Eclissi

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Eclissi solare del 1999. L'alone luminoso intorno al disco solare eclissato è la corona solare.
Esempio di eclissi di una stella binaria

L'eclissi, o eclisse, è un evento ottico-astronomico che avviene quando un qualsiasi corpo celeste, come un pianeta o un satellite, si interpone tra una sorgente di luce (ad esempio una stella, come il Sole) ed uno dei due corpi celesti sopracitati, e pertanto il secondo corpo entra nel cono d'ombra (o di penombra) del primo. In astronomia viene genericamente usato anche il termine "occultazione".

"Eclissi" deriva dal greco ἔκ (ek), preposizione che significa "da" (moto da luogo), e λείπειν, (leipein), che significa "allontanarsi" ovvero "nascondersi", "rendersi invisibile". Il termine è un sostantivo che nella lingua italiana può essere indifferentemente di genere maschile o femminile, ma attualmente predomina quello femminile.
A seconda che il corpo oscurato si oscurato in toto o in parte, l'eclisse può essere:

  • totale, quando il corpo è completamente oscurato (= cono d'ombra);
  • parziale, quando il corpo è solo parzialmente oscurato (= cono di penombra);
  • esistono poi delle altre tipologie, riferite di solito al sistema Sole-Terra-Luna

In astronomia, le eclissi sono riferite genericamente a qualsiasi sistema di corpi celesti ma, di solito, ci si riferisce ai soli fenomeni che avvengono nel sistema Sole-Terra-Luna.

Eclissi nel sistema Sole-Terra-Luna[modifica | modifica wikitesto]

Eclissi solare anulare in Cina il 15 gennaio 2010

Avviene soltanto quando i tre corpi celesti sono perfettamente allineati, ovvero soltanto in determinati momenti, perché il piano su cui giace l'orbita del moto di rivoluzione della Luna intorno alla Terra è inclinato di circa 5° 9' rispetto a quello dell'eclittica (piano su cui giace l'orbita di rivoluzione della Terra intorno al Sole). Se i due piani coincidessero perfettamente, in ogni mese lunare si avrebbe un'eclissi di Sole in corrispondenza del novilunio, ed una di Luna in corrispondenza del plenilunio. Poiché invece i piani non coincidono, la condizione di novilunio o di plenilunio non è sufficiente a determinare un'eclissi; questa avviene soltanto quando i tre corpi sono vicini alla linea di intersezione dei due piani di rivoluzione (linea dei nodi). Questo dunque si verifica più raramente, con una frequenza di 4 o 5 eventi ogni anno.[1]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Eclissi solare ed Eclissi lunare.
  • Eclissi lunare: Se la Luna si trova in opposizione (cioè nella fase di plenilunio) mentre attraversa un nodo, si ha un'eclissi di Luna perché la Luna si trova a passare nel cono d'ombra creato dalla Terra (rispetto al Sole). Poiché i due corpi continuano a muoversi rispetto al Sole, la durata dell'oscuramento dipende dal tempo impiegato dalla Luna a percorrere tutta la parte di spazio in ombra. Durante questo intervallo di tempo, si avrà un'eclissi totale; essa può durare fino a 100 minuti. Quando la Luna non si trova esattamente nella posizione nodale, entra solo parzialmente nella zona d'ombra; in questo caso si avrà una eclissi parziale. Quando la Luna attraversa il cono di penombra, si avrà un'eclissi di penombra. Le eclissi di Luna si possono vedere da qualunque punto della superficie terrestre dove la Luna sia sopra l'orizzonte.
  • Eclissi solare: Se la Luna si trova a passare attraverso un nodo quando è in congiunzione (novilunio), essa proietterà un cono d'ombra sulla superficie terrestre, dando così luogo ad un'eclissi di Sole. Durante un'eclissi solare la Luna copre completamente il Sole (eclissi totale) o parzialmente (eclissi parziale). Ciò[non chiaro] però avviene solo in particolari condizioni perché il Sole è 400 volte più lontano dalla Terra di quanto non lo sia la Luna, ed è 400 volte più grande della Luna. Perciò, nonostante il Sole abbia dimensioni molto maggiori di quelle della Luna, la sua lontananza dalla Terra fa sì che il cono d'ombra prodotto dalla Luna possa raggiungere ed oscurare il disco solare, anche se ciò accade per tempi brevi e solo in zone limitate della superficie terrestre. Inoltre l'entità del fenomeno dipende anche dalla maggiore o minore distanza fra Terra e Luna, e anche rispetto al Sole. Se la Luna si trova nella posizione di massima vicinanza alla Terra (perigeo) e contemporaneamente la Terra si trova alla massima distanza dal Sole (afelio), il cono d'ombra della Luna sarà della massima grandezza, mentre il disco solare appare nelle sue dimensioni minori (dimensioni apparenti in quanto date dalla distanza); in queste condizioni si avrà un'eclissi totale, che interessa aree ristrette della superficie terrestre. Nelle zone circostanti, dove si proietta il disco di penombra, si avrà un'eclissi parziale. Nella situazione contraria (Luna in apogeo e Terra in perielio), il cono d'ombra prodotto dalla Luna sarà minore e la misura del disco apparente del Sole maggiore; in questo caso sulla superficie terrestre si proietterà il cono di penombra, mentre il cono d'ombra non tocca la superficie terrestre; l'eclissi solare sarà anulare. La durata delle eclissi totale è al massimo di 7 minuti e mezzo, mentre quella delle eclissi anulari circa 12.
Eclissi vista dalla ISS

