Publio Servilio Casca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cimbro (al centro) mostra la petizione e tira la tunica di Cesare, mentre Casca si prepara a colpire da dietro. Dipinto di Karl Theodor von Piloty.

Publio Servilio Casca (in latino: Publius Servilius Casca Longus Roma ?- Filippi 42 a.C.) fu uno degli assassini di Gaio Giulio Cesare, ucciso il 15 Marzo del 44 a.C.

Sebbene la sua famiglia fosse fedele a Cesare, Publio Servilio e suo fratello Gaio Servilio Casca, anch'egli amico di Cesare, parteciparono all'assassinio. Casca sferrò il primo colpo,[1] attaccando Cesare da dietro e colpendolo sul collo, dopo che Lucio Tillio Cimbro ebbe distratto il tiranno afferrando la sua toga. Solo dopo gli altri assassini si unirono ai due.

Fu poi tribuno della plebe; proscritto venne privato della sua carica [2]e dovette fuggire da Roma per andare in Oriente presso Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino, morì suicida nel 42 a.C. in seguito alla sconfitta nella battaglia di Filippi.

Casca è commemorato su una moneta insieme a Bruto, un volto barbuto è raffigurato accanto al suo nome. Tuttavia questo sembra essere il dio Nettuno (divinità), piuttosto che un ritratto di Casca.[3]

Rappresentazioni drammatiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John Hazel, Who's Who in Roman World, Routledge, 2002, p.55
  2. ^ William George Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology: Abaeus-Dysponteus, p.618
  3. ^ Wayne G. Sayles, Ancient Coin Collecting III: The Roman World-Politics and Propaganda, Krause Publications, 2007, p.16

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Antica Roma Portale Antica Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Antica Roma