Tudhaliya III

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Tudhaliya III (... – 1350 a.C. circa) è stato sovrano ittita attorno al 1370-1350 a.C..

Una situazione catastrofica[modifica | modifica wikitesto]

Figlio della Regina Regnante Asmunikal e del re Arnuwanda I, tuhkanti[1] (erede designato) della coppia reale, ascese al trono ittita attorno al 1370 a.C., ereditando dal padre una situazione politica assai complicata: le tribù barbare dei Kaska saccheggiavano il nord del paese con devastanti incursioni, mentre il confinante regno Urrita di Mitanni e l'Egitto avevano appena sottoscritto un'alleanza di ferro spartendosi la ricca area siriana e stroncando sul nascere così i progetti espansionistici ittiti[2].

La minaccia delle tribù del Nord si aggravò a tal punto che, verosimilmente per accaparrarsi i fertili territori a Nord e attorno ad Hattusa, i Kaska arrivarono ad attaccare, saccheggiare e dare alle fiamme la stessa capitale, che venne così tragicamente distrutta[3].

Ma in prospettiva la minaccia maggiore arrivava da Ovest: le popolazioni Arzawa dell'Anatolia occidentale, infatti, aggregatesi attorno al sovrano Tarhuna-Radu, invasero le Terre Basse Ittite spingendosi fino a Tuwanuwa e Uda[4] , sfruttando il temporaneo concentramento delle forze militari ittite al Nord, e facendo del regno di Arzawa una autentica forza politica, in grado di imporsi anche a livello internazionale come prima potenza dell'area anatolica.

La reazione di Tudhaliya[modifica | modifica wikitesto]

Si dibatte su dove si sia trasferita in questa tragica fase della storia Ittita, con i territori ridotti a solo quelli della madrepatria delimitati dal fiume Marassantiya, la corte, che in qualche modo deve essere sopravvissuta; oggi gli studiosi si orientano prevalentemente sulla città di Samuha [5] che in futuro sarebbe stata utilizzata come base logistica di primaria importanza. Comunque sia Tudhaliya, in un periodo che deve essere durato lo spazio di alcuni anni, riuscì a radunare i resti dell'esercito, mettendo in piedi una controffensiva che deve aver colto tutti di sorpresa.

Infatti si era coalizzata un'allenaza che agli Egizi ed i Mitanni aveva visto aggiungersi proprio gli Arzawa[6], con il sovrano Tarhuna-Radu che aveva stretto rapporti personali tanto forti con il faraone Amenhotep III da dargli in sposa una delle proprie figlie (in realtà non si ha certezza che il matrimonio si sia poi perfezionato) ed inviargli prigionieri; in una missiva al leader Arzawa, il faraone commenta "..ora che la terra di Hattusa è stata congelata...", intendendo probabilmente la distruzione totale o quasi della storica potenza anatolica [7].

Ed invece gli Ittiti erano tutt'altro che defunti: con il figlio Suppiluliuma generale in campo, Tudhaliya iniziò la riconquista della parte Nord del regno; con una serie di attacchi scacciò i Kaska dai territori Ittiti, e successivamente invase le terre degli Azzi-Hayasa, affrontando la battaglia decisiva a Kummaha dove sconfisse e sottomise le forze del loro capo Karanni. Reso questo popolo vassallo ittita, Tudhaliya pose sul trono il leader Hukkana, a cui venne data in sposa una principessa ittita a suggello dell'alleanza[8].

La guerra con gli Arzawa[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, riconquistata l'area di Hattusa ed iniziata la ricostruzione della città, le truppe di Tudhaliya marciarono verso Ovest per affrontare gli Arzawa. Secondo il resoconto che farà più tardi suo nipote Mursili II, fu Suppiluliuma a chiedere al padre di poter guidare l'esercito nel tentativo di riconquista: gli scontri nelle Terre Basse devono essere stati ripetuti e cruenti, ma alla fine l'esercito Ittita riuscì a recuperare i territori perduti due decenni prima. D'altra parte abbiamo notizie sempre in questo periodo (non è chiaro se alla fine del regno di Tudhaliya o all'inizio di quello di suo figlio Suppiluliuma I) di un rifiuto da parte di un leader Arzawa chiamato Anzapahhaddu[9] di restituire dei latitanti sfuggiti alla giustizia di Hattusa; come reazione gli Ittiti invieranno il generale Himuili per una spedizione punitiva, ma riporteranno un'umiliante sconfitta. A risolvere la questione sarà ancora una volta Suppiluliuma, che guidando le truppe in prima persona, sbaraglierà l'esercito arzawa, riaffermando definitivamente l'autorità Ittita nell'area anatolica.

Da Tudhaliya al figlio Suppiluliuma: il regno diviene impero[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del regno di Tudhaliya (cui succedette per un breve periodo il tuhkanti e figlio maggiore Tudhaliya il Giovane) gli Ittiti erano tornati ad essere una realtà stabile ed in grande ascesa, gettando le basi per la politica imperialistica che avrebbe attuato suo figlio Šuppiluliuma I, probabilmente il più grande re della storia ittita, spingendo i confini del suo popolo ove nessun altro era mai giunto.

E tuttavia senza la determinazione mostrata da suo padre Tudhaliya nell'affrontare con vigore e resistere a quello che può essere considerato il momento più buio della storia del suo popolo, versomilimente gli Ittiti sarebbero spariti dalla storia già in questa fase, senza poter vivere poi la straordinaria parabola che li porterà per ancora un secolo a mezzo a fare la storia del mondo antico[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Generalmente oggi gli studiosi accettano che si tratti del figlio maggiore della coppia reale, Tashmisharri, che sarebbe asceso appunto al trono con il nome di Tudhaliya III; una minoranza, tra cui H. ten Cate, ritiene invece che Tashmisharri fosse brevemente asceso al trono come Hattusili II, il fantomatico sovrano di cui è dibattutissima l'esistenza.
  2. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites.
  3. ^ KBO VI 28 (CTH 88)
  4. ^ Città da identificarsi con le classiche Tyana e Hyde.
  5. ^ Tra questi Bryce, Gurney e Forlanini, mentre una minoranza tra cui Guterbock suggerisce una qualche sede sull'alto Eufrate.
  6. ^ J. David Hawkins, British museum journal: The Arzawa letters in a recent perspective.
  7. ^ Tavoletta EA 32 degli archivi di Amarna; lettera di Amenhotep III a Tarhuna-Radu. Gli studiosi si dividono sull'interpretazione di questo passaggio affatto chiaro; la maggioranza ritiene che appunto il riferimento sia ad una situazione catastrofica determinata dalle ripetute invasioni subite da Hatti nel regno di Tudhaliya III, note anche come "invasioni concentriche", confermate anche dal successivo "decreto di Hattusili III" (KBO VI 28)
  8. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites
  9. ^ Secondo Freu ed altri studiosi potrebbe trattarsi del figlio di Tarhuna-Radu, ma è solo un'ipotesi.
  10. ^ Trevor Bryce, The kingdom of the Hittites.
Predecessore Re ittiti Successore
Arnuwanda I 1370-1350 a.C. circa Tudhaliya il Giovane