Muršili III

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Mursili III
Re ittita
In carica 1272 a.C. circa –
1265 a.C. circa
Predecessore Muwatalli II
Erede Hartapu ?
Successore Hattusili III
Nascita 1300-1295 a.C. circa[1]
Morte post 1230 a.C.
Padre Muwatalli II
Madre sposa secondaria o concubina
Figli Hartapu

Muršili III (1300-1295 a.C. ca. – post 1230 a.C.) è stato un re del nuovo regno ittita, vissuto nel XIII secolo a.C.

Figlio maggiore ed erede designato ("tuhkanti" in ittita) del re Muwatalli II, chiamato alla nascita col nome Hurrita Urhi-Teshub[2], salì sul trono dell'Impero ittita come Muršili l'anno della morte del padre (1272 a.C.)[3].

Un erede di secondo rango[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di una concubina del re o di una sposa secondaria, era a tutti gli effetti quello che gli Ittiti consideravano un "figlio di secondo rango", cui solitamente veniva preferito come erede alla corona il figlio della sposa principale del re[4][5]; probabilmente Muwatalli II non aveva figli di primo rango, anche se alcuni studiosi, tra cui l'eminente ittitologo Singer, ritengono che Kurunta, figlio minore del sovrano, potesse esserlo.

Sette anni sul trono[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante qualcuno gli attribuisca solo 5 anni di regno, è oggi ormai praticamente certo che Muršili III regnò per sette anni, dal 1272 al 1265 a.C., come il suo successore Hattušili III spiega in un'orazione[6]; per tutto il periodo del suo regno, il ruolo di Regina Regnante fu svolto da Danuhepa, ultima moglie di suo nonno, unica a cui troviamo associato il sigillo sia di Mursili III sia di Urhi Teshub, il rapporto con la quale deve essere stato particolarmente empatico visto che non solo la richiamò a corte dopo l'esilio a cui l'aveva costretta suo padre Muwatalli, ma le restituì anche il ruolo di Regina Regnante.[7]

Suo padre Muwatalli, in vista dello scontro con l'Egitto, aveva diviso l'impero in due zone territoriali, spostando per maggior sicurezza e praticità logistica la capitale dalla sede storica di Ḫattuša a Tarhuntassa, più vicina all'area siriana dove lo scontro si sarebbe svolto[8]; la zona nord dell'impero era adfidata al controllo del fratello Hattusili, generale delle forze armate, installato a Hakpis.

Gli ultimi anni di regno di Muwatalli, fatta la scelta di Mursili come erede designato, furono contraddistinti da una forte presenza del figlio nella gestìone attiva dell'impero, tanto da fare ipotizzare ad alcuni (Klengel e Cammarosano) addirittura un periodo di co-reggenza, mentre i più (tra cui Hawkins, Bryce e Houwink ten Cate) ritengono che il tuhkanti abbia solo svolto de facto funzioni solitamente di pertinenza del re[9]; a dispetto di ciò, le frizioni tra padre e figlio appaiono evidenti dai testi che ci sono giùnti, che ci mostrano un Mursili timoroso della propria posizione, preoccupato del pensiero della nobiltà ittita ed in disaccordo con indirizzi politici presi da Muwatalli.

Quando Mursili ascese finalmente al trono i rapporti con lo zio Hattusili restarono ottimi, anzi da orazioni e testi giunti sino a noi pare che il giovane re avesse molte più affinità con questo che non con il padre[10], a partire proprio dal comportamento da tenere verso la Regina Danuhepa, al cui processo furono entrambi giudice schierati a favore di questa.

Le prime azioni di Mursili da re vanno tutte in direzione opposta a quella del padre, probabilmente proprio per recuperare il favore di quella nobiltà che aveva osteggiato la politica tenuta negli ultimi anni da Muwatalli e rafforzare la posizione personale che, proprio a causa delle origini natali, sentiva precaria[11]. In tal senso va intesa la decisione di riportare la capitale nella sede storica di Hattusa, ben piu di una semplice città per gli Ittiti, ma vera e propria Patria ancestrale.

Mursili però non deve aver opportunamente valutato che così facendo, portando cioè la sede regale più a nord rispetto a Tarhuntassa e quindi assai più vicina a Hakpis, avrebbe ridotto in modo considerevole i territori soggetti al controllo dello zio, creando malumori e frizioni con la figura più stimata dell'impero, del cui sostegno aveva viceversa assoluto bisogno, soprattutto dopo la disastrosa campagna militare che costò agli Ittiti il controllo del Mitanni, passato all'Assiria[12].

