Tudhaliya III

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Tudhaliya III
Re ittita
In carica 1375 a.C.[1] –
1355 a.C.
Predecessore Arnuwanda I
Erede Tudhaliya il Giovane
Successore Tudhaliya il Giovane
Nome completo Tašmi-Šarri
Altri titoli Re della Terra di Ḫattuša, gran Re, Re d'Hatti, signore di Kušara
Nascita 1400 a.C. circa
Morte 1355 a.C.
Padre Arnuwanda I
Madre Asmunikal
Consorte Satanduhepa
Daduhepa
Figli Tudhaliya il Giovane
Pirwa
--uda
Šuppiluliuma I
Zida/Ziti[2]

Tudhaliya III (1400 a.C. circa – 1355 a.C.[1]) è stato un sovrano ittita, attorno al XIV secolo a.C.

Biografia e regno[modifica | modifica wikitesto]

Figlio della regina Asmunikal e del re Arnuwanda I, Tashmi-Šarri[3], "tuhkanti" (erede designato) della coppia reale[4], ascese al trono ittita col nome di Tudhaliya III attorno al 1370 a.C., ereditando dal padre una situazione politica assai complicata: le tribù barbare dei Kaska saccheggiavano il nord del paese con devastanti incursioni, mentre il confinante regno urrita di Mitanni e l'Egitto avevano appena sottoscritto un'alleanza di ferro spartendosi la ricca area siriana e stroncando sul nascere così i progetti espansionistici ittiti[5].

La minaccia delle tribù del Nord si aggravò a tal punto che, verosimilmente per accaparrarsi i fertili territori a nord e attorno a Ḫattuša, i Kaska arrivarono ad attaccare, saccheggiare e dare alle fiamme perfino la capitale, che venne così tragicamente distrutta[6]. Nel frattempo la corte si era trasferita nella città di Sapinuwa (oggi Ortakoy), ma anche questa città fu saccheggiata dai Kaska e cosi gli Ittiti furono nuovamente costretti a spostare la capitale, a sud-est, forse nella città di Samuha[7].

Ma in prospettiva la minaccia maggiore arrivava dalla frontiera occidentale: le popolazioni Arzawa, infatti, aggregatesi attorno al sovrano Tarhuna-Radu, invasero le Terre Basse ittite spingendosi fino a Tuwanuwa e Uda[8], sfruttando il temporaneo concentramento delle forze militari ittite al nord, e facendo del regno di Arzawa un'autentica forza politica, in grado di imporsi anche a livello internazionale come prima potenza dell'area anatolica.

La reazione di Tudhaliya[modifica | modifica wikitesto]

Si dibatte su dove la corte si sia trasferita in questa tragica fase della storia ittita, con Tudhaliya stretto in una morsa nemica ad Ovest ed a Nord, il regno regredito a livello di prestigio internazionale ed i territori dimezzati e ridotti unicamente al nucleo storico, delimitato dal fiume Marassantiya; oggi gli studiosi si orientano prevalentemente sulla città di Samuha[9] che in futuro sarebbe stata utilizzata come base logistica di primaria importanza. Comunque sia Tudhaliya, in un periodo che deve essere durato lo spazio di 5-10 anni, riuscì a radunare i resti dell'esercito, mettendo in piedi una controffensiva che deve aver colto tutti di sorpresa.

Infatti si era coalizzata un'alleanza che agli Egizi e a Mitanni aveva visto aggiungersi proprio gli Arzawa[10], con il sovrano Tarhuna-Radu che aveva stretto rapporti personali tanto forti con Amenhotep III da dargli in sposa una delle proprie figlie (in realtà non si ha certezza che il matrimonio si sia poi perfezionato) e inviargli prigionieri come soldati per il proprio esercito; in una missiva al leader Arzawa, il faraone commenta "..ora che la terra di Hattusa è stata congelata...", intendendo probabilmente la distruzione totale o quasi della storica potenza anatolica[11].

E invece gli Ittiti erano tutt'altro che defunti: con il figlio Suppiluliuma generale in campo, Tudhaliya incominciò la riconquista della parte nord del regno; con una serie di attacchi scacciò i Kaska da buona parte dei territori ittiti, e successivamente invase le terre degli Azzi-Hayasa, sbaragliando nella decisiva battaglia di Kummaha le forze guidate da Karanni. Reso questo popolo vassallo ittita, Tudhaliya pose sul trono il leader Hukkana, a cui Šuppiluliuma I darà in sposa in seguito una principessa ittita a suggello dell'alleanza[12].

