Beda il Venerabile

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San Beda il Venerabile
Immagine dalle Cronache di Norimberga (1493)
Immagine dalle Cronache di Norimberga (1493)

Presbitero e dottore della Chiesa

Nascita 672 ca.
Morte 25 maggio 735
Venerato da Tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi
Canonizzazione 13 novembre 1899
Ricorrenza 25 maggio
Patrono di studiosi

Beda il Venerabile (672 circa – 25 maggio 735) è stato un monaco e storico inglese, vissuto nel monastero benedettino di San Pietro e San Paolo a Wearmouth (oggi parte del Sunderland), in Inghilterra, e a Jarrow, in Northumberland, è famoso come studioso e autore di numerose opere, tra le quali la più conosciuta è la Historia ecclesiastica gentis Anglorum (Storia ecclesiastica del popolo inglese), che gli è valsa il titolo di "Padre della storia inglese".

È stato dichiarato santo e dottore della Chiesa dalla Chiesa cattolica. La memoria liturgica è il 25 maggio (precedentemente era il 27 maggio)[1]; nel Rito ambrosiano la memoria liturgica è il 23 maggio.

Scrisse su molti altri argomenti, dalla musica alla poesia, ai commentari biblici.

È citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia.[2]

Il motto riportato nello stemma di Papa Francesco, Miserando atque eligendo, è tratto da un passo delle Omelie di Beda il Venerabile (Om. 21; CCL 122, 149-151)[3].

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

La sua testimonianza[modifica | modifica sorgente]

Quasi tutto ciò che conosciamo della vita di Beda è quanto è stato raccontato da lui stesso nella sua Historia. Le sue parole, scritte nel 731, quando la morte era ormai vicina, gettano una luce sulla composizione del lavoro attraverso il quale è meglio ricordato nel mondo. Scrive egli stesso:

« Così io, Beda, servo di Cristo e sacerdote del monastero dei Beati Apostoli san Pietro e san Paolo, che si trova a Wearmouth e a Jarrow (nel Northumberland), con l'aiuto di Dio ho composto fino a dove ho potuto raccogliere, o dagli antichi documenti o dalle tradizioni degli anziani o dalla mia conoscenza, questa storia ecclesiastica della Britannia, e specialmente della razza inglese. Sono nato nel territorio del detto monastero, e all'età di 7 anni i miei genitori mi affidarono alla cura del reverendissimo abate Benedetto, e successivamente a Ceolfrid, perché mi istruissero. Da quel momento ho passato tutta la mia vita all'interno del monastero, dedicando tutte le mie fatiche allo studio delle Scritture, e fra l'osservanza della disciplina monastica e del compito quotidiano di cantare in Chiesa, è stato sempre mia delizia imparare o insegnare o scrivere. A diciannove anni fui ammesso al diaconato, a trent'anni al sacerdozio, entrambi nelle mani del reverendissimo Vescovo Giovanni, e sotto la disciplina dell'abate Ceolfrid. Dal momento dell'ammissione al sacerdozio al mio attuale cinquantanovesimo anno, mi sono sforzato di scrivere brevi note sulle Scritture, tratte dai lavori dei Venerabili Padri o in conformità con il significato e le interpretazioni da essi indicati, e ciò per mio uso personale e per quello dei miei confratelli. »

Dopo questo, Beda inserisce una lista, o Indiculus, dei suoi precedenti scritti, e alla fine conclude il suo grande lavoro con le seguenti parole:

« E io Ti prego, Gesù amorevole, che come Tu mi hai graziosamente dato di bere con piacere della tua conoscenza, così voglia Tu pietosamente concedermi di attingere un giorno a Te, la fontana di tutta la saggezza, e di comparire per sempre davanti al Tuo Volto. »

Note biografiche[modifica | modifica sorgente]

Entrato nel monastero di Wearmouth all'età di 7 anni, divenne diacono a 19 e sacerdote a 30 anni. Non è chiaro se fosse di famiglia nobile. Fu educato dagli abati Benedetto Biscop e Ceolfrid, e probabilmente fu quest'ultimo ad accompagnarlo a Jarrow nel 682. Qui trascorse il resto della sua vita dividendo il suo tempo tra lo studio, l'insegnamento, l'attività di scrittore e l'assolvimento delle funzioni monastiche.

