Cleopatra

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Cleopatra
(Cleopatra Tea Filopatore)
Kleopatrabüste Altes Museum Berlin.jpg
Busto marmoreo di scuola alessandrina raffigurante la regina Cleopatra, 40/30 a.C. (Altes Museum, Berlino)
Regina d'Egitto
Stemma
In carica 52 – 12 agosto 30 a.C.
(fino al 51 a.C. con Tolomeo XII)
(dal 51 al 47 a.C. con Tolomeo XIII)
(dal 47 al 44 a.C. con Tolomeo XIV)
(dal 44 al 30 a.C. con Tolomeo XV)
Predecessore Tolomeo XII
Erede Tolomeo XV
Successore nessuno (annessione alla Repubblica romana)
Nome completo Κλεοπάτρα Θεά Φιλοπάτωρ (Kleopátra Theá Philopátor)
ḳliw-pꜣ-drꜣ (qliu-pa-dra)
(per la titolatura egizia, vedi la sezione dedicata)
Altri titoli Regina dei Re e delle Regine
Regina dell'Alto e del Basso Egitto
Regina di Cipro
Nascita inverno 70/69 a.C.
Morte Alessandria d'Egitto, 12 agosto 30 a.C.
Luogo di sepoltura Alessandria d'Egitto
Dinastia Tolomei
Padre Tolomeo XII
Madre ignota
Coniugi Tolomeo XIII (51-47 a.C.)
Tolomeo XIV (47-44 a.C.)
Marco Antonio (de facto dal 42 a.C.; ufficialmente: 37-30 a.C.)
Figli Da Gaio Giulio Cesare: Tolomeo XV Cesare
Da Marco Antonio: Alessandro Helios, Cleopatra VIII Selene, Tolomeo Filadelfo

Cleopatra Tea Filopatore[1][N 1] (in greco antico: Κλεοπάτρα Θεά Φιλοπάτωρ;[N 2] in egizio: ḳliw-pꜣ-drꜣ, qliu-pa-dra; in latino: Clĕŏpătra; 70/69 a.C.[2]Alessandria d'Egitto, 12 agosto 30 a.C.[3]), conosciuta per un breve periodo nel 51 a.C. semplicemente come Cleopatra Filopatore (Κλεοπάτρα Φιλοπάτωρ), dal 36 a.C. come Cleopatra Tea Neotera Filopatore (Κλεοπάτρα Θεά Νεώτερα Φιλοπάτωρ) e dal 34 a.C. con il titolo aggiuntivo di Nea Iside (Νέα Ἶσις) e chiamata nella storiografia moderna Cleopatra VII o semplicemente Cleopatra, è stata una regina egizia del periodo tolemaico, regnante dal 52 a.C. alla sua morte.

Fu l'ultima regina del Regno tolemaico d'Egitto e l'ultima sovrana dell'età ellenistica che, con la sua morte, avrà definitivamente fine. Il nome Cleopatra deriva dal greco Kleopatra, che significa "gloria del padre" (kleos: gloria; patros: del padre). Fu anche una dei nemici più temuti per la Repubblica romana; oltre che disporre di una grossa flotta, di un esercito potente e di un regno ricco di risorse, infatti, aveva dalla sua parte anche un presumibile grande fascino, grazie al quale aveva sedotto due tra i più grandi condottieri romani: Giulio Cesare e Marco Antonio.