La guerra con gli Arzawa[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, riconquistata l'area di Hattusa e incominciata la ricostruzione della città, le truppe di Tudhaliya marciarono verso ovest per affrontare gli Arzawa. Secondo il resoconto che farà più tardi suo nipote Muršili II, fu Suppiluliuma a chiedere al padre di poter guidare l'esercito nel tentativo di riconquista: gli scontri nelle Terre Basse devono essere stati ripetuti e cruenti, ma alla fine l'esercito ittita riuscì a recuperare i territori perduti due decenni prima. D'altra parte abbiamo notizie sempre in questo periodo (non è chiaro se alla fine del regno di Tudhaliya o all'inizio di quello di suo figlio Šuppiluliuma I) di un rifiuto da parte di un leader Arzawa chiamato Anzapahhaddu[13] di restituire dei latitanti sfuggiti alla giustizia di Hattusa; come reazione gli Ittiti invieranno il generale Himuili per una spedizione punitiva, ma riporteranno un'umiliante sconfitta. A risolvere la questione sarà ancora una volta Suppiluliuma, che guidando le truppe in prima persona, sbaraglierà l'esercito arzawa, riaffermando definitivamente l'autorità ittita nell'area anatolica.

Le due mogli del Re[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante di lei sia rimasta ben poca traccia nella storia tramandata dalle generazioni successive, la compagna storica di Tudhaliya III (e poi consorte al momento della sua ascesa al trono) fu Satanduhepa; la regina gli dette con larga probabilità almeno tre figli maschi: Tudhaliya il Giovane, Pirwa ed un terzo il cui nome ci é giunto solo in modo frammentario[14].

Satanduhepa è citata già sotto il regno di Arnuwanda I come consorte del figlio[15] anche se probabilmente quando Tudhaliya divenne re il ruolo di Regina Regnante fu brevemente ricoperto dalla madre Asmunikal, sopravvissuta al marito. Successivamente Satanduhepa rimpiazzo' la suocera nel prestigioso ruolo, ma dato l'esiguo numero di sigilli comuni al marito giunti fino a noi, rimase forse in carica poco tempo: al suo posto troviamo infatti Daduhepa, forse figlia di Tushratta re hurrita del Mitanni, ricordata invece diffusamente dalle generazioni successive e della quale ci sono giunti molti sigilli comuni con Tudhaliya III, di cui divenne la seconda moglie.

Il motivo di tale avvicendamento é ignoto e le cause possono essere state naturali.

Oggi si fa strada una ipotesi, largamente condivisa (tra gli altri da Demartino, Freu e Stavi), di una profonda ed insanabile spaccatura della famiglia reale alla morte di Tudhaliya: da una parte il ramo di Satanduhepa che sosteneva l'erede designato, il tuhkanti Tudhaliya il Giovane probabilmente asceso brevemente al trono; dall'altra quello della Regina Regnante Daduhepa che supportava invece Suppiluliuma, sospinto anche da nobiltà ed esercito[16]. La situazione, dopo una possibile iniziale accettazione della subordinazione al fratello da parte di Suppiluliuma, sfocera' presto in un conflitto, non è ancora chiaro se una congiura di Palazzo o una autentico scontro armato tra eserciti, e vedrà prevalere proprio Suppiluliuma[17] che ascenderà al trono: il successo del colpo di Stato porterà all'assassinio di Tudhaliya il giovane, all'esilio dei principi ad egli fedeli[18] e ad una sorta di "damnatio memoriae" verso Satanduhepa, scomparsa dalla storia (e che infatti non ritroviamo nell'elenco di tutte le Regine Regnanti Ittite redatto un secolo più tardi)[19].

Da Tudhaliya al figlio Suppiluliuma: il regno diviene impero[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del regno di Tudhaliya (il cui successore immediato fu come detto, probabilmente, per un breve periodo il tuhkanti Tudhaliya il Giovane[20]) gli Ittiti erano tornati a essere una realtà stabile e in grande ascesa, gettando le basi per la politica imperialistica che avrebbe attuato Šuppiluliuma I, il più grande re della storia ittita, spingendo i confini del suo popolo ove nessun altro era mai giunto.