Venerazione[modifica | modifica sorgente]

Il titolo Venerabilis sembra essere stato associato al nome di Beda già due generazioni dopo la sua morte.

La sua importanza per la religione cattolica fu pienamente riconosciuta solo nel 1899, quando fu dichiarato Dottore della Chiesa, con il nome di San Beda il Venerabile.

Non ci sono conferme ufficiali alla leggenda riportata da Thomas Fuller[4] del "monaco ignorante" che, componendo un epitaffio su Beda, non riusciva a completare la riga: Hac sunt in fossa Bedae... ossa e che la mattina dopo trovò che gli angeli avevano riempito lo spazio con la parola venerabilis.

Il titolo è usato da Alcuino di York, Amalario e apparentemente da Paolo Diacono, e il concilio di Aquisgrana dell'835 lo descrive come venerabilis et modernis temporibus doctor admirabilis Beda ("il venerabile e meraviglioso dottore dei nostri tempi Beda").

A questo decreto fece riferimento specificatamente la petizione che il cardinale Nicholas Patrick Stephen Wiseman e i vescovi inglesi indirizzarono alla Santa Sede nel 1859, chiedendo che Beda fosse dichiarato dottore della Chiesa.

La questione era già stata dibattuta prima del tempo di Benedetto XIV, ma fu solo il 13 novembre 1899 che Leone XIII decretò che la festa di San Beda il Venerabile con il titolo di Doctor Ecclesiae fosse celebrata da tutta la Chiesa cattolica il 25 maggio.

Un culto locale di san Beda si era mantenuto a York e nel nord dell'Inghilterra durante il Medioevo, ma la sua festa non era osservata in genere al sud dello stesso paese, dove era seguito il rito di Sarum.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Catholic Enciclopedia gli scritti di Beda mostrano la sua profonda conoscenza del suo tempo e del passato, conoscenza ottenuta dalla lettura dei volumi delle biblioteche di Wearmouth e di Jarrow, che contenevano dai 300 ai 500 volumi ed erano tra le più grandi d'Inghilterra. Una delle sue fonti più importanti è la Storia dei Bretoni di Gildas, scritta poco prima del 547.

Beda fu un grande esperto in letteratura patristica e nei suoi scritti si ritrovano citazioni di Plinio il Giovane, Virgilio, Lucrezio, Ovidio, Orazio e di altri autori classici, malgrado qualcuno all'epoca disapprovasse queste conoscenze.

Conosceva anche il greco e un po' di ebraico. Il suo latino è semplice e privo di affettazione, ma fluido nella narrazione.

Beda utilizzava il metodo di interpretazione allegorica ed aveva un atteggiamento "moderno" di fronte all'interpretazione dei miracoli. Si riteneva che fosse dotato di molto buon senso, simpatia, amore alla verità e all'imparzialità, sincera misericordia e capacità di mettersi al servizio degli altri.

Gli scritti di Beda sono classificati in scientifici, storici e teologici.

Tra gli scritti scientifici troviamo trattati di grammatica (scritti per i suoi allievi), un lavoro sui fenomeni naturali (De Rerum Natura) e due sulla cronologia (De temporibus e De temporum ratione).

Beda fece anche un calcolo approssimato dell'età della Terra ed iniziò a dividere gli anni in prima di Cristo e dopo Cristo.

Scrisse che la Terra è rotonda "come una palla da gioco", in contrasto con l'opinione corrente che gli uomini del Medioevo credessero in una terra piatta.

