Tempio di Fides

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Coordinate: 41°53′29.15″N 12°28′52.18″E / 41.891431°N 12.481161°E41.891431; 12.481161 Il Tempio di Fides (in latino: Aedes Fidei) era un tempio minore sul Campidoglio a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il culto di Fides, divinità nota in tarda Età Repubblicana anche come Fides Publica o Fides Publica populi Romani, sul Campidoglio iniziò già con Numa Pompilio con la costruzione di un sacello (sacrarium, ἱερόν[1]), probabilmente sul luogo del tempio successivo[2].

Il tempio fu dedicato (e probabilmente edificato) da Aulo Atilio Calatino nel 254 oo nel 250 a.C.; in seguito, fu restaurato e nuovamente dedicato da Marco Emilio Scauro nel 115 a.C[2].

Il giorno di dedicazione era il 1º ottobre[2][3].

Il tempio fu utilizzato per assemblee del Senato[2][4]. Sulle sue pareti erano esposte le tavole su cui erano iscritti i testi dei trattati internazionali[2]. Nel 43 a.C. una forte tempesta disperse alcune di queste tavole[2].

In questo tempio si esponevano anche i diplomi di congedo dei militari congedati con onore[2][5].

Nel tempio si conservava un dipinto di Apelle che raffigurava un uomo anziano che insegnava ad un giovane a suonare la lira[6]); il dipinto però andò perso e non si conosce nulla del suo aspetto, della tecnica realizzativa e del destino che ebbe[2].

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio si trovava nella parte meridionale dell'Area Capitolina, il vasto piazzale davanti al tempio di Giove Capitolino franato a più riprese, in prossimità della Porta Pandana[2]. In particolare sono stati riconosciuti come pertinenti al tempio di Fides alcuni materiali scoperti nei pressi della chiesa di Sant'Omobono: una parte di podio in opera cementizia, frammenti di colonne e una grande testa marmorea femminile, probabilmente l'acroterio di culto. Alcuni attribuiscono questi resti al tempio di Ops, anche se la scoperta di iscrizioni bilingui in greco e latino con dediche di popoli dell'Asia Minore (trattati del Senato romano, databili tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C.) farebbe propendere per il culto di Fides: essa era infatti la dea che faceva da garante nei trattati e nei rapporti diplomatici.

Planimetria del Campidoglio antico



Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I.21.4; Dionigi di Alicarnasso, II.75; Plutarco, Numa, 16.
  2. ^ a b c d e f g h i Aedes Fidei, in: Samuel Ball Platner (completato e rivisto da Thomas Ashby), A Topographical Dictionary of Ancient Rome, Oxford University Press, Londra, 1929, p. 209.
  3. ^ Fast. Arv. Amit. Paul. ad Kal. Oct., CIL I2 p. 214, 215, 242; Fast. Ant. ap. NS 1921, 114
  4. ^ Valerio Massimo, III.17; Appiano, B. C. 1.16)
  5. ^ CIL III pp. 902, 916; Suppl. p. 2034.
  6. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXV, 100.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Verona, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.