Acta Eruditorum

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Frontespizio di un fascicolo del 1691 degli Acta Eruditorum.

Acta Eruditorum  (latino per Atti degli eruditi)  è stato un periodico mensile di carattere scientifico pubblicato in Germania per esattamente un secolo, dal 1682 al 1782.

Fu fondato nel 1682 da Otto Mencke, che ne fu il primo direttore, e Gottfried Leibniz, e pubblicato a Lipsia dall'editore Johann Gleditsch, sul modello del Journal des savants francese e del Giornale de' Letterati italiano.

La rivista, interamente scritta in latino, conteneva brevi saggi e trattati, scritti e note, per lo più sulle scienze naturali e la matematica. Vi contribuirono molti eminenti scienziati dell'epoca, tra cui, oltre a Leibniz, Jakob Bernoulli, Humphry Ditton, Leonardo Eulero, Pierre-Simon Laplace and Jérôme Lalande, ma anche umanisti e filosofi come Stephan Bergler, Christian Thomasius e Christian Wolff.

Mencke manteneva una corrispondenza con Isaac Newton, ma il grande scienziato inglese non pubblicò mai articoli sugli Acta. La disputa tra Newton e Leibniz sulla scoperta del calcolo infinitesimale ebbe inizio dopo un articolo di Leibniz sul numero di maggio 1697 degli Acta Eruditorum, in seguito al quale lo svizzero Fatio de Duillier, sentendosi sminuito per non essere stato incluso nella lista fatta da Leibniz dei maggiori matematici europei, dichiarò che Newton aveva scoperto il calcolo infinitesimale prima di Leibniz, e che probabilmente quest'ultimo aveva beneficiato dei risultati di Newton.

La disputa in merito alla "paternità" della scoperta si fece accesa, con gli articoli degli Acta che parteggiavano apertamente per Leibniz, e quelli dell'inglese Transactions of the Royal Society che sostenevano Newton.

Dopo la morte di Mencke la direzione passò a suo figlio Johann Burckhardt, che morì nel 1732. In quell'anno la rivista cambiò nome in Nova Acta Eruditorum e dal 1754 fu diretta da Karl Andreas Bel.

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