In ambito storico a proposito del mito del Colosseo e di Roma già nel VII secolo aveva profetizzato "Finché starà il Colosseo starà Roma, quando cadrà il Colosseo cadrà anche Roma e quando cadrà Roma cadrà il mondo"[5].

La Storia ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Historia ecclesiastica gentis Anglorum.

Il più importante e meglio conosciuto dei suoi lavori è la Historia ecclesiastica gentis Anglorum ("Storia ecclesiastica dei popoli anglici"), in 5 libri (circa 400 pagine), e che narra la storia dell'Inghilterra, sia dal punto di vista politico che ecclesiastico, dal tempo di Cesare alla data di composizione (731).

Altre opere[modifica | modifica sorgente]

La sua edizione della Bibbia fu molto importante e fu utilizzata dalla Chiesa fino al 1966. Quest'opera non è la copia di una precedente versione ma è il risultato di molte ricerche per ciascuno dei libri della Bibbia.

Suoi altri lavori importanti sono le vite degli abati di Wermouth e Jarrow e le vite in versi e in prosa di Cutberto di Lindisfarne.

La maggior parte dei suoi scritti è di tipo teologico e consiste in commentari di tipo esegetico di libri dell'Antico e Nuovo Testamento, fra cui i famosi Proverbia di Re Salomone dal Libro dei Proverbi[6], in omelie e in trattati su brani della Sacra Scrittura.

Il suo ultimo lavoro, completato sul letto di morte, fu la traduzione in lingua anglosassone del Vangelo secondo Giovanni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Saint Bede the Venerable, Saints.SQPN.com. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  2. ^
    « Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro / d'Isidoro, di Beda e di Riccardo, / che a considerar fu più che viro. »
    (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, X, 130-132)
  3. ^ Si veda la descrizione ufficiale dello stemma nel sito del Vaticano.
  4. ^ Church History, p. 11, cit. in Bedae Opera Historica, ed. Loeb, Heinemann, Londra, 1930, vol. I, p. xxi.
  5. ^ La profezia («Quamdiu stabit Colyseus / Stabit et Roma; / Quando cadet Colyseus / Cadet et Roma; / Quando cadet Roma / Cadet et mundus.») era in realtà precedente ai tempi di Beda, e faceva riferimento non all'anfiteatro, ma al colosso neroniano (ridedicato al dio Sole e ricollocato da Adriano tra l'anfiteatro e il Tempio di Venere e Roma. Il colosso si identificava con la fortuna di Roma e, per estensione, con il destino del mondo, ma ai tempi di Beda era già stato distrutto, forse durante le invasioni gotiche. La memoria del perduto colosso, tuttavia, diede nome al vicino anfiteatro, dal Medioevo in poi. Si veda in proposito in Serena Ensoli, Eugenio La Rocca, Aurea Roma p. 67.
  6. ^ Hannes Obermair, "«Novit iustus animas». Ein Bozner Blatt aus Bedas Kommentar der Sprüche Salomos", in Concilium medii aevi, XIII, 2010, pp. 45–57.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) (EN) Bede, The Venerable in Catholic Encyclopedia, Encyclopedia Press, 1917.
  • Giosuè Musca, Il venerabile Beda storico dell'alto Medioevo, Dedalo libri, Bari, 1973
  • Calvin B. Kendall (ed.), Bede's Art of Poetry and Rhetoric - Libri II: De Arte Metrica et De Schematibus et Tropis, Bilingual Edition of the MS St. Gall 876, Saarbrücken: AQ-Verlag, 1991, 210 pp. ISBN 978-3-922441-60-1
  • (EN) Benedicta Ward, The Venerable Bede, Morehouse Publishing, Harrisburg, PA, 1990. ISBN 0-225-66574-3
  • (EN) J. Robert Wright, A Companion to Bede: A Reader's Commentary on The Ecclesiastical History of the English People, Grand Rapids, MI, Eerdmans, 2008. ISBN 978-0-8028-6309-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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