Cleopatra (film 1963)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cleopatra
1963 Cleopatra trailer screenshot (12).jpg
Liz Taylor è Cleopatra
Titolo originale Cleopatra
Paese di produzione USA
Anno 1963
Durata 244 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere epico, storico, drammatico
Regia Joseph L. Mankiewicz
Soggetto Carlo Maria Franzero
Sceneggiatura Joseph L. Mankiewicz, Ranald MacDougall, Sidney Buchman
Fotografia Leon Shamroy
Montaggio Dorothy Spencer
Musiche Alex North
Scenografia Herman Blumenthal, Hilyard Brown, John DeCuir, Boris Juraga, Maurice Pelling, Jack Martin Smith, Elven Webb, Paul S. Fox, Ray Moyer, Walter M. Scott
Costumi Vittorio Nino Novarese
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Scena aggiunta:

Cleopatra è un film del 1963 diretto dal regista Joseph L. Mankiewicz. La sceneggiatura è stata adattata da Sidney Buchman, Ben Hecht, Ranald MacDougall e Joseph L. Mankiewicz dal libro di Carlo Maria Franzero. Il film è interpretato da Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Roddy McDowall e Martin Landau. La fotografia, in 70 mm Todd-AO, è a cura di Leon Shamroy e Jack Hildyard.

Il film narra delle lotte di Cleopatra, la giovane regina d'Egitto, per resistere alle ambizioni imperialiste di Roma e dei due amori della sua vita, Giulio Cesare e Marco Antonio.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Le discordie in Egitto[modifica | modifica sorgente]

Il film si apre sulla disfatta di Pompeo nella Battaglia di Farsalo. Giulio Cesare perdona gli ufficiali avversari catturati mentre i morti vengono cremati.

Pompeo ha lasciato il campo di battaglia ed ha fatto vela verso l'Egitto, dove spera di ottenere l'appoggio del giovane faraone Tolomeo XIII e di sua sorella Cleopatra. Pompeo crede che essi gli daranno aiuto, visto che era in buoni rapporti con il loro defunto padre, Tolomeo XII Aulete, ma la speranza si rivelerà falsa.

Rex Harrison è Cesare

Cesare segue Pompeo in Egitto ed entra in Alessandria all'inizio dell'ottobre del 48 a.C. I cortigiani di Tolomeo credono che i romani si faranno largo violentemente tra la folla per raggiungere il palazzo, irritando così la popolazione egiziana, ma Cesare ordina al suo seguito di mettere via le spade e di fare compere al pari della folla presente nel mercato antistante il palazzo reale. Cesare, raggiunta la scalinata del palazzo, incontra il giovane faraone insieme ai suoi cortigiani, con Potino, il grande Eunuco del re, in testa. Costoro sembrano essere più dei manovratori e sobillatori del re che non suoi fedeli servitori.

Potino si "guadagna" immediatamente la diffidenza e l'antipatia di Cesare quando, come "gesto di amicizia e di buona volontà" gli fa presentare la testa mozza di Pompeo, che ha ottenuto dal faraone di far decapitare dicendogli che Cesare ne sarebbe stato contento.

Non appena Cesare si è insediato nel palazzo, Apollodoro (servo fedele di Cleopatra) entra nel palazzo travestito come un venditore ambulante di tappeti, portando un tappeto arrotolato che lui dice essere un regalo di Cleopatra. Cesare, dopo avere congedato i suoi ufficiali, srotola il tappeto e ne fa uscire Cleopatra. Dopo un colloquio breve, ostile ma arguto e tagliente, Cleopatra raggiunge le sue stanze con una scorta di soldati romani. Più tardi, scortata da Apollodoro, raggiungerà un passaggio segreto situato dietro una delle pareti della stanza di Cesare ed aprirà il coperchio di un foro praticato nella testa di una sfinge, il cui volto di vetro è rivolto verso l'interno della stanza. Potrà così vedere ed ascoltare tutto quanto viene fatto e detto da Cesare e dai suoi generali.

Cesare e i suoi generali

Scoprirà così che Cesare, all'insaputa dei suoi uomini (li ha appena congedati e si è svestito delle insegne del comando) soffre di epilessia.

