Caiman crocodilus

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Caimano dagli occhiali[1]
Caiman crocodilus llanos.JPG
A Llanos, Venezuela
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2][3]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Crocodylia
Famiglia Alligatoridae
Sottofamiglia Caimaninae
Clade Jacarea
Genere Caiman
Specie C. crocodilus
Nomenclatura binomiale
Caiman crocodilus
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi
  • Jacaretinga crocodilus Linnaeus, 1758[4]
  • Lacerta crocodilus Linnaeus, 1758
  • Caiman sclerops Schneider, 1801
  • Crocodilus sclerops Schneider, 1801
  • Caiman yacare Daudin, 1802
  • Crocodilus caiman Daudin, 1802
  • Jacare hirticollis Gray, 1867
  • ?Caiman venezuelensis Fortier & Rincón, 2013[5]
Areale
Caiman crocodylus Distribution.png
Areale del caimano dagli occhiali

Il caimano dagli occhiali (Caiman crocodilus (Linnaeus, 1758)), noto anche come caimano bianco,[6] caimano comune[7] o caimano maculato,[8] è un coccodrillo di medie dimensioni della famiglia Alligatoridae. Presenta una colorazione brunastra, verdastra o grigio-giallastro e una cresta simile al ponte degli occhiali tra gli occhi, da cui deriva il suo nome comune. Questo animale può cresce fino a 1,4–2,5 metri di lunghezza, per un peso di 7–40 chilogrammi, con i maschi che sono generalmente più lunghi e pesanti delle femmine. La sua dieta varia stagionalmente, ed è comunemente composta da granchi, pesci, mammiferi e lumache. La riproduzione avviene da maggio ad agosto e in luglio e agosto vengono deposte dalle 14 alle 40 uova. Questo coccodrillo ha un vasto areale e popolazione; è originario di gran parte dell'America Latina[9] ed è stato introdotto negli Stati Uniti, Cuba e Porto Rico.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il caimano dagli occhiali fu descritto da Carlo Linneo nel 1758, venendo originariamente nominato come Lacerta crocodilus.[2] Da allora è stato ridescritto più volte, anche come Caiman sclerops da Schneider, nel 1801.[4] Sebbene Caiman crocodilus sia ora il nome scientifico della specie, alcuni scienziati preferiscono ancora usare sclerops, poiché avere crocodilus come nome scientifico per un caimano può creare confusione.[10]

Il caimano dagli occhiali ha quattro sottospecie riconosciute:[9]

  • C. c. apaporiensis (Medem,, 1955) - comunemente noto come caimano del Rio Apaporis; endemico della Colombia e forse dei Llanos venezuelani;
  • C. c. chiapasius (Bocourt, 1876) - distribuito in Messico, America Centrale e Sud America settentrionale.
  • C. c. crocodilus (Linnaeus, 1758) - la sottospecie nominale, comunemente nota come caimano dagli occhiali; distribuita in varie parti del Sud America, come Venezuela, Trinidad, Tobago, Brasile, ecc.;
  • C. c. fuscus (Cope, 1868) - comunemente noto come il caimano bruno; vive dal Nicaragua in Colombia, Ecuador e Venezuela;

Originariamente, il caimano yacare (Caiman yacare) era considerata una sottospecie di C. crocodilus, ma oggi è generalmente considerato una specie separata.[2]

Si credeva che il caimano del Rio Apaporis si fosse estinto nel 1981, quando l'ultimo esemplare conosciuto morì in uno zoo. Tuttavia, un esemplare è stato catturato all'interno programma televisivo Extinct or Alive nel 2019 e identificato mediante campionamento del DNA.[11][12][13]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano della testa, a Llanos, Venezuela

Il caimano dagli occhiali è un coccodrillo di piccole-medie dimensioni. Le femmine generalmente crescono fino a non più di 1,08-1,4 metri (le dimensioni inferiori sono tipiche dell'inizio della maturità sessuale), ma raramente possono raggiungere anche i 2 metri. I maschi adulti raggiungono regolarmente una lunghezza di 1,5-1,8 metri, mentre gli esemplari più grandi e maturi possono crescere fino a 2-2,5 metri, sebbene relativamente pochi individui raggiungano taglia tali.[14] La dimensione massima riportata per la specie è di 2,64 metri di lunghezza.[15] La massa corporea della maggior parte degli adulti è compresa tra i 7 e i 40 kg, con i maschi notevolmente più pesanti delle femmine. È stato riferito che alcuni maschi nei Llanos possano crescere fino a 58 kg (128 libbre).[16]

