Muršili I

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Muršili I
Re degli Ittiti
In carica 1620-1590 a.C. ca.[1]
Predecessore Hattušili I
Successore Hantili I
Altri titoli Re della Terra di Ḫattuša[2], gran Re, Re di Hatti, signore di Kuššara
Nascita Kuššara ? Hattuša ?
Morte Ḫattuša, ?
Luogo di sepoltura Ḫattuša
Padre Maratti ?
Madre Hastayar

Muršili I o Mursili I o Mursilis I (Kušara ?, ... – ...; fl. XVI secolo a.C.) è stato un sovrano ittita.

Fu nipote e figlio adottivo del suo predecessore Hattušili I e forse figlio biologico della principessa Haštayar e di Maratti, un nobile citato nelle Cronache del Palazzo[3]

Muršili fu il sovrano che, con un sacco operato nel 1595 a.C., pose fine alla I dinastia babilonese, di cui Hammurabi fu il sesto rappresentante.

La successione[modifica | modifica wikitesto]

Quando divenne re Muršili era molto giovane perciò, per espressa volontà di Hattušili I, gli fu affiancato per alcuni anni come reggente lo zio Pimpira principe di Nemašša, fratello del sovrano[4][5]. Lo zio lasciò scritte una serie di raccomandazioni e consigli[6] per il giovane sovrano, che poté contare sull'appoggio anche di un altro fratello del precedente re, Ammuna principe di Sugziya e del figlio maggiore, Huzziya di Hakmis[7][8].

Hattušili aveva diseredato due principi, sostituendoli il giovane nipote. La fazione nobiliare facente capo alla vecchia regina Tawananna[9]aveva manifestato la sua opposizione.

Hattušili aveva diseredato ed incarcerato per ribellione il figlio maggiore Huzziya: le grandi famiglie di Tapassanda, città ittita di cui Huzziya era governatore, pare infatti avessero fomentato una rivolta per ottenere esenzioni fiscali, anche se, nel proprio "Testamento" Hattušili parlava più di atti profanatori e di necessità di purificare il Palazzo della città[10] che non di problemi fiscali.

«[Guardate] mio [figlio] Huzziya! Io, il re, lo [avevo fatto signore] in Tapassanda; ma quelli lo coinvolsero con le loro calunnie [e me lo inimicarono (dicendogli)]: Ribellati a tuo padre! Le 'grandi case' [di Tapassanda] non [sono state purificate:] fa' tu la purificazione![11][12]»

L'episodio resta oscuro, ma le conseguenze furono rilevanti: lo scontro col figlio procurò al re l'ostilità di gran parte della nobiltà, che spinse una sorella del Re, nota dai testi come "La Serpe", verosimilmente madre di Labarna[13], il nipote inizialmente scelto da Hattušili per succedergli, a schierarsi apertamente contro il sovrano. Le dimensioni dello scontro, dovettero essere notevoli, come narrò lo stesso Hattusili:

«"Quando imprigionai Huzziya, il popolo di Hatti mi divenne ostile, anche ad Hattuša[14]

Il sovrano reagì con vigore: sentendo approssimarsi la fine, convocò gli alti ufficiali e funzionari nel palazzo di Kuššara e pronunciò un amaro discorso che è giunto fino a noi[15]:

«Ora io sono ammalato. Prima avevo proclamato Labarnas figlio di fronte a voi dicendo: 'egli siederà sul trono!'. Il re lo ha chiamato figlio..Ma egli si è dimostrato un figlio inutile.... Ascolta solo le parole di sua madre, la serpe! Ascolta le fredde parole dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Ma il re ha udito ed ha capito. Basta! Egli non è mio figlio ... Così ora Muršili è mio figlio![16]»

Labarnas fu diseredato e rinchiuso in un tempio come sacerdote, mentre la "Serpe" fu bandita dalla corte con la confisca dei beni. Il re nominò suo successore un altro nipote[17], Muršili, ancora molto giovane.

