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Tolomeo I

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Tolomeo I
(Tolomeo Sotere)
Ptolemy i bm.jpg
Busto di Tolomeo I (British Museum, Londra)
Signore d'Egitto
In carica Novembre 305 a.C. –
283 a.C.
Predecessore Alessandro IV
Successore Tolomeo II
Nome completo Πτολεμαῖος Σωτήρ
Ptolemaĩos Sōtér
Nascita 367 a.C. ca.
Morte 283 a.C.
Dinastia Tolemaica
Padre Lago
Madre Arsinoe di Macedonia
Consorte Artacama
Taide
Euridice
Berenice I
Figli Da Euridice: Tolomeo Cerauno, Meleagro, Lisandra e Tolemaide
Da Berenice: Arsinoe II, Tolomeo II, Filotera e Teoxene

Tolomeo Sotere (in greco antico: Πτολεμαῖος Σωτήρ, Ptolemaĩos Sōtér; 367 a.C. circa – 283 a.C.), noto anche come Tolomeo Lagide[1] e chiamato nella storiografia moderna Tolomeo I o semplicemente Tolomeo, è stato un militare e sovrano macedone antico.

Iniziò la carriera militare sotto il comando di Alessandro Magno, suo amico d'infanzia, e diventò uno dei Somatophilakes, la guardie del corpo del sovrano. Alla morte dell'imperatore e nel corso delle Guerre dei diadochi, si proclamò Re d'Egitto nel 305 a.C. e, riuscendo a mantenere il controllo del territorio nord-africano diede inizio al periodo ellenistico egizio fondando la dinastia tolemaica, che regnò fino al 30 a.C. con Cleopatra.

Durante il suo regno la nuova capitale egizia, Alessandria si sviluppò molto in campo culturale e artistico, con l'avvio della costruzione della famosa Biblioteca e del Museo, la diffusione del culto di Serapide e la costruzione di una delle sette meraviglie del mondo, il Faro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Alessandro Magno come Helios (Musei capitolini, Roma)

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Tolomeo Sotere era figlio di Arsinoe di Macedonia e di Lago, ufficiale del re Filippo II di Macedonia. Secondo la storiografia propagandistica filo-tolemaica, Arsinoe era una concubina del re, che la diede in sposa a Lago quando la donna era già incinta. In tal caso, Tolomeo sarebbe figlio illegittimo di Filippo II e fratellastro di Alessandro Magno.

Giovinezza e campagne di Alessandro Magno[modifica | modifica wikitesto]

Da giovane Tolomeo fu un amico di Alessandro, figlio del Re di Macedonia Filippo II. Nel 337 a.C., quando il giovane principe entrò in conflitto con il padre poiché temeva che il re volesse nominare come erede il fratellastro Filippo Arrideo,[2] Filippo II decise che per punire il figlio avrebbe mandato in esilio quattro dei suoi più fedeli compagni: Tolomeo, Arpalo, Nearco, Erigio e Laomedonte.[3]

Alessandro diventò successivamente re e, durante le sua campagne in Asia, nel 331 a.C., i suoi vecchi compagni lo raggiunsero dall'esilio e vennero tutti onorati con importanti incarichi: a Tolomeo fu concesso l'onore di diventare una delle guardie del corpo di Alessandro.[4] Durante tutta la guerra Tolomeo si distinse in molti scontri e diventò molto influente nel nuovo impero.

La scalata al potere[modifica | modifica wikitesto]

Busto ellenistico di Tolomeo, l'identificazione è basata sulle effigi di monete contemporanee (Museo del Louvre, Parigi)

Alla morte di Alessandro Magno (323 a.C.), Tolomeo ottenne dal reggente Perdicca la satrapia d'Egitto.

Con l'intenzione di rafforzare il proprio potere, Tolomeo I rubò il corpo di Alessandro Magno, che era stato imbalsamato e doveva essere riportato in Macedonia. Tolomeo mandò un contingente armato ad intercettare il corteo funebre e riportò il corpo in Egitto. Sepolto inizialmente nella necropoli di Saqqara[5]; in seguito fu trasferito in un grandioso mausoleo, nella città da lui fondata, Alessandria d'Egitto (dopo lo spostamento della capitale da Menfi). Esso sorgeva in un grande complesso oggi andato distrutto e fondeva elementi ellenistici ed egizi. Questo atto politico rafforzò la rivendicazione di Tolomeo di succedere ad Alessandro come sovrano.

