Zannanza

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Zannanza (... – ...) è stato un principe ittita vissuto intorno al XIII secolo a.C. Il nome è stato interpretato non come nome proprio, ma come resa ittita del titolo egiziano s3 n nsw, "figlio di re"[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Con la morte senza eredi del faraone Tutankhamon, si estingueva la linea di sangue reale che regnava in Egitto dagli inizi della XVIII dinastia. La giovane vedova Ankhesenamon, decisa a dare un re all'Egitto pur senza doversi sposare con un personaggio di sangue non reale, inviò una supplica al re ittita Šuppiluliuma I nella quale esponeva la sua situazione e richiedeva che le fosse inviato uno dei suoi figli da poter prendere in matrimonio, dando così all'Egitto un nuovo faraone.

Una richiesta del genere era una cosa senza precedenti: all'incredulo re Šuppiluliuma veniva offerto il beneficio politico di diventare il padre del faraone d'Egitto. Per sincerarsi dell'onestà della richiesta, questi inviò un suo ambasciatore alla corte d'Egitto, al ritorno del quale (e dopo una nuova supplica da parte di Ankhesenamon), Šuppiluliuma acconsentì ad inviare alla regina egizia uno dei figli, Zannanza.

Zannanza però non raggiunse mai l'Egitto, in quanto venne assassinato durante il viaggio. Una nuova supplica al furibondo re ittita non sarebbe valsa a nulla, e fu così che Ankhesenamon si rassegnò a sposare l'anziano Ay, un alto dignitario di corte in grado di vantare diritti al trono.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Liverani, Zannanza, in Studi Micenei ed Egeo-Anatolici, vol. 14, 1971, pp. 161-162.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johannes Lehmann, Gli Ittiti, Milano, Garzanti 1977.
  • Michael Rice, Who is who in Ancient Egypt, London, Routledge, 2004 [1999], ISBN 0-203-44328-4.