Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Tolomeo XII

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tolomeo XII
(Tolomeo Neo Dioniso)
Ptolemy XII Auletes Louvre Ma3449.jpg
Busto di Tolomeo XII Aulete (Museo del Louvre, Parigi)
Signore d'Egitto
Stemma
In carica 80 - 58 a.C.
55 - 51 a.C.
Predecessore Tolomeo XI (I)
Berenice IV (II)
Successore Cleopatra VI con Berenice IV (I)
Tolomeo XIII con Cleopatra (II)
Nome completo Πτολεμαῖος Θεός Φιλοπάτωρ Φιλάδελφος (Ptolemaĩos Théos Philopátōr Philádelphos, prima del 64/63 a.C.)
Πτολεμαῖος Θεός Φιλοπάτωρ Φιλάδελφος Νέος Διόνυσος (Ptolemaĩos Théos Philopátōr Philádelphos Néos Diónysos, dopo il 64/63 a.C.)
ptwlmys (ptolemys)
(per la titolatura egizia, vedi la sezione dedicata)
Nascita 120-103 a.C.
Morte 51 a.C.
Dinastia Tolemaica
Padre Tolomeo IX
Madre concubina
Consorte Cleopatra VI
Figli Da Cleopatra VI: Berenice IV
Illegittimi: Cleopatra, Arsinoe IV, Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
(GRC)

« ἅπαντες μὲν οὖν οἱ μετὰ τὸν τρίτον Πτολεμαῖον ὑπὸ τρυφῆς διεφθαρμένοι χεῖρον ἐπολιτεύσαντο͵ χείριστα δ᾽ [...] καὶ ὁ ὕστατος ὁ Αὐλητής, [...] . »

(IT)

« Ora, tutti i re dopo il terzo Tolomeo, corrotti da una vita lussuriosa, male amministrarono gli affari di governo, ma peggiori di tutti furono [...] e l'ultimo, Aulete, [...] . »

(Strabone, XVII, 1.11)

Tolomeo Teo Filopatore Filadelfo Neo Dioniso, detto Aulete o Nothos,[N 1] (in greco antico: Πτολεμαῖος Θεός Φιλοπάτωρ Φιλάδελφος Νέος Διόνυσος Αὐλητής Νόθος, Ptolemaĩos Théos Philopátōr Philádelphos Néos Diónysos Aulētḗs Nóthos; in egizio: ptwlmys, ptolemys; 120-103 a.C.[1]51 a.C.[2]), conosciuto prima del 64/63 a.C. solamente come Tolomeo Teo Filopatore Filadelfo[3] e chiamato nella storiografia moderna Tolomeo XII, è stato un faraone egizio appartenente al periodo tolemaico.

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Raffigurazione di Tolomeo IX, padre di Tolomeo XII, e Horus (Tempio di Horus, Edfu)
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dinastia tolemaica.

Tolomeo Aulete era figlio di Tolomeo IX Sotere Latiro e una concubina.[4] Era un membro della dinastia ellenistica dei Lagidi e discendeva quindi da Tolomeo I Sotere, uno dei diadochi di Alessandro Magno, e dalla moglie Berenice I. Era il fratellastro di Berenice III (unica figlia legittima di Tolomeo IX), Tolomeo di Cipro e Cleopatra VI Trifena; i suoi nonni paterni erano Tolomeo VIII Evergete Fiscone e Cleopatra III, quindi i sui zii erano Cleopatra IV, Cleopatra V Selene, Tolomeo X Alessandro, Cleopatra Trifena e Tolomeo Apione, mentre Tolomeo XI Alessandro era il cugino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza e ascesa al potere (120/103-80 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Tolomeo nacque in una data imprecisata, probabilmente nelle ultima due decadi del II secolo a.C.; quando era ancora molto piccolo, nel 103 a.C., fu inviato dalla nonna Cleopatra III sull'isola di Cos insieme al fratello minore Tolomeo e al cugino Tolomeo Alessandro, per far rimanere gli eredi della dinastia lontani dalle guerre dinastiche.[5] Tuttavia nell'88 a.C. il re del Ponto Mitridate VI Eupatore conquistò l'isola e portò i due fratelli, i figli di Tolomeo IX, nella sua corte, mentre Tolomeo Alessandro andò a Roma sotto la protezione di Lucio Cornelio Silla;[6] Mitridate fece fidanzare i due giovani principi con due delle sue figlie, Mitridate e Nisa, ma nell'80 a.C. la situazione in Egitto richiese il ritorno dei due Tolomei nella loro patria.[7]