E tuttavia senza la determinazione mostrata da suo padre Tudhaliya nell'affrontare con vigore e resistere a quello che può essere considerato il momento più buio della storia del suo popolo, verosimilmente gli Ittiti sarebbero spariti dalla storia già in questa fase, senza poter vivere poi la straordinaria parabola che li porterà per ancora un secolo a mezzo a fare la storia del mondo antico[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Birgit Brandau e Hartmut Schickert, Gli Ittiti, Newton Compton, 2006, p. 109.
  2. ^ Si veda SBo II, 26
  3. ^ Generalmente oggi gli studiosi accettano largamente che si tratti del figlio maggiore della coppia reale, Tashmi-Šarri, che sarebbe asceso appunto al trono con il nome di Tudhaliya III; una esigua minoranza, tra cui H. ten Cate, ritiene invece che Tashmi-Šarri fosse brevemente asceso al trono come Hattušili II, il fantomatico sovrano di cui è molto dibattuta l'esistenza.
  4. ^ L'investitura ad erede è documentata dal reperto KUB 36.118 +119, l'ascesaal trono sarebbe documentata dal successivo KBo 10.34e da KUB 11.31. Confutata invece definitivamente da Beal l'ipotesi di coreggenza col padre talvolta avanzata; si veda Studies in Hittite history, pp. 119-122.
  5. ^ a b Bryce.
  6. ^ Si veda KBO VI 28 (CTH 88)
  7. ^ Si vedano le Gesta di Suppiluliuma I, DS 10 e DS 11; argomento trattato tra gli altri in Bryce, p. 160.
  8. ^ Città da identificarsi con le classiche Tyana e Hyde.
  9. ^ Tra questi Bryce, Gurney e Forlanini, mentre una minoranza tra cui Guterbock suggerisce una qualche sede sull'alto Eufrate.
  10. ^ J. David Hawkins, British museum journal: The Arzawa letters in a recent perspective.
  11. ^ Tavoletta EA 32 degli archivi di Amarna; lettera di Amenhotep III a Tarhuna-Radu. Gli studiosi si dividono sull'interpretazione di questo passaggio niente affatto chiaro; qualcuno ipotizza un quelche tipo di problematica climatica/alimentare, ma la grande maggioranza ritiene che il riferimento sia a una situazione politica catastrofica, determinata dalle ripetute invasioni subite da Hatti nel regno di Tudhaliya III, note anche come "invasioni concentriche", confermate anche dal successivo decreto di Hattusili III (KBO VI 28)
  12. ^ Bryce, p. 150.
  13. ^ Secondo Freu e altri studiosi potrebbe trattarsi del nuovo re, figlio di Tarhuna-Radu, ma è solo un'ipotesi.
  14. ^ Stavi, pp. 231-233.
  15. ^ Si vedano KBo 9.137 e KBo 53.10
  16. ^ Stavi, pp. 232-233.
  17. ^ Bryce, p. 155 e segg.
  18. ^ Ad Alasiya/Cipro: si vedano KBo 50.184 e KBo 58.8
  19. ^ Lista delle Regine Ittite, celebrazioni di Nuntarriyasha, nome ufficiale del reperto: CTH 626. Dopo Asmunikal compare direttamente Daduhepa
  20. ^ Suppiluliuma era forse figlio della seconda moglie di Tudhaliya III, Daduhepa (anche se recentemente alcuni studiosi tra cui Stavi e Demartino hanno avanzato l'ipotesi piuttosto speculativa che potesse essere il genero dei regnanti, divenuto poi figlio adottivo dopo il matrimonio con Henti, che sarebbe stata secondo tale ipotesi la figlia naturale di Tudhaliya e Daduhepa), mentre è probabile che Tudhaliya il giovane lo fosse di Satanduhepa, la prima, che ricoprì brevemente il ruolo di Regina Regnante tra Asmunikal e appunto Daduhepa. T. Bilgin, Official and administration in the Hittite World, pp. 23-27 e Stavi, p. 227 e segg.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites.
  • (EN) B. Stavi, The Genealogy of Suppiluliuma I.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re ittiti Successore
Arnuwanda I 1370-1350 a.C. circa Tudhaliya il Giovane