La parte superiore del corpo è prevalentemente di colore brunastro, verdastro o grigio-giallastro e presenta bande trasversali marrone scuro,[15] mentre la parte inferiore è più chiara. L'iride è verdastra[17] e le palpebre sono rugose.[8] Questi animali cambiano colore stagionalmente: durante la stagione più fredda, il pigmento nero all'interno delle sue cellule della pelle si espande, facendolo apparire più scuro.[18] La specie ha un quarto dente ingrandito e i denti nella mandibola penetrano si intersecano in scanalature della mandibola. L'animale ha un muso lungo che si assottiglia moderatamente, con una punta non espansa.[19] Diverse creste iniziano davanti agli occhi scorrendo fino alla punta del muso.[17] Il suo nome comune deriva da una cresta ossea tra gli occhi, che somiglia al ponte di un paio di occhiali.[20]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare giovane, nella Provincia di Darién, Panama
Caimani dagli occhiali a Monterrico, Guatemala

Il caimano dagli occhiali può muoversi rapidamente quando è minacciato, ma di solito passa le sue giornate a prendere il sole immobile sulle rive dei fiumi, parzialmente sommerso, divenendo più attivo nelle ore notturne. Durante la stagione delle piogge, i maschi diventano molto aggressivi e territoriali, stabilendo tra di loro una precisa gerarchia.[16]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie caccia principalmente di notte,[16] e la sua dieta varia a seconda delle stagioni. Durante la stagione delle piogge si nutre principalmente di lumache e granchi d'acqua dolce, mentre durante la stagione secca si nutre principalmente di pesci. Gli esemplari più piccoli tendono a nutrirsi più di insetti e gamberetti d'acqua dolce,[21] mentre quelli più grandi predano più frequentemente mammiferi e pesci. Nel complesso, gli animali più comuni nella dieta di questa specie sono granchi, pesci, mammiferi e lumache.[22] Altri animali noti per essere parte della sua dieta includono anfibi, aracnidi, uccelli, miriapodi e rettili (lucertole, serpenti e tartarughe).[21] La specie è nota anche per nutrirsi anche di materiale vegetale; in uno studio su questa specie a Porto Rico, circa il 55% degli esemplari adulti integravano piante nella loro dieta, principalmente erba e semi. Inoltre, circa l'8% degli adulti e il 6% dei giovani nello studio sono stati ritrovati con dei gastroliti nello stomaco.[23] Sebbene si pensasse che questa specie controllasse le popolazioni di piranha predandole, si è scoperto che piranha non fanno parte della dieta abituale di questa specie, a differenza del caimano yacare, caimano nero e caimano nano di Cuvier. Secondo la Crocodilian Species List, è probabilmente una specie generalista, in grado di adattarsi a una gran varietà di prede.[14][24]

Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il caimano dagli occhiali usa nove diverse vocalizzazioni e 13 display visivi per comunicare con gli individui della sua specie.[16] Sia gli adulti che i giovani emettono richiami per la coesione del gruppo. È noto che i maschi comunicano spostando la coda in una determinata posizione, ad esempio rendendola verticale o arcuata. I giovani vocalizzano quando sono in pericolo e le femmine adulte emettono richiami per avvertire i giovani di possibili minacce.[2]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Cucciolo a Los Llanos, Venezuela

