Muršili I

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Muršili I
Sovrano Antico Impero ittita
In carica 1620 a.C. - 1590 a.C.
Predecessore Hattušili I
Successore Hantili I
Nascita Kušara ? Hattuša ?
Morte Ḫattuša, 1590 a.C.
Luogo di sepoltura Ḫattuša
Padre Maratti ?
Madre Hastayar

Muršili I o Mursili I o Mursilis I (Kušara ?, ... – Ḫattuša, 1590 a.C.) è stato un re degli Ittiti che ha regnato approssimativamente dal 1620 al 1590 a.C., nipote e figlio adottivo del suo predecessore Hattušili I, forse figlio biologico della principessa Haštayar e di un nobile, tale Maratti, citato nelle Cronache del Palazzo[1]. È il sovrano che ha posto fine alla dinastia di Hammurabi di Babilonia.

Una successione complicata[modifica | modifica wikitesto]

Quando divenne re Mursili era molto giovane perciò per espressa volontà di Hattusili I gli fu affiancato per alcuni anni come tutore Pimpira principe di Nemašša, fratello di Hattušili I[2][3]; originale la circostanza che il reggente abbia lasciato scritte una serie di raccomandazioni e consigli[4]. Il giovane sovrano poté contare sull'appoggio anche di un altro fratello del vecchio re, Ammuna principe di Sugziya e del figlio maggiore, Huzziya di Hakmis[5][6].

Era infatti in atto una vera e propria faida interna per la successione, con Hattusili che aveva diseredato due principi, sostituendoli nel ruolo di eredi con il giovane nipote; la fazione nobiliare facente capo alla vecchia regina Tawananna (moglie di Labarna I) era letteralmente insorta.

Hattusili aveva diseredato ed incarcerato per ribellione contro il figlio maggiore Huzziya: le grandi famiglie di Tappasanda, città ittita di cui Huzziya era governatore, pare infatti chiedessero esenzioni fiscali sobillando la rivolta; in effetti nel proprio "Testamento" Hattušili parla più di atti profanatori e di necessità di purificare il Palazzo della città[7] che non di problemi fiscali.

«[Guardate] mio [figlio] Huzziya! Io, il re, lo [avevo fatto signore] in Tapassanda; ma quelli lo coinvolsero con le loro calunnie [e me lo inimicarono (dicendogli)]: Ribellati a tuo padre! Le 'grandi case' [di Tapassanda] non [sono state purificate:] fa' tu la purificazione![8][9]»

L'episodio resta oscuro, ma le conseguenze per Hattusili furono di portata rilevantissima: lo scontro col figlio procuro' al re l'ostilità di gran parte della nobiltà che spinse una sorella del Re, nota dai testi come "La Serpe", verosimilmente madre di Labarna[10], il nipote inizialmente adottato e scelto da Hattusili per succedergli, a schierarsi apertamente contro il sovrano. Le proporzioni dello scontro in seno alla famiglia reale, forse solo politico e non armato, devono essere state importanti, come ci narra lo stesso Hattusili, e non essersi limitate a Tappasanda ma estese a tutto il regno, inclusa la capitale:

«"Quando imprigionai Huzziya, il popolo di Hatti mi divenne ostile, anche ad Hattusa[11]

Il sovrano tuttavia reagì col consuetò vigore: sentendo approssimarsi la fine, convocò gli alti ufficiali e funzionari nel palazzo di Kussara e pronunciò l'amaro discorso che è giunto fino a noi[12]:

«Ora io sono ammalato. Prima avevo proclamato Labarnas figlio di fronte a voi dicendo: 'egli siederà sul trono!'. Il re lo ha chiamato figlio..Ma egli si è dimostrato un figlio inutile.... Ascolta solo le parole di sua madre, la serpe! Ascolta le fredde parole dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Ma il re ha udito ed ha capito. Basta! Egli non è mio figlio ... Così ora Mursili è mio figlio![13]»

Labarnas fu diseredato e rinchiuso in un tempio come sacerdote, mentre la "Serpe" bandita da corte con la confisca dei beni personali. Il re così nominò suo successore un altro nipote, Mursilis, forse figlio d'Hastayar, che era ancora molto giovane all'epoca.

