Tiberio Giulio Mitridate

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Tiberio Giulio Mitridate
(Mitridate II)
Douze nummia à l'effigie de Mithridate II du Bosphore.jpg
Moneta con l'effige di Mitridate II
Re del Bosforo Cimmerio
In carica 4145
Predecessore Polemone II
Successore Tiberio Giulio Cotys I
Nome completo Τιβέριος Ἰούλιος Μιθριδάτης Φιλογερμανικος, Tibérios Iúlios Mithridátes Philogermanikos
Morte Roma, 69
Dinastia Tiberio-giuliana
Padre Tiberio Giulio Aspurgo
Madre Dinamide
Consorte Pai... (nome incompleto)

Tiberio Giulio Mitridate Filogermanico[1] (in greco antico: Τιβέριος Ἰούλιος Μιθριδάτης Φιλογερμανικος, Tibérios Iúlios Mithridátes Philogermanikos; ... – Roma, 69), chiamato nella storiografia moderna Mitridate II del Bosforo o Mitridate VII (come continuazione della numerazione della dinastia materna), è stato un sovrano bosforano, re del Bosforo Cimmerio dall'41 al 45.

Venne in seguito esiliato dal regno per essersi ribellato ai romani e Claudio lo fece portare a Roma, dove poi fu ucciso sotto Galba.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Mitridate era figlio dei sovrani del Bosforo Cimmerio Tiberio Giulio Aspurgo e Dinamide.[2] Il padre era un capo sarmata mentre la madre era figlia di Farnace II del Ponto e nipote di Mitridate VI il Grande. Il padre si sposò una seconda volta con la nobildonna trace Gepepiride, dalla quale ebbe un secondo figlio, Tiberio Giulio Cotys I.

Morte di Aspurgo e regno (38-45)[modifica | modifica wikitesto]

ll padre di Mitridate, Aspurgo, morì nel 38, lasciando il regno in mano alla sua seconda moglie Gepepiride;[2] questa regnò per poco tempo fino a che l'imperatore Caligola affidò il regno a Polemone II.[3] Sotto Claudio, però, nel 41, il senato romano dichiarò Mitridate legittimo sovrano del Bosforo Cimmerio, anteponendolo al figlio di Gepepiride, Cotys.[4] Mitridate sposò una donna il cui nome è stato rinvenuto solo in parte in una iscrizione, Pai... (probabilmente Pairisade, Pairisalo o Pairifane).[5] Non ascoltando i consigli della matrigna, nel 44 Mitridate iniziò una politica che tendeva a rompere il rapporto di clientelismo che il Bosforo Cimmerio aveva con l'impero romano. Mitridate inviò quindi a Roma il fratellastro per cercare di non far scoprire all'imperatore Claudio i suoi progetti, ma Cotys disse tutto all'imperatore, che lo ricompensò con il regno del fratello.[6]

Esilio e morte (45-69)[modifica | modifica wikitesto]

Mitridate fu quindi costretto a scappare presso le tribù dei sarmati nel 45, lasciando il regno al fratellastro; dopo aver atteso quattro anni formando alleanza, Mitridate attaccò nel 49 il popolo dei Dandari, guadagnando un'ottima posizione per attaccare il fratellastro.[7] Tuttavia il governatore della Mesia, Aulo Didio Gallo, aiutato da Cotys e dal capo della tribù sarmata degli Aorsi, Eunone, si scontrò con Mitridate che, sconfitto, venne abbandonato dai suoi alleati.[8] Mitridate fu risparmiato e invece che condannato a morte fu portato a Roma,[9] dove visse fino al 69 quando l'imperatore Galba lo fece uccidere per presunta cospirazione.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il titolo "Filogermanico" è attestato da un'iscrizione rinvenuta a Gorgippia datata al 41 e stava probabilmente ad indicare il rapporto di clientelismo con Claudio (Rose 2013, p. 231).
  2. ^ a b Bunson 2014, p. 372.
  3. ^ Cassio Dione, LIX, 12.2; Bunson 2014, pp. 372, 438.
  4. ^ Cassio Dione, LX, 8.2; Bunson 2014, p. 372.
  5. ^ Rose 2013, p. 231.
  6. ^ Cassio Dione, LX, 28.7; Bunson 2014, pp. 77, 372; Trofimova 2007, pp. 15-16.
  7. ^ Bunson 2014, p. 372; Levick 2015, p. 187.
  8. ^ Tacito, Annales, XII, 15-20; Bunson 2014, pp. 77, 372; Levick 2015, p. 187.
  9. ^ Cassio Dione, LXI, 32.4; Tacito, Annales, XII, 21.
  10. ^ PlutarcoGalba, XIII; Bunson 2014, pp. 78, 372; Trofimova 2007, p. 16.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Matthew Bunson, Encyclopedia of the Roman Empire, Infobase Publishing, 2014, ISBN 9781438110271.
  • Barbara Levick, Claudius, Routledge, 2015, ISBN 9781317529095.
  • Charles Brian Rose, The Archaeology of Greek and Roman Troy, Cambridge University Press, 2013, ISBN 9781107511705.
  • Anna A. Trofimova, Greeks on the Black Sea: Ancient Art from the Hermitage, Getty Publications, 2007, ISBN 9780892368839.
Predecessore Re del Bosforo Cimmerio Successore
3841
Polemone II
4145 4563
Tiberio Giulio Cotys I