Il caimano dagli occhiali raggiunge la maturità sessuale dai quattro ai sette anni, a una lunghezza di 1,2 metri per le femmine, e 1,4 metri (4,6 piedi) per i maschi. Di solito, gli individui più dominanti maturano più rapidamente. La stagione riproduttiva avviene da maggio ad agosto, durante la stagione delle piogge.[14] Le femmine costruiscono i nidi in un cumulo di fitta vegetazione, in zone vicine all'acqua ma non a rischio di allagamento. I nidi hanno un diametro superiore al metro e possono essere alti fino a 40 centimetri, anche se le dimensioni esatte dipendono dalle risorse disponibili. Le uova vengono deposte in luglio e agosto; la specie nidifica molto raramente in inverno, poiché la temperatura è troppo bassa per le uova.[16][25] Le dimensioni della covata è in media di 22 uova, ma può variare da 14 a 40.[14] È noto che le femmine più grandi depongono uova più grandi rispetto alle femmine più piccole.[26] Le femmine rimangono vicino ai loro nidi durante tutto il periodo di incubazione, poiché è noto che diverse specie, come le lucertole del genere Tupinambis, distruggono i nidi e predano le uova.[14] Anche i coati dal naso bianco e le volpi fanno spesso irruzione nei nidi.[21] Anche le inondazioni e la caccia alle uova da parte delle popolazioni locali rappresentano una minaccia per i nidi.[16]

La temperatura è importante per lo sviluppo delle uova, quindi le femmine costruiscono i loro nidi in modo da isolarle da sbalzi di temperatura estremi. Quando la vegetazione nei nidi decade, i nidi producono calore che può mantenere le uova di circa 5 °C più calde, rispetto ad una copertura di solo fango.[25] Il calore non solo incuba le uova, ma determina anche il sesso dei caimani in via di sviluppo. Quando la temperatura all'interno del nido raggiunge i 32 °C o superiore, i caimani che se ne schiuderanno saranno femmine e, in caso contrario, maschi.[27] I giovani si schiudono dopo 90 giorni,[20] con il 20-25% delle uova che si schiudono con successo.[16] I cuccioli nascono gialli con macchie nere, una colorazione che svanisce man mano che invecchiano,[14] con una lunghezza di 20–23 centimetri appena schiusi.[16] I genitori allevano i loro piccoli in delle sorte di asili nido (chiamati crèche), in cui una singola femmina oltre a prendersi cura dei propri cuccioli può prendersi cura anche della prole di altri individui.[28] Gli adulti si prendono cura dei loro piccoli per 12–18 mesi,[29] e per il loro primo anno di vita i cuccioli sono sotto costante minaccia di predatori come uccelli rapaci[30] o trampolieri.[16][21] I giovani sono anche predati da grandi pesci, serpenti e altri coccodrilli.[21]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

C. crocodilus a Monterrico, Guatemala

Il caimano dagli occhiali ha l'areale più ampio di qualsiasi caimano,[10] e di qualsiasi coccodrillo del Nuovo Mondo.[29] Si trova in vari paesi delle Americhe, vivendo in Brasile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guyana francese, Guatemala, Guyana, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù, Suriname, Trinidad e Tobago e Venezuela, e potrebbe essere presente anche in Belize e Bolivia. È stato anche introdotto a Isla de la Juventud a Cuba, Porto Rico e Florida negli Stati Uniti;[2] in quest'ultimo, viene talvolta confuso con l'alligatore americano (Alligator mississippiensis).[14] Popolazioni invasive si sono stabilite anche nel sud della Florida, con record isolati più a nord nello stato.[28] È intollerante ai climi freddi, quindi è improbabile che il suo areale si espanda più a nord della Florida.[31] Di solito vive nelle foreste, negli specchi d'acqua dolce interni (come zone umide e fiumi), nelle praterie, negli arbusti e nelle savane, ma è molto adattabile.[2] Predilige gli habitat con acque calme contenenti vegetazione galleggiante, solitamente allagati e stagionalmente prosciugati. È più comune nelle zone basse, ma è stato trovato anche ad altitudini fino a 800 metri.[16] In Brasile, la specie vive nei fiumi Amazzoni, Araguaia, Araguari, Itapicuru, Rio Negro, Paranaíba, Solimões, Tapajós, Tocantins e Xingu.[8] È in grado di vivere anche in aree abitate dall'uomo.[17]

