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Naqsh-e Rostam

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Naqsh-e Rostam
20101229 Naqsh e Rostam Shiraz Iran more Panoramic.jpg
Civiltà achemenidi e sasanidi
Utilizzo necropoli monumentale
Localizzazione
Stato Iran Iran
Provincia Fars
Amministrazione
Visitabile si
Mappa di localizzazione

Coordinate: 29°59′20″N 52°52′29″E / 29.988889°N 52.874722°E29.988889; 52.874722

Naqsh-e Rostam (in persiano: نقش رستم, Naqš-e Rostam) è un sito archeologico sito a circa 12 km a nord-ovest di Persepoli, nella provincia di Fars, in Iran. Naqsh-i Rustam giace a poche centinaia di metri da Naqsh-e Rajab.

Il rilievo più antico di Naqsh-e Rostam è molto danneggiato e risale al 1000 a.C.; raffigura un uomo con uno strano copricapo e si ritiene essere di origine elamita. Tale rilievo è parte di una raffigurazione più grande, in gran parte rimossa per volere di Bahram II. L'uomo con il copricapo strano dà il nome al sito, Naqsh-e Rostam significa infatti "Immagine di Rostam", in quanto una leggenda locale voleva raffigurato l'eroe mitico Rostam.

In questa località a soli 5 km nord-ovest di Persepoli, si trovavano le tombe dei grandi re dei Persiani: da Dario I, a Serse, fino a quelle di Ardashir I e Sapore I, con ammirevoli rappresentazioni scultoree ed iscrizioni, come le cosiddette Res Gestae Divi Saporis (iscrizione trilingue in persiano, partico e greco).

Tombe achemenidi[modifica | modifica wikitesto]

Quattro sarebbero le tombe di re achemenidi, scavate nella roccia. Sono tutti a notevole altezza dal suolo. Le tombe sono conosciute come le "quattro croci persiane", per la forma della loro facciata. Il sito è noto come Ṣalib (in arabo: صليب‎), forse una traduzione dalla parola persiana chalīpā (= "croce"). L'ingresso di ogni tomba è al centro di una croce, che si apre su di una piccola camera, dove il re giaceva in un sarcofago. La trave orizzontale di ciascuna delle facciate della tomba si crede fosse l'esatta replica dell'entrata del palazzo di Persepolis.

Una delle tombe è stata identificata da un'iscrizione che la accompagna e si tratterebbe della tomba di Dario I (522-486 a.C.). Le altre tre tombe si ritiene siano quelle di Serse I (486-465 a.C.), Artaserse I (465-424 a.C.), e Dario II (423-404 a.C.). Una quinta incompiuta, potrebbe appartenere ad Artaserse III, che regnò solo due anni, ma è più probabile che si tratti di quella di Dario III (336-330 a.C.), ultimo della dinastia achemenide.

Le tombe furono, infine, saccheggiate in seguito alla conquista dell'impero achemenide da parte di Alessandro Magno.

Tombe sasanidi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sasanidi.

Sette rilievi sulla roccia di grandi dimensioni raffiguravano alcuni re sasanidi:

Tomba Immagine Descrizione
L'investitura del re Ardašīr I (224/226-241) Naqsh-e-Rostam (Iran) Relief Sassanid Period.JPG Qui al fondatore della dinastia sasanide è consegnato il diadema della regalità da Ahura Mazda. Nell'iscrizione, dove appare per la prima volta il termine "Iran" ed Ardashir ammette di tradire il suo re Artabano V (i Sasanidi erano stati infatti uno Stato vassallo della dinastia dei Parti Arsacidi), ma legittima la sua azione sulla base del fatto che è Ahuramazda a volerlo creare nuovo regnante.
Il trionfo di Sapore I (241-272) con le sue Res Gestae Divi Saporis Naqsh- e Rostam VI relief Shapur Ist.jpg Questo è forse il più famoso dei rilievi su pietra sasanidi, dove viene raffigurata la vittoria di Sapore su due imperatori romani, Filippo l'Arabo (che implora la pace) e Valeriano (che viene catturato, in ginocchio). Una versione più elaborata di questo rilievo si trova nella scultura su roccia di Bishapur dove appare anche l'imperatore romano Gordiano III, sdraiato a terra, morto.
La grandezza di Bahram II (276-293) Naqsh-e Rostam II, register view (3160636781).jpg Su ogni lato del re, che è raffigurato con una spada di grandi dimensioni, figurano la faccia del sovrano. Sulla sinistra ci sono cinque figure (forse i membri della famiglia imperiale, di cui tre con diadema). A destra tre cortigiani, una delle quali potrebbe essere Kartir. Questo rilievo è immediatamente a destra di quello dove troviamo l'"investitura" di Ardashir (vedi sopra).
Primo rilievo equestre di Bahram II Naqsh i Rustam. Hormizd II ou Vahram IV.jpg Il primo rilievo, situato immediatamente sotto la tomba, sembra di Dario II, raffigura il re in battaglia con un soldato romano a cavallo;
Secondo rilievo equestre di Bahram II Relief Bahram II.jpg Il secondo rilievo equestre, che si trova immediatamente sotto la tomba di Dario I, è diviso in due parti, uno superiore ed uno inferiore. Nel registro superiore il re sembra costringere un nemico romano a scendere da cavallo. Nel registro inferiore, il re combatte ancora con un soldato romano a cavallo. Entrambi i rilievi raffigurano un nemico morto sotto gli zoccoli del cavallo del re.
Investitura di Narsete (293-303) IranNIRInvestiturNarseh.jpg In questo rilievo, il re è raffigurato quando riceve il diadema della regalità da una figura femminile che si ritiene essere la divinità di Arədvī Sura Anahita. Tuttavia, il re non è raffigurato in una posa che ci si aspetterebbe in presenza di una divinità, ed è quindi probabile che la donna sia una sua parente, forse la regina Shapurdokhtak.
Rilievo equestre di Ormisda II (303-309) Naqsh-e Rostam IV (3291729961).jpg Questo rilievo è sotto alla cosiddetta tomba n.3 (forse quella di Artaserse I) e raffigura Ormisda che tenta di disarcionare un nemico da cavallo, forse Papak di Armenia. Immediatamente sopra il rilievo e al di sotto della tomba, vi sarebbe un rilievo gravemente danneggiato di quello che sembra essere Sapore II (309-379), accompagnato da alcuni suoi cortigiani.

La "casa centrale"[modifica | modifica wikitesto]

Al centro del sito vi è un edificio a base quadrata chiamato Bun Khanak, per lungo tempo ritenuto un tempio del fuoco. Le moderne ricerche invece propendono per l'ipotesi che sia stata la sede del Tesoro di Stato.[1]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Iran, Lonely Planet, 2013, p. 221, ISBN 978-88-6639-974-2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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