Hatti (popolo)

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Hatti
Nomi alternativiHattiti[1] o Ḫatti o Khatti
Luogo d'origineTurchia Turchia, Anatolia, Paese di Hatti
LinguaLingua hattica
L'Impero ittita,che rimpiazzò gli Hatti, attorno al 1290 a.C. (in rosso), e in verde il dominio egizio

Il popolo Hatti, o Preittiti[2] o Hattiti[1] o Khatti fu un antico popolo non-indoeuropeo[2] insediato in Anatolia, detta anche "terra di Hatti", che subì varie ondate migratorie dei popoli indoeuropei fra il 2500[3] e 1700 a.C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non avendo questo popolo lasciato testimonianze scritte dirette, ciò che oggi si sa sugli Hatti viene da testimonianze indirette di altre popolazioni e dagli scavi archeologici. È probabile che i sovrani Hatti usassero scribi che scrivevano in accadico per condurre gli affari in Mesopotamia.

L'antico nome dell'Anatolia centrale, cioè "Paese di Hatti", compare per la prima volta in tavolette mesopotamiche in cuneiforme degli Accadi (seconda metà del III millennio a.C.), tavolette in cui i mercanti assiri chiedono aiuto al re accadico Sargon. Il toponimo continuò a essere usato fino al 630 a.C., come dimostrano le cronache assire.

Questo popolo parlava una lingua non indoeuropea, connessa con quella dei Khaldi/Kardu[senza fonte]. Alla fine questo popolo si mescolò con gli Ittiti, che parlavano una lingua indoeuropea.

Gli Hatti erano organizzati in città-stato e piccoli regni teocratici che furono poi conquistati a uno a uno dagli Ittiti dopo il 2200 a.C. Anche dopo questa conquista gli Hatti continuarono a rappresentare la maggior parte della popolazione. Per questa ragione influenzarono molto gli Ittiti, che dagli Hatti presero gran parte della religione e della mitologia. La differenza tra Hatti e Ittiti emerge anche dalle descrizioni che gli Egizi danno in occasione della Battaglia di Kadesh, che parlano di individui molto diversi tra loro nell'aspetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Brandau e Schickert, p. 30.
  2. ^ a b Hatti, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. URL consultato il 5 ottobre 2021.
  3. ^ Brandau e Schickert, p. 17.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ekrem Akurgal, The Hattian and Hittite Civilizations, Publications of the Republic of Turkey, Ministry of Culture, 2001; 300 pagg.
  • Birgit Brandau e Hartmut Schickert, Gli Ittiti, Newton Compton editori s.r.l, 2006.

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