Alcuni giorni dopo, nella sua stanza da bagno, Cleopatra concede una tempestosa udienza a Cesare, nella quale domanda libero accesso alla sala del trono e mette in guardia il condottiero contro Tolomeo che ha circondato il palazzo con i suoi soldati, largamente superiori in numero rispetto a quelli romani. Cesare le assicura di aver già preso in considerazione la situazione e di poter tranquillamente contenere un attacco egiziano, senza però darle ulteriori spiegazioni.

Cleopatra sul trono dei faraoni

Cleopatra sul trono[modifica | modifica sorgente]

Durante la notte la flotta egiziana viene data alle fiamme per ordine di Cesare, così da guadagnare il controllo del porto, ma le fiamme si propagano a molti edifici di Alessandria, tra i quali la celebre biblioteca che viene completamente distrutta.

Cleopatra affronta Cesare, furibonda per lo scempio fatto della sua biblioteca, ma questi rifiuta di far ritirare le sue truppe dinanzi alle forze di Tolomeo. L'ira di Cleopatra aumenta a dismisura, ma il condottiero, baciandola, la riduce al silenzio. La giovane intuisce le intenzioni di Cesare (renderla sottomessa attraverso il sesso), ma gli fa presente, ironicamente "Credimi, io non ti piacerò così...". Prima che Cesare possa rispondere le truppe di Tolomeo attaccano una delle porte del palazzo, ma i rinforzi di Mitridate[quale?] - segretamente attesi da Cesare - arrivano a dar man forte alle truppe romane.

Il giorno seguente Cesare si occupa del giudizio relativo al conflitto tra Tolomeo e Cleopatra a cominciare dal tentativo di avvelenare la regina, messo in opera da Potino servendosi di un'ancella della regina, minacciata di morte se non avesse obbedito. Potino viene condannato a morte (non appena uscirà dalla sala del giudizio verrà ucciso da Apollodoro in persona) mentre Tolomeo ed il suo precettore vengono mandati a raggiungere l'esercito egiziano, fuori da Alessandria. Nonostante non siano stati giustiziati, i due sanno bene che questo per loro significherà la morte in battaglia contro l'esercito romano. Cleopatra viene così incoronata unica e sola regina d'Egitto.

Cleopatra (Elizabeth Taylor) s'incontra con Giulio Cesare (Rex Harrison)

Poco dopo l'incoronazione, che ha lasciato estasiato Cesare per la ricchezza con la quale si è svolta, i due discutono del loro futuro e Cleopatra promette di dargli dei figli. Le loro discussioni continuano dinanzi alla tomba di Alessandro il Grande, del quale sognano di portare avanti il progetto di fare del mondo un'unica grande nazione. Davanti al sarcofago del condottiero macedone, Cleopatra annuncia a Cesare di essere incinta.

Darà alla luce un maschio, Tolomeo Cesare (chiamato dispregiativamente dai romani Cesarione) che il condottiero felice riconoscerà immediatamente e pubblicamente come suo figlio ed erede.

Il rientro a Roma[modifica | modifica sorgente]

Cesare rientra a Roma per celebrare il suo trionfo mentre Cleopatra rimane con il figlio in Egitto: passeranno due anni prima che i due si rivedano di nuovo. Dopo essere stato nominato dittatore a vita, Cesare invita formalmente Cleopatra a Roma, dove la regina - presentandosi con una grandiosa processione d'ingresso ed indossando un abito intessuto con oro puro - conquista l'ammirazione e l'adulazione del popolo romano.

Trionfo a Roma

Frattanto il Senato mugugna di scontentezza all'udire le voci per nulla infondate che Cesare voglia diventare Re, cosa che per i romani equivale ad un anatema.

Il giorno delle idi di marzo (15 marzo) il Senato si prepara a votare per conferire o meno a Cesare i massimi poteri. Nonostante gli avvertimenti di sua moglie Calpurnia e di Cleopatra, Cesare è sicuro della vittoria e si dirige senza alcun sospetto verso il Senato. Lì verrà pugnalato a morte da vari senatori (incluso Bruto, che molti ritengono essere suo figlio e di fronte al quale avrebbe pronunciato la frase "Tu quoque, Brute, fili mi!"). Cadrà morto davanti alla statua di Pompeo, come predettogli da Calpurnia, che avrebbe visto in sogno tale scena.