I Tolomei, secondo la loro dinastia, parlavano greco, rifiutandosi di imparare la lingua egizia, che era considerata una lingua "non ufficiale" del regno; in opposizione a ciò Cleopatra studiò e imparò perfettamente anche l'egizio, ponendosi nei confronti del popolo come la reincarnazione della dea Iside. Oggi è probabilmente (insieme a Cheope, Akhenaton, Tutankhamon e Ramses II) la più famosa di tutti i sovrani dell'antico Egitto; è conosciuta con il nome di Cleopatra, anche se fu la settima e ultima regina a possedere quel nome. Comunque, Cleopatra non fu mai di fatto sovrana unica dell'Egitto, avendo consecutivamente regnato insieme al padre (Tolomeo XII Aulete), al fratello (Tolomeo XIII Teo Filopatore), al fratello-marito (Tolomeo XIV) e al figlio (Tolomeo XV Cesare).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Testa di Tolomeo XII Aulete, padre di Cleopatra (Museo del Louvre, Parigi)

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Dinastia tolemaica.

Cleopatra era figlia del faraone Tolomeo XII Aulete e di una donna sconosciuta. Alcuni storici considerarono Cleopatra figlia dell'omonima Cleopatra VI Trifena, sorella e unica moglie conosciuta di Tolomeo XII,[4] ma lo storico antico Strabone nota che Cleopatra era una figlia illegittima.[5] La madre di Cleopatra era però quasi certamente di origine egizie, probabilmente membro della famiglia del gran sacerdote di Ptah, con ascendenze sia egizie sia macedoni.[6] Sempre secondo la testimonianza di Strabone, Tolomeo XII ebbe solamente una figlia legittima, Berenice IV, da Cleopatra VI, due figlie illegittime, Cleopatra e Arsinoe IV, e due figli illegittimi, Tolomeo XIII e Tolomeo XIV.[7]

Cleopatra apparteneva all'antica famiglia dei Tolomei (o Lagidi) ed era quindi discendente del diadoco Tolomeo I Sotere, fondatore della dinastia e amico d'infanzia di Alessandro Magno; discendeva, inoltre, attraverso la sua antenata Cleopatra I, che sposò Tolomeo V Epifane, anche da Seleuco I Nicatore, un altro diadoco, potendo così vantare nobili origini greco-macedoni.[8] Era imparentata con Tolomeo di Cipro e Cleopatra Berenice, fratellastri del padre, con Tolomeo IX, suo nonno, e con Tolomeo X, Cleopatra Trifena, Cleopatra IV, Cleopatra Selene e Tolomeo XI suoi prozii e zii. Grazie a matrimoni dinastici era imparentata anche con molti membri della dinastia seleucide.

Giovinezza (70/69-51 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Cleopatra nacque nell'inverno tra il 70 e il 69 a.C. (sicuramente prima del 14 gennaio e probabilmente tra dicembre e i primi di gennaio), nel 12º anno di regno del padre,[9] e nel periodo seguente, dal 68 a.C. al 59 a.C., vennero al mondo la sorellastra Arsinoe IV e i fratellastri Tolomeo XIII e Tolomeo XIV.[10] Nel 59 a.C. il padre, Tolomeo Aulete, ottenne il riconoscimento di amicus et socius populi romani, grazie all'appoggio dei triumviri Giulio Cesare e Pompeo.[11] Nell'estate del 58 a.C., però, Tolomeo fu costretto a lasciare l'Egitto per due motivi: uno era la crescente crisi economica del regno e il conseguente innalzamento delle tasse, mentre l'altro era il mancato impegno nel proteggere il regno cliente di Cipro contro l'invasione romana; infatti quello stesso anno l'esercito romano guidato da Marco Porcio Catone aveva strappato l'isola al fratellastro di Tolomeo, Tolomeo di Cipro, e questi si era ucciso per non essere catturato.[12]