Quando pochi anni dopo Mursili III revocò allo zio anche il controllo del feudo di Hakpis, probabilmente spaventato dalla notorietà di questi per il suo rimarchevole passato militare e temendo che potesse diventare un pretendente al trono, provocò la reazione violenta di Hattusili che sfocerà in una guerra civile.

Guerra civile: Mursili detronizzato[modifica | modifica wikitesto]

Hattusili inizialmente accettò le decisioni del nipote, ma quando ebbe notizia che sarebbe stato rimosso anche dal governatorato della città sacra di Nerik, si ribellò, come descrive in un suo testo:[13]

«Per sette anni sono stato sottomesso al re. Ma con stimolo umano Muršili provò a distruggermi, prendendomi Hakpis e Nerik. Ora non mi sottometterò più a lui. Ho ingaggiato guerra contro di lui. Ma non ho commesso alcun crimine facendo ciò, ribellandomi a lui con la cavalleria nel suo palazzo. In maniera civilizzata comunicai con lui così: Tu hai iniziato le ostilità contro di me. Ora tu sei Gran Re, e io sono re di una sola fortezza. Questo è tutto quello che mi hai lasciato. Vieni! Istar di Samuha e il Dio Tempesta di Nerik decideranno il nostro destino per noi! Da quando scrissi così a lui, se qualcuno ora dice: Perché dopo averlo fatto re precedentemente, ora gli rivolgi parole di guerra? (la mia replica sarebbe questa): Se non avesse iniziato contro di me le ostilità, sarebbero Istar e il Dio Tempesta soggetti ora a un così piccolo re? Poiché lui iniziò a combattere contro di me, gli dei lo hanno soggetto alla mia autorità»

Mursili III salì al Nord, confidando di avere l'appoggio delle popolazioni suddite dell'area, ma commise un grave errore di sottovalutazione del prestigio di Hattusili, trovandosi così a combattere in territorio ostile e per giunta contro un avversario stimato, appoggiato dalla nobiltà Ittita e molto più esperto di lui. Hattušili radunò un esercito considerevole, inclusi appunto gli alleati dei suoi feudi locali, oltre a molti ittiti non schieratisi col re, impressionati dalla sua fedeltà al servizio militare e dalle vittorie, specialmente quella contro Ramesse II d'Egitto nella Battaglia di Qadeš del 1274 a.C.; dall'altra parte, invece, c'era un giovane sovrano che aveva appena perso il ricco territorio vassallo di Hanigalbat/Mitanni. Hattušili, al cui fianco si schierarono anche i Kaska, sconfisse Muršili e lo fece riparare nella città di Samuha, dove, dopo un rapido assedio, lo costrinse alla resa; ottenuta la tregua lo spodestò dal trono, occupandolo come re Hattušili III[14]. Dopo la sua vittoria, Hattušili incoronò l'altro nipote Kurunta, fratello di Mursili ma schieratosi al suo fianco nella guerra, re vassallo della capitale secondaria Tarhuntassa, nel Sud dell'impero.

L'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Hattušili III fu magnanimo col nipote sconfitto, e lo risparmiò, inviandolo inizialmente nell'area siriana, a Nuhashshi, come amministratore; ma Muršili tentò di riconquistare il trono intessendo relazioni diplomatiche private con altre potenze dell'epoca, in particolare con i Babilonesi e gli Assiri di Salmanassar I; venuto alla luce ciò, Hattusili lo esiliò, probabilmente nell'isola di Alasiya (Cipro) da dove però Mursili scappò, riparando in Egitto, la terra del suo nemico Ramesse II.

Hattušili, venuto a conoscenza della fuga, chiese a Ramses di estradare il nipote nel territorio ittita, o ancora meglio di trattenerlo, vigilando che rimanesse lontano da Hattusa[15], preoccupato che un suo ritorno potesse rimettere in discussione il proprio diritto al trono. Ramesse però negò ogni coinvolgimento nella fuga di Muršili, e tra i sovrani si aprì un fitto carteggio sul tema[16], ed anche una piccola crisi, che portò il vago rischio di una nuova guerra tra le due superpotenze dell'epoca[17]. In realtà Hattusili più che intenzionato ad avere estradato il nipote, caldeggiava che Ramses lo tenesse sott'occhio, lontano dai territori Ittiti[18], onde evitare nuovi moti reazionari ad Hattusa che il ritorno di Mursili avrebbe potuto innescare.