Nel marzo di quell'anno, infatti, il padre di Tolomeo XII, Tolomeo IX, morì e gli succedette sul trono la sua unica figlia legittima, Cleopatra Berenice III; tuttavia la nuove regina fu costretta, anche a causa della pressione della Repubblica romana, a sposare il cugino Tolomeo XI Alessandro, il protetto di Silla.[8] Tuttavia Berenice fu assassinata dal marito pochi giorni dopo il matrimonio (nel mese di giugno) e così gli Alessandrini, che amavano molto la regina, uccisero Tolomeo XI.[9] In questo contesto, Tolomeo XII, unico erede rimasto della dinastia insieme al fratello minore, diventò faraone su spinta degli stessi abitanti di Alessandria.[10] Sposò, allo stesso tempo, la sorella Cleopatra VI Trifena.[11]

Busto di Gneo Pompeo Magno, generale e triumviro romano ai tempi di Tolomeo XII (Museo archeologico nazionale, Venezia)

Primo regno (80-58 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Tolomeo XII, quindi, diventò re d'Egitto, mentre gli stessi alessandrini nominano il fratello più giovane, Tolomeo, re di Cipro, creando un regno indipendente.[12] Tolomeo venne però incoronato a Menfi, l'antica capitale egizia, solo nel 76 a.C., quando venne nominato il nuovo gran sacerdote di Ptah, Psenptah III.[13] Nel 63 a.C. Tolomeo rischiò di perdere il trono a favore della Repubblica romana (nel testamento di Tolomeo X Alessandro, zio di Tolomeo, infatti, il regno d'Egitto veniva lasciato in eredità a Roma stessa) poiché il tribuno della plebe Publio Servilio Rullo presentò una legge per acquisire il regno tolemaico, che però non fu approvata.[14] In quello stesso anno, Tolomeo cercò di ingraziarsi il potente generale romano Gneo Pompeo Magno donandogli una corona d'oro e inviandogli una forza di 10.000 cavaliere per la conquista della Giudea.[15]

Tolomeo riuscì a farsi riconoscere come legittimo re d'Egitto dai Romani solamente nel 59 a.C., dopo che lui stesso aveva pagato la somma di 6.000 talenti a Giulio Cesare e Pompeo, i due uomini più potenti di Roma e firmatari del primo triumvirato;[16] nella stessa occasione fu iscritto nella lista dei federati romani (amici et socii populi Romani).[17] L'anno seguente, 58 a.C., Tolomeo però fu cacciato dagli alessandrini poiché non era riuscito a impedire ai Romani di portare a termine la conquista del regno di Cipro, durante la quale si era oltretutto suicidato suo fratello minore, e a causa delle pesanti tasse volte a ripagare i creditori Romani del re.[18]

Esilio e riconquista del trono (58-55 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Il sovrano andò quindi in esilio a Roma e il trono venne preso dalla sua unica figlia legittima, Berenice IV, con la co-reggenza della madre, Cleopatra VI.[19] Tolomeo, però, riuscì a fare in modo che, nell'estate del 57 a.C., il Senato romano affidasse la sua restaurazione sul trono al console Publio Cornelio Lentulo Spintere, al quale era stata assegnata la provincia della Cilicia per l'anno successivo.[20] Gli alessandrini, saputo che Tolomeo si era rifugiato in Italia, mandarono una delegazione di cento uomini a Roma, per difendersi contro il sovrano; quest'ultimo, tuttavia, riuscì a far uccidere la maggior parte degli ambasciatori lungo la strada e ne corruppe altri, in modo che nessuno arrivò davanti ai magistrati romani.[21] Tolomeo non fu però accusato e riuscì a far passare sotto silenzio gli omicidi, soprattutto grazie alla protezione che Pompeo gli aveva dato ospitandolo in casa sua.[22]

