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Tolomeo II

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Tolomeo II
(Tolomeo Filadelfo)
Ptolemy II MAN Napoli Inv5600.jpg
Busto di Tolomeo II Filadelfo (Museo archeologico nazionale, Napoli)
Signore d'Egitto
In carica 7 gennaio 282 – gennaio 246 a.C.
(dal 305/284 a.C. era co-reggente)
Predecessore Tolomeo I
Successore Tolomeo III
Nome completo Πτολεμαῖος Φιλάδελφος (Ptolemaĩos Philádelphos)
ptwlmys (ptwlemys)
(per la titolatura egizia, vedi la sezione dedicata)
Nascita Coo, 308 a.C.
Morte gennaio 246 a.C.
Dinastia Tolemaica
Padre Tolomeo I
Madre Berenice I
Coniugi Arsinoe I
Arsinoe II
Figli Tolomeo III, Lisimaco e Berenice

Tolomeo Filadelfo (in greco antico: Πτολεμαῖος Φιλάδελφος, Ptolemaĩos Philádelphos; in egizio: ptwlmys, ptwlemys; Coo, 308 a.C.[1]gennaio 246 a.C.[2]), chiamato nella storiografia moderna Tolomeo II, è stato un faraone egizio appartenente al periodo tolemaico, secondo sovrano della dinastia dal 282 a.C. alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dinastia tolemaica.

Tolomeo era figlio di Tolomeo I Sotere, diadoco di Alessandro Magno e primo re dell'Egitto tolemaico, e di Berenice I,[3] una nobildonna macedone parente del generale Antipatro.[4] Era quindi fratello di Arsinoe II e Filotera e fratellastro di Tolomeo Cerauno, Meleagro, Lisandra, Tolemaide e Teossena, figli di Tolomeo I ed Euridice.

Regno (285-246 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Ascesa al potere e primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Tra il dicembre del 285 a.C. e il gennaio del 284 a.C., dopo circa venti anni di regno, Tolomeo I nominò Tolomeo suo co-reggente al trono d'Egitto;[5] in quegli anni il giovane Tolomeo sposò Arsinoe I, figlia del re di Macedonia Lisimaco.[6] Nell'inverno tra il 283 e il 282 a.C. Tolomeo I morì, lasciando al figlio il regno dopo due anni di potere congiunto;[7] il giovane sovrano si fece incoronare ufficialmente faraone il 7 gennaio del 282 a.C.[8][N 1] Poco dopo morì anche la madre di Tolomeo, Berenice I, e il giovane re, per onorare i genitori come Theoì Sotẽres (Θεοὶ Σωτῆρες), istituì in loro onore i giochi tolemaici, che si tenevano ogni quattro anni ad Alessandria.[9]

Moneta aurea del valore di otto dracme, rappresentante le effigi di Tolomeo II Filadelfo e della seconda moglie, Arsinoe II

Dalla moglie Arsinoe Tolomeo aveva avuto tre figli: due maschi, Tolomeo III e Lisimaco, e una femmina, Berenice.[10] Tolomeo aveva anche un altro figlio, Tolomeo, (chiamato dalle fonti "Tolomeo il Figlio"), del quale però non si è sicuri delle origini; potrebbe essere stato: il figlio maggiore della coppia reale, figlio di una concubina oppure un figlio adottivo (Tolomeo di Telmesso, figlio naturale di Lisimaco di Tracia e di Arsinoe II, la sorella di Tolomeo).[11]

Intorno al 279 a.C. arrivò in Egitto Arsinoe II, la sorella di Tolomeo, che era fuggita dal fratellastro-marito Tolomeo Cerauno nel regno di Macedonia dopo che questi ebbe ucciso i suoi due figli dal matrimonio con Lisimaco.[12] Arsinoe II, volendo raggiungere una maggiore influenza, riuscì a convincere il fratello Tolomeo a esiliare la moglie Arsinoe I a Copto con l'accusa di cospirazione e facendo uccidere due importanti philoi della regina, Aminta e Crisippo.[13] Arsinoe II, quindi, sposò lei stessa Tolomeo intorno al 275 a.C.; l'unione tra fratelli era sconosciuta al mondo greco, ma era parte della tradizione dell'antico Egitto.[14] Di questo matrimonio si fece beffe il poeta Sotade scrivendo in un suo poema: εἰς οὐχ ὁσίην τρυμαλιὴν τὸ κέντρον ὠθεῖς (eis uch osíen trymalièn tò kéntron otheĩs, "in un buco empio tu dirigi il bersaglio"); per questa affermazione il poeta venne prima incarcerato e poi ucciso.[15]

Testa di Tolomeo II Filadelfo (Museo del Louvre, Parigi)

Politica estera e guerre[modifica | modifica wikitesto]

Fu impegnato nella prima guerra siriaca contro i Seleucidi in Celesiria (275-271 a.C.) e nella cosiddetta Guerra cremonidea contro Antigono II Gonata in Grecia. La seconda Guerra siriaca ebbe esito incerto e si concluse nel 253 a.C. con il matrimonio tra Antioco II e Berenice, figlia di Tolomeo. Le campagne consentirono all'Egitto di espandersi su tutto il Mar Mediterraneo orientale, avendo ottenuto il controllo delle regioni costiere di Cilicia, Panfilia, Licia e Caria.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

