Home video

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Home video (dall'inglese home - casa propria - e video) è l'espressione con cui si individua la gamma dei prodotti, variegata per tipo di supporto di memoria e per tecnologia di riproduzione, che permettono la fruizione in ambito domestico, o comunque privato, di opere audiovisive.

I supporti[modifica | modifica wikitesto]

Home video è stato a lungo sinonimo di videocassetta, quale supporto audiovisivo domestico prima unico e poi più diffuso al mondo, seppure in formati differenti: Betamax, VHS[1] ecc.

L'obsolescenza dei supporti analogici su banda magnetica (e quindi anche delle videocassette) ha lasciato spazio ai supporti ottici digitali:

  • il Video CD, che a cavallo tra gli anni novanta e i primi anni 2000 ebbe in alcuni paesi asiatici un'elevata diffusione nei suoi formati evoluti come supporto di riferimento per l'home video;
  • il DVD-Video, che, avendo sostituito il VHS[2], è il supporto utilizzato attualmente per le opere audiovisive a definizione standard;
  • l'HD DVD, che ha avuto un uso ristrettissimo;
  • il Blu-ray Disc, che è il supporto utilizzato attualmente per le opere audiovisive in alta definizione. Quest'ultimo supporto ha soppiantato l'HD DVD fin dalla nascita, ma non sostituisce il DVD-Video: ad esempio, il film Piano 17 è stato distribuito sia in DVD sia in Blu-ray Disc.

I supporti ottici digitali convivono con i servizi interattivi della televisione (video on demand, in sigla VOD) e i contenuti multimediali, gratuiti o a pagamento, fruibili on-line.

I prodotti home video offrono generalmente contenuti extra (scene tagliate, interviste a regista, attori, sceneggiatori, ecc.) o interattivi, e consentono di scegliere la lingua dell'audio e se visualizzare o meno i sottotitoli.

Home entertainment[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'avvento dell'home video nel 1972, in genere i film non erano più fruibili dal pubblico dopo l'uscita nelle sale cinematografiche, a meno che non godessero di un secondo passaggio cinematografico o non venissero trasmessi dalle reti televisive. Analogamente le serie televisive, dopo la prima programmazione, erano fruibili solo in replica.

L'home video permette la distribuzione dei film, per la vendita e poi per il noleggio, a breve distanza dall'uscita nelle sale. L'intervallo temporale, che le major ritengono necessario a evitare la circolazione di copie pirata che danneggi gli incassi cinematografici, si è andato progressivamente riducendo, fino alla sperimentazione dell'uscita contemporanea nelle sale, in home video e in pay TV.

Con la crescita del mercato home video, alle opere cinematografiche si è aggiunta la distribuzione dei prodotti realizzati per la televisione. Il circuito dello home video è anche il canale esclusivo di distribuzione dei prodotti ritenuti non remunerativi nelle sale: distribuzione direct-to-video.

L'home video ha permesso la riedizione e ha stimolato il restauro (anche per adattamento ai formati multimediali correnti) di opere cinematografiche o televisive di valore artistico-culturale o di culto, e ha rinnovato l'interesse per generi cinematografici ritenuti minori come i poliziotteschi o la commedia sexy italiani degli anni '70.

Per quanto riguarda le fiction televisive, l'home video ha consentito sia la pubblicazione di fiction di grandissima popolarità, come I Cesaroni e Don Matteo, e sia la pubblicazione di fiction seguìte da un pubblico meno vasto, come Crimini e L'ispettore Coliandro.[3]

Un altro genere di opera audiovisiva che ha successo nel mercato home video è l'anime: nonostante i numerosi passaggi televisivi, molte serie animate vengono comunque pubblicate in DVD. Grazie a questa tecnologia, l'opera è visibile in maniera integrale, priva degli eventuali adattamenti o censure operati dalle televisioni, e comprensiva delle sigle di apertura e di chiusura originali che generalmente vengono tagliate nei passaggi televisivi per motivi di tempo.

Un riscontro notevole nell'home video è avuto anche dai cartoni animati rivolti a un pubblico infantile o alle famiglie, spesso trasmessi dalle pay TV ma assenti o poco presenti nella programmazione delle reti gratuite, come ad esempio i Walt Disney Platinum e Diamond Editions.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti home video erano distribuiti quasi esclusivamente nelle videoteche. Attualmente sono rimasti pochissimi negozi fisici specializzati in home video, a causa dell'affermazione dei negozi online come Amazon.com e IBS: i prodotti home video vengono commercializzati principalmente sul web oppure presso gli ipermercati.

Diverso è il caso dei prodotti home video distribuiti nelle edicole, soprattutto con collane economiche, talvolta allegate a riviste e quotidiani. Si tratta di edizioni diverse da quelle commercializzate nei negozi. Un esempio è la serie animata Sampei: nel 2014 uscì nelle edicole l'edizione DVD deluxe[4] in allegato a La Gazzetta dello Sport, dopo svariati anni di assenza dai palinsesti televisivi, ed era un'edizione più economica rispetto a quella che venne pubblicata nei negozi negli anni precedenti, un'edizione differente nei colori e nella ripartizione degli episodi nei vari dischi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo sul Corriere
  2. ^ Articolo sul Corriere della Sera
  3. ^ Fonte
  4. ^ Articolo online

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]