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Arco di Augusto (Foro Romano)

Coordinate: 41°53′30.82″N 12°29′09.58″E
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Arco di Augusto
Capitello dorico decorato dell'arco di Augusto
CiviltàRomana
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Comune Roma
Mappa di localizzazione
Map

L'arco di Augusto era un arco trionfale eretto nel Foro Romano in onore di Augusto.

Augusto: denario[1]
Testa di Augusto verso destra; La rappresentazione di un arco di trionfo con quadriga e la scritta IMP CAESAR, eretto per la vittoria di Azio contro Marco Antonio e Cleopatra.
Argento, 20 mm, 3,47 g, 1 h; zecca di Roma? coniato nel 30-29 a.C.
Augusto: denario[2]
S • P • Q • RIMPCAESARIAVGCOS • XITRI • POT • VI •, testa di Augusto verso destra; CIVIB • ET • SIGN • MILIT • A • PA-RT • RECVP •, arco di trionfo di Augusto: sopra l'arco centrale si trova una quadriga; sopra gli archi laterali una figura ciascuno; a sinistra una figura voltata verso destra che tiene un signum nella sua mano destra alzato verso il cielo; a destra invece una figura rivolta a sinistra, tiene un'aquila nella sua destra e un arco alla sua sinistra.
Argento, 3,86 g, 6 h; zecca spagnola di Tarraco, coniato nel 18 a.C.
Frammento dei Fasti consolari e calendario romano conservato a Roma ne Museo delle Terme di Diocleziano[3]
Frammento dei Fasti trionfali conservato ai Musei Capitolini

Le fonti tramando l'esistenza di due archi in onore di Augusto nel Foro: l'arco aziaco ad una sola fornice costruito nel 29 a.C., e l'arco partico a tripla fornice costruito nel 19 a.C. Ancora si dibatte se fossero stati costuiti in due luoghi diversi del foro, o se il secondo sia stato costruito sullo stesso luogo del primo, sostituendolo[4].

Un arco in onore di Ottaviano venne eretto nel foro dopo la battaglia di Azio (31 a.C.) e la conquista dell'Egitto (30 a.C.), in occasione del trionfo di Ottaviano nel 29 a.C.; quest'arco è conosciuto come arco aziaco[5]. Una iscrizione del XVI secolo, registrata ma oggi perduta, sembra far riferimento a questo arco[4]. Dell'arco ci rimane una rappresentazione monetale.

Un secondo arco in onore di Augusto, venne eretto sempre nel Foro dal Senato nel 19 a.C., dopo la riconsegna delle insegne dell'esercito romano di Crasso sconfitto a Carre nel 53 a.C. dai Parti, e per questo noto come arco partico[6].

L'attribuzione di questi resti all'uno o all'altro dei due archi è ancora oggi discussa: secondo alcuni l' arco aziaco sarebbe presto crollato e venne quindi sostituito nello stesso luogo dall' arco partico, a cui apparterrebbero i resti visibili. [senza fonte] Secondo altri invece questi resti sarebbero attribuibili al primo arco, mentre il secondo sarebbe stato costruito dal lato opposto rispetto al tempio del Divo Giulio[senza fonte].

Nel 1952 vennero scoperti due elementi di fondazioni qualche metro avanti ai resti dell'arco ancora visibili, per i quali si propose l'attribuzione all'arco anziatico. Altri studi sostengono che il secondo abbia sostituito il primo, ma la questione è ancora dibattuta tra gli studiosi[4].

I resti ancora presenti nel Foro sono quelli del cosiddetto Arco partico di Augusto[7].

L'arco di Augusto si trovava accanto al tempio del Divo Giulio, simmetricamente opposto all'arco di Gaio e Lucio Cesari, a formare un complesso monumentale sul lato orientale del Foro Romano che, secondo la nuova disposizione dell'età di Augusto, escludeva alla vista i più antichi monumenti dell'età repubblicana, ossia la Regia e il tempio di Vesta.

L'aspetto dell'arco è stato ricostruito tramite alcuni frammenti architettonici superstiti, la forma delle fondazioni e alcune testimonianze iconografiche, come un rilievo con la Vittoria a Copenaghen e una moneta del 17-15 a.C. che lo rappresenta[senza fonte].

Si trattava di un arco a tre fornici: quello centrale era voltato a botte, affiancato da due vittorie alate e dotato di un alto attico dove era posta la Quadriga di Augusto trionfatore; i due fornici laterali erano dei passaggi architravati, con le aperture incorniciate da lesene (non semicolonne come sull'apertura centrale) e dotate di timpano, mentre sulla loro sommità si trovavano statue dei Parti sottomessi[7]. Le fonti[senza fonte] ricordano la quadriga imperiale collocata al di sopra del fornice centrale, mentre quelli laterali presentavano statue dei Parti, uno dei quali (nel rilievo di destra) era nell'atto di restituire le insegne.

Nei passaggi laterali esistevano anche due edicole poco profonde dove erano affissi i fasti consolari (le liste su marmo dei consoli); sui pilastri che sostenevano gli architravi si trovavano invece incisi i fasti trionfali (liste dei trionfatori dall'inizio della Repubblica). Questa usanza era molto significativa, ed era un chiaro segnale della volontà di Augusto di erigersi a conservatore e restauratore della costituzione repubblicana, mentre nella realtà stava profondamente cambiando la struttura statale; in un certo senso è emblematico della politica di dimostrare come la tradizione romana confluisse naturalmente nel suo principato, che riassumeva la storia dell'intera Roma[senza fonte].

Vicino all'arco di Augusto, lungo la via Sacra verso la Regia, sono emerse tracce di un’area sepolcrale protostorica, oggi in parte compromessa da distruzioni e rimaneggiamenti successivi. In questo contesto è attestato un piccolo nucleo funerario, noto come sepolcreto presso l’Arco di Augusto, costituito da quattro sepolture a incinerazione riferibili alle fasi iniziali dell’età del Ferro[8].

Planimetria del Foro Romano
Piano del Foro romano repubblicano
Piano del Foro romano imperiale
  1. Roman Imperial Coinage, Augustus, I, 267; CRI 422; RSC 123.
  2. Roman Imperial Coinage, Augustus, I, 136; RSC -; cf. BMCRE 427 = BMCRR Rome 4453 (aureus); BN 1229-31.
  3. CIL VI, 10287
  4. 1 2 3 (EN) Foundations for a triumphal arch, but which victory might it commemorate?, su MQ Ancient History: City of Rome Blog. URL consultato l'11 febbraio 2026.
  5. Cassio Dione, Storia romana, 51,19,1
  6. Cassio Dione, Storia romana, 54,8,3
  7. 1 2 L’Arco partico di Augusto nel Foro Romano, su parcocolosseo.it. URL consultato il 29 gennaio 2023.
  8. Anna De Santis, L’archeologia come strumento di ricostruzione storica: la protostoria, collana Collection de l'École française de Rome, Publications de l’École française de Rome, 2022, pp. 237–252, ISBN 978-2-7283-1540-6. URL consultato l'11 febbraio 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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