Al termine delle onoranze funebri a Cesare, una volta spentosi il rogo funerario, Ottaviano viene riconosciuto quale erede di Cesare in luogo di Cesarione, figlio del defunto e di Cleopatra. La regina d'Egitto è furibonda ma comprende che nell'immediato non ha alcuna possibilità di far valere i diritti di suo figlio e che, anzi, restando a Roma sono entrambi in pericolo di vita. Nonostante le rassicurazioni di Antonio, quindi, riparte nottetempo per l'Egitto.

Antonio e Cleopatra[modifica | modifica sorgente]

Dopo poco tempo tutti i congiurati assassini di Cesare pagano con la vita il loro omicidio: chi cadendo sotto le armi dei soldati di Antonio nella battaglia di Filippi e chi, come Bruto, per sua stessa mano.

Le schiave di Cleopatra

Fatta piazza pulita degli assassini, Antonio stabilisce il secondo triumvirato con Ottaviano e Lepido (i due politici più potenti del momento) ed i tre decidono di suddividere il controllo del territorio romano mettendo Lepido a capo delle province africane, Ottaviano a capo della Spagna e della Gallia ed Antonio a capo delle province dell'est. La rivalità tra Antonio ed Ottaviano comincia a venire a galla.

Mentre comincia a pianificare la campagna contro i Parti, Antonio realizza di aver bisogno di denaro e supporto logistico (grano ed armi) e di poterlo trovare soltanto in Egitto. La regina Cleopatra, dopo aver rifiutato numerosi inviti da parte di Antonio, accetta alla fine di incontrarlo a Tarso.

La regina ha preparato una grandiosa festa sulla sua nave, con il suo culmine in una danza in onore del dio Bacco. Ella indossa una collana fatta con monete d'oro recanti l'immagine di Cesare, che incuriosisce Antonio. Durante la festa Cleopatra lo mette in guardia contro Ottaviano che sta consolidando il proprio potere a Roma, mentre lui è a Tarso ed inoltre manifesta l'intenzione di far vela all'alba per ritornare in Egitto.

Sulla nave reale

Antonio è sempre più ubriaco, quando la regina - durante la danza in onore di Bacco - fa un cenno perché una schiava abbigliata e truccata in modo identico a lei emerga durante la danza. Antonio è disorientato, abbraccia e bacia la schiava come fosse la regina, mentre Cleopatra fa ritorno nelle sue stanze.

Quando Antonio realizza ciò che sta facendo, raggiunge le stanze di Cleopatra e lacera le cortine del letto dove lei riposa, urlandole di ascoltarlo. La regina lo tratta con sufficienza finché lui non le strappa la collana, ricordo di Cesare e di quel che era stato, per obbligarla a vedere la realtà di un Antonio che è persona e condottiero a sé e non un'ombra di Cesare, oltre che per liberarsi dalla paura che tale ombra gli incute. I due trascorrono la notte insieme, dando sfogo alla passione reciproca da tempo esistente ma soffocata.

Più tardi Cleopatra ammette di amarlo sin da bambina, quando lo vide durante un suo viaggio in Egitto, mentre Antonio confessa di essersi innamorato di lei quando la vide durante la maestosa processione del suo arrivo a Roma.

Premio Oscar per le scenografie

Ottaviano coglie l'opportunità di sfruttare la relazione tra i due per la sua campagna denigratoria verso Antonio. Quando, tempo dopo, Antonio è costretto dalle circostanze a far ritorno a Roma, Ottaviano gli tende una trappola offrendogli un matrimonio di stato con sua sorella Ottavia. Il condottiero non può rifiutare, pena l'ignominia di non aver accettato in moglie una matrona romana nota per la sua virtù e per di più sorella di un suo - almeno ufficialmente - alleato. La furia di Cleopatra, che si sente tradita come donna prima ancora che come sovrana, è inarrestabile: distrugge abiti ed oggetti che Antonio ha lasciato nel suo palazzo e lacera a colpi di spada le coltri del letto dove lei ed Antonio hanno consumato il loro amore.

