Diogene Laerzio

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Diogene Laerzio

Diogene Laerzio (in greco antico: Διογένης Λαέρτιος, Dioghénēs Laértios; 180240) è stato uno storico greco antico, vissuto sotto l'Impero Romano. La sua opera Vite dei filosofi è una delle fonti principali sulla storia della filosofia greca.

Vitae et sententiae philosophorum, 1611. Da BEIC, biblioteca digitale

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non ci è pervenuta alcuna notizia sulla sua vita; il nome Laerzio potrebbe derivare dalla città di Laerte, in Cilicia, l'odierna Alanya in Turchia; altri, rifacendosi alla sua biografia di Timone di Fliunte, commentata da Apollonide di Nicea, nella quale Diogene chiama quest'ultimo "ὁ παρ' ἡμῶν" ("uno di noi), ne deducono che egli fosse originario di Nicea; altri ancora, infine, attraverso deduzioni di carattere culturale, pur non pronunciandosi sulla sua origine, ritengono almeno che egli sia prevalentemente vissuto ad Alessandria.

La collocazione della sua fioritura, normalmente posta tra la fine del II secolo e la prima metà del III, viene dedotta dalla sua conoscenza di Sesto Empirico, vissuto nella seconda metà del II secolo d.C., e la citazione del filosofo Potamone di Alessandria come vissuto, dice Diogene, "πρὸ ὀλίγου" ("poco tempo fa"), operante nei primi anni del III secolo.

Diogene non dichiara esplicitamente la sua appartenenza a una determinata scuola filosofica; tuttavia dai giudizi espressi in alcune biografie traspare un'ostilità verso forme di pensiero superstizioso, la sua simpatia nei confronti di Epicuro e la sua difesa della scuola cinica.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vite e dottrine dei filosofi illustri.

L'opera più celebre di Diogene Laerzio è le Vite e dottrine dei filosofi illustri fonte inestimabile per la conoscenza della filosofia antica. Seguendo un costume diffuso, Diogene compose anche una raccolta di epigrammi, Pammetros (Raccolta in tutti i metri), di cui restano 56 componimenti, da lui stesso inclusi nelle sue Vite, senza particolare valore artistico ma di buona eleganza formale e metrica. È, tuttavia, noto proprio come autore di un'opera in dieci libri: Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi. In essa esamina 83 figure di pensatori, dai Sette Sapienti a Epicuro, ove dispone le informazioni per scuole filosofiche, rispettando le successioni dei capi delle scuole filosofiche fissate dalla tradizione.

La "Raccolta" ci è giunta mutila, in quanto il VII libro, dedicato agli Stoici, si interrompe bruscamente a metà del catalogo degli scritti di Crisippo; del resto, da indici manoscritti sappiamo che Diogene proseguiva la trattazione dello stoicismo almeno fino a Posidonio.

I codici principali dell'opera sono il Neapolitanus Burbonicus III B 29, del XII secolo, il Laurentinus 69, 13, del XII secolo e il Parisinus Graecus 1759, del XIII secolo. L'opera è dedicata a una signora, che apprezza Platone (φιλοπλάτων), ma che non è stata identificata, in quanto probabilmente le era dedicata l'opera: la dedica non è pervenuta o, più probabilmente, non fu mai scritta, anche perché l'opera mostra anche altrove segni di incompletezza.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Diogenis Laertii Vitae philosophorum edidit Miroslav Marcovich, Stuttgart-Lipsia, Teubner, 1999-2002. Bibliotheca scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana, vol. 1: Books I--X; vol. 2: Excerpta Byzantina; v. 3: Indices by Hans Gärtner.
  • Lives of Eminent Philosophers, a cura di Tiziano Dorandi, Cambridge: Cambridge University Press, 2013 (Cambridge Classical Texts and Commentaries, vol. 50, nuova edizione critica).
  • Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei più celebri filosofi, Testo greco a fronte, a cura di Giovanni Reale con la collaborazione di Giuseppe Girgenti e Ilaria Ramelli, Milano, Bompiani, 2005.
  • Diogene Laerzio, Vitae et sententiae philosophorum, In Venetia, Appresso Gratioso Perchacino, 1611.

Studi recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Aufstieg und Niedergang der römischen Welt (ANRW) Serie II, Volumi 36.5 e 36.6, Berlino, Walter de Gruyter, 1992 (contengono 12 saggi su Diogene Laerzio: 4 in inglese, 2 in francese, 5 in italiano e 1 in tedesco).
  • Diogene Laerzio storico del pensiero antico Elenchos, VII, 1986 (Atti del Convegno Internazionale, Napoli-Amalfi, 30 settembre-3 ottobre 1985).
  • Tiziano Dorandi, Laertiana. Capitoli sulla tradizione manoscritta e sulla storia del testo delle Vite dei filosofi di Diogene Laerzio, Berlin, New York, De Gruyter, 2009.
  • Karel Janáček, Studien zu Sextus Empiricus, Diogenes Laertius und zur pyrrhonischen Skepsis, a cura di Jan Janda & Filip Karfik, (Beiträge zur Altertumskunde - Band 249), Berlin, New York, De Gruyter, 2008.
  • Walter Lapini, L’Epistola a Erodoto e il bios di Epicuro in Diogene Laerzio. Note testuali, esegetiche e metodologiche, Roma 2015.
  • Jørgen Mejer, Diogenes Laertius and his Hellenistic Background. Steiner, Wiesbaden 1978.

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