Karum

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L'Anatolia centrale durante il periodo dei karum

Karum (Akkadico: kārum "porto, distretto commerciale", plurale kārū, dal sumero kar "fortificazione (di un porto), frangiflutti"[1][2][3]) è il nome con cui venivano chiamati gli antichi mercati assiri in Anatolia[4] dal XX al XVIII secolo aC.. Il più importante karum era situato presso l'antica città di Kanesh.

Gli insediamenti Assiri[modifica | modifica wikitesto]

Lettere commerciali dall'Assyria al karum Kanesh sul commercio di metalli preziosi. 1850–1700 aC. Walters Museum

I primi riferimenti al termine karū si trovano nelle tavolette di Ebla; in particolare, un alto funzionario conosciuto come Ebrium conclude il più antico accordo commerciale completamente conosciuto dall'archeologia, noto anche come il Trattato fra Ebla e Assur o come il Trattato con Abarsal (gli studiosi discutono se il testo si riferisce ad un trattato con la città di Assur o con Abarsal, una località sconosciuta). In ogni caso, l'altra città contrattò per la costruzione di alcuni karū nel territorio eblaita oltre ad altre cose.

Sargon I il grande, che sconfisse Ebla poco dopo, invase l'Anatolia per punire Nurdaggal, re di Burushanda, colpevole di aver perseguitato i mercanti Akkadici e Assiri in quei kārū, come riferiscono documenti ittiti di epoca successiva. Questo episodio testimonia l'importanza ed il valore anche politico dei kārū. Durante il secondo millennio aC., l'Anatolia era governata dalle città stato del popolo degli Hatti e, successivamente, dagli ittiti. Fin dal 1960 aC. i mercanti Assiri avevano stabilito vari karū[5] nei pressi delle principali città anatoliche. Questi insediamenti commerciali pagavano dazi ai governatori delle città ma godevano di una certa autonomia[6]. Vi erano anche stazioni commerciali più piccole, chiamate mabartū (mabartum nel singolare). Il numero totale dei kārū e dei mabartū era circa di venti. Fra questi i più archeologicamente documentati sono: quello nei pressi dell'antica città di Kanes (probabilmente il più importante della regione), quello nei pressi dell'antica Ankuva (oggi Alişar Hüyük) e quello nei pressi dell'antica Hattus (poi divenuta Hattusa sotto il dominio ittita, oggi Boğazköy). Probabilmente il secondo di questi era solo un mabartum. Con l'affermarsi del dominio ittita nell'Anatolia la rete dei Karum scompare, per vari motivi fra cui l'instabilità politica nella regione e la pressione pressione politico militare del regno di Babilonia sui territori assiri (situazioni che rendevano pericolosi i viaggi commerciali).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Rubio Gonzalo, Bryn Mawr Classical Review 2005.02.02, su Bryn Mawr Classical Review, Bryn Mawr College, 2 Feb 2005. URL consultato il 14 agosto 2014.
  2. ^ (EN) Eilers W., BANDAR ("Harbor"), su Encyclopaedia Iranica, Ehsan Yarshater, 15 dicembre 1988. URL consultato il 14 agosto 2014.
  3. ^ (EN) Jagersma Bram, Review of: Sumerian grammar, su Dietz Otto Edzard (a cura di), academia.edu, Leiden, Netherlands, Academia, Inc., 2007. URL consultato il 14 agosto 2014.
  4. ^ (EN) Enciclopedia Britannica OnLine, Britannica Online http://www.britannica.com/EBchecked/topic/312774/karum Britannica Online.
  5. ^ Anadolu Medeniyetleri Müzesi, Ankara, ISBN 975-7523-00-3.
  6. ^ (EN) Seton Lloyd, Ancient Turkey, a cura di Ender Verinlioğlu Tubitak, Ankara, 1998, pp. 18–19.