Arawak

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Gli Arawak o "Aruak" (Aruachi in italiano), conosciuti anche come Arahuacos o Aruacos (da aru, ovvero fiore di manioca), rappresentano, secondo alcuni, la famiglia linguistica dei popoli amerindi pre-colombiani con maggiori diversità linguistiche, interessando dall'area dei Caraibi fino al nord dell'Argentina.

Si tratta di una popolazione indigena delle regioni centromeridionali dell'America meridionale. I nuclei più consistenti sono le tribù stanziate in Venezuela, in Colombia e nel Brasile nord-occidentale. Gli Aruachi sono i tipici rappresentanti della cultura amazzonica.

Tra questi popoli si distinsero i Taino che si erano stanziati nelle Grandi Antille, tra cui i Lucayan alle Bahamas e i Bimini in Florida. Vi erano poi i Nepoya e i Suppoyo nell'isola di Trinidad e gli Igneri, che si pensa avessero preceduto i Caribi nelle Piccole Antille assieme ad altre etnie, tra cui i Lokono, che si erano stabiliti lungo le coste orientali dell'America meridionale fino ai confini dell'attuale Brasile.

Gli Arawak appartengono alla famiglia linguistica arawak ed erano i nativi che Cristoforo Colombo incontrò quando sbarcò nelle Americhe. Gli spagnoli li descrissero come un popolo pacifico e gentile, nonostante i pregiudizi dell'epoca li classificassero automaticamente come ostili. Gli Arawak furono ridotti in schiavitù da Cristoforo Colombo e dai successori spagnoli e utilizzati in grandi latifondi chiamati encomienda. Erano costretti a lavorare a ritmi massacranti e morivano a migliaia. Nel 1515 rimanevano circa cinquantamila Arawak; nel 1550 si erano ridotti a cinquecento. In una relazione del 1650 si scrive che sull'isola [QUALE?] non rimaneva nemmeno un Arawak.[1].[2].
Sono di origine Arawak parole entrate in uso comune in molte lingue della terra, compreso l'italiano: canoa, colibrì, caimano, amaca, ecc. Arawak è anche il nome usato per designare una particolare varietà di pianta di pomodoro.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Gli Arawak praticavano una religione animista che prevedeva il culto di elementi della natura, quale il sole e gli alberi e di eventi atmosferici quali la pioggia e i tuoni.
La loro struttura sociale era suddivisa in clan guidati da un capo militare e spirituale, denominato cacicco. I villaggi erano costituiti da un grande capannone centrale di uso comune, circondato da piccole capanne quadrate per uso "privato".
Essendo un popolo pacifico, dedito soprattutto all'agricoltura, furono soggiogati dai Caribi che, secondo alcune fonti storiche, sterminarono gran parte degli uomini e risparmiarono le donne.[3]
Le lingue dei due popoli parzialmente si sono fuse, anche se sono soprattutto le donne a tenere viva quella degli Arawak.
Tra le espressioni artistiche più significative, si ricordano la ceramica, le sculture in pietra e le statue in legno. La ceramica tradizionale era tendenzialmente elegante, i vasi avevano decorazioni con disegni curvilinei su fondo rosso. Grande perizia hanno mostrato gli artigiani locali nella lavorazione della pietra, che ha prodotto "collari" di forma ellittica e pietre a tre punte rappresentanti una figura umana. Le statuette in legno rappresentano figure umane, evidenzianti una buona conoscenza anatomica.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 12 ottobre si celebra il Columbus day, il genocidio di oltre 70 milioni di persone. La Spia Press.
  2. ^ Zinn Howard. Storia del popolo americano dal 1492 a oggi. Il Saggiatore. 1980. pag. 22.
  3. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, Vol.I, pag.310
  4. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, Vol. I, pag.310

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