Tolomeo Aulete si rifugiò quindi a Roma e Cleopatra lo seguì.[13] In Egitto, intanto, gli Alessandrini elevarono al potere la moglie di Tolomeo, Cleopatra Trifena, e la figlia maggiore, Berenice IV;[14] Trifena, però, morì poco dopo e la figlia di Tolomeo si ritrovò come unica monarca del regno.[15] Berenice si sposò quindi con il principe seleucide Seleuco Kybiosaktes, che morì poco dopo, si dice avvelenato dalla moglie per la sua incapacità di governare, e la principessa si sposò nuovamente, questa volta con Archelao, un sacerdote della Cappadocia.[16] Tolomeo chiese quindi aiuto ai Romani e questi, per rimetterlo sul trono, inviarono Aulo Gabinio, al quale fu anche promessa una ricompensa di diecimila talenti da Tolomeo;[17] Gabinio arrivò in Egitto e catturò subito Archelao ma, pensando che avrebbe guadagnato poco denaro vincendo velocemente, lo rilasciò dichiarando che era fuggito.[18] Alla fine Gabinio riuscì a sconfiggere e uccidere Archelao e Berenice fu condannata a morte da suo stesso padre, che tornò in Egitto insieme a Cleopatra nel 55 a.C.[19] In quegli anni Cleopatra vide per la prima volta Marco Antonio, un giovane nobile romano, a quel tempo al servizio di Gabinio come comandante di cavalleria e con il quale ebbe da adulta una importante relazione sentimentale.[20]

Dopo che Tolomeo tornò in Egitto, si presentò il problema della successione: la maggiore dei suoi figli era Cleopatra, ma per evitare problemi legati al fatto che fosse donna, Tolomeo decise di nominarla co-erede con il figlio maggiore, Tolomeo XIII, chiedendo nel proprio testamento che il popolo romano facesse da guardiano ai due ragazzi quando sarebbero ascesi al trono.[21] Nel 52 a.C. tutti e quattro i figli del re ricevettero l'appellativo di "nuovi dei" e "fratelli amanti" (Θεοι Νεοι Φιλαδελφοι, Theoi Neoi Philadelphoi); inoltre in quello stesso periodo Cleopatra fu associata al trono insieme al padre, assicurando una successione migliore essendo il figlio maschio ancora un bambino.[22]

Regno (51-30 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Egitto tolemaico (51-30 a.C.).
Dettaglio della Venere esquilina, statua ellenistica raffigurante Cleopatra (Musei capitolini, Roma)

Primi anni ed esilio (51-48 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Tolomeo XII morì di malattia nella primavera del 51 a.C.[23] e Cleopatra succedette al padre insieme al fratello di dieci anni Tolomeo XIII, che sposò secondo la tradizione che la dinastia tolemaica aveva iniziato con Tolomeo II e Arsinoe II, riprendendo il costume degli antichi faraoni.[24] Assunse immediatamente il titolo di Φιλοπάτωρ (Philopátor, "amante del padre") in onore del defunto genitore.[25] Tuttavia, la giovane regina decise da subito di accentrare il potere nelle proprie mani e di mettere da parte Tolomeo XIII, ancora bambino: aggiunse formalmente al suo titolo l'aggettivo Θεά (Theá, "divina"), diventando Theá Philopátor ("divina amante del padre"), per enfatizzare la sua successione diretta con Tolomeo XII,[26] e fece escludere il nome del fratello-marito dai documenti ufficiali fino al 50 a.C.[27] Cleopatra lavorò anche per cercare appoggio nell'Alto Egitto, governato dall'epistrategos Callimaco, dove il padre aveva goduto di una grande popolarità; le si presentò un'ottima occasione in quanto il toro sacro di Api era morto nel 52 a.C. e l'anno seguente, alla sua ascesa al trono, i sacerdoti ne avevano trovato uno nuovo, che venne consacrato il 22 marzo di quell'anno a Ermonti alla presenza della regina.[28]

Nella seconda metà del 50 a.C., però, l'Egitto fu scosso da una carestia, dovuta ad una secca del Nilo: i nemici di Cleopatra ad Alessandria, capitale e centro del potere egizio, presero l'occasione per far approvare un decreto il 27 ottobre, a nome di Tolomeo XIII e Cleopatra, che obbligava i mercanti a dirottare le scorte di grano dall'Alto Egitto verso la capitale, pena la morte.[29] Minando il territorio dove Cleopatra era più forte, i cortigiani miravano a indebolire la posizione della regina, che tra il 49 e il 48 a.C. fu costretta a lasciare Alessandria, rifugiandosi nella Tebaide.[30] Successivamente, però, la regina decise di lasciare anche l'Alto Egitto e nella primavera del 48 a.C. fuggì insieme alla sorella minore Arsinoe IV nella Siria meridionale, dove il padre aveva avuto molti amici, con lo scopo di formare un esercito per riconquistare il trono.[31]

Guerra civile e riconquista del potere (48-46 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile alessandrina.