Tawananna, Regina Regnante e vedova di Labarna I, pare non avesse accettato la scelta del Re di designare come erede il giovanissimo nipote, scatenando l'ira di Hattušili I che la bandì[18],esiliandola.

Gli storici mettono in relazione l'episodio con due testi parzialmente giunti sino a noi[19], nei quali si parla di una rivolta verso Hattuša del Principe di Purushanda, sede di un regno indipendente fino ad un secolo prima. Oltre che al principe di Purushanda si fa riferimento, in un passaggio frammentario, alla "Sposa di Hurma" che avrebbe trasgredito i voleri del re. Hurma era stata la città d'origine di Labarna I. L'ipotesi è che la "sposa di Hurma" potesse essere stata una figlia di Labarna I e Tawananna, sposata al principe di Purushanda. Da qui le pretese e la ribellione di Tawananna alla designazione di Muršili.[20] Il Principe di Purushanda avrebbe potuto essere un genero (o un figlio) di Tawananna, la quale, visto che nessun erede diretto di Hattušili sarebbe salito sul trono, potrebbe aver tentato di favorire la propria discendenza diretta a danno del nuovo giovanissimo erede. Lo scontro con Purushanda fu poi combattuto in varie campagne dal nuovo re Muršili , che domo' la rivolta con l'aiuto dello zio Pimpira.[21].

Campagne militari in Mesopotamia[modifica | modifica wikitesto]

A Muršili I, nei primi anni del suo regno, è attribuita la conquista del regno di Yamkhad e della sua capitale Aleppo[22][23], nella Siria settentrionale. Il giovane re considerò questa conquista un suo dovere per vendicare il vecchio Hattušili I, morto in seguito alle ferite riportate nell'assedio di tale città[24]. Il controllo sul regno di Kizzuwatna[25] e sul regno di Yamkhad era anche importante per future spedizioni in Siria e Mesopotamia, come era già accaduto sotto il regno di Hattušili I.

Reso saldo il controllo sui passi e sulla strada verso sud, nel 1595 a.C. circa, Muršili I condusse una campagna senza precedenti di fino al cuore della Mesopotamia saccheggiando Babilonia[26] e ponendo fine alla dinastia degli Amorrei[27] il cui esponente più famoso era stato Hammurabi. Questa incursione provocò l'affermazione dei Cassiti a Babilonia.

Muršili I tornò ad Hattuša carico di bottino e di gloria, avendo superato in battaglia il suo predecessore ed avendo eguagliato le gesta di Sargon di Akkad. Nonostante tutto ciò, qualche anno dopo Muršili I fu assassinato nel corso di una cospirazione, da suo cognato Hantili I, che usurpò il trono, e dal genero di quest'ultimo Zidanta I[28].