Le eclissi solari sono più comuni di quelle lunari, infatti ce ne sono almeno due ogni anno e in casi eccezionali possono arrivare anche a cinque, mentre in un anno si possono verificare da zero a tre eclissi lunari (la maggior parte degli anni ne ha due). Tuttavia per un osservatore in una data posizione le eclissi lunari sono più frequenti perché ognuna è visibile dall'intero emisfero terrestre rivolto alla Luna, mentre quelle solari sono visibili solo da un'area limitata.

Queste eclissi possono essere previste con molto anticipo, conoscendo il moto orbitale dei corpi interessati; entrambe sono in qualche modo periodiche. La loro ciclicità era nota anche nell'antichità: per prevedere le eclissi si utilizza il cosiddetto ciclo di Saros, in base al quale eclissi dello stesso tipo[non chiaro] ricorrono ad un intervallo di 18 anni, 11 giorni e 8 ore. Si ha questa periodicità perché Sole, Terra, e Luna tornano ad occupare la stessa posizione dopo ogni periodo di Saros; i cambiamenti lievi di queste posizioni fanno sì che ogni sequenza dello stesso tipo termini dopo 1300 anni e ne inizi una nuova; ogni volta ci sono comunque circa 40 sequenze che si sovrappongono[non chiaro].

Altre eclissi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Occultazione e Transito (astronomia).

Satelliti di Giove[modifica | modifica wikitesto]

Altri tipi di eclissi visibili dalla Terra sono le eclissi dei satelliti di Giove che avvengono quando un satellite di Giove entra nell'ombra del pianeta stesso e quindi il satellite non riceve più la luce dalla sua maggiore fonte di illuminazione, il Sole. Il satellite diventa invisibile dalla Terra perché non è più illuminato. La sparizione di un satellite dietro al suo pianeta viene detta invece occultazione. La misura degli intervalli di tempo che intercorrono tra successive occultazioni in diversi periodi dell'anno furono sfruttate per ottenere la prima storica stima della velocità della luce.

Differenza fra eclissi e occultazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'occultazione di un corpo celeste, in questo caso un satellite di un pianeta, avviene quando il pianeta principale si frappone lungo la visuale di un osservatore posto sulla Terra e il satellite.

Nel caso di un'eclissi di Luna non si può parlare di una occultazione, per lo meno in termini astronomici, in quanto viene temporaneamente a cessare la maggiore sorgente di illuminazione della Luna e cioè il Sole[2]. La luce solare che arriva alla Luna viene a poco a poco intercettata dalla Terra, facendo rimanere la Luna in ombra, nascondendola così alla vista, o quasi. Una piccola parte di luce solare, in realtà, continua ad arrivare sulla Luna diffusa dal sottile strato dell'atmosfera terrestre che circonda la Terra, donando alla Luna in quel momento un caratteristico colore bruno scuro, talvolta rossastro.

Mercurio e Venere[modifica | modifica wikitesto]

C'è ancora un altro tipo di eclissi: i più noti sono i transiti anulari di Mercurio e Venere davanti al Sole. Per esempio l'Italia ha avuto la possibilità di osservare i due ultimi transiti di Venere sul Sole con vari filtri nel 2004 e 2012; i prossimi avranno luogo fra circa cent'anni. Molto spesso è transitato anche Mercurio. Rarissimamente transitano ambedue i pianeti sul Sole.

Questi transiti si possono definire come "mini eclissi anulari".

Osservazione delle eclissi solari[modifica | modifica wikitesto]

Occhiali speciali per osservare le eclissi

Anche se l'eclissi solare viene spesso rappresentata nei film mostrando un disco nero (la Luna) che si avvicina al Sole finendo per coprirlo, nella realtà non si vede nessun disco nero: la parte del Sole occultata dalla Luna appare azzurra come il resto del cielo a causa della luce diffusa dall'atmosfera terrestre. Inoltre anche questo effetto è difficile da osservare ad occhio nudo, perché la luce del Sole abbaglia quasi immediatamente chi lo guarda direttamente (insistendo a guardare senza filtri si possono anche riportare danni permanenti alla vista).