Ricostruzione del tempio di Artemide a Efeso, dove Tolomeo si rifugiò per un periodo del suo esilio (Miniatürk, Istanbul)

L'anno seguente (56 a.C., sotto il consolato di Lucio Marcio Filippo e Gneo Cornelio Lentulo Marcellino), prima che si iniziasse qualunque azione, si trovò scritto nei libri sibillini che se i Romani avessero aiutato un re egizio avrebbero corso grandi pericoli; il tribuno Gaio Porcio Catone proclamò questo in Senato e fu deciso di annullare qualunque intervento nella faccenda egizia.[23] Tuttavia, quando i senatori discussero nuovamente la questione, alcuni chiesero che Spintere risolvesse la questione senza l'uso di armi, mentre altri che Pompeo andasse in Egitto accompagnando Tolomeo insieme a due littori; delle lettere scritte da Tolomeo a favore di quest'ultima ipotesi furono distribuite nel Foro e una venne letta in Senato dal tribuno Aulo Plauzio;[24] tuttavia i Senatori, spaventati che Pompeo potesse acquisire ancora più potere, si opposero.[25] Tolomeo, venuto a conoscenza della posizione neutrale del Senato, decise quindi di andare via da Roma e si rifugiò a Efeso, nel tempio di Artemide.[26]

Con l'appoggio di Pompeo, Tolomeo XII riuscì infine a riconquistare il trono d'Egitto nel 55 a.C., sconfiggendo l'esercito di Archelao, marito di Berenice, e facendo giustiziare la figlia.

Secondo regno (55-51 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Tornato ad Alessandria nominò co-reggente la figlia illegittima Cleopatra; nel testamento scritto poco prima di morire stabilì che gli sarebbero dovuti succedere entrambi i suoi figli maggiori, Cleopatra e Tolomeo XIII. Morì nel 51 a.C. lasciando il regno ai due figli.

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

<
p
t
wA l
M
i i s
>
Tolomeo
in geroglifico

Secondo la titolatura reale egizia, Tolomeo XII ebbe diversi nomi:

  • nome Horo: ḥwnw nfr bnr-mrwt ṯni sw nbty rḫyt ḥnꜥ kꜢ.f dwꜢ n.f ẖnmw šps r šsp n.f ḫꜥm nsw snsn.n sḥnw m ḥꜥꜥw mi nḏt it.f ṯḥn-msw(t) ḥr nst it.f mi ḥr kꜢ nḫt ity psḏ m tꜢ-mry mi ḥpw ꜥnḫ rdi n.f ḥbw-sd ꜥšꜢw wrw mi ptḥ tꜢ-ṯnn it nṯrw (hunu nefer, bener-nerut, tjeni su nebty rekhyet hena ka.f, dua en.ef khnemu, shepes er shesep en.ef kha em nesu, sensen.en sehnu em haaw mi nedjet it.ef tjehen-mesu(t) her neset it.ef mi hor ka nakht, ity pesedj em ta-mery mi hapu ankh, redi en.ef hebu-sed ashau weru mi path ta-tjenen it netjeru), "il giovane perfetto dolce d'amore, che le Due Signore e il popolo comune hanno elevato insieme al suo ka, colui che ha pregato il prestigioso Khnum per assumere lui stesso la corona della regalità, con il quale i comandanti si sono associati volentieri come il Protettore di suo Padre, splendente di nascita sul trono di suo padre come Horus, il toro vittorioso, il sovrano che splende in Ta-mery (l'Egitto) come il toro vivente Api, al quale sono stati dati un gran numero di Heb-Sed come Ptah-Tatenen, il padre degli dei";
  • nome Nebty (o delle Due Signore): wr-pḥty ḫnty š nḥḥ smn hpw mi ḏḥwty ꜥꜢ ꜥꜢ (wer pehty, khenty she neheh, semen hepu mi djehuty aa aa), "il grande di forza, per sempre il primo del mare, che ha istituito leggi come il doppiamente grande Thot";
  • nome Horo d'Oro: ꜥꜢ-ib ity nb ḳnw nḫt mi sꜢ Ꜣst (aa-ib, ity, neb menu nakht mi sa aset), "il grande di mente, il sovrano, il possessore di coraggio e forza come il figlio di Iside";
  • nome del Trono: iwꜥ n pꜢ nṯr nty nḥm stp n ptḥ ir mꜢꜥt rꜥ sḫm ꜥnḫ imn (iwa en pa netjer nety nehem, setep en ptah, ir maat ra, sekhem ankh imen), "erede del dio Salvatore, scelto da Ptah, che ha compiuto il Maat di Ra, immagine vivente di Amon";
  • nome personale (nomen di nascita): ptwlmys (ptwlemys), "Tolomeo".[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il soprannome "Aulete" (Aulētḗs, "il suonatore di flauto") gli fu dato in seguito alla sua passione nel suonare questo strumento (Plutarco, Adulator ab amico, XII; Strabone, XVII, 1.11) e "Nothos" (Nóthos, "il bastardo") per la sua condizione di figlio naturale (Tyldesley 2008, p. 13).