Una vita spesa per la riconquista del trono[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici ritengono oggi che, a dispetto della versione ufficiale reiterata da Ramses, almeno in una prima fase Mursili fosse realmente riparato in Egitto, fuggendo nuovamente verso casa quando il faraone riconobbe ufficialmente Hattusili come sovrano legittimo; Bryce[19], sulla base di una risposta circostanziata di Ramses, ipotizza in modo speculativo ma calzante, anche il percorso di ritorno che il fuggiasco potrebbe aver compiuto: Kadesh, Amurru (dove cadde brevemente in mano ittita ma riuscì a fuggire corrompendo gli inseguitori), Aleppo e Kizzuwadna; ed aprendo cosi nuovi scenari sulla fine della storia.

Muršili III, se il percorso "tracciato" da Ramses trovasse fondamento, da Kizzuwadna avrebbe potuto raggiungere facilmente i territori della confinante Tarhuntassa su cui regnava come governatore suo fratello Kurunta[20], leale allo zio Hattusili ma che improbabilmente gli avrebbe consegnato il fratello; e da qui agire per la riconquista del trono.

Frammenti di una tavoletta in lingua ittita[21] recentemente decifrata, gettano nuove prospettive sul destino di Mursili: secondo la traduzione, infatti, nei primi anni del regno di Tudhaliya IV (suo cugino e successore di Hattušili III), quindi attorno al 1230, oltre 30 anni dopo la sua deposizione, Urhi-Teshub sarebbe vivo e ancora attivo in Anatolia, in cerca di appoggi da vari sovrani per riconquistare il trono; tra questi il "re di Ahhiyawa", un regno o una coalizione di regni micenei non meglio identificata, nemico ittita da oltre un secolo in area Ionica.

Nel testo oltre a Urhi-Teshub si citano anche Sipa-Ziti (generale dello stesso nella guerra civile ittita) e Talmi-Teshub (viceré di Carchemish nella parte finale del XIII secolo a.C. e imparentato con la famiglia reale ittita), fatti che avvalorano la corretta interpretazione della tavoletta.

Lo scontro finale[modifica | modifica wikitesto]

È possibile che la determinazione di Mursili di riconquistare il trono abbia portato a qualche risultato, almeno indirettamente: iscrizioni recentemente reinterpretate dall'area delle terre basse ittite, nella zona di Tarhuntassa, risalenti con larga probabilità alla fine del XIII e l'inizio del XII secolo (cioè in prossimità della fine dell'impero ittita) parlano di un "Grande Re Hartapu", che si proclama "figlio del Grande Re Mursili" e reclama con stele progressive numerosi successi militari nell'area[22].

Gli studiosi[23] ritengono assai probabile che possa trattarsi di un figlio di Mursili III, e che possa essere diventato sovrano di Tarhuntassa, indipendente dal potere centrale di Hattusa. È infatti oramai accettato che il fratello di Mursili, Kurunta, reggente di Tarhuntassa, dopo anni di fedeltà abbia finito per scontrarsi col ramo regnante della famiglia reale[24], distaccandosi in qualche modo[25] dalla casa madre e creando un ampio regno indipendente nel Sud anatolico, sul cui trono sarebbe poi salito il nipote Hartapu.

Tale ipotesi trova ulteriore sostanza dalla notizia che riceviamo in un'orazione composta da Tudhaliya[26], il quale, già re, cita i figli adulti di Mursili, uno dei quali è verosimile sia stato Hartapu.

D'altra parte, viceversa, non si ha notizie né di spose né di figli di Kurunta, che potrebbe pertanto benissimo aver lasciato il trono al figlio del fratello[27].

Secondo Bryce, a far da detonatore finale per la secessione di Kurunta dopo tanti anni di fedeltà, potrebbe esser stato proprio il ricongiumento col fratello di ritorno dell'Egitto e la successiva morte di Mursili[28] già avanti con gli anni.