Si stima che la popolazione adulta di questo coccodrillo conti milioni di individui e sia stabile.[2] In Venezuela si trovano circa quattro milioni di caimani dagli occhiali e i sondaggi hanno mostrato che la popolazione è destinata ad aumentare.[18] Questo è un esempio di come la specie sia in grado di adattarsi.[14] Tuttavia, altre popolazioni, come quella del Perù, non godono degli stessi numeri.[18] La popolazione in una singola area può essere determinata più facilmente contando gli individui nella stagione secca di notte.[16]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

C. crocodilus all'acquario del Tropicario di Helsinki, Finlandia

La pelle del caimano dagli occhiali è ricoperta di osteodermi, i quali non la rendevano particolarmente pregiata salvando l'animale dalla caccia per la sua pelle. Tuttavia, la raccolta delle pelli di questo caimano e di altri coccodrilli divenne molto comune negli anni '50, a causa del calo degli stock di coccodrilli.[29] Nel corso degli anni '70 e '80, la specie è stata spesso commercializzata, causando la diminuzione della popolazione in alcune aree. La sua pelle veniva spesso esportata dal Sud America e utilizzata principalmente per la creazione di cuoio; dal 1996 al 2015 almeno 6 milioni di pelli sono state esportate dalla Colombia. Tuttavia, gli sforzi di conservazione da allora hanno causato una significativa riduzione del numero di pelli esportate.[2] Nella maggior parte dei paesi, la caccia a questa specie è legale. Il Venezuela consente la caccia ogni autunno, a condizione che il numero totale di uccisioni nella stagione non superi i 150.000 individui.[18] A causa della sua adattabilità e dell'ampia distribuzione, la perdita di habitat non colpisce la specie in modo significativo a livello globale.[2] È ragionevolmente resistente anche alla caccia, poiché i cacciatori di solito si concentrano sui maschi di grandi dimensioni e la specie è in grado di riprodursi anche prima di raggiungere le sue massime dimensioni.[29] Tuttavia, è gravemente minacciato in Colombia,[14] principalmente la sottospecie C. c. fuscus e talvolta C. c. crocodilus.[32]

Il caimano dagli occhiali beneficia della caccia eccessiva ai danni di altre specie che occupano il suo stesso areale, in quanto ciò gli consente di accedere a risorse normalmente non accessibili e limitano la concorrenza per tali risorse. Gli esemplari che sono stati introdotti a Cuba, Porto Rico e negli Stati Uniti hanno avuto un impatto negativo sugli animali nativi. Si ritiene infatti che i caimani dagli occhiali siano la causa principale della probabile estirpazione del coccodrillo cubano (Crocodylus rhombifer) dall'isola della Juventud, Cuba.[14] La specie ha una dieta simile a quella del caimano nero (Melanosuchus niger), e ciò provoca una competizione interspecifica, rendendo più difficile il recupero delle popolazioni di caimano nero.[33] Difatti, l'estirpazione del caimano nero da alcuni territori della foresta pluviale amazzonica ha permesso al caimano dagli occhiali di appropriarsi di tale territorio.[29]

I programmi di conservazione per questa specie sono stati messi in atto in molti paesi. La forma di conservazione più comune è l'uso del cropping, che consiste nel ridurre manualmente il numero di specie selvatiche troppo numerose. Tuttavia, gli effetti a lungo termine del cropping devono ancora essere scoperti. Anche i programmi di allevamento in cattività sono stati utilizzati per la conservazione della specie, ma sembrano essere più costosi e forse meno efficaci.[14] Un programma di conservazione in Colombia, attuato dal 2004 al 2006, ha allevato caimani dagli occhiali in cattività e ha liberato i piccoli in natura all'età di un anno. Un programma simile ha rilasciato oltre 15.000 giovani nelle zone umide, dal 2005 al 2009.[2] In precedenza, la Colombia limitava l'esportazione di pelli di caimano dagli occhiali alle pelli più corte di 1,2 metri, ma a partire dal 2011 ci sono ora limiti di dimensione solo per alcuni singoli pezzi della pelle, piuttosto che la dimensione complessiva dell'animale. Questi limiti sono meno efficaci, poiché le pelli grandi potrebbero accordarsi con i limiti di dimensione se tagliate e rifilate.[32] Secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ulteriori indagini sulle specie aiuterebbero i futuri piani di conservazione.[2]

