Verginità perpetua di Maria

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Con Verginità perpetua di Maria si intende un dogma, sostenuto a partire dal V secolo da alcuni Padri della Chiesa e formalmente definito dalla Chiesa nel secondo Concilio di Costantinopoli del 553[1], secondo il quale Maria è rimasta vergine prima, durante e dopo la nascita di Gesù. In tale ottica, i "fratelli di Gesù" nominati nei Vangeli[2] sono intesi, secondo la visione della Chiesa cattolica e ortodossa, nonché dei primi riformatori protestanti, non come figli di Maria ma cugini o fratellastri. La tradizione ortodossa li definisce figli di un precedente matrimonio di Giuseppe.
Né Matteo (cfr. 1,25) né Luca si interessano in modo particolare alla verginità di Maria dopo la nascita di Gesù. «Infatti non la conobbe - dice - finché non partorì il Figlio suo primogenito» (Matteo 1,25).[3] Luca non menziona altri figli di Maria e Giuseppe nel racconto della visita della famiglia al tempio, quando Gesù aveva 12 anni.

Oggi la tradizione protestante, pur ammettendo il concepimento verginale di Gesù in Maria, non le riconosce la verginità perpetua, considerando i fratelli come figli di Maria e Giuseppe avuti dopo la nascita di Gesù.[4]

Culto liturgico[modifica | modifica sorgente]

Il dogma cattolico trova una sua corrispondenza nella liturgia secondo la massima lex orandi lex credendi. In particolare nel rito romano la verginità perpetua di Maria è ricordata e contemplata nell'antifona Alma Redemptoris Mater con la precisa formulazione Virgo prius ac posterius, ossia «Vergine prima e dopo [il parto]». Nel tratto delle feste mariane che cadono dopo la Domenica di Settuagesima si ripete post partum Virgo inviolata permansisti («dopo il parto sei rimasta vergine inviolata»). La madre di Gesù è ricordata come «sempre Vergine» nel Confiteor, nel Communicantes del Canone Romano e nell'antico prefazio della Beata Vergine Maria (nel Messale di Paolo VI Prefazio I della Beata Vergine Maria). Nel Prefazio II, introdotto dalla riforma liturgica, Maria viene chiamata semplicemente «Vergine», così come si contempla la verginità di Maria anche nel Credo, nelle Litanie lauretane e nelle antifone Salve regina, Sub tuum praesidium e Ave Regina Caelorum.

Nel rito bizantino la perpetua verginità di Maria è ricordata nelle preghiere di lode alla "Madre di Dio e sempre vergine" che seguono la grande e la piccola ektenia.

Verginità di Maria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Verginità di Maria.

In base al dogma della verginità, Maria viene comunemente chiamata "Maria Vergine" ed è detta "la Vergine" per antonomasia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sessione ottava del 2 giugno 553, canone 2 (Denzinger-Schönmetzer 422), dove viene usata l'espressione ἀειπάρθενος, aeipàrthenos, "sempre vergine".
  2. ^ Cfr. ad esempio Matteo 12,46-50.
  3. ^ Léopold Sabourin, Il vangelo di Luca, 1989, p. 89.
  4. ^ Jean Galot, Maria, la donna nell'opera di Salvezza, 1991, p. 117

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]