Cleopatra VII

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Cleopatra VII
Cleopatra VII
La regina Cleopatra. Busto marmoreo di scuola alessandrina, 40/30 a.C. all'Altes Museum, Berlino.
Regina d'Egitto con Tolomeo XII, Tolomeo XIII, Tolomeo XIV, Tolomeo XV
In carica 51 a.C.-30 a.C.
Predecessore Tolomeo XII (da solo)
Erede Tolomeo Cesare
Successore nessuno (dominazione romana)
Nome completo Cleopatra Thea Philopator
Altri titoli Regina dei Re, Regina delle Regine, Regina dell'Alto e del Basso Egitto, Regina di Cipro, Creta, Cirenaica, Siria e Armenia.
Nascita Alessandria d'Egitto, 69 a.C.
Morte Alessandria d'Egitto, 30 agosto 30 a.C.
Luogo di sepoltura Alessandria d'Egitto
Dinastia Dinastia tolemaica
Padre Tolomeo XII
Madre ignota
Coniugi Tolomeo XIII
Tolomeo XIV
Marco Antonio
Figli  

Cleopatra VII Thea Philopatore, in greco antico Κλεόπατρα Θεά Φιλοπάτωρ (Alessandria d'Egitto, 69 a.C.Alessandria d'Egitto, 12 agosto 30 a.C.[1]), è stata una regina egizia del periodo tolemaico.

Fu l'ultima regina del Regno tolemaico d'Egitto e l'ultimo membro della Dinastia tolemaica. Il nome "Cleopatra" significa in lingua greca "gloria del padre".

Fu anche una dei nemici più temuti per la Repubblica romana; infatti oltre che disporre di una grossa flotta, di un esercito potente e di un regno ricco di risorse, aveva dalla sua parte anche un gran fascino, grazie al quale aveva sedotto due tra i più grandi condottieri romani: Giulio Cesare e Marco Antonio.

Oggi è probabilmente la più famosa di tutti i sovrani dell'Antico Egitto ed è conosciuta con il nome di Cleopatra, anche se fu la settima e ultima regina a possedere quel nome. Cleopatra comunque non fu mai di fatto l'unica sovrana dell'Egitto, avendo regnato insieme al padre, al fratello, al fratello-marito e al figlio. La sua immagine quasi mitica data da leggende orali poi divenuti testi scritti, poi opere teatrali fino alle più moderne pellicole, stride però con la realtà di una donna ossessionata dal potere, spietata e senza scrupoli tanto da far uccidere la sorella minore Arsinoe IV e da usare il sesso come arma per ottenere favori e benefici dai potenti romani. [2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cleopatra sulle Terrazze di Philae (1896) di Frederick Arthur Bridgman.
Cleopatra e Giulio Cesare (1866) di Jean-Léon Gérôme

Cleopatra, nata presumibilmente ad Alessandria d'Egitto, era figlia del faraone Tolomeo XII Aulete e probabilmente di una concubina che si dice sia morta 3 anni dopo la nascita di lei. La causa sarebbe da attribuire al marito, nonché padre di Cleopatra. Secondo la testimonianza di Strabone Tolomeo XII ebbe solamente una figlia legittima, Berenice IV, dalla sorella-moglie Cleopatra V Trifena. Basandosi su questa notizia e sul fatto che Cleopatra fosse l'unica della sua famiglia a parlare egiziano alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi di una ascendenza egizia della regina.

Tra il 68 a.C. e il 59 a.C. nascono la sorellastra Arsinoe IV e i fratelli Tolomeo XIII e Tolomeo XIV. L'organizzazione dinastica prevede che anche le donne possano salire al trono, come spose dei fratelli regnanti. Nominata co-reggente, perché le sorelle più grandi, Berenice IV e Cleopatra VI, erano morte, la prima giustiziata dal padre (aveva tentato di spodestarlo) e la seconda avvelenata; il padre la aveva nominata co-reggente poco prima di morire. Cleopatra VII gli successe nella primavera del 51 a.C. insieme al fratello di dieci anni Tolomeo XIII, sposato secondo le leggi egizie.

