Cleopatra VII in marmo (89.2.660)

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Cleopatra VII in marmo (89.2.660)
Statue of a Ptolemaic Queen, perhaps Cleopatra VII MET DT10854.jpg
Autoresconosciuto
Datametà del I secolo a.C.
Materialemarmo o calcare dolomitico
Dimensioni62,5×22×15 cm
UbicazioneMetropolitan Museum of Art, New York

La statua di Cleopatra VII (89.2.660) è una antica statua egizia in marmo[1][2] o calcare dolomitico[3] raffigurante Cleopatra VII Tea Filopatore (5130 a.C.), più nota come Cleopatra, ultima sovrana della Dinastia tolemaica (XXXIII dinastia egizia)[1][3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La statua è mancante dalle caviglie in giù; danni minori si trovano anche sulla superficie del resto dell'opera: per esempio sul seno destro. Il pilastrino dorsale non reca alcuna iscrizione geroglifica, ma sul braccio destro è presente un cartiglio (erroneamente orientato e di autenticità discussa[3]) recante il nome di Cleopatra; il braccio è rigidamente disteso lungo il fianco e la mano è aperta anziché, come sarebbe stato più tipico, chiusa a pugno[1]. Il braccio sinistro è avvolto intorno a una cornucopia[3]: elemento tipicamente greco e presente nella statuaria regale ellenica[1]. Pure il panneggio risente dei modelli stilistici greci: passa sopra alla spalla destra e forma un nodo appena sopra al seno destro. Il viso è largo, così come il taglio degli occhi; la bocca lineare e sottile, il naso minuto e lievemente all'insù. Il capo della sovrana è sormontato da una pesante parrucca dalle ciocche a spirale completata, sulla fronte, da riccioli a forma di guscio di chiocciola; la parrucca è stretta al capo da un diadema con tre urei consecutivi. Un'ulteriore corona egizia è oggi scomparsa[1].

Identificazione[modifica | modifica wikitesto]

L'identificazione della donna raffigurata come Cleopatra VII si basa sul triplo ureo e su altre caratteristiche stilistiche quali la posa della mano, aperta anziché chiusa a pugno, e il design della parrucca. Anche il viso fornisce indizi in tal senso: gli occhi grandi e la bocca sottile sono comuni, appunto, della statuaria del I secolo a.C. Il triplo ureo è stato correttamente individuato nei ritratti scultorei in stile egizio di tutte le ultime regine tolemaiche[1]. Infine, un dibattuto cartiglio sulla superficie del braccio destro reca proprio il nome regale di Cleopatra VII.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Walker, Higgs 2001, p. 165.
  2. ^ (EN) Paul Edmund Stanwick, Portraits of the Ptolemies: Greek Kings as Egyptian Pharaohs, University of Texas Press, 22 luglio 2010, ISBN 9780292787476. URL consultato il 12 luglio 2017.
  3. ^ a b c d Scheda del reperto, su metmuseum.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Susan Walker, Peter Higgs (a cura di), Cleopatra of Egypt. From History to Myth, Londra, British Museum Press, 2001, ISBN 9-780714-119434.