Per osservare l'eclissi solare è necessario indossare speciali occhiali creati appositamente per le eclissi o binocoli coperti con un apposito filtro solare (ad esempio: un foglio di Mylar o AstroSolar o un vetro metallizzato) o utilizzare un telescopio solare; una maschera da saldatura può essere utilizzata, ma la qualità dell'immagine non è buona, a causa dello spessore del vetro (doppia riflessione). Senza una protezione adeguata, guardare un'eclissi solare può causare cecità: gli occhiali da sole sono del tutto inadatti a proteggere gli occhi in caso di eclissi solare.

Di conseguenza una persona ignara dell'arrivo del fenomeno astronomico non si avvede che sta verificandosi un'eclissi totale di Sole, fino a quando essa entra nella fase della totalità, quando cioè il cielo nel giro di pochi secondi diventa scuro come di notte, perché la luce solare non raggiunge più l'atmosfera. Solo in quel momento anche il disco della Luna diventa nero e può essere osservato.

L'eclissi totale di Sole è anche l'unico momento nel quale è possibile osservare la corona solare dalla superficie terrestre senza fare uso del coronografo: la corona solare appare, all'osservatore, come un alone luminoso che contorna il disco nero della Luna. In condizioni ordinarie, invece, la luminosità della corona è coperta da quella, molto più intensa, del disco solare. Soltanto nello spazio, in assenza di atmosfera, è possibile schermare completamente quest'ultima e osservare la corona senza dover aspettare un'eclissi.

Calendario delle eclissi[modifica | modifica wikitesto]

Ultime eclissi solari[modifica | modifica wikitesto]

Ultime eclissi lunari[modifica | modifica wikitesto]

  • 14 marzo 2006 – totale di penombra, visibile dall'Italia
  • 7 settembre 2006 – parziale, visibile dall'Italia
  • 3 marzo 2007 – totale, visibile dall'Italia
  • 21 febbraio 2008 – totale, visibile dall'Italia
  • 16 agosto 2008 – parziale, visibile dall'Italia
  • 9 febbraio 2009 – parziale di penombra, non visibile dall'Italia
  • 7 luglio 2009 – parziale di penombra, non visibile dall'Italia
  • 6 agosto 2009 – parziale di penombra, visibile dall'Italia
  • 31 dicembre 2009 – parziale, visibile dall'Italia
  • 26 giugno 2010 – totale, non visibile dall'Italia
  • 21 dicembre 2010 – totale, e visibile dall'Italia
  • 15 giugno 2011 – totale, e visibile dall'Italia
  • 10 dicembre 2011 – totale
  • 4 giugno 2012 – parziale, non visibile dall'Italia
  • 19 ottobre 2013 - parziale (penombrale), visibile dall'Italia
  • 15 aprile 2014 - totale, non visibile dall'Italia
  • 4 aprile 2015 - totale, non visibile dall'Italia

Eclissi solari future[modifica | modifica wikitesto]

  • 12 agosto 2026 - totale, visibile dall'Italia solo parzialmente

Eclissi lunari future[modifica | modifica wikitesto]

  • 28 settembre 2015 - totale, visibile dall'Italia

Eclissi storiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Un'eclissi solare particolarmente famosa fu quella che si verificò il 29 maggio 1919 in Africa, osservata da una spedizione di due gruppi di astronomi britannici. Un gruppo, guidato dall'astrofisico inglese Arthur Eddington, documentò l'evento scattando fotografie su 16 lastre, di cui, in seguito allo sviluppo, soltanto due si rivelarono utilizzabili. Misurando attentamente la posizione delle stelle vicine al disco solare eclissato (del gruppo delle Iadi) fu possibile rilevare uno spostamento medio di 1,6 secondi d'arco rispetto alla loro posizione normale, valore molto simile a quello previsto di 1,75 secondi d'arco. Il fenomeno che giustificava tale spostamento era la deflessione della luce che attraversa il campo gravitazionale solare. Queste misure costituirono la prima conferma sperimentale (entro gli errori di misurazione) di uno degli effetti previsti dalla teoria della relatività generale pubblicata tre anni prima da Albert Einstein.
  • Il celebre Cristoforo Colombo utilizzò l'allora almanacco astronomico del Regiomontano, che prediceva le eclissi, per escogitare un espediente: la notte tra il 29 febbraio e il 1º marzo 1504, in Giamaica, predisse l'effettivo oscuramento della Luna ai nativi Arawak, i quali, lo interpretarono come un segno divino e quindi lo aiutarono quindi a rifornire le navi per il ritorno dal suo quarto viaggio nel Nuovo Mondo[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ NASA-JPL
  2. ^ P. Kenneth Seidelmann, Explanatory Supplement to the Astronomical Almanac, Chapter 8, University Science Boks, Mill Valley, California, USA, 1992
  3. ^ http://www.nextme.it/rubriche/lo-sapevi-che/8380-eclissi-luna-cristoforo-colombo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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