Statua di Cleopatra VII in basalto all'Ermitage, San Pietroburgo

Nella primavera del 48 a.C. Tolomeo, insieme con il consigliere nonché suo grandissimo amico Potino, che era stato nominato reggente del giovane faraone, tentò di deporre Cleopatra e di costringerla a lasciare Alessandria. La regina radunò un esercito ed ebbe inizio una guerra civile. La situazione si complicò quando un'altra loro sorella, Arsinoe IV, cominciò ad avanzare pretese sul trono.

In quel momento lo sconfitto generale romano Pompeo arrivò in Egitto cercando rifugio dal rivale Giulio Cesare. Inizialmente Tolomeo e Potino finsero di accettare la sua richiesta, ma il 29 settembre del 48 Potino fece uccidere Pompeo, nella speranza di ingraziarsi il favore di Cesare. Quando questi arrivò, Tolomeo gli offrì la testa del rivale, provocando la reazione di Cesare, che si scatenò in un'ira tremenda, perché, pur essendo suo nemico, Pompeo era pur sempre un membro senatorio romano e ciò stava a significare uno del suo popolo: nessun suo concittadino doveva essere ucciso senza il consenso di Giulio Cesare, così fece giustiziare Potino e iniziò a sistemare la confusa situazione egiziana, in qualità di rappresentante ufficiale di Roma.

Cesare convocò alla reggia Tolomeo e Cleopatra. Cleopatra temeva di cader vittima di un agguato del fratello tornando al palazzo, così ricorse a uno stratagemma.[3] Si fece avvolgere da un suo fedele amico, Apollodoro Siciliano, in un grande tappeto legato con una cinghia. Apollodoro poi si presentò a Palazzo con il lungo involto sulle spalle e dicendo di dover consegnare un dono a Cesare arrivò fino agli appartamenti del console. Qui al suo cospetto srotolò il tappeto e fu così che gli comparve davanti Cleopatra. La regina indossava gli abiti più sontuosi e succinti, i gioielli più pregiati e gli chiese protezione dal fratello. Le fonti narrano che l'effetto fu irresistibile e che i due divennero amanti quella notte stessa.

Cesare organizzò il ritorno ufficiale della regina e la fece sposare con il fratello. Tolomeo, ancora determinato a deporre Cleopatra, si alleò con la sorella Arsinoe e insieme organizzarono un esercito, che nel dicembre del 48 si scontrò nella città di Alessandria con quello di Cesare e Cleopatra. La battaglia causò molti danni agli edifici della città, compresa la Biblioteca di Alessandria, che fu danneggiata da un incendio, perdendosi tra le fiamme moltissimi manoscritti d'inestimabile valore. Le legioni romane subirono una pesante sconfitta e lo stesso Cesare, per salvarsi da morte sicura, fu costretto a fuggire gettandosi in mare.

L'arrivo di rinforzi da Pergamo nel febbraio del 47 offrì la vittoria a Cesare e Cleopatra. Arsinoe e Tolomeo furono costretti a lasciare la città. Il 27 marzo dello stesso anno sul fiume Nilo avvenne lo scontro finale tra le truppe di Tolomeo e quelle di Cesare. La battaglia si concluse in un'ecatombe per l'esercito alessandrino: 25500 morti oltre che 12000 prigionieri. Perse la vita lo stesso Tolomeo. Cleopatra, rimasta unica sovrana dell'Egitto, nominò co-reggente il fratello più giovane Tolomeo XIV. L'Egitto rimase formalmente indipendente, anche se tre legioni romane furono fatte stanziare allo scopo di mantenere l'ordine pubblico.

Cleopatra e Cesarione nel tempio di Dendera, Egitto
Antonio e Cleopatra (1885) di Lawrence Alma-Tadema.

