell'impero.

Il Codice di Hammurabi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Codice di Hammurabi.
La stele di Hammurabi, conservata nel Museo del Louvre di Parigi, è un blocco di pietra alto 2,25 metri. In alto è raffigurato Hammurabi che riceve le leggi dal dio della giustizia, Shamas, seduto in trono. Sotto sono incise se leggi

Il codice di Hammurabi era una raccolta di circa 292 leggi scritte in una stele in pietra. La punizione dipendeva dalla classe sociale. La legge più famosa è "Se una persona cava l'occhio ad un altro, gli venga cavato l'occhio".

Dominazione cassita[modifica | modifica wikitesto]

La situazione mutò quando nel 1531 a.C. il re ittita Mursili I invase la regione, causando il crollo dello stato amorreo. Allora la regione fu invasa dai Cassiti che stabilirono il loro regno a Babilonia, regno che durò dal XVI al XII secolo a.C.

La seconda dinastia cassita venne però abbattuta dagli Elamiti nel 1155 a.C.

Medio regno[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1155 a.C. iniziò un lungo periodo di indipendenza per Babilonia, sebbene la città non fosse più importante come in passato.

In questo periodo si succedettero parecchie dinastie: la seconda dinastia di Isin o quarta di Babilonia regnò dal 1125 al 1025, la quinta dinastia dal 1025 al 1004, la sesta fino al 985, la settima solo fino al 979, seguita dall'ottava fino al 943, infine la nona dinastia babilonese regnò dal 943 al 732.

Dominazione assira[modifica | modifica wikitesto]

Nel 732 a.C. Babilonia venne conquistata dall'Impero assiro e sotto tale dominio rimase per circa un secolo.

I babilonesi si ribellarono contro il dominio assiro sotto Mushezib-Marduk e ancora sotto Shamash-shum-ukin ma Babilonia fu assediata e conquistata da Sennacherib e ancora da Assurbanipal (Kandalanu).

Durante il regno di Sennacherib, Babilonia rimase in costante stato di rivolta, che ebbe fine solo con la completa distruzione della capitale. Nel 689 a.C. le sue mura, templi e palazzi furono rasi al suolo e le macerie gettate nell'Arakhtu, il canale che delimitava a sud la prima città di Babilonia. Tale atto impressionò la coscienza religiosa della Mesopotamia; il susseguente assassinio di Sennacherib fu considerato un'espiazione di quanto era successo, e il suo successore Assarhaddon si premurò di ricostruire la città vecchia, ricevendo lì la sua corona, e la rese sua residenza durante il resto dell'anno. Alla sua morte Babilonia fu lasciata dal suo primogenito Shamash-shum-ukin, che alla fine guidò una rivolta contro suo fratello Assurbanipal di Assiria.

Una volta ancora Babilonia fu assediata dagli Assiri e costretta alla resa. Assurbanipal purificò la città e celebrò un "servizio (religioso) di riconciliazione", ma non arrischiò di "mettere le mani" su Bel. Nel successivo rovesciamento dell'Impero assiro i Babilonesi videro un altro esempio della vendetta divina.

L'Impero neo-babilonese[modifica | modifica wikitesto]

Nabopolassarre guidò la rivolta dei Babilonesi contro gli Assiri nel 626 a.C. e ripristinò l'indipendenza della città.

Pochi anni dopo, nel 612 a.C., Babilonia riuscì a conquistare e distruggere Ninive e l'impero assiro. Da questa data il regno neo-babilonese viene chiamato "impero".

Nel 605 a.C., i Babilonesi sgominarono gli Egiziani nella battaglia di Carchemish e così si affermarono quale maggior impero mediorientale.

Col recupero dell'indipendenza babilonese si inaugurò una nuova epoca di attività architettoniche e Nabucodonosor II rese Babilonia una delle meraviglie del mondo antico.

Fu sotto il governo del re Nabucodonosor (605 a.C.-562 a.C.) che Babilonia divenne una delle più splendide città del mondo antico. Nabucodonosor ordinò la completa riedificazione dei giardini imperiali, inclusa la ricostruzione dell'Etemenanki e la ricostruzione della Porta di Ishtar, la più spettacolare delle otto porte che circondavano il perimetro di Babilonia. La Porta di Ishtar sopravvive oggi nel Museo di Pergamo a Berlino. Si crede anche che Nabucodonosor abbia fatto costruire i Giardini pensili di Babilonia (una delle sette meraviglie del mondo antico) che si dice egli avesse costruito per la sua moglie malata Amyitis.

Gerarchia sociale[modifica | modifica wikitesto]

  • Awilum, (uomini liberi, per lo più proprietari terrieri).
  • Mushkenum, (a metà fra gli uomini liberi e gli schiavi, offrivano i loro servigi al palazzo in cambio di protezione).
  • Wardum, (schiavi, che potevano essere liberati).

Il re governava, naturalmente, su tutti ed inoltre, era anche il maggiore proprietario terriero e le sue terre erano coltivate dagli schiavi.

C'era inoltre una classe sociale non dissimile dall'odierna borghesia, il fiore all'occhiello dell'economia babilonese, fra cui vi erano medici, artigiani e commercianti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Pettinato, Babilonia, centro dell'universo, Milano, Rusconi, 1988. ISBN 88-18-88007-1
  • Joan Oates, Babilonia, ascesa e decadenza di un impero, Roma, Newton & Compton, 1988.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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