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mayer Burstein 2007, p. 89.
  2. ^ Mayer Burstein 2007, p. 14.
  3. ^ Tyldesley 2008, p. 11.
  4. ^ Bierbrier 2008, p. 187.
  5. ^ Lampela 1998, p. 224; Mayer Burstein 2007, p. 89; Whitehorne 2002, p. 224.
  6. ^ Green 1993, p. 553; Whitehorne 2002, p. 224.
  7. ^ Appiano, XII guerre mitridatiche, 111; Whitehorne 2002, p. 224.
  8. ^ Bierbrier 2008, pp. 51-186; Lightman 2008, p. 58.
  9. ^ Bierbrier 2008, pp. 51-187; Lightman 2008, p. 58; Whitehorne 2002, p. 208.
  10. ^ Bierbrier 2008, p. 187; Hölbl 2001, p. 222; Whitehorne 2002, p. 208.
  11. ^ Bierbrier 2008, p. 50; Hölbl 2001, p. 345.
  12. ^ Hölbl 2001, p. 345; Mayer Burstein 2007, p. 90.
  13. ^ Hölbl 2001, p. 345; Tyldesley 2008, p. 11.
  14. ^ Hölbl 2001, p. 224; Mayer Burstein 2007, p. 12.
  15. ^ Mayer Burstein 2007, pp. 12-13.
  16. ^ SvetonioGiulio Cesare, LIV, 3; Fischer-Bovet 2014, p. 111.
  17. ^ Mayer Burstein 2007, p. 13.
  18. ^ Cassio Dione, XXXIX, 12.1-2; Erskine 2009, p. 218; Fischer-Bovet 2014, p. 111; Mayer Burstein 2007, p. 13.
  19. ^ Cassio Dione, XXXIX, 12.3; 13.1; Bierbrier 2008, pp. 38, 50; Mayer Burstein 2007, p. 13.
  20. ^ Cassio Dione, XXXIX, 12.3; Hölbl 2001, p. 228; Santangelo 2013, p. 145.
  21. ^ Cassio Dione, XXXIX, 13; Mayer Burstein 2007, p. 13.
  22. ^ Cassio Dione, XXXIX, 14; Cicerone, Pro Caelio, 22, 55; Roller 2010, p. 23.
  23. ^ Cassio Dione, XXXIX, 15.1-4; Santangelo 2013, pp. 145-146.
  24. ^ Cicerone, ad Quintum Fratrem, II, 2.3; PlutarcoPompeo, XL; Hölbl 2001, p. 228.
  25. ^ Cassio Dione, XXXIX, 16.1-2; Roller 2010, p. 23.
  26. ^ Cassio Dione, XXXIX, 16.3; Cicerone, ad Familiares, I, 1.1; Hölbl 2001, p. 228; Roller 2010, pp. 23-24.
  27. ^ Leprohon 2013, pp. 186-187.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti moderne

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Tolomeo XII, geocities.com. (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).
Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
80 a.C.
Tolomeo XI
8058 a.C. 5857 a.C.
Berenice IV con Cleopatra VI
I
5755 a.C.
Berenice IV
5551 a.C. 5147 a.C.
Tolomeo XIII con Cleopatra
II
Controllo di autorità VIAF: (EN45098366 · LCCN: (ENno2006060997 · GND: (DE118793578 · CERL: cnp00589143