Tuttavia dopo qualche decennio di coesistenza dei due Grandi Re ittiti si arrivò all'inevitabile scontro finale tra i due rami della famiglia reale, avvenuto verso il 1200, col re ittita di Hattusa Šuppiluliuma II, figlio di Tudhaliya,[29] che ebbe la meglio (probabilmente su Hartapu), riconquistando e annettendo definitivamente al proprio regno quello di Tarhuntassa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag.126.
  2. ^ Come definitivamente dimostrato dal sigillo di Nišantepe tradotto da Otten nel 1993.
  3. ^ Alcuni storici, soprattutto Cammarosano, ipotizzano una breve e contrastata coreggenza col padre, basandosi sulla traduzione dei reperti KUB 21.33 e KUB 31.66 e su conseguenti deduzioni. Si veda M. Cammarosano: A coregency for Mursili III?
  4. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 252-253.
  5. ^ Il cosiddetto "Editto di Telipinu", nome ufficiale del reperto CTH19, sanciva le regole di successione al trono ittita, chiarendo che fosse preferibile un figlio di primo rango come erede, poi un figlio di secondo rango e infine, in assenza di figli maschi, il marito di una figlia di primo rango; ma lasciando comunque al re la scelta del successore.
  6. ^ Si veda la "Preghiera di Hattusili alla Dea del Sole Arinna", nome ufficiale del reperto CTH 383.
  7. ^ Il processo a cui Danuhepa fu sottoposta da Muwatalli per supposti atti profanatori è ritenuto oggi puramente strumentale; in realtà il Re temeva che la Regina, ultima consorte del padre, potesse spingere i suoi figli verso il trono in danno di quelli del Re. Si veda T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 243-244.
  8. ^ Sul perché Muwatalli abbia spostato la capitale è in corso un dibattito da tempo: molti, tra cui Bryce, ritengono che le ragioni siano esclusivamente politiche, altri, tra cui Singer, intravedono invece ragioni religiose legate al culto del dio Tarhun, cui la nuova capitale era votata, ravvisando un parallelismo con quanto fatto dal faràone Akhenaton, vissuto solo pochi decenni prima. Si veda I. Singer: Great kings of Tarhuntasa.
  9. ^ L. D'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa; pag. 222-223.
  10. ^ Si vedano in tal senso soprattutto i reperti KUB 21.33 e KUB 31.66 raccolti opportunamente da M. Cammarosano in A coregency for Mursili III ?
  11. ^ Si veda M. Cammarosano in A coregency for Mursili III ?; pag. 174-189.
  12. ^ In realtà non vi fu scontro diretto: Shattuara, sovrano del regno hurrita del Mitanni legato agli Ittiti dai tempi di Suppiluliuma da un blando vassallaggio (aveva comunque appena combattuto a fianco di Hatti a Kadesh), attaccò gli Assiri ma fu pesantemente sconfitto da Adad-nirari e reso vassallo. L'azione avvenne senza consultare né chiedere il supporto degli ittiti, circostanza che solo un decennio prima sarebbe stata impensabile. Mursili così si trovò davanti al fait accomplì, perdendo in un sol colpo, senza reali colpe eccetto forse la scarsa considerazione internazionale di cui godeva, territori e prestigio. Si veda T. Bryce, The kingdom of the Hittites, pag. 256-259.
  13. ^ "Preghiera di Hattusili alla Dea del Sole Arinna", nome ufficiale del reperto CTH 383.
  14. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 261-263.
  15. ^ I. Singer: The Urhi-Teshub affair in the Hittite-Egyptian correspondence.
  16. ^ Si vedano in tal senso KUB 3.22, NBC 3934 ed Anche KBo 8.14 che Giorgeri ha riclassificato, vedendo in essa una missiva di Hattusili, in tal senso.
  17. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 264-265.
  18. ^ Singer in tal senso, ed anche Giorgeri: Il frammento KBo 8.14: un nuovo tentativo di interpretazione; pag. 73, in particolare la nota 35.
  19. ^ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag.120.
  20. ^ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag. 120-126.
  21. ^ Nome ufficiale del reperto: CTH 214.12.C Kbo 16.22; per il testo completo si vedano Beckman, Bryce, Cline, "The ahhiyawa texts"
  22. ^ Si veda l'accurata trattazione del tema, suggerito da Singer ed Hawkins, in L. D'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa.
  23. ^ Tra questi Singer, Jasink, Beal, D'Alfonso e Hawkins; si veda Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 352-353.
  24. ^ Tra gli altri L. D'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa.
  25. ^ Bryce e Neve ipotizzano uno scontro armato con temporanea deposizione di Tudhaliya, Jasink piu cauta parla di "colpo di stato fallito", Beal, Hawkins e D'Alfonso di una secessione politica, mentre Singer ipotizza una divisione concorde dell'impero per una migliore gestione, con una collaborazione tra pari.
  26. ^ Si veda KUB 16.32 - CTH 582.
  27. ^ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag. 123.
  28. ^ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag. 125-127.
  29. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites. Pag. 329.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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