Zalpuwa

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Zalpuwa, anche Zalpa, è una antica città anatolica dell'età del bronzo il cui sito non è ancora stato scoperto. Dovrebbe trovarsi nei pressi della costa meridionale del Mar Nero, tra le città di Sinope e Trebisonda. La sua storia è in gran parte nota dalla proclamazione di Anitta[1], CTH 1. Zalpuwa era situata nei pressi del "mare di Zalpa" (forse un lago o un golfo). In questa città si svolgono gran parte delle vicende raccontate in un'antica leggenda, la Regina di Kanesh, composta o tradotta nella lingua hurrita.

[La regina] di Kanesh una volta partorì trenta figli in un solo anno. Disse: "Che orda è questa che ho partorito!" Calafatò(?) dei cestini con letame, vi mise dentro i suoi figli, e li lanciò nel fiume. Il fiume li portò giù fino al mare presso la terra di Zalpuwa. Allora gli dei li portarono fuori dal mare e li allevarono. Alcuni anni dopo, la regina diede alla luce alla trenta figlie. Questa volta le allevò lei stessa[2].

Il fiume di Kanesh sfocia nel Mar Nero, e non in un lago, come per esempio il Lago Tuz, ciò fa pensare che Zalpa si trovi vicino al mare. "Zalpuwa" è anche menzionata nella preghiera del re Arnuwanda I, che la colloca presso la città di Nerik. Nerik era una città di lingua hatti che era stata conquistata dalla città di Kaska ai tempi del re ittita Arnuwanda I[3]. Questa parte della preghiera cita anche Kammama, che fu sotto il potere di Kaska durante il regno di Arnuwanda II. La migliore conclusione è che Zalpuwa era una città Hatti del nord Anatolia centrale così come Nerik, Ḫattuša, e probabilmente Sapinuwa. Zalpuwa fu molto probabilmente, come le sue vicine, fondata dagli Hatti. Circa nel XVII secolo a.C., il re Uhna di Zalpuwa invase Neša incendiandola (fine del periodo II del Karum di Nesa) e trafugò l'idolo protettore della città "Sius". Sotto il regno di Huzziya, il re di Nesa, Anitta, invasa Zalpuwa. Anitta catturò Huzziya e riportò l'idolo di "Sius" a Nesa. La preghiera del re Arnuwanda I implica che Zalpuwa venne conquistata e devastata dall'esercito di Kaska lo stesso anno in cui questo conquistò la città di Nerik all'inizio del XIV secolo a.C.

Note[modifica | modifica wikitesto]