Con la morte di Muršili I fallì il progetto di Hattušili, dichiarato nel suo testamento, di dare al regno stabilità e sicurezza dinastica: la successione avvenne ancora tramite una cospirazione all'interno della famiglia reale e la continuità dinastica fu mantenuta dalla linea femminile. Hantili usurpò il trono addirittura con l'assassinio del re e questo fu il primo di una serie di delitti che minarono il potere della famiglia reale ittita nell'antico regno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liverani 2009, p. 421.
  2. ^ Birgit Brandau e Hartmut Schickert, Gli Ittiti, Newton Compton editori s.r.l, 2006, p. 34.
  3. ^ Cronache del Palazzo, VsII §1: "Il padre del re assegnò un recipiente con il vino h ̮a̮arhara alla nobile Haš ̮tayara ed al nobile Marattiya"
  4. ^ frammento KBo 3,34 iii 15-16
  5. ^ per la classificazione del materiale ittita vedi nota documentale nella pagina di Hattušili I
  6. ^ KBo III 23
  7. ^ A. Archi, Lliumanité des Hitliles : Florìlegium Anatolicum. Mélangcs offerts à E. Laroche, Paris 1979, p. 39 e n. 20. SEL
  8. ^ Harry A. Hoffner, Gary M. Beckman, Richard Henry Beal, John Gregory McMahon: Hittite studies in honor of Harry A. Hoffner, Jr:on the occasion of his 65th birthday; EISENBRAUNS, 2003 - History - 406 pages; ppg 15-16
  9. ^ Moglie di Labarna I, da non confondere con l'omonima consorte di Šuppiluliuma I, vissuta circa due secoli dopo
  10. ^ J. Blasweiler: Purushanda and The old kingdom of Hattusa, pp. 16-19.
  11. ^ Pecchioli Daddi, pp. 12-13.
  12. ^ Del Monte, pp. 43-45.
  13. ^ J. Blasweiler: Purushanda and The old kingdom of Hattusa, pp. 17-18
  14. ^ Si veda la traduzione del "Testamento" di Petra Godegebure, riga 13.
  15. ^ http://www.hittites.info/translations.aspx?text=translations/historical%2fSuccession+Proclamation+Hatt+I.html KUB 1.16 (BoTU 8)+ KUB 40.65: bilingual akk.-hitt.
  16. ^ Del Monte, pp. 42-43.
  17. ^ forse figlio d'Hastayar
  18. ^ se l'interpretazione generalmente accettata di un passaggio del suo "Editto" è corretta: "Nel futuro nessuno potrà pronunciare [il nome] di Tawannanna! Nessuno potrà pronunciare i nomi dei suoi figli!" (Editto di Hattušili, I - KBo 3.27).
  19. ^ CTH 13 e KBo 3.28
  20. ^ Si veda R. Beal: The predecessors of Hattusili I. Pag.27-32.
  21. ^ Pecchioli Daddi, p. 11.
  22. ^ Birgit Brandau e Hartmut Schickert, Gli Ittiti, Newton Compton editori s.r.l., 2006, p. 44.
  23. ^ Proclama di Telepinu §§9-10, i 28-29: "Andò contro Aleppo e distrusse Aleppo portando a Hattuša i prigionieri ed i beni di Aleppo"
  24. ^ KBo iii 57 (CTH 11) 10-15: "Egli (Muršili I) uscì contro Aleppo per vendicare il sangue di suo padre. Hattušili aveva assegnato Aleppo a suo figlio (perché la affrontasse). A lui il re di Aleppo fece ammenda"
  25. ^ La Cilicia di epoca classica
  26. ^ Proclama di Telepinu §§9-10, i 29-31: "Poi andò contro Babilonia e distrusse Babilonia sbaragliando gli Hurriti e portando a Hattuša i prigionieri ed i beni di Babilonia."
  27. ^ Cronache di Babilonia, 20 riga 11: "Al tempo di Samsuditana gli Ittiti marciarono contro Akkad"
  28. ^ Proclama di Telepinu §§11, i 32-34: "Hantili era un coppiere, ed aveva in moglie Harapsili, sorella di Mursili, [mentre Zidanta era un ... ed aveva in moglie ---], la figlia di Hantili. Zidanta salì con Hantili e commisero il delitto: uccisero Mursili, e versarono il suo sangue"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) A. Archi, L'Humanité des Hittites : Florìlegium Anatolicum. Mélangcs offerts à E. Laroche, Parigi, E. Laroche, 1979.
  • (EN) Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites, New York, Oxford University press, 2005.
  • (EN) C. W. Ceram (Kurt Wilhelm Marek), Secret of the Hittites: The Discovery of an Ancient Empire, in Phoenix Press, Phoenix, 2001, ISBN 9781842122952.
  • Stefano de Martino, Gli Ittiti, in Le bussole, Roma, Carocci, 2003, ISBN 9788843026791.
  • (EN) Oliver R. Gurney, The Hittites, Penguin Books, 1991, ISBN 9780140126013.
  • (EN) Harry A. Hoffner, Gary M. Beckman, Richard Henry Beal e John Gregory McMahon, Hittite studies in honor of Harry A. Hoffner, Jr:on the occasion of his 65th birthday, in History, EISENBRAUNS, 2003.
  • Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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