Gneo Domizio Enobarbo (console 32 a.C.)

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Gneo Domizio Enobarbo
Gnaeus Domitius Ahenobarbus coin.gif
Disegno di una moneta di Domizio Enobarbo (William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1867)
Nome originaleGnaeus Domitius Ahenobarbus
Morte31 a.C.
ConsorteEmilia Lepida
FigliLucio Domizio Enobarbo
GensDomitia
PadreLucio Domizio Enobarbo
Consolato32 a.C.

Gneo Domizio Enobarbo (in latino: Gnaeus Domitius Ahenobarbus; ... – 31 a.C.) è stato un politico e militare romano del tardo periodo repubblicano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie su Gneo Dominizio Enobarbo risalgono al 49 a.C., quando egli accompagnò suo padre, il consolare Lucio Domizio Enobarbo durante l'assedio di Corfinio e alla battaglia di Farsalo (48 a.C.). Fu perdonato da Cesare e poté tornare a Roma nel 46 a.C.. Dopo l'assassinio di Cesare, si alleò con Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino e nel 43 a.C. venne condannato dalla Lex Pedia per essere implicato nella congiura.

Ottenne grandi successi navali nel mar Ionio contro il Secondo triumvirato ma, alla fine, attraverso la mediazione di Gaio Asinio Pollione, si riconciliò con Marco Antonio, che lo fece governatore della Bitinia nel 40 a.C. Prese quindi parte alla campagna di Antonio contro i Parti, e fu console nel 32 a.C. All'inizio di quell'anno scoppiò la guerra civile tra Antonio e Ottaviano e Domizio, assieme all'altro console, Gaio Sosio, e a 300 senatori raggiunse Antonio ad Efeso. Egli ruppe con il triumviro a causa del rapporto di questi con la regina egizia Cleopatra e passò dalla parte di Ottaviano poco prima della Battaglia di Azio (31 a.C.); egli morì tuttavia pochi giorni dopo per una febbre.

Sua moglie era Emilia Lepida, dalla quale ebbe un solo figlio, Lucio, che si sposò con Antonia Maggiore, figlia di Antonio. Questi divennero i genitori di Gneo Domizio Enobarbo e nonni dell'imperatore romano Nerone.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]