Il primo periodo del governo di Tolomeo fu dominato dalle guerre tra i vari stati sorti dalla divisione dell'impero macedone. L'obiettivo primario di Tolomeo fu di tenere salda la posizione dell'Egitto, e secondariamente di incrementare i domini egiziani. Dopo aver eliminato Cleomene di Naucrati, sovrintendente alle finanze, ed impadronitosi del ricco tesoro da lui custodito[6] in pochi anni assunse il controllo di Libia, Celesiria e Cipro. Quando Antigono I Monoftalmo, re della Siria, tentò di riunire l'impero di Alessandro, Tolomeo prese parte alla coalizione contro di lui. Nel 312 a.C. alleato con Seleuco I, il sovrano di Babilonia, sconfisse Demetrio I Poliorcete, figlio di Antigono I, nella battaglia di Gaza. Antigono era un altro generale di Alessandro Magno e dopo la sua morte era divenuto satrapo di Frigia, Licia e Panfilia.

Tolomeo conquista Gerusalemme; miniatura di Jean Fouquet (1470-1475 circa) delle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe.

Nel 311 a.C. fu conclusa una pace tra i contendenti, ma nel 309 a.C. la guerra scoppiò di nuovo. Tolomeo occupò Corinto, Sicione e Megara, anche se perse Cipro dopo una battaglia navale nel 306 a.C. Antigono tentò poi di invadere l'Egitto, ma non vi riuscì.

Nel 305 a.C. Demetrio I Poliorcete invase Rodi, fedele a Tolomeo, con un'armata di 40.000 uomini. La città di Rodi era ben difesa e Demetrio costruì delle enormi catapulte montate sulle navi, per distruggere le mura della città. Dopo che una tempesta gli distrusse le navi, fu costretto a costruire una torre d'assedio ancora più grande delle precedenti catapulte: i rodiesi allagarono il terreno prospiciente le mura, impedendo alla torre d'assedio di muoversi e rendendola inoffensiva. L'assedio terminò nel 304 a.C., quando il generale Politemo arrivò con una flotta in difesa della città e Demetrio dovette ripiegare abbandonando la maggior parte dell'equipaggiamento. L’assedio di Rodi da parte di Demetrio I fu l'avvenimento che ispirò la costruzione del famosissimo Colosso di Rodi che divenne una delle sette meraviglie del mondo. Il Colosso di Rodi fu completato da Carete di Lindo dopo 12 anni e raffigurava, in bronzo, il dio Helios. Il materiale bronzeo della statua proveniva dal bottino abbandonato in seguito al fallito assedio di Demetrio e per costruirla fu usata come impalcatura la torre di assedio abbandonata sul posto da Demetrio stesso.

Nonostante il fallimento di Tolomeo nell'impresa di conservare Cipro e parte della Grecia, egli tuttavia riuscì a resistere all'invasione sia in Egitto che appunto a Rodi e occupò la Palestina e Cirenaica.

Nel 305 a.C., consolidato il suo potere, assunse il titolo di re d'Egitto,[7] iniziando ufficialmente il suo regno dal nuovo anno egizio, cioè da novembre.[8] Cosi facendo fondò una propria dinastia detta in suo onore Tolemaica che governò l'Egitto ellenistico dal 305 a.C. al 30 a.C., cioè fino alla conquista romana e alla morte dell'ultima regina tolemaica, Cleopatra. Gli Egiziani accettarono ben presto i Tolomei come successori dei faraoni dell'Egitto indipendente. tutti i sovrani della famiglia presero il nome di Tolomeo e che molti di loro sposarono le rispettive sorelle, che spesso ebbero il nome di Cleopatra. I Tolomei regnarono spesso insieme alle loro mogli ed alcune regine esercitarono l'autorità regale.

Nel 302 a.C. vi fu un'altra coalizione contro Antigono, alla quale partecipò Tolomeo. Quando Antigono fu definitivamente sconfitto ed ucciso nella battaglia di Ipso nel 301 a.C., Tolomeo ottenne la Celesiria.

Organizzazione politica del mondo ellenistico dopo la battaglia di Ipso (c. 301 a.C.)
Regni dei diadochi:

__ Regno di Tolomeo

__ Regno di Cassandro

__ Regno di Lisimaco

__ Regno di Seleuco

__ Epiro

Dopo varie ribellioni, Cirene fu definitivamente soggiogata verso il 300 a.C. e posta sotto il controllo del figliastro Magas. In seguito Tolomeo non prese parte ad altre guerre, anche se riconquistò Cipro nel 295 a.C.