La relazione tra Cesare e Cleopatra, dalla quale nacque un figlio, Tolomeo Cesare detto Cesarione, aveva per entrambi scopi politici: il dittatore romano doveva assicurarsi il controllo dell'Egitto, importante per le sue risorse finanziarie, mentre Cleopatra sperava con essa di ottenere per il paese una posizione di privilegio all'interno dell'impero.

Nel 46 a.C. Cleopatra andò a Roma con il figlio appena nato e vi rimase fino alla morte di Cesare, nel 44 a.C. Nell'estate dello stesso anno morì Tolomeo XIV per motivi di salute , che subito dopo designò Cesarione suo co-reggente, prendendo il nome di Tolomeo XV Cesare.

Nel 42 a.C., Marco Antonio, uno dei triumviri che governavano Roma in seguito al vuoto di potere conseguente la morte di Cesare, chiese a Cleopatra di incontrarlo a Tarso per verificarne la lealtà. Antonio poi la seguì ad Alessandria, dove rimase fino all'anno successivo. Dalla loro unione, nacquero due gemelli Cleopatra Selene e Alessandro Helios.

Quattro anni dopo, nel 37 a.C., mentre era in viaggio per la guerra contro i Parti, Antonio incontrò Cleopatra ad Antiochia, dove si sposarono, anche se il triumviro era legato ad Ottavia, sorella di Ottaviano. Poco dopo nacque un altro figlio, Tolomeo Filadelfo. Ottavia venne rimandata a Roma. Dopo la conquista dell'Armenia, nel 34 a.C., condotta da Antonio con il contributo finanziario egiziano, entrambi celebrarono il trionfo ad Alessandria.

Il tradizionalismo dell'opinione pubblica romana fu profondamente scosso dalla inconsueta procedura trionfale e dalle decisioni prese nell'occasione della Donazione di Alessandria: Cleopatra ebbe il titolo di "regina dei re", fu associata nel culto a Iside e nominata reggente dell'Egitto e di Cipro con Cesarione; Alessandro Helios fu incoronato sovrano dell'Armenia, Media e Partia, Cleopatra Selene fu nominata sovrana di Cirenaica e Libia, mentre Tolomeo Filadelfo fu incoronato sovrano di Fenicia, Siria e Cilicia.

Declino e morte[modifica | modifica sorgente]

Il suicidio di Cleopatra, busto in marmo di Claude Bertin, 1690 circa, Louvre, Parigi.

La politica di Cleopatra e Antonio, tesa a dominare tutto l'Oriente, favorì la reazione di Ottaviano, che accusò la regina di minare il predominio di Roma e convinse i Romani a dichiarare guerra all'Egitto. La regina aveva fatto costruire una flotta possente (Flotta tolemaica di Cleopatra VII): circa 300 navi di grossa stazza. Nel 31 a.C. le forze navali romane si scontrarono con quelle di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio.

Visto che la battaglia era persa la regina ordinò alla sua scorta personale, circa 60 navi, di aprirsi un varco nella flotta romana e si riparò ad Alessandria, seguita da Antonio. Dopo la vittoria Ottaviano invase il Regno tolemaico d'Egitto e, dopo una breve resistenza, entrò ad Alessandria. Nel 30 a.C., dopo il suicidio di Antonio per non essere torturato e fatto prigioniero da Ottaviano, Cleopatra si rinchiuse nel mausoleo dei Tolomei e si uccise facendosi mordere da un aspide.

Plutarco nel suo Vita di Antonio, racconta come Cleopatra decise di usare questo animale: «...Cleopatra raccoglieva ogni sorta di veleni mortali, tra i più forti che ci fossero, e di ciascuno di essi provava se erano efficaci e nello stesso tempo indolori, propinandoli ai detenuti in attesa di morire. Poiché vide che quelli istantanei procuravano una morte subitanea, ma dolorosa, e i più dolci non erano rapidi, provò gli animali, osservandoli di persona, mentre venivano applicati uno dopo l'altro. Fra tutti trovò quasi solo il morso dell'aspide, che induceva nelle membra un torpore sonnolento e un deliquio dei sensi, senza per questo arrecare spasimo o provocare gemiti; non appariva che un lieve sudore alla fronte, mentre le facoltà percettive svanivano, si rilasciavano dolcemente, e resistevano a ogni tentativo di risvegliarle e richiamarle in vita, come chi dorme profondo...».

