Arco di Nerone

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Nero. AD 54-68. Æ Sestertius (36mm, 26.67 g, 6h). Zecca di Lugdunum (Lione). Coniato circa 65 d.C.

L'Arco di Nerone (in latino: Arcus Neronis) era un arco trionfale dell'antica Roma, ora perduto, dedicato all'imperatore romano Nerone[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'arco fu eretto negli anni compresi tra il 58 e il 62 d.C. per commemorare le vittorie di Gneo Domizio Corbulone in Partia[2].

Molto probabilmente, l'arco fu distrutto poco dopo la morte di Nerone nel 68 d.C.[3].

Topografia[modifica | modifica wikitesto]

L'arco era collocato sul pendio del Campidoglio, in un luogo chiamato inter duos lucos ("tra i due boschi sacri"), coincidente con l'Asylum, in mezzo fra le colline dell'Arx e quella del Capitolium (in medio Capitolini montis)[4][5].

Secondo un'ipotesi, sormontava il Clivus Capitolinus alla stessa maniera degli archi trionfali repubblicani antecedenti, come l'arco di Scipione l'Africano, e potrebbe essere stato l'ultimo che si attraversava prima di entrare nell'Area Capitolina[5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Noto da raffigurazioni su monete coniate a partire dal 64 d.C. dove è raffigurato in visione prospettica sul rovescio[6][7], l'arco era a singolo fornice ed era sormontato da una quadriga condotta dalle figure della Victoria e della Pax. Gli angoli dell'attico erano occupate da statue in bronzo di soldati romani[4]. La vista prospettica permette di porre in evidenza la presenza di una statua colossale raffigurante Marte, che occupava un vano laterale dell'arco. Le colonne e l'arco erano decorati con rilievi elaborati[8], una pratica innovativa all'epoca che fu poi ampiamente riutilizzata[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fred S. Kleiner, The arch of Nero in Rome: a study of the Roman honorary arch before and under Nero, G. Bretschneider, 1985, ISBN 978-88-7689-094-9.
  2. ^ Tacito, Annales, 13.41, 15.18.
  3. ^ Samuel Ball Platner e Thomas Ashby, A topographical dictionary of ancient Rome, Oxbow, 2002, ISBN 978-0-19-925649-5.
  4. ^ a b Samuel Ball Platner, Thomas Ashby, A topographical dictionary of Ancient Rome, Oxford University Press, 1929, p. 41.
  5. ^ a b Fred. S. Kleiner, The Arch of Nero in Rome: a Study of the Roman Honorary Arch before and under Nero, Archaeologica, Roma, Giorgio Bretschneider Editore, n. 52, 1985, p. 64.
  6. ^ British Museum, Nero, 183-190; 329-334
  7. ^ Cohen, Nero, 306-310
  8. ^ Lawrence Richardson jr., A New Topographical Dictionary of Ancient Rome, Johns Hopkins University Press, 1992, ISBN 0801843006, p. 27.2.
  9. ^ Fred. S. Kleiner, The Arch of Nero in Rome: a Study of the Roman Honorary Arch before and under Nero, Archaeologica, Roma, Giorgio Bretschneider Editore, n. 52, 1985, pp. 79-81.
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Coordinate: 41°53′36.24″N 12°28′58.8″E / 41.8934°N 12.483°E41.8934; 12.483