Argileto

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Coordinate: 41°53′38.24″N 12°29′18.42″E / 41.893956°N 12.488451°E41.893956; 12.488451

L'inizio dell'Argileto prima della costruzione dei Fori Imperiali

L'Argileto (Argiletum in latino) era una antica strada di Roma che percorreva il quartiere popolare della Suburra fino al Foro romano, corrispondente alle attuali via Leonina e via della Madonna dei Monti.

Dal lato orientale verso l’Esquilino si biforcava nel vicus Patricius (attuale via Urbana) che proseguiva verso la porta Viminale e nel clivus Suburanus (attuale via in Selci) che saliva alla porta Esquilina. Dal lato occidentale verso il Foro terminava tra la Basilica Emilia e la Curia, ma in età imperiale il primo tratto di strada fu sostituito dal Foro di Nerva che mantenne la funzione di passaggio e assunse per questo anche il nome di Foro Transitorio.

Il nome potrebbe derivare dall'argilla proveniente dalla confluenza delle acque dai colli circostanti, convogliati poi nella Cloaca Massima, oppure dal mito di Argo[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Argileto era una strada molto importante; era infatti la strada dei librai e la troviamo citata da molti autori antichi, come per esempio da Orazio, Marziale, o da Seneca, che ci hanno tramandato anche i nomi dei loro fornitori di fiducia.

Nella parte iniziale dell'Argileto, dal lato del Foro, sorgeva il Tempio di Giano che Domiziano sostituì con un arco quadrifronte al margine della nuova piazza.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

All'Argileto il mito vuole che fosse eretta la tomba di un certo Argo[2]. Evandro, figlio del dio Mercurio e della ninfa Carmenta, era venuto a stabilirsi in Italia con un gruppo di Arcadi provenienti dalla città di Argo[3][4]. Venne però alla sua corte un tale Argo, il quale tramava di togliere la vita ad Evandro e di impadronirsi del suo regno. I seguaci di Evandro se ne avvidero, e senza che il loro signore lo sapesse, uccisero Argo. Evandro però, per rispetto dovuto agli inviolabili diritti dell'ospitalità, onorò Argo con grandiosi funerali e gli eresse una tomba in un luogo che fu poi detto Argileto, ossia "morte d'Argo"[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia, su www.urbana.roma.it. URL consultato l'11 giugno 2019.
  2. ^ F. S. Villarosa, Dizionario mitologico-storico-poetico, vol. I, Napoli, Tipografia Nicola Vanspandoch e C., 1841, pp. 42-43.
  3. ^ Livio (Ab Urbe condita libri, I, 7)
  4. ^ Ovidio(I Fasti, I, 470 e sgg.)
  5. ^ Virgilio, Eneide, libro VIII.
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