Colosso di Nerone

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Colosso di Nerone
Lawrence Alma-Tadema 02.jpg
Il lavoro di alcuni scultori al colosso di Nerone (Lawrence Alma-Tadema, 1877)
Civiltà romana
Epoca 64-68 d.C. (costruzione)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma
Dimensioni
Altezza 35,5 metri
Amministrazione
Visitabile No
sito web

Il Colosso di Nerone era un monumento dell'antica Roma, raffigurante in origine l'imperatore Nerone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Colosso fu costruito in bronzo dallo scultore Zenodoro, ed era alto 110 piedi (33,5 m) secondo Plinio il vecchio[1], 120 (36,6 m) secondo Svetonio[2] o 102 (31,1 m) secondo il Cronografo del 354[3]. Originariamente il colosso era situato nel vestibolo della Domus Aurea, in summa sacra via[4]. Dalla vicinanza del Colosso l'anfiteatro Flavio fu soprannominato Colosseo.

L'incendio della Domus Aurea danneggiò il monumento che fu restaurato da Vespasiano,[5] il quale lo convertì in una rappresentazione del dio Sole[6]. Adriano impiegò ventiquattro elefanti nell'impresa di spostarlo per far posto al nuovo tempio di Venere e Roma[7]. Attualmente è ancora visibile il basamento di tufo sul quale era collocata la statua.

La statua bronzea si ispirava probabilmente al Colosso di Rodi, e rappresentava Nerone come il dio Sole, con il braccio destro in avanti e appoggiato, in età tarda, ad un timone, il braccio sinistro piegato per reggere un globo terrestre. Sulla testa portava come copricapo una corona composta da sette raggi, lunghi ciascuno 6 metri. Queste raffigurazioni ci sono state tramandate attraverso le monete di Alessandro Severo[8] e Gordiano III.[9]

Il 6 giugno il Colosso veniva incoronato, cioè addobbato con ghirlande di fiori[10].

L'ultima citazione della statua è nel Cronografo del 354. Oggi, nulla rimane del Colosso di Nerone tranne le sopradette fondamenta del basamento vicino al Colosseo.

È possibile che sia stato distrutto nel Sacco di Roma (410), oppure caduto in un terremoto che Roma subì nel V secolo, ed il suo metallo riutilizzato.[11]



Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Plinio il vecchio, Storia naturale, XXXIV, 7 s18
  2. ^ Svetonio, Vite dei dodici Cesari, "Nerone", 31
  3. ^ Topographie der Stadt Rom in Alterthum II (1871), pp.543-571
  4. ^ Marziale, Spettacoli, II, 1; Epistole, I, 71, 7; Cassio Dione, LXVI, 15)
  5. ^ Svetonio, Vita di Vespasiano, 18.
  6. ^ Girolamo, in Hab. c3; Svetonio, Vite dei dodici Cesari, "Vespasiano" 18; Plinio il vecchio l.c.; cfr. Historia Augusta, Commodo, 17; Cassio Dione, Storia di Roma, LXXII, 15
  7. ^ Historia Augusta, Adriano, 19
  8. ^ Severus Alexander Medallion 90070183.jpg CNI XII 3 (Martin V); Muntoni 2 (Pius II); Berman 390; apparentemente non pubblicato, ma vedi Gnecchi II, p. 80, 9 (dritto) e Gnecchi III, p. 42 = Toynbee pl. 29, 7 (retro). Vedi anche BMC 156-157 e Cohen 468 per i sesterzi della stessa tipologia (che però datano al 223 d.C.).
    Fronte: IMP CAES M AVREL SEV ALEXANDER AVG, busto laureato e drappeggiato di Severo Alessandro a destra.
    Retro: PONTIF MAX TR P III COS P P; l'anfiteatro Flavio (Colosseo), è mostrato frontalmente con quattro livelli: il primo con archi, il secondo con archi che contengono statue, il terzo con nicchie che contengono statue e il quarto con finestre quadrate e clipei circolari; in una vista a volo d'uccello si può vedere l'interno con due file di spettatori. All'esterno, a sinistra Severo Alessandro è in piedi e sacrifica su un basso altare; dietro a lui la Meta Sudans e una grande statua del Sole. A destra un edificio a due piani con due timpani e una statua maschile (Jupiter?) accanto.
  9. ^ Gordianus III Æ medallion 125357.jpg Gnecchi p. 89, 23 and Tav. 104, 6; cf. Cohen 166.
    Fronte: IMP GORDIANVS PIVS FELIX AVG, busto laureato con drappo e corazza;
    Retro: MVNIFICENTIA GORDIANI AVG, toro che combatte con elefante nel Colosseo visto dall'altro; Colosso di Nerone e Meta Sudans, e Tempio di Venere e Roma, o Ludus Magnus sull'altro lato.
  10. ^ Charles-François Dupuis, Origine des tous les cultes, Parigi, Louis Rousier, 1836, p. 242.
  11. ^ Albertson, Fred C.(2001). "Zenodorus's "Colossus of Nero"". Memoirs of the American Academy in Rome

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Andrea Carandini, Le case del potere nell'antica Roma, Roma-Bari, Laterza, 2010, ISBN 978-8842094227.
  • Eugen Cizek, La Roma di Nerone, Milano, Ed.Garzanti, 1986.
  • (IT) Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Verona, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
  • (IT) Filippo Coarelli, Roma, Bari & Roma, Laterza, 2012.
  • (IT) Fabiola Fraioli, Regione IV. Templum Pacis, in Andrea Carandini (a cura di), Atlante di Roma antica, Milano, Mondatori Electa, 2012, pp. 281-306, ISBN 978-88-370-8510-0.
  • Elisabetta Segala & Ida Sciortino, Domus Aurea, Milano, Electa Mondadori, 2005, ISBN 88-370-4105-5.
  • Philipp Vandenberg, Nerone, Milano, Rusconi, 1984.