Tawananna, Regina Regnante e vedova di Labarna I, pare non abbia accettato la scelta del Re di designare come erede il giovanissimo nipote, scatenando l'ira di Hattušili I che, se l'interpretazione generalmente accettata di un passaggio del suo "Editto" è corretta, bandì Tawananna[14] esiliandola.

Gli storici si sono chiesti perché l'anziana regina possa essersi rivoltata al genero, e mettono in relazione l'episodio a due testi parzialmente giunti sino a noi[15], nei quali si parla di una rivolta verso Hattusa del Principe di Purushanda, città di primissima importanza, sede di un florido regno indipendente fino ad un secolo prima, ed ora centro principale in orbita ittita. Una fortunata intuizione di Beal[16], poi seguita da altri, collega l'episodio dell'Editto alla rivolta di Purushanda, concludendo che il Principe di tale città vassalla fosse un genero (o meno probabilmente un figlio) di Tawananna che, visto che nessun erede diretto di Hattusili lo avrebbe seguito sul trono, potrebbe aver tentato di favorire la propria discendenza diretta a danno dell'erede scelto, un giovinetto.

Hattusili reagi' con veemenza ma lo scontro con Purushanda fu poi combattuto in varie campagne dal nuovo re Mursili , che domo' la rivolta con l'aiuto di Pimpira.[17].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A Muršili I, nei primi anni del suo regno, è attribuita la conquista del regno di Yamkhad e della sua capitale Aleppo[18], nel Nord dell'attuale Siria. Il giovane re considerò questa conquista un suo dovere per vendicare il vecchio Hattušili I, morto in seguito alle ferite riportate nell'assedio di tale città[19]. Il controllo sul regno di Kizzuwadna (parte sud orientale dell'impero ittita) e sul regno di Yamkhad era anche strategico per future spedizioni in Siria e Mesopotamia, come era già accaduto sotto il regno di Hattušili I.

Reso saldo il controllo sui passi e la strada verso sud, verso l'Eufrate, circa nel 1595 a.C., Muršili I condusse una campagna senza precedenti di 2.000 km fino al cuore della Mesopotamia saccheggiando la città di Babilonia[20] e ponendo fine alla dinastia degli Amorrei[21] a cui apparteneva Hammurabi. Questo raid non produsse alcun dominio ittita su Babilonia, ma permise l'affermazione dei Cassiti come attesta la documentazione storica. L'alleanza con i Cassiti permise a Muršili I di contrastare più efficacemente la minaccia degli Urriti sui confini dell'impero

Muršili I tornò ad Hattuša carico di gloria, onori e bottino: aveva superato in battaglia la gloria del suo predecessore ed aveva eguagliato le gesta di Sargon di Akkad (potente re akkadico di cui si ricordavano ancora le imprese). Nonostante tutto ciò, qualche anno dopo Muršili I fu assassinato nel corso di una cospirazione diretta da suo cognato Hantili I (marito di sua sorella Harapsili), che usurpò il trono, e dal genero di quest'ultimo Zidanta I[22].