Nel 2010, lo storico tedesco Christoph Schaefer ha sfidato tutte le altre teorie, dichiarando che la regina in realtà fu avvelenata e morì per aver bevuto una miscela di veleni. Dopo aver analizzato i testi storici con la consulenza di tossicologi, lo storico ha concluso che l'aspide non avrebbe potuto causare una morte lenta e indolore, in quanto il veleno dell'aspide (cobra egiziano) paralizza le parti del corpo, a partire dagli occhi, prima di causare la morte. Schaefer e il suo tossicologo Dietrich Mebs ritengono che Cleopatra avesse usato una miscela di cicuta, aconito ed oppio.[4]

Plutarco ci ha riportato il breve discorso tra Marco Vipsanio Agrippa e un'ancella di Cleopatra, davanti al corpo della regina ormai morta: «Ti sembra sia stata una degna fine?» chiese il romano. L'ancella rispose: «Più che degna... degna dell'ultima regina d'una grande stirpe!». Cesarione fu fatto giustiziare da Ottaviano, mentre i tre figli avuti da Cleopatra con Antonio furono portati a Roma. L'Egitto divenne una provincia romana retta dal prefetto d'Egitto, funzionario di rango equestre. Ottaviano, ritornato a Roma per festeggiare il trionfo della spedizione egiziana, fece allestire su un carro un dipinto della bellissima regina, portandolo in trionfo attraverso le vie della città.

Nelle fonti[modifica | modifica sorgente]

Antonio e Cleopatra: denario[5]
Marcus Antonius - Celopatra 32 BC 90020163.jpg
CLEOPATRAE REGINAE REGVM FILIORVM REGVM, testa con diadema a destra. ANTONI ARMENIA DEVICTA, testa verso destra e sullo sfondo una tiara armena.
21 mm, 3.45 g, coniato nel 32 a.C.

Le fonti della letteratura latina e greca che hanno trasmesso particolari sulla vita e la figura di Cleopatra sono numerose, di seguito ne viene dato un elenco parziale:

Cleopatra non fu solo una grande seduttrice. Conosceva molte lingue; Plutarco scrive: «La lingua, come uno strumento musicale dalle molte corde, essa volgeva facilmente a qualsiasi idioma volesse parlare, tanto che erano rarissimi i casi in cui trattasse coi barbari attraverso un interprete, fossero essi Etiopi, Ebrei, Arabi, Siri, Medi o Parti». Conosceva il greco e parlava correntemente anche il latino.

Oltre alla versatilità per le lingue, aveva interesse anche per le arti e le scienze: Antonio regalò a Cleopatra la famosa Biblioteca di Pergamo. Era amica e conoscente di molti dotti del Museo alessandrino, fra cui il celebre astronomo Sosigene, al quale si deve la riforma del calendario romano; fu quasi certamente Cleopatra a presentarlo a Cesare.[6]

Cleopatra nell'arte, nel cinema e nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

La storia di Cleopatra ha affascinato nei secoli schiere di scrittori ed artisti, che hanno contribuito a far nascere la leggenda della bellissima seduttrice che riuscì ad ammaliare due dei più potenti uomini del suo tempo. Cleopatra fece erigere numerose raffigurazioni e statue in Egitto. Nelle statue e nei bassorilievi egizi la regina è raffigurata secondo canoni e tipologie tolomaiche, anche se a volte indossa una corona con il triplo ureo. Nelle monete il profilo di Cleopatra appare assai pronunciato. Nelle statue romane Cleopatra è rappresentata realisticamente oppure in veste divinizzata, assimilata alla dea Venere. Tra le maggiori opere su Cleopatra:

Sarah Bernhardt nel ruolo di Cleopatra.

