Patristica

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Con filosofia patristica si intende la filosofia cristiana dei primi secoli, elaborata dai Padri della Chiesa e dagli scrittori ecclesiastici. Dopo il periodo dell'Apologetica, che aveva visto gli scrittori cristiani impegnati nella difesa della loro religione dalle tesi morali e filosofiche ad essa contrarie, si giunge alla concessione ai cristiani della libertà di culto con l'editto di Milano: non è più necessario difendere la dottrina cristiana. Agli scrittori cristiani non rimane che impegnarsi nell'evangelizzazione della religione e nell'indagine dei testi sacri (Esegesi). Tuttavia, questi ultimi si fanno consapevoli della sopravvivenza dei modelli ereditati dalla cultura pagana: essi si sentono perciò in dovere di fare i conti con il fascino che la filosofia, la retorica e la letteratura antiche continuano ad esercitare. Da qui la ricerca di un possibile dialogo (viene spesso ripreso Origene): da un lato si cerca di interpretare il Cristianesimo mediante concetti ripresi dalla filosofia greca, dall'altro si riporta il significato di essa al Cristianesimo.

La Patristica si divide generalmente in tre periodi:

  • fino al 200 è dedicata alla difesa del cristianesimo contro i suoi avversari (padri Apologisti, il più noto è Giustino Martire);
  • fino al 450 è il periodo in cui sorgono invece i primi grandi sistemi di filosofia cristiana (Sant'Agostino, Clemente Alessandrino);
  • sino all'VIII secolo è rielaborazione delle dottrine già formulate e di formulazioni originali (Boezio).

La Patristica maggiore orientale svolse un lavoro di esegesi scritturale secondo due direttive:[1]

La Patristica maggiore occidentale è rappresentata da quattro Padri: Sant'Ambrogio, san Girolamo e Sant'Agostino vissuti fra IV e V secolo e san Gregorio Magno vissuto fra V e VI secolo.

La Patristica minore è costituita dagli apologisti, difensori della fede cristiana contro ebrei, pagani, eretici. Si può dividere in due gruppi:

L'eredità della Patristica fu raccolta dalla Scolastica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Faggin, Storia della filosofia, vol. 1, Principato editore, Milano, 1983, pag. 201-202.

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