Con la morte di Muršili I fallisce il progetto di Hattušili (dichiarato nel suo testamento) di dare al regno stabilità e sicurezza dinastica: la successione avviene ancora tramite una cospirazione all'interno della famiglia reale e la successione segue la linea femminile. Hantili usurpa il trono addirittura con l'assassinio del re, sarà il primo di una serie di intrighi e delitti che mineranno dall'interno il potere della famiglia reale ittita dell'antico regno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cronache del Palazzo, VsII §1: "Il padre del re assegnò un recipiente con il vino h ̮a̮arhara alla nobile Haš ̮tayara ed al nobile Marattiya"
  2. ^ frammento KBo 3,34 iii 15-16
  3. ^ per la classificazione del materiale ittita vedi nota documentale nella pagina di Hattušili I
  4. ^ KBo III 23
  5. ^ A. Archi, Lliumanité des Hitliles : Florìlegium Anatolicum. Mélangcs offerts à E. Laroche, Paris 1979, p. 39 e n. 20. SEL
  6. ^ Harry A. Hoffner, Gary M. Beckman, Richard Henry Beal, John Gregory McMahon: Hittite studies in honor of Harry A. Hoffner, Jr:on the occasion of his 65th birthday; EISENBRAUNS, 2003 - History - 406 pages; ppg 15-16
  7. ^ J. Blasweiler: Purushanda and The old kingdom of Hattusa, pp. 16-19.
  8. ^ Pecchioli Daddi, p. 12-13.
  9. ^ Del Monte, p. 43-45.
  10. ^ J. Blasweiler: Purushanda and The old kingdom of Hattusa, pp. 17-18
  11. ^ Si veda la traduzione del "Testamento" di Petra Godegebure, riga 13.
  12. ^ http://www.hittites.info/translations.aspx?text=translations/historical%2fSuccession+Proclamation+Hatt+I.html KUB 1.16 (BoTU 8)+ KUB 40.65: bilingual akk.-hitt.
  13. ^ Del Monte, p. 42-43.
  14. ^ "Nel futuro nessuno potrà pronunciare [il nome] di Tawannanna! Nessuno potrà pronunciare i nomi dei suoi figli!" (Editto di Hattušili, I - KBo 3.27).
  15. ^ CTH 13 e KBo 3.28
  16. ^ Nel frammento KBo 3.28 oltre che al principe di Purushanda si fa riferimento, in un passaggio frammentario, alla "Sposa di Hurma" che avrebbe trasgredito i voleri del re; Hurma è la stessa città su cui regnava, stando al testo di Zalpa, il padre di Labarna e da cui proveniva perciò Labarna stesso. L'ipotesi è che la sposa di Hurma possa essere la figlia di Labarna e Tawananna, sposata al principe dì Purushanda. Da qui le pretese e la ribellione di Tawananna alla designazione di Mursili. Si veda R. Beal: The predecessors of Hattusili I. Pag.27-32.
  17. ^ Pecchioli Daddi, p. 11.
  18. ^ Proclama di Telepinu §§9-10, i 28-29: "Andò contro Aleppo e distrusse Aleppo portando a Hattusa i prigionieri ed i beni di Aleppo"
  19. ^ KBo iii 57 (CTH 11) 10-15: "Egli (Mursili I) uscì contro Aleppo per vendicare il sangue di suo padre. Hattušili aveva assegnato Aleppo a suo figlio (perché lo affrontasse). A lui il re di Aleppo fece ammenda"
  20. ^ Proclama di Telepinu §§9-10, i 29-31: "Poi andò contro Babilonia e distrusse Babilonia sbaragliando i Hurriti e portando a Hattuša i prigionieri ed i beni di Babilonia."
  21. ^ Cronache di Babilonia, 20 riga 11: "Al tempo di Samsuditana gli Ittiti marciarono contro Akkad"
  22. ^ Proclama di Telepinu §§11, i 32-34: "Hantili era un coppiere, ed aveva in moglie Harapsili, sorella di Mursili, [mentre Zidanta era un ... ed aveva in moglie ---], la figlia di Hantili. Zidanta salì con Hantili e commisero il delitto: uccisero Mursili, e versarono il suo sangue"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano de Martino, Gli Ittiti, in Le bussole, Roma, Carocci, 2003, ISBN 9788843026791.
  • (EN) C. W. Ceram (Kurt Wilhelm Marek), Secret of the Hittites: The Discovery of an Ancient Empire, in Phoenix Press, Phoenix, 2001, ISBN 9781842122952.
  • (EN) Oliver R. Gurney, The Hittites, Penguin Books, 1991, ISBN 9780140126013.
  • (FR) A. Archi, L'Humanité des Hittites : Florìlegium Anatolicum. Mélangcs offerts à E. Laroche, Parigi, E. Laroche, 1979.
  • (EN) Harry A. Hoffner, Gary M. Beckman, Richard Henry Beal e John Gregory McMahon, Hittite studies in honor of Harry A. Hoffner, Jr:on the occasion of his 65th birthday, in History, EISENBRAUNS, 2003.
  • (EN) Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites, New York, Oxford University press, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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