Tolomeo strinse una alleanza politica con Lisimaco, che nel frattempo si era proclamato re di Tracia. Tolomeo I diede sua figlia Arsinoe II, avuta dalla moglie (317 a.C.)[9] Berenice, in sposa a Lisimaco attorno al 300 a.C. In cambio, Lisimaco avrebbe dato qualche anno dopo la propria figlia Arsinoe I in sposa al figlio di Tolomeo, Tolomeo II Filadelfo. In tal modo Lisimaco diventava il potenziale nonno del futuro regnante d’Egitto, Tolomeo III.

Visto che non vi erano apparentemente motivi dinastici per avere un'altra consorte, dato che dalla sua terza moglie Euridice, cugina della stessa Berenice, aveva già avuto diversi figli e la nuova moglie era imparentata solo lontanamente con lo stratego d'Europa, alcuni storici ipotizzano che quello fra Tolomeo e Berenice fosse stato un autentico matrimonio d'amore.[10] La discendenza avuta da Euridice includeva Lisandra e suo fratello Tolomeo Cerauno. La corte di Tolomeo fu un covo di complotti e cospirazioni tra Euridice e Berenice, che inizialmente era considerata unicamente l'amante ufficiale del re.

Quando Tolomeo ripudiò il figlio primogenito avuto da Euridice, Tolomeo Cerauno appunto, egli si rifugiò in Tracia da Lisimaco, dove si riunì a sua sorella Lisandra che aveva sposato Agatocle, figlio di Lisimaco e di sua moglie Nicea.

Il regno[modifica | modifica wikitesto]

Tolomeo iniziò la costruzione, conclusa sotto il figlio Tolomeo II, del Faro di Alessandria, considerato un'altra delle sette meraviglie del mondo antico nonché una delle realizzazioni più avanzate ed efficaci della tecnologia ellenistica. Costruito sull'isola di Pharos, di fronte al porto di Alessandria d'Egitto, negli anni tra il 300 a.C. e il 280 a.C. e rimase funzionante fino al XIV secolo, quando venne distrutto da due terremoti. Lo scopo dell'imponente opera era aumentare la sicurezza del traffico marittimo in entrata e in uscita, reso pericoloso dai numerosi banchi di sabbia nel tratto di mare prospiciente il porto di Alessandria e dall'assenza di rilievi orografici. Esso consentiva di segnalare la posizione del porto alle navi, di giorno mediante degli speciali specchi parabolici di bronzo lucidato che riflettevano la luce del sole fino al largo, mentre di notte venivano accesi dei fuochi. Inoltre, la forma cilindrica del contenitore della sorgente di luce induce a pensare che dal faro provenisse un fascio di luce girevole, più utile per i naviganti di una sorgente fissa. Si stima che la torre fosse alta 134 metri, una delle più alte costruzioni esistenti per l'epoca, e il faro, secondo la testimonianza di Giuseppe Flavio, poteva essere visto a 48 km di distanza, cioè fino al limite consentito dalla sua altezza e dalla curvatura della superficie terrestre. Per questo è da considerarsi il primo grattacielo della storia.

Nel 290 a.C. circa, Tolomeo avviò inoltre i lavori di costruzione della Biblioteca e del Museo cosicché Alessandria divenne il centro letterario, matematico e scientifico dell’antico mondo occidentale e mediorientale, arrogandosi il ruolo in precedenza goduto da Atene. La grande biblioteca di Alessandria fu costituita spedendo inviati all'estero con il compito di acquistare o copiare tutti i libri che avessero trovato. Ciascuna nave che entrava in Alessandria, veniva setacciata alla ricerca di libri che venivano momentaneamente requisiti per poi essere copiati e quindi restituiti. In tal modo, la biblioteca si ampliò fino a contenere quasi mezzo milione di rotoli o libri (quando non bastò più lo spazio, venne costruita una seconda struttura, la Biblioteca del Serapeo).[11] Il Museo fu un luogo d'incontro tra dotti, ed anche di insegnamento, rappresentò per secoli la massima istituzione culturale del mondo ellenistico e tra le figure che hanno legato il loro nome al Museo possiamo ricordare Euclide, ma anche Eratostene e il medico Erofilo, fondatore della medicina sperimentale. Il termine è entrato nell'uso comune in molte lingue moderne, a partire dal XVII secolo, per indicare un luogo ove sono conservate collezioni di opere d'arte o reperti archeologici. A partire dal XX secolo il termine è stato usato anche per indicare collezioni di oggetti di varia provenienza.

Il regno di Tolomeo fu caratterizzato anche dall'introduzione del culto di Serapide. Fece costruire Tolemaide nell'Egitto superiore e pose le basi per un nuovo assetto amministrativo e burocratico del regno, favorendo l'insediamento nello stato di coloni greci e macedoni.