Quando Antonio fa ritorno ad Alessandria, per negoziare ufficialmente l'alleanza tra l'Egitto e Roma, Cleopatra lo obbliga ad umiliarsi inginocchiandosi dinanzi a lei e gli enumera le sue condizioni per tale alleanza: egli dovrà cedere all'Egitto ben un terzo dei domini di Roma, che ella gli elenca dettagliatamente invitandolo a non decidere affrettatamente ma solo dopo aver consultato il suo "superiore" a Roma (così ella chiama dispregiativamente Ottaviano, visto che lo ha soggiogato rendendolo suo cognato).

Vinto dall'amore per Cleopatra, dopo ore ed ore di lite, Antonio acconsente alla cessione dei territori richiesti scatenando a Roma le ire di Ottaviano, che non aspettava altro per scagliarsi pubblicamente contro il rivale e contro la sua "prostituta egiziana". Egli presenta in Senato il testamento di Antonio, che si conclude con la richiesta di seppellirlo, da morto, non a Roma ma ad Alessandria. Questo mette definitivamente il Senato contro il condottiero divenuto ai loro occhi un rinnegato, così che tutti i senatori votano per la guerra contro l'Egitto.

La guerra: sconfitta di Antonio[modifica | modifica sorgente]

Battaglia navale

Le sorti della guerra vengono decise nella Battaglia di Azio sulla costa ovest della Grecia. Antonio, dopo aver inseguito una nave che riteneva essere quella di Ottaviano, viene intrappolato da Agrippa e l'equipaggio della sua nave si dà alla fuga gettandosi in mare. Vedendo in fiamme la nave di Antonio, Cleopatra ritiene che egli sia morto ed ordina di salpare l'ancora per tornare in Egitto.

Quando si rende conto che Cleopatra sta fuggendo senza di lui, Antonio è furioso e sente il suo cuore spezzarsi per l'apparente abbandono. La coppia si ritrova al Alessandria, dove Antonio cade in depressione per la perdita del suo onore e del suo amore, avendo abbandonato la battaglia per inseguire Cleopatra e vedendosi da lei abbandonato in mare. Cleopatra riesce a scuoterlo dal suo stato, dicendogli di averlo creduto morto e di essersi solo per questo allontanata, e riaccendendo in lui il desiderio di riprendere il comando dell'esercito egiziano e di combattere.

Ottaviano, frattanto, si avvicina velocemente all'Egitto, rimane poco tempo per organizzare la difesa ed il contrattacco. Le forze di Antonio, tuttavia, hanno perso fiducia nel loro condottiero dopo la battaglia di Azio e abbandonano l'accampamento durante la notte. Al suo arrivo al campo, il giorno dopo, Antonio trova il cadavere di Rufio - il suo uomo più fedele - riverso tra le tende dei soldati. Tenterà di istigare Ottaviano ad un duello tra loro due, ma la sua sfida viene rifiutata e - pur senza torcergli un capello - Antonio viene costretto ad allontanarsi e tornare da Cleopatra.

Richard Burton nel ruolo di Marco Antonio

Quando Antonio ritorna al palazzo, Cleopatra si è già rifugiata nei recessi della sua tomba. Apollodoro, non credendo che il condottiero romano sia degno della sua regina, gli riferisce falsamente che ella è morta. Antonio, disperato, pensa di avere ormai perso tutto e si uccide gettandosi sulla sua spada. Resosi conto dell'errore commesso, Apollodoro gli rivela la verità e lo porta, ormai morente, da Cleopatra perché almeno muoia tra le sue braccia. Tuttavia, prima che ella possa rendergli gli onori funebri e seppellirlo, l'esercito di Ottaviano si impadronisce della città ed il cinico condottiero prende la regina prigioniera.

