Asse nodale

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La linea dei nodi (verde) e gli altri parametri orbitali

In meccanica celeste, l'asse nodale o linea dei nodi è la linea d'intersezione del piano di un'orbita con un piano di riferimento, come per esempio il piano equatoriale o il piano eclittico. I due punti dell'orbita dati dall'intersezione tra questi due piani vengono detti nodi dell'orbita. Si distinguono:

  • il nodo ascendente: è il punto in cui l'oggetto interseca il piano di riferimento passando dall'emisfero meridionale all'emisfero settentrionale;
  • il nodo discendente: è il punto in cui l'oggetto interseca il piano di riferimento passando dall'emisfero settentrionale all'emisfero meridionale.

L'asse nodale è spesso indicato come vettore asse nodale, o versore asse nodale: noto infatti il vettore momento angolare orbitale ed il versore di sostegno di una terna cartesiana inerziale, si ha il vettore asse nodale come

Notando che ha per definizione componenti nulle secondo x e y, il prodotto vettoriale tra i due risulterà un vettore con solo due componenti, secondo x e secondo y:

Normalizzando il vettore così ottenuto si arriva al Versore asse nodale

le cui informazioni sono:

  • la direzione dell'asse nodale;
  • il verso, dal nodo discendente al nodo ascendente.

Il versore asse nodale è un'informazione necessaria per determinare l'Ascensione retta del nodo ascendente, che è uno dei sei parametri orbitali kepleriani.

Anche l'orbita terrestre attorno al sole ha un asse nodale: l'eclittica interseca il piano equatoriale solare (o terrestre, nel caso dell'orbita eliocentrica fittizia) in due nodi: il punto d'Ariete e il punto della Libra. Lo spostamento del punto d'Ariete (o punto Gamma) nell'arco dei millenni è noto come fenomeno di precessione degli equinozi.

Etimologia e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del nodo ascendente è Northnode-symbol.png (Unicode: U+260A, ☊), mentre il simbolo del nodo discendente è Southnode-symbol.png (Unicode: U+260B, ☋). Nel medioevo e fino quasi ai giorni nostri, i nodi ascendente e discendente erano rispettivamente chiamati testa del drago (in latino: caput draconis, in arabo: ra's al-jauzahar) e coda del drago (cauda draconis).[1], p. 141; [2], p. 245. Erano anche indicati come ganzaar, genzahar, geuzaar and zeuzahar, parole derivate da improprie trascrizioni della dizione araba.[3], pp. 196–197; [4], p. 65; [5], pp. 95–96.

Ove era in uso la terminologia greca, si utilizzavano le dizioni αναβιβάζων (anabibàzon) e καταβιβάζων ( catabibàzon).[6], ¶27.

Dai riferimenti medievali al drago che inseguiva la Luna nella sua orbita, è derivata la dizione di mese draconico, cioè di mese legato all'inseguimento del drago.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Survey of Islamic Astronomical Tables, E. S. Kennedy , Transactions of the American Philosophical Society, new series, 46, #2 (1956), pp. 123–177.
  2. ^ Cyclopædia, or, An universal dictionary of arts and sciences, Ephraim Chambers, London: Printed for J. and J. Knapton [and 18 others], 1728, vol. 1.
  3. ^ Planetary Latitudes, the Theorica Gerardi, and Regiomontanus, Claudia Kren, Isis, 68, #2 (June 1977), pp. 194–205.
  4. ^ Prophatius Judaeus and the Medieval Astronomical Tables, Richard I. Harper, Isis 62, #1 (Spring, 1971), pp. 61–68.
  5. ^ Lexicographical Gleanings from the Philobiblon of Richard de Bury, Andrew F. West, Transactions of the American Philological Association (1869-1896), 22 (1891), pp. 93–104.
  6. ^ New thoughts on the genesis of the mysteries of Mithras, Roger Beck, Topoi 11, #1 (2001), pp. 59–76.