La guerra civile tra i figli di Tolomeo Aulete era ormai imminente, quando nel settembre del 48 a.C. arrivò in Egitto il generale romano Gneo Pompeo Magno: questi, battuto da Gaio Giulio Cesare nella battaglia di Farsalo, sperava di ricevere asilo da Tolomeo XIII, visto il buon rapporto che aveva avuto con il padre Tolomeo XII; tuttavia, vista la sua recente sconfitta, ospitarlo avrebbe messo il sovrano egizio in una posizione svantaggiosa.[32] Tolomeo XIII e i suoi consiglieri, con a capo l'eunuco Potino, avendo anche paura che Pompeo potesse prendere il controllo dei Gabiniani di stanza ad Alessandria e prendere il potere in Egitto, decisero di farlo assassinare dall'egizio Achilla e dal romano Lucio Settimio, anche nella speranza di ingraziarsi il favore di Cesare.[33] Inoltre Tolomeo fece mettere in prigione l'ex-console Lucio Cornelio Lentulo Crure, che morì poco dopo.[34]

Quando il vincitore di Farsalo arrivò, Tolomeo gli offrì la testa di Pompeo, ma le sue speranze non andarono a buon fine, poiché Cesare non approvò l'uccisione di un suo concittadino.[35] Con il suo più grande rivale ormai morto, Cesare decise di rimanere in Egitto per sistemare la situazione tra Tolomeo e Cleopatra, forte del testamento di loro padre che affidava al popolo romano la custodia su di loro: in qualità di console, infatti, Cesare ordinò che i due rivali smantellassero gli eserciti e risolvessero la controversia attraverso la giustizia.[36] Tuttavia, Cesare non fu affatto buon visto dagli egizi: si presentò ad Alessandria come un console in visita in una città assoggettata e pretese il denaro che Tolomeo XII gli aveva promesso nel 59 a.C.; per questo motivo ci furono delle sollevazioni popolari che portarono alla morte di molti suoi soldati.[37]

I due rivali, quindi, arrivati ad Alessandria, e all'inizio di novembre vennero nominati da Cesare nuovamente co-reggenti; allo stesso momento, il console donò l'isola di Cipro ai fratelli minori di Cleopatra e Tolomeo, Arsinoe e Tolomeo minore.[38] Tuttavia, nel frattempo, Potino, il reggente di Tolomeo XIII, aveva mandato degli ordini al generale Achilla per far arrivare l'esercito da Pelusio ad Alessandria, per sconfiggere il console e liberare Tolomeo; Achilla, aiutato dai Gabiniani, arrivò in città e riuscì facilmente a conquistarne la gran parte, assediando il palazzo reale, dove Cesare si difendeva con i suoi pochi soldati.[39] Il console ordinò quindi di bruciare la flotta egizia nel porto, causando la distruzione di gran parte di Alessandria, compresa la grande biblioteca;[40] inoltre, avendo scoperto le trame di Potino e temendo che potesse far scappare Tolomeo dal palazzo, lo fece arrestare e uccidere.[41]