Avendo dato sicurezza alla regione, Tolomeo nel 285 a.C. associò al regno e designò come successore il figlio avuto dalla terza moglie Berenice, Tolomeo Filadelfo.

Tolomeo I Sotere morì nel 283 a.C., all'età di 84 anni, lasciando al figlio un regno stabile e ben governato.

Tolomeo storico[modifica | modifica wikitesto]

Tolomeo scrisse una storia delle imprese di Alessandro Magno, che servì ad Arriano come fonte primaria assieme a quella scritta da Aristobulo. In questa cronaca, oltre che descrivere episodi di cui fu diretto testimone, Tolomeo riporta anche avvenimenti accaduti ad Alessandro in sua assenza, probabilmente attingendo ai diari reali ed alle cronache di corte. Un esempio di quest'ultimo caso è il ferimento del grande re macedone avvenuto nell'assalto alla città dei Malli in India che Arriano descrive, nel libro VI dell'Anabasi di Alessandro, rifacendosi a Tolomeo ma affermando contemporaneamente come Tolomeo stesso in quel momento fosse assente e lontano chiarendo quindi come il futuro Re d'Egitto avesse attinto ad altre fonti oltre che alla propria esperienza personale per scrivere la sua cronaca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lagide era un patronimico derivato dal nome del padre, Lago.
  2. ^ Roisman, Worthington 2010, pag. 280.
  3. ^ Arriano, III, 6; Fox 1980, pag. 71; McCarty 2004, pag. 27; Renault 2001, pag. 59.
  4. ^ Arriano, III, 6.
  5. ^ Saunders, Nicholas (2007). Alexander's Tomb: The Two-Thousand Year Obsession to Find the Lost Conqueror. Basic Books. ISBN 0465006213., pag. 162
  6. ^ Tolomèo I Sotere re d'Egitto, su www.treccani.it. URL consultato il 29 aprile 2016.
  7. ^ Hazzard 2000, pag. 164.
  8. ^ Mahaffy 2014, pag. 58.
  9. ^ Pausania, 1, 6, 2; Donnelly Carney, pag. 18-22.
  10. ^ Donnelly Carney, pag. 18-22.
  11. ^ Lionell Casson, Libraries in the Ancient World, Yale University Press (2001), passim e s.v. ISBN 978-0-300-09721-4 (EN) ; consultato anche in trad. ital., Biblioteche del mondo antico, Sylvestre Bonnard (2003). ISBN 978-88-86842-56-3 (IT)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Marco Bettalli, Anna L. D'Agata, Anna Magnetti, Storia Greca, Roma, Carocci, 2006, ISBN 88-430-3668-8.
  • Pierre Cabanes, Le Monde hellénistique de la mort d'Alexandre à la paix d'Apamée, Seuil, 1995, ISBN 2-02-013130-7.
  • Christian A. Caroli, Ptolemaios I. Soter: Herrscher zweier Kulturen, Costanza, Badawi, 2007, ISBN 978-39-38-82805-2.
  • Aidan M. Dodson, Ryan Hilton, The Complete Royal Families of Ancient Egypt, 2010, ISBN 0-500-05128-3.
  • Walter M. Ellis, Ptolemy of Egypt, Londra, 1993.
  • Robin Lane Fox, Alessandro Magno, Torino, Einaudi, 2008, ISBN 978-88-06-19696-7.
  • Robin Lane Fox, The Search for Alexander, Boston, Little Brown & Co, 1980, ISBN 0-316-29108-0.
  • R. A. Hazzard, Imagination of a Monarchy: Studies in Ptolemaic Propaganda, University of Toronto Press, 2000, ISBN 978-08-02-04313-9.
  • Pierre Lévêque, Le Monde hellénistique, Pocket, 2003, ISBN 2-266-10140-4.
  • John Pentland Mahaffy, The Empire of the Ptolemies, Cambridge University Press, 2014, ISBN 978-11-08-07865-8.
  • Nick McCarty, Alexander the Great, Camberwell, Victoria, Penguin, 2004, ISBN 0-670-04268-4.
  • Mary Renault, The Nature of Alexander the Great, Penguin, 2001, ISBN 0-14-139076-X.
  • Joseph Roisman, Ian Worthington, A Companion to Ancient Macedonia, John Wiley & Sons, 2010, ISBN 1-4051-7936-8.
  • Will 2003 Édouard Will, Histoire politique du monde hellénistique 323-30 av. J.-C., Parigi, Seuil, 2003, ISBN 2-02-060387-X.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Tolomeo I, geocities.com. (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).
Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
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