Il caimano dagli occhiali è elencato come una specie a rischio minimo nella Lista Rossa IUCN, per via del suo vasto areale e della numerosa popolazione a livello globale, a seguito di due valutazioni che lo classificavano come specie a rischio nel 1986 e nel 1988.[2] La sottospecie C. c. crocodilus si trova nell'Appendice II della CITES[4], C. c. apaporiensis Appendice I,[34] e C. c. fuscus Appendice II.[35]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jonathan P. Rio e Philip D. Mannion, Phylogenetic analysis of a new morphological dataset elucidates the evolutionary history of Crocodylia and resolves the long-standing gharial problem, in PeerJ, vol. 9, 6 settembre 2021, pp. e12094, DOI:10.7717/peerj.12094, PMC 8428266, PMID 34567843.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) Balaguera-Reina, S.A., Caiman crocodilus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  3. ^ Appendices | CITES, su cites.org. URL consultato il 14 gennaio 2022.
  4. ^ a b c Caiman crocodilus crocodilus, su CITES. URL consultato il 30 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2019).
  5. ^ Giovanne M. Cidade, Daniel Fortier, Ascanio Daniel Rincón e Annie Schmaltz Hsiou, Taxonomic review of two fossil crocodylians from the Cenozoic of South America and its implications for the crocodylian fauna of the continent, in Zootaxa, vol. 4656, n. 3, 2019, pp. 475–486, DOI:10.11646/zootaxa.4656.3.5, PMID 31716812.
  6. ^ Margaret Anne Franzen, Huaorani resource use in the Ecuadorian Amazon, University of California, Davis, 2005, pp. 181. URL consultato il 3 aprile 2019.
  7. ^ ITIS Standard Report Page: Caiman crocodilus, su Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 28 marzo 2019.
  8. ^ a b c Kleber Del Claro, Paulo S. Oliveira e Victor Rico-Gray, Tropical Biology and Conservation Management, EOLSS Publications, 11 maggio 2009, pp. 273–274, ISBN 978-1848262812. URL consultato il 5 aprile 2019.
  9. ^ a b (EN) Caiman crocodilus, su The Reptile Database. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  10. ^ a b Nina Triche, Caiman crocodilus (spectacled caiman), su Digimorph, 28 maggio 2003. URL consultato il 3 aprile 2019.
  11. ^ In the bombast of the American TV host, colonial science lives on, su TheWire, 5 marzo 2020. URL consultato il 5 marzo 2020.
  12. ^ Thom Fusco, Nature Believe - extinct Rio Apaporis caiman rediscovered, Discovery Channel, 19 dicembre 2019. URL consultato il 19 dicembre 2019.
  13. ^ Mayer Lindsay renick, Rediscovery of lost caiman lead to new crocodilian mystery, in rewild, 12 dicembre 2019. URL consultato il 12 dicembre 2019.
  14. ^ a b c d e f g h i j k Adam Britton, Spectacled Caiman (Caiman crocodilus), su Crocodilian Species List. URL consultato il 27 marzo 2019.
  15. ^ a b Roger Conant e Joseph T. Collins, A Field Guide to Reptiles & Amphibians: Eastern and Central North America, a cura di illustrated, reprint, revised, Houghton Mifflin Harcourt, 1998, pp. 144, ISBN 978-0395904527. URL consultato il 27 marzo 2019.
  16. ^ a b c d e f g h i j k Juhani Ojasti, Wildlife Utilization in Latin America: Current Situation and Prospects for Sustainable Management, a cura di illustrated, Food and Agriculture Organization, 1996, pp. 58–62, ISBN 978-9251033166. URL consultato il 27 marzo 2019.
  17. ^ a b c Spectacled Caiman - Caiman crocodilus, su World Association of Zoos and Aquariums (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).