Arsinoe, intanto, riuscì a fuggire dal palazzo con l'aiuto dell'eunuco Ganimede e si unì alle truppe assedianti;[42] essendo però entrata in disaccordo con Achilla, lo fece uccidere e affidò il comando delle truppe a Ganimede.[43] Dopo alcuni scontri tra le flotte che videro la vittoria di Cesare e dei suoi alleati rodi comandati da Eufranore,[44] gli egizi iniziarono a dubitare di Ganimede e Arsinoe e decisero di consegnarli a Cesare in cambio del rilascio di Tolomeo; questi riuscì quindi a ricongiungersi con le sue truppe.[45] Arrivarono nello stesso tempo, però, i rinforzi di Cesare: truppe romane da Siria e Cilicia, le truppe pergamene di Mitridate e i giudei di Antipatro.[46] Mentre Tolomeo abbandono l'assedio per attaccare gli alleati dei Romani, le truppe di Cesare lo attaccarono il 26 e 27 marzo del 47 a.C.: le truppe egizie furono sconfitte nella battaglia del Nilo, Tolomeo morì nella fuga e Arsinoe venne catturata.[47]

Cleopatra, rimasta unica sovrana dell'Egitto, nominò coreggente il fratello più giovane, Tolomeo XIV. L'Egitto rimase formalmente indipendente, anche se tre legioni romane furono fatte stanziare allo scopo di mantenere l'ordine pubblico.

La relazione tra Cesare e Cleopatra, dalla quale nacque un figlio, Tolomeo XV Cesare detto Cesarione, aveva per entrambi scopi politici: il dittatore romano doveva assicurarsi il controllo dell'Egitto, importante per le sue risorse finanziarie, mentre Cleopatra sperava con essa di ottenere per il paese una posizione di privilegio all'interno dell'impero.

Il soggiorno a Roma e Marco Antonio (46-31 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 46 a.C. Cleopatra andò a Roma con il figlio appena nato e vi rimase fino alla morte di Cesare, nel 44 a.C. Nell'estate dello stesso anno morì Tolomeo XIV per cause naturali; subito dopo Cesarione venne designato come coreggente, prendendo il nome di Tolomeo XV Cesare.

Nel 42 a.C., Marco Antonio, uno dei triumviri che governavano Roma in seguito al vuoto di potere conseguente la morte di Cesare, chiese a Cleopatra di incontrarlo a Tarso per verificarne la lealtà. Antonio poi la seguì ad Alessandria, dove rimase fino all'anno successivo. Dalla loro unione nacquero i due gemelli Cleopatra Selene e Alessandro Helios.

Massima espansione del Regno d'Egitto sotto il governo di Cleopatra, a seguito delle Donazioni di Alessandria

Quattro anni dopo, nel 37 a.C., mentre era in viaggio per la guerra contro i Parti, Antonio incontrò Cleopatra ad Antiochia, dove si sposarono, anche se il triumviro era legato a Ottavia, sorella di Ottaviano. Poco dopo nacque un altro figlio, Tolomeo Filadelfo. Ottavia venne rimandata a Roma. Dopo la conquista dell'Armenia, nel 34 a.C., condotta da Antonio con il contributo finanziario egiziano, entrambi celebrarono il trionfo ad Alessandria.

Il tradizionalismo dell'opinione pubblica romana fu profondamente scosso dalla inconsueta procedura trionfale e dalle decisioni prese nell'occasione della Donazione di Alessandria: Cleopatra ebbe il titolo di "regina dei re", fu associata nel culto a Iside e nominata reggente dell'Egitto e di Cipro con Cesarione; Alessandro Helios fu incoronato sovrano dell'Armenia, Media e Partia, Cleopatra Selene fu nominata sovrana di Cirenaica e Libia, mentre Tolomeo Filadelfo fu incoronato sovrano di Fenicia, Siria e Cilicia.

Declino e morte (31-30 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

La politica di Cleopatra e Antonio, tesa a dominare tutto l'Oriente, favorì la reazione di Ottaviano, che accusò la regina di minare il predominio di Roma e convinse i Romani a dichiarare guerra all'Egitto. La regina aveva fatto costruire una flotta possente (Flotta tolemaica di Cleopatra): circa 300 navi di grossa stazza. Nel 31 a.C. le forze navali romane si scontrarono con quelle di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio.