A lui ed ai suoi consiglieri si deve l'assetto generale del sistema burocratico del regno, basato sulla divisione del territorio in nomoi, al comando di generali, controllati dal Diochetes, il primo ministro. A lui si deve anche la ristrutturazione e riapertura del canale, costruito da Dario I, che collegava il mar Rosso con il Nilo passando per i Laghi amari e la messa in funzione di un servizio postale cammellato nel sud del Paese.[16]

Tolomeo istituì anche il culto del sovrano, divinizzando alcuni membri della dinastia. Inoltre arricchì ed ampliò il Museo e la Biblioteca di Alessandria, coinvolgendo famosi letterati dell'epoca, come Callimaco e Teocrito, e facendo di Alessandria d'Egitto il centro culturale dell'epoca ellenistica.

Morte e successione (246 a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Tolomeo II morì nel gennaio del 246 a.C. e gli succedette sul trono d'Egitto il figlio maggiore Tolomeo III Evergete.

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

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p
t
wA l
M
i i s
>
Tolomeo
in geroglifico

Secondo la titolatura reale egizia, Tolomeo II ebbe diversi nomi:

  • nome Horo: ḥwnw ḳni (hunu qeni), "giovane coraggioso";
  • nome Nebty (o delle Due Signore): wr-pḥty (wer pehty), "grande di forza";
  • nome Horo d'Oro: sḫꜥ.n sw it.f (sekha.en su it.ef), "colui che è stato messo sul trono dal padre" (lett.: "colui il cui padre ha fatto in modo che apparisse");
  • nome del Trono: wsr kꜢ rꜥ, mry imn (weser ka ra, mery imen), "colui che è forte del ka di Ra, amato da Amon;
  • nome personale (nomen di nascita): ptwlmys (ptwlemys), "Tolomeo".[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il giorno del 7 gennaio (7º giorno del mese di Hathyr) è riportato sulla stele di Pitom e viene ricordato come ꜥnḫ-wdꜢ-snb (anekh weda seneb), cioè "inizio di un'epoca felice (Hölbl 2001, p. 67, n. 1).

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teocrito, Encomio di Tolomeo, v. 64; Clayman 2014, p. 67; Hölbl 2001, p. 24.
  2. ^ Bierbrier 2008, p. 184; Whitehorne 2002, p. 204.
  3. ^ Bierbrier 2008, p. 184; Tyldesley 2008, p. 223.
  4. ^ Lightman 2008, p. 56.
  5. ^ Hölbl 2001, pp. 24-25; McKechnie, Guillaume 2008, p. 299.
  6. ^ Hölbl 2001, p. 25.
  7. ^ Erskine 2009, p. 33; Hölbl 2001, p. 27.
  8. ^ Hölbl 2001, p. 35.
  9. ^ Fischer-Bovet 2014, p. 55; Hölbl 2001, p. 94.
  10. ^ Bierbrier 2008, p. 184; Clayman 2014, p. 70; Hölbl 2001, p. 35.
  11. ^ Clayman 2014, p. 70; Erskine 2009, p. 42; Hölbl 2001, p. 35.
  12. ^ Hölbl 2001, pp. 35-36.
  13. ^ Donnelly Carney 2013, pp. 68-69; Hölbl 2001, p. 36.
  14. ^ Donnelly Carney 2013, p. 70; Hölbl 2001, p. 36.
  15. ^ Plutarco, Moralia, I, 11.a; Hölbl 2001, p. 36.
  16. ^ William Tarn, La Civiltà Ellenistica, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1978, p. 251
  17. ^ Leprohon 2013, pp. 178-179.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Morris L. Bierbrier, Historical Dictionary of Ancient Egypt, Scarecrow Press, 2008, ISBN 978-08-108-6250-0.
  • Dee L. Clayman, Berenice II and the Golden Age of Ptolemaic Egypt, Oxford University Press, 2014, ISBN 978-01-953-7089-8.
  • Elizabeth Donnelly Carney, Arsinoe of Egypt and Macedon: A Royal Life, Oxford University Press, 2013, ISBN 9780199711017.
  • Andrew Erskine (a cura di), A Companion to the Hellenistic World, John Wiley & Sons, 2009, ISBN 9781405154413.
  • Christelle Fischer-Bovet, Army and Society in Ptolemaic Egypt, Cambridge University Press, 2014, ISBN 9781139991858.
  • Günther Hölbl, A History of the Ptolemaic Empire, Psychology Press, 2001, ISBN 9780415234894.
  • Ronald J. Leprohon, The Great Name: Ancient Egyptian Royal Titulary, Society of Biblical Lit, 2013, ISBN 9781589837362.
  • Marjorie Lightman, Benjamin Lightman, A to Z of Ancient Greek and Roman Women, Infobase Publishing, 2008, ISBN 978-1-4381-0794-3.
  • Paul McKechnie, Philippe Guillaume, Ptolemy II Philadelphus and his World, BRILL, 2008, ISBN 9789047424208.
  • Joyce Tyldesley, Cleopatra: Last Queen of Egypt, Basic Books, 2008, ISBN 978-07-867-3163-3.
  • John Whitehorne, Cleopatras, Routledge, 2002, ISBN 978-1-134-93216-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
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