  18. ^ a b c d David Alderton, Common Caiman Caiman crocodilus., in Crocodiles & Alligators of the World, illustrata, Facts on File, 1991, pp. 131–135, ISBN 978-0816022977. URL consultato il 29 marzo 2019.
  19. ^ Hobart M. Smith e Edmund D. Brodie, Reptiles of North America: A Guide to Field Identification, illustrated, St. Martin's Press, 25 febbraio 2014, pp. 208, ISBN 978-1466864818. URL consultato il 7 aprile 2019.
  20. ^ a b Spectacled Caiman, su Lincoln Park Zoo. URL consultato il 1º aprile 2019.
  21. ^ a b c d e Kayla Terry, Caiman crocodilus (Common caiman, Spectacled caiman), su Animaldiversity.org. URL consultato il 13 marzo 2022.
  22. ^ John B. Thorbjarnarson, Diet of the spectacled caiman (Caiman crocodilus) in the central Venezuelan Llanos, in Herpetologica, vol. 49, n. 1, Allen Press, marzo 1993, pp. 108–117, JSTOR 3892691.
  23. ^ Damien R. Bontemps, Elvira Cuevas, Eileen Ortiz, Joseph M. Wunderle e Rafael L. Joglar, Diet of the non-native spectacled caiman (Caiman crocodilus) in Puerto Rico (PDF), in Management of Biological Invasions, vol. 7, n. 3, 18 marzo 2016, pp. 287–296, DOI:10.3391/mbi.2016.7.3.08. URL consultato il 2 aprile 2019.
  24. ^ Charles A. Ross e Stephen Garnett, Crocodiles and Alligators, illustrated, New York, Facts on File, 1989, pp. 58–73, ISBN 978-0816021741. URL consultato il 29 marzo 2019.
  25. ^ a b Magnusson, W.E. Vliet, K.A. Pooley, A.C. and Whitaker, R. "Reproduction." Crocodiles and Alligators (illustrated ed.). Ross, Charles A. Garnett, Stephen (1989). New York: Facts on File. pp. 118–124. ISBN 0816021740.
  26. ^ Zilca Campos, William E. Magnusson, Tânia Sanaiotti e Marcos E. Coutinho, Reproductive trade-offs in Caiman crocodilus crocodilus and Caiman crocodilus yacare: Implications for size-related management quotas, in Herpetological Journal, vol. 18, n. 2, aprile 2008, pp. 91–96. URL consultato il 30 marzo 2019.
  27. ^ Lang, J.W. "Sex Determination." Crocodiles and Alligators (illustrated ed.). Ross, Charles A. Garnett, Stephen (1989). New York: Facts on File. pp. 118–124. ISBN 0816021740.
  28. ^ a b Louis A. Somma e Pam Fuller, Common Caiman (Caiman crocodilus), su U.S. Geological Survey. URL consultato il 27 marzo 2019.
  29. ^ a b c d e A. Velasco e J. Ayarzagüena, Spectacled Caiman crocodilus (PDF), in S. C. Manolis e C. Stevenson (a cura di), Crocodiles. Status Survey and Conservation Action Plan, 3ª ed., Crocodile Specialist Group, 2010, pp. 10–15.
  30. ^ Caiman crocodilus (Spectacled Caiman) (PDF), su Sta.uwi.edu. URL consultato il 13 marzo 2022.
  31. ^ Caiman, su Florida Fish and Wildlife Conservation Commission. URL consultato il 7 aprile 2019.
  32. ^ a b Grahame Webb, Matthew Brien, Charlie Manolis e Sergio Medrano-Bitar, Predicting total lengths of spectacled caiman (Caiman crocodilus) from skin measurements: A tool for managing the skin trade (PDF), in Herpetological Conservation and Biology, vol. 7, n. 1, 6 maggio 2012, pp. 16–26. URL consultato il 14 aprile 2019.
  33. ^ Theresa M. Laverty e Andrew P. Dobson, Dietary overlap between black caimans and spectacled caimans in the Peruvian Amazon, in Herpetologica, vol. 69, n. 1, marzo 2013, pp. 91–101, DOI:10.1655/HERPETOLOGICA-D-12-00031.
  34. ^ Caiman crocodilus fuscus, su CITES. URL consultato il 30 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2019).
  35. ^ Caiman crocodilus apaporiensis, su CITES. URL consultato il 30 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2019).

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