Il suicidio di Cleopatra, busto in marmo di Claude Bertin (1690 circa, Museo del Louvre, Parigi)

Visto che la battaglia era persa la regina ordinò alla sua scorta personale, circa 60 navi, di aprirsi un varco nella flotta romana e riparò ad Alessandria, seguita da Antonio. Dopo la vittoria Ottaviano invase il Regno tolemaico d'Egitto e, dopo una breve resistenza, entrò ad Alessandria. Nel 30 a.C., dopo il suicidio di Antonio per non essere torturato e fatto prigioniero da Ottaviano, Cleopatra si rinchiuse nel mausoleo dei Tolomei e, secondo la versione classica di Plutarco, si uccise facendosi mordere da un aspide. Ipotesi moderne propongono alternative, come il suicidio con l'uso di veleni.[48]

Plutarco nel suo Vita di Antonio, racconta come Cleopatra decise di usare questo animale: «...Cleopatra raccoglieva ogni sorta di veleni mortali, tra i più forti che ci fossero, e di ciascuno di essi provava se erano efficaci e nello stesso tempo indolori, propinandoli ai detenuti in attesa di morire. Poiché vide che quelli istantanei procuravano una morte subitanea, ma dolorosa, e i più dolci non erano rapidi, provò gli animali, osservandoli di persona, mentre venivano applicati uno dopo l'altro. Fra tutti trovò quasi solo il morso dell'aspide, che induceva nelle membra un torpore sonnolento e un deliquio dei sensi, senza per questo arrecare spasimo o provocare gemiti; non appariva che un lieve sudore alla fronte, mentre le facoltà percettive svanivano, si rilasciavano dolcemente, e resistevano a ogni tentativo di risvegliarle e richiamarle in vita, come chi dorme profondo...».

Nel 2010, lo storico tedesco Christoph Schäfer ha sfidato tutte le altre teorie, dichiarando che la regina in realtà si avvelenò e morì per aver bevuto una miscela di veleni. Dopo aver analizzato i testi storici con la consulenza di tossicologi, lo storico ha concluso che l'aspide non avrebbe potuto causare una morte lenta e indolore, in quanto il veleno dell'aspide (identificato col cobra egiziano anziché con la vipera, che inocula poco veleno, mentre il cobra è quasi sempre mortale; inoltre il cobra era il simbolo dei Re d'Egitto) paralizza le parti del corpo, a partire dagli occhi, prima di causare la morte. Schäfer e il suo tossicologo Dietrich Mebs ritengono che Cleopatra avesse usato una miscela di cicuta, aconito e oppio, simile a quella che venne usata per avvelenare Socrate.[49]

Plutarco ci ha riportato il breve discorso tra Marco Vipsanio Agrippa e un'ancella di Cleopatra, davanti al corpo della regina ormai morta: «Ti sembra sia stata una degna fine?» chiese il romano. L'ancella rispose: «Più che degna... degna dell'ultima regina d'una grande stirpe!». Cesarione fu fatto giustiziare da Ottaviano, mentre i tre figli avuti da Cleopatra con Antonio furono portati a Roma[50]. L'Egitto divenne una provincia romana retta dal prefetto d'Egitto, funzionario di rango equestre[51]. Ottaviano, ritornato a Roma per festeggiare il trionfo della spedizione egiziana, fece allestire su un carro un dipinto della bellissima regina, portandolo in trionfo attraverso le vie della città.[52]

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

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Cleopatra[53]
in geroglifico

Secondo la titolatura reale egizia, Cleopatra ebbe diversi nomi, ma, poiché era una donna, non le furono concessi tutti:

  • nome Horo: wr(t) nb(t) nfrw ꜣḫ(t)-sḥ (wer(et), neb(et) neferu, akh(et) seh), "la grande, posseditrice di perfezione e splendida del tempio";
    • nome Horo 2: wrt twt n it.s (weret, tut en is.et), "la grande e l'immagine stessa di suo padre";
  • nome Nebty (o delle Due Signore): non presente;
  • nome Horo d'Oro: non presente;
  • nome del Trono: non presente;
  • nome personale (nomen di nascita): ḳliw-pꜣ-drꜣ (qliu-pa-dra), "Cleopatra";
    • epiteto aggiunto al nome personale: nṯrt mr(t) it.s (netjeret, mer(et) it.es), "la dea, amata di suo padre".[54]

Le fonti storiografiche[modifica | modifica wikitesto]

Antonio e Cleopatra: denario[55]
Marcus Antonius - Celopatra 32 BC 90020163.jpg
CLEOPATRAE REGINAE REGVM FILIORVM REGVM, testa con diadema a destra. ANTONI ARMENIA DEVICTA, testa verso destra e sullo sfondo una tiara armena.
21 mm, 3.45 g, coniato nel 32 a.C.

Le fonti della letteratura latina e greca che hanno trasmesso particolari sulla vita e la figura di Cleopatra sono numerose, di seguito ne viene dato un elenco parziale:

Cleopatra non fu solo una grande seduttrice. Conosceva molte lingue; Plutarco scrive: «La lingua, come uno strumento musicale dalle molte corde, essa volgeva facilmente a qualsiasi idioma volesse parlare, tanto che erano rarissimi i casi in cui trattasse coi barbari attraverso un interprete, fossero essi Etiopi, Ebrei, Arabi, Siri, Medi o Parti». Conosceva il greco e parlava correntemente anche il latino.

Oltre alla versatilità per le lingue, aveva interesse anche per le arti e le scienze: Antonio regalò a Cleopatra la famosa Biblioteca di Pergamo. Era amica e conoscente di molti dotti del Museo alessandrino, fra cui il celebre astronomo Sosigene, al quale si deve la riforma del calendario romano; fu quasi certamente Cleopatra a presentarlo a Cesare.[56]

Cleopatra nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cleopatra nella cultura di massa.

La storia di Cleopatra ha affascinato nei secoli schiere di scrittori ed artisti, che hanno contribuito a far nascere la leggenda della bellissima seduttrice che riuscì ad ammaliare due dei più potenti uomini del suo tempo. Cleopatra fece erigere numerose raffigurazioni e statue in Egitto. Nelle statue e nei bassorilievi egizi la regina è raffigurata secondo canoni e tipologie tolomaiche, anche se a volte indossa una corona con il triplo ureo. Nelle monete il profilo di Cleopatra appare assai pronunciato. Nelle statue romane Cleopatra è rappresentata realisticamente oppure in veste divinizzata, assimilata alla dea Venere. Nella cultura moderna è stata soggetto di numerose opere artistiche, teatrali, letterarie e cinematografiche.

Elizabeth Taylor interpreta Cleopatra nel film Cleopatra (1963)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il suo epiteto "Tea Filopatore" significa "Dea amante del Padre" e veniva tradotto in demotico con nṯrt mr(t) it.s (netjeret, mer(et) it.es) (Leprohon 2013, p. 188).
  2. ^ IPA: /kleo'paːtra tʰeaː pʰilo'paːtɔːr/ (traslitterato: Kleopátra Theá Philopátōr).