Film su Cleopatra[modifica | modifica sorgente]

Elizabeth Taylor nel film Cleopatra (1963).

Dipinti su Cleopatra[modifica | modifica sorgente]

Cleopatra e la sua morte hanno ispirato centinaia di dipinti dal Rinascimento ad oggi. Di seguito una lista di alcuni dei più famosi:

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Il cratere Cleopatra, situato sulle pendici dei monti Maxwell, la formazione montuosa più prominente del pianeta Venere, è stato così battezzato in onore di Cleopatra VII.
  • Cleopatra è un boss del videogioco Dante's Inferno. Nonostante nell'opera fosse solamente una delle anime dannate del girone, qui Cleopatra è la vera e propria sovrana del cerchio, l'incarnazione della lussuria, rappresentata come una colossale donna dai tratti demoniaci e dai comportamenti decisamente maligni e lascivi. Domina dall'alto di un'enorme torre, generando con i suoi poteri la tempesta che avvolge questo girone.
  • Nel 2008 e nel 2009 comparvero articoli di stampa secondo i quali il noto egittologo Zahi Hawass riteneva che si potesse trovare la tomba in cui Cleopatra VII e Marco Antonio furono sepolti assieme a Taposiris Magna, sotto i resti di un tempio dedicato a Osiride, situato 30 km a ovest di Alessandria d'Egitto, durante gli scavi in corso ad opera dell'archeologa Kathleen Martinez. Questi scavi hanno portato alla scoperta di dieci mummie trovate in 27 tombe di nobili egizi, oltre a monete con l'effigie di Cleopatra e di Marco Antonio e rilievi che raffigurano i due che si abbracciano. Queste scoperte hanno condotto gli archeologi a ritenere che all'interno del tempio stesso fossero sepolte persone molto importanti o di dinastia reale come Cleopatra. La tomba non è ancora stata rinvenuta; gli scavi nel tempio erano ancora in corso nel 2011 (nuovi siti sotto il livello del suolo sono stati identificati nel 2011 utilizzando il georadar[7][8][9][10]), ma sono stati interrotti a causa della grave situazione politica in cui l'Egitto versa[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alan K. Bowman, L'Egitto dopo i Faraoni, Firenze, Giunti, 1997
  2. ^ Rai Storia - a.C.d.C - Cleopatra: ritratto di un'assassina
  3. ^ Plutarco, Vite parallele Alessandro Cesare, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1989, §49
  4. ^ (DE) Christoph Schaefer, Kleopatra, Wissenschaftl.Buchgesell, Darmstadt 30 novembre 2006
  5. ^ Babelon (Antonia) 95. Crawford 543/2. CRI 345. Sydenham 1210.
  6. ^ Ernle Bradford, Cleopatra, Milano, Rusconi Editore, 1994, p.13
  7. ^ [1]
  8. ^ Lucca Green, The Tomb of Antony and Cleopatra?.
  9. ^ Ishaan Tharoor, The Tomb of Antony and Cleopatra?, Time Magazine.
  10. ^ Search for the tomb of Antony and Cleopatra continues, Archeology News Network, 2011-07.
  11. ^ Latest on the Search for Cleopatra’s Tomb (2013) - Rogueclassicism, 29-08-2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. R. Bevan, The House of Ptolemy, London 1927
  • Joachim Brambach, Kleopatra, München 1991
  • Günther Hölbl, Geschichte des Ptolemäerreichs, Darmstadt 1994
  • Susan Walker, Peter Higgs (a cura di) Cleopatra, regina d'Egitto, Electa, Milano 2000
  • Werner Huß, Ägypten in hellenistischer Zeit, München 2001
  • Christoph Schäfer, Kleopatra, Darmstadt 2006

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Tolomeo XII 5130 a.C. Tolomeo XV
con Tolomeo XII, Tolomeo XIII, Tolomeo XIV

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