Ottaviano chiarisce le sue intenzioni a Cleopatra: quando lui ritornerà in trionfo a Roma, lei sarà il suo ultimo premio. La invita perciò a giurare che lei non tenterà di farsi del male. Cleopatra giura, ma non prima di notare che Ottaviano porta al dito l'anello di Pompeo. Quell'anello fu donato a Pompeo dalla figlia di Cesare, il quale - dopo averlo riavuto a seguito della morte di Pompeo - lo aveva dato a suo figlio Cesarione, prima di ritornare a Roma.

Vita di una regina Cleopatra[modifica | modifica sorgente]

Nelle sue stanze, Cleopatra, dopo aver scritto un'ultima lettera a Ottaviano, dà ordini alle sue ancelle perché la preparino convenientemente per il suo ultimo viaggio. Le due giovani la implorano di poterla seguire nella morte portandole poi un cesto di fichi con dentro, ben nascosto, un aspide. Cleopatra introduce la mano sinistra nel cesto e, mentre con voce ormai lontana da tutto la regina fa un bilancio della sua vita, il serpente la morde.

Ottaviano riceve frattanto la lettera nella quale Cleopatra lo prega di volerla far seppellire accanto ad Antonio. Non appena Agrippa ne termina la lettura ad alta voce, Ottaviano balza in piedi e corre insieme a lui alla tomba. Trovano Cleopatra già morta, distesa in pompa regale sul suo sarcofago, con indosso l'abito d'oro che aveva portato durante il suo ingresso a Roma. Ai piedi del sarcofago una delle sue ancelle è già morta, l'altra è agonizzante, e a quest'ultima si rivolge Agrippa, dopo che Ottaviano - confuso e irritato - se ne è andato.

"Ti sembra sia stata una degna fine?" chiede Agrippa alla ragazza.

"Più che degna... degna dell'ultima regina d'una grande stirpe!"

Produzione[modifica | modifica sorgente]

« Cleopatra è stato concepito nell'isteria, girato nel casino, montato nel panico. »
(Joseph L. Mankiewicz, Panorama, 23 agosto 1987)

Il film è celebre per aver quasi mandato in fallimento la 20th Century Fox. Inizialmente il costo era stimato attorno ai 2 milioni di dollari[1], ma la sua realizzazione ne richiese ben 44 milioni — equivalenti a più di 300 milioni di dollari attuali (vedi la lista dei film più costosi prodotti), piazzando la pellicola al terzo posto tra i film più costosi prodotti nel mondo e al secondo tra quelli prodotti negli Stati Uniti (dopo Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo). Tali somme erano in parte dovute al fatto che gli elaborati scenari, costumi e materiali avevano dovuto essere costruiti due volte, la prima durante le prime riprese a Londra e la seconda quando la produzione si trasferì a Roma, poi nella caratteristica Ischia Ponte, a est dell'isola di Ischia nell'arcipelago campano.

Le riprese iniziarono a Londra nel 1960. Mankiewicz entrò nella produzione dopo le dimissioni del precedente regista (Rouben Mamoulian), che aveva in mente l'attrice afroamericana Dorothy Dandridge per il ruolo principale.[2] Mankiewicz "ereditò" un film che aveva già superato di 5 milioni di dollari il budget previsto, oltre ad avere moltissimi problemi, soprattutto perché i due attori originariamente scelti per impersonare Cesare (Peter Finch) ed Antonio (Stephen Boyd) lasciarono il film per altre produzioni. Mankiewicz fu inoltre licenziato durante la lavorazione, salvo essere riassunto quando nessun altro volle assumersi la responsabilità di portare a termine la pellicola.

Elizabeth Taylor venne scritturata con un contratto pari a un milione di dollari, un record per l'epoca, con l'aggiunta di altri sette milioni di dollari come percentuale sugli incassi (il tutto pari a oltre 47 milioni di dollari odierni). L'attrice si ammalò di polmonite durante le riprese e fu necessario ricoverarla d'urgenza in ospedale, dove le venne praticata una tracheotomia per salvarle la vita. La produzione dovette essere trasferita a Roma dopo sei mesi, in quanto il clima inglese pregiudicava la guarigione della Taylor e deteriorava i set, particolarmente le piante esotiche. La cicatrice della tracheotomia effettuata alla Taylor durante il periodo delle riprese è visibile in numerose scene.

