Ioiachin

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Ioiachin (615 a.C.Babilonia, ...) è stato il diciannovesimo re di Giuda.

Figlio di Ioiakim e di Necusta, figlia di Elnatàn, aveva diciotto anni quando salì al trono e regnò solo tre mesi in Gerusalemme assediata dai babilonesi.

Nabucodonosor II prese la città, incendiò il Tempio e deportò il re con tutta la corte e settemila dignitari, nonché mille fra fabbri e falegnami a Babilonia, dove Ioiachin rimase prigioniero per 37 anni sino alla morte di Nabucodonosor[1].

Il successivo re di Babilonia, Amil-Marduk, rimise in libertà Ioiachin, affidandogli anche il ruolo di esilarca, in pratica un governatore della comunità ebraica deportata a Babilonia[2]. Presso la corte in esilio di Ioiachin sarebbe stata raccolta e riordinata la "tradizione di Palazzo", la cui unione con la "tradizione del Tempio" avrebbe dato origine alla Bibbia, secondo una versione moderna dell'ipotesi documentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo libro dei Re 24, 8-17.
  2. ^ Secondo libro dei Re 25, 27-30; Geremia 52, 31-34.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Giuda Successore
Ioiakim 598597 a.C. Sedecia
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