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tyldesley 2008, p. 44.
  2. ^ Plutarco, Antonio, LXXIII, 3; Tyldesley 2008, p. 28.
  3. ^ Mayer Burstein 2007, p. 31.
  4. ^ Bierbrier 2008, p. 50.
  5. ^ Strabone, XVII, 1.11; Mayer Burstein 2007, p. 11.
  6. ^ Mayer Burstein 2007, p. 11; Roller 2010, p. 15.
  7. ^ Strabone, XVII, 1.11; Roller 2010, p. 16.
  8. ^ Roller 2010, pp. 15-16.
  9. ^ Tyldesley 2008, p. 28; cfr. nota 4 in Cleopatra VII, su tyndalehouse.com.
  10. ^ Grant 2011, p. 283.
  11. ^ Roller 2010, p. 21.
  12. ^ AppianoDe bellis civilibus, II, 23; Strabone, XIV, 6.6; Mayer Burstein 2007, p. 13; Roller 2010, pp. 3, 22.
  13. ^ Roller 2010, p. 3.
  14. ^ Mayer Burstein 2007, p. 31.
  15. ^ Strabone, XVII, 1.11; Roller 2010, p. 24.
  16. ^ Cassio Dione, XXXIX, 57.1-2; Roller 2010, p. 24.
  17. ^ Plutarco, Antonio, III; Roller 2010, p. 24.
  18. ^ Cassio Dione, XXXIX, 57.3.
  19. ^ Cassio Dione, XXXIX, 58.3; Mayer Burstein 2007, p. 13; Roller 2010, p. 25.
  20. ^ AppianoDe bellis civilibus, V, 8; Roller 2010, pp. 25, 77.
  21. ^ Cassio Dione, XLII, 35.4; Cesare, De Bello Civili, III, 108; Mayer Burstein 2007, p. 14; Roller 2010, p. 26.
  22. ^ Mayer Burstein 2007, p. 14; Roller 2010, p. 27.
  23. ^ Strabone, XVII, 1.11; Hölbl 2001, p. 230; Mayer Burstein 2007, p. 14.
  24. ^ Mayer Burstein 2007, p. 14.
  25. ^ Tyldesley 2008, p. 42.
  26. ^ Mayer Burstein 2007, pp. 14-15; Tyldesley 2008, p. 42.
  27. ^ Mayer Burstein 2007, p. 16.
  28. ^ Hölbl 2001, p. 231; Mayer Burstein 2007, pp. 15-16; Roller 2010, p. 53
  29. ^ Grant 2011, p. 49; Hölbl 2001, p. 231; Mayer Burstein 2007, pp. 16-17.
  30. ^ Mayer Burstein 2007, p. 17; Roller 2010, pp. 59, 159.
  31. ^ Strabone, XVII, 1.11; Mayer Burstein 2007, p. 17; Miller, Browning 2008, p. 46.
  32. ^ Cassio Dione, XLII, 3; Cesare, De Bello Civili, III, 103; Mayer Burstein 2007, pp. 17-18.
  33. ^ Cassio Dione, XLII, 4; Cesare, De Bello Civili, III, 103-104; Mayer Burstein 2007, p. 18.
  34. ^ Cesare, De Bello Civili, III, 104.
  35. ^ Cassio Dione, XLII, 8; Cesare, De Bello Civili, III, 106.
  36. ^ Cassio Dione, XLII, 9.1; Cesare, De Bello Civili, III, 107.
  37. ^ Cesare, De Bello Civili, III, 106; Mayer Burstein 2007, p. 18.
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  39. ^ Cassio Dione, XLII, 36-38; Cesare, De Bello Civili, III, 108-111.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Cleopatra VII, virtualreligion.net.
  • Cleopatra, geocities.com. (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).
  • (EN) Cleopatra VII, geocities.com. (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).
  • (EN) Cleopatra VII, tyndalehouse.com.
Predecessore Regina dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
5551 a.C.
Tolomeo XII
5130 a.C.
con Tolomeo XIII, Tolomeo XIV, Tolomeo XV
nessuno
(annessione alla Repubblica romana)
Controllo di autorità VIAF: (EN67762941 · ISNI: (EN0000 0001 0927 8576 · LCCN: (ENn80067160 · GND: (DE11856322X · BNF: (FRcb11938532d (data) · NLA: (EN49682372 · CERL: cnp00395483