Antonio e Cleopatra

Nel corso della lavorazione Elizabeth Taylor incontrò Richard Burton e i due iniziarono una relazione, che divenne immediatamente di dominio pubblico e scatenò uno scandalo, portando cattiva pubblicità su di una produzione già problematica.

Il taglio ed il montaggio delle scene girate da Mankiewicz ridusse dapprima il film alla durata di quattro ore (delle sei totali) ma, su richiesta degli studios e nonostante le obiezioni del regista, furono operati ulteriori tagli che lo ridussero a poco più di tre ore. Questo per far sì che le sale cinematografiche potessero incrementare il numero delle proiezioni quotidiane. Tra le scene tagliate c'è quella della morte di Rufio[3]

Mankiewicz tentò senza successo di persuadere la produzione a dividere il materiale in due film distinti, così da preservare tutte le scene.

Il film "Cleopatra" è ora edito in DVD nei suoi originari 243 minuti, mentre si sta cercando di recuperare le due ore di pellicola rimanenti.

Le difficoltà ed i costi per portare a termine il film segnarono la fine del genere peplum.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film è stata scritta da Alex North. È stata pubblicata più volte, la prima come un album, e le successive con aggiunte: la più famosa è stata la Deluxe Edition del 2001 composta dalla Varèse Sarabande

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Poco dopo l'inizio delle riprese in Inghilterra, Elizabeth Taylor si ammalò e non poté continuare a recitare. Dal momento che quasi ogni scena richiedeva la sua presenza, la produzione si fermò. Inoltre, il regista Rouben Mamoulian diede le dimissioni il 3 gennaio 1961. Assieme a lui se ne andarono anche Peter Finch e Stephen Boyd, i due attori che avrebbero dovuto recitare nei panni di Giulio Cesare e Marco Antonio, rispettivamente.
  • Una clausola del contratto di Rex Harrison stabiliva che, per ogni foto di Burton apparsa in un cartellone pubblicitario avrebbe dovuto apparirne anche una sua. Così, quando a Broadway venne eretto un enorme cartellone che mostrava solo la Taylor e Burton, i legali di Harrison fecero causa agli studios. Questi rispettarono le condizioni del contratto piazzando un'immagine di Harrison in un angolo di un tabellone per affissioni.
  • L'obiettivo di Joseph L. Mankiewicz era quello di realizzare il kolossal in due pellicole separate di circa tre ore ciascuna: "Cesare e Cleopatra" e "Antonio e Cleopatra". 20th Century-Fox optò, invece, per l'unico film di quasi quattro ore che conosciamo oggi. La realizzazione di una nuova versione del film che comprenda anche le due ore mancanti è ancora per molti una speranza.
  • Con ben 194.800 dollari per i costumi di Elizabeth Taylor, Cleopatra detiene il record per la maggior somma di denaro spesa per un singolo attore. Tra i 65 costumi della diva c'era anche un vestito fatto a mano con oro da 24 carati.
  • Martin Landau fu contattato per interpretare Euphranor, ma quando non si trovò nessuno per interpretare Rufio, fu deciso che Landau avrebbe interpretato quel personaggio.
  • Robert Stephens disse in un'intervista radio che la maggior parte della sua interpretazione è stata cancellata durante il montaggio finale.
  • Per il ruolo di Cleopatra furono pensate diverse attrici prima di affidarlo alla Taylor; tra di loro ci furono: Susan Hayward, Joan Collins e Audrey Hepburn.
  • Per il ruolo di Marco Antonio furono pensati diversi attori prima di affidarlo a Burton; tra di loro ci furono: Marlon Brando, Stephen Boyd, Richard Johnson, Michael David, Peter O'Toole, Peter Finch e Laurence Harvey.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Null, Christopher. Cleopatra Review
  2. ^ Bogle, Donald. Dorothy Dandridge: A Biography. New York: Amistad. 1997. pgs. 488-89.
  3. ^ . Cleopatra from Johnny Web

Also, Cleopatra: The Film